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giovedì 12 marzo 2026

Il sorteggiato farà quel che deve, non ciò che vuole, Professore!



Ieri sera, a Porta a porta,  il professor Grosso, che capeggia il comitato per il No al referendum,  ha suggerito che l'assenza di un mandato elettorale possa portare a un agire arbitrario, sicché il consigliere superiore sorteggiato farà quel che vuole, senza rispondere a nessuno.   


Altri professori, come ad esempio Tullio Padovani,  dimostrano che è proprio la mancanza di un vincolo verso le correnti a porre il magistrato nelle condizioni ideali per perseguire l'interesse generale.

Indipendenza dal "vincolo di appartenenza": in un sistema elettivo, l'eletto risponde alla "consorteria clientelare" che ne ha permesso la nomina, alimentando un sistema di promesse e garanzie per il futuro. Al contrario, chi viene sorteggiato è "liberato": non deve la sua posizione a nessuno e, per la natura casuale della sua selezione, non può promettere nulla a nessuno, spezzando il legame di dipendenza dai "partitelli corporativi".

Dall'organo politico all'organo amministrativo: Il CSM non è un organo di rappresentanza politica (dove l'elezione è necessaria per mediare interessi confliggenti), ma un organo di gestione amministrativa. In questo contesto, il sorteggiato è posto nelle condizioni di agire come "testa pensante" orientata esclusivamente al buon andamento della giustizia, senza dover rispondere a logiche di fazione che Padovani definisce "tossine" nel corpo della magistratura.

Parità di merito tecnico: poiché tutti i magistrati hanno superato un concorso, sono considerati "ugualmente dotati" di capacità professionali. Il sorteggio riconosce questa pari valentia tecnica, garantendo che la gestione del CSM sia affidata a soggetti qualificati che non devono cercare consensi, ma possono concentrarsi sul proprio compito istituzionale senza "far torto a nessuno".

Sottrazione alla "suggestione" delle correnti: una volta rimosso il meccanismo elettorale, le correnti perdono il potere di "assicurare, promettere o garantire nulla". Di conseguenza, il magistrato sorteggiato non è più soggetto ad alcuna pressione o suggestione, potendo finalmente identificare e perseguire l'interesse generale che  risiede nel riportare il CSM al suo corretto alveo costituzionale.

In conclusione, proprio perché il sorteggiato "non risponde a nessuno" in termini di schieramento associativo, egli è libero di rispondere solo alla legge e ai propri doveri amministrativi, operando in una condizione di totale autonomia intellettuale.

Il prof. Grosso ha aggiunto che il CSM assolve al ruolo di tutelare l'indipendenza del magistrato e che per farlo deve essere elettivo. 

Proprio come quello che ha così ben tutelato, nell'ordine e senza pretesa di esaustività, Giovanni Falcone, Carlo Palermo, Luigi De Magistris, Clementina Forleo, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi Apicella ...

    

3 commenti:

  1. a me sembra evidente la bontà del sorteggio; quelli che lo avversano la riforma parlano di attacco alla Magistratura mentre invece avrebbero dovuto dire attacco alle correnti politicizzate della Magistratura

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  2. Devono essere PER FORZA eletti !!!!!!!! Si tratta di persone che hanno necessità di un tutore, o almeno una badante. Non sanno più cosa dire. Comunque bisogna raccogliere tutte codeste affermazioni in un volume che deve rimanere a futura memoria, almeno , per i prossimi mille anni. Non è assolutamente possibile che un così pregevolissimo patrimonio culturale ed etico-morale possa andare disperso.

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  3. Il sorteggio realizzerà, finalmente, il principio dell'indipendenza della Magistratura.

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