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mercoledì 28 novembre 2007

Il testo integrale delle ordinanze del G.I.P. Forleo sul caso Unipol


Per chi vuole avere una conoscenza diretta dell'"oggetto del contendere", il testo integrale delle ordinanze del G.I.P. Clementina Forleo sul caso Unipol può essere letto ai seguenti indirizzi del web:

Prima ordinanza – Parte prima

Prima ordinanza – Parte seconda

Seconda ordinanza



7 commenti:

  1. Mi farebbe piacere sapere quanti hanno letto il testo integrale delle ordinanze e quanti, soprattutto, hanno gli strumenti per comprenderle appieno !

    L'assenza di commenti ingenera, a riguardo, qualche legittimo sospetto...

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  2. ...conferma alla mia ipotesi: a parole e in astratto tutti bravi, ma nel merito e in concreto tutti "prudenti", vero ?

    Armiamoci...e partite !

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  3. Caro Anonimo,

    questo è ilproblema di sempre.

    Di ogni tempo e di ogni luogo.

    In fondo, quando Ponzio Pilato - il cattivo giudice per antonomasia - chiese al popolo di scegliere tra Barabba e Gesù, il popolo scelse Barabba.

    Non bisogna lasciarsi abbattere e continuare con tenacia a dare ciascuno il contributo che può.

    Grazie dlela Sua attenzione e partecipazione.

    Un caro saluto.

    La Redazione

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  4. Forse siamo rimasti tutti senza parole....

    Le ordinanze mostrano :
    1) l'enorme lavoro svolto dal GIP anche di comprensione di non facili fenomeni finanziari;
    2) il rigore logico delle argomentazioni e dei passaggi conseguenzaili;
    3) la facilita' con cui i personaggi forti ( che poi esercitano poteri fori, economici ed istituzionali) tendono a fare sponda l'uno con l'altro, passandosi notizie che la gente comune nemmeno si sogna di poter avere, ma non amano che poi si sappia in giro;
    4) qualcuno ha indebitamente permesso che gli indagati sapessero che le loro comunicazioni telefoniche erano captate.

    Che altro dire? ( sperando di aver colto la sintesi giusta )

    Che tutto cio' e' colpa del Giudice che se ne e' dovuta occupare?

    Oppure dovremmo concludere come Travaglio, che quando nelle intercettazioni spunta un nome importante, bisogna che il Giudice ritenga di aver sentito male, o se proprio e' chiarissimo, deve precipitarsi a coprirlo con un bip.

    E poi, se anche il contenuto delle comunicazioni risultasse per di piu' inequivoco, convincersi che gli interlocutori stavano scherzando per burlarsi di venetuali ascoltatori intromessi?

    In fondo, come ha detto Sirianni, basta girare la testa dall'altra parte (in questo caso l'orecchio, anche se l'operazione e' anatomicamente piu' difficoltosa...).

    La verita' e' che, smarrito il senso della vergogna - che e' una forma di autocontrollo "etico" che per la legalita' assurge alla stessa funzione autoconservativa della vita svolta dalla sensazione di freddo, di sonno, di fame, e cosi' via - certe persone che si ritengono superiori agli altri mal sopportano di essere sottoposte al giudizio degli altri.

    In fondo il Giudice, che pure "giudica", sa di essere sottoposto ad esame ed a possibilita' di critica da parte degli avvocati e di correzione da parte di altri colleghi nei successivi gradi di controllo.

    Ma il politico, perche' mai non dovrebbe essere pronto a farsi criticare e giudicare?.

    Questi signori, che disegnano le regole del gioco democratico e persino dell'economia, hanno pure trovato il modo di sottrarsi all'unica forma di giudizio che rimaneva loro incombente, quello elettorale, giacche' hanno trovato il modo per perpetuare, da una parte o dall'altra dello schieramento, la loro permanenza nei posti che contano e nella stanza dei bottoni.

    Possibile che sia cosi' difficile da capire?

    Possibile che si continui a guardare il dito e non la luna che il dito indica?

    Appunto, mettiamo all'indice i giudici che toccano i potenti....

    Mi pare pero' che quando si e' trattato di Fazio, pure sbertucciato da qualche improvvida - e vergognosa - espressione intercettata, non si sia giunti a questo ed il signore, dopo molto pensare, si e' tirato indietro.

    Forse che questa regola non puo' valere PER TUTTI?

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  5. Grazie della riflessione, che condivido appieno !

    Vorrei soltanto spedere qualche parola per il "povero" Ponzio Pilato, perché a mio avviso ben peggiore era il Sinedrio, avendo quest'ultimo montato e predisposto la falsa accusa di "bestemmia".

    Almeno Pilato ha provato a salvare Gesù...che è stato "democraticamente" messo a morte, in ultima analisi, proprio dal "popolo" !

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  6. Verissime e molto opportune le considerazioni relative al Sinedrio!

    La Redazione

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  7. Ho dato una scorsa veloce. Mi dispiace non riesco ad appassionarmi alla lettura delle ordinanze e, inoltre, forse quello che ho letto mi basta. Penso che se si fosse trattato di una normale associazione di stampo mafioso o, meglio ancora, di una normale associazione dedita al traffico di stupefacenti, tutto ciò sarebbe bastato e avanzato per una condanna :-) invece trattasi di un modo di essere dell'Italia politica di oggi, ma anche, dobbiamo presumere, di quella di ieri e di sempre. Tutto ciò non riesce a farmi recedere dalla mia volontà di andare comunque a votare alle prossime elezioni e di schierarmi con quella parte di cui comunque condivido i temi di fondo e contro quella che rappresenta valori e culture antitetiche alle mie.
    Detto questo, dobbiamo ancora ringraziare il cielo, che ci da la possibilità di continuare a diffondere notizie e ricostruzioni più attendibili di quelle che ci danno in pasto i giornali e la televisione e di manifestare più o meno liberamente le nostre opinioni, anche se eternamente in fieri :-) e limitatamente a questo mondo virtuale (nella vita reale non potrei mai parlare con dei giudici di queste cose o forse si ma finirei per essere considerato il solito "scassaminchia" che osa parlare con chi ne sa più di lui). Non amo molto i giudici: è sotto gli occhi di tutti che rappresentano una corporazione chiusa un po' classista. Del contrario mi convincerò soltanto il giorno in cui qualcuno mi mostrerà un magistrato che è diventato tale, malgrado fosse il figlio di un "morto di fame", di un operaio, di un contadino, di un extracomunitario (si si lo so che qualcuno a volerlo trovare, si troverà :-) ma questo non cambia mica la sostanza).
    Qualcuno potrebbe dire: faccio il magistrato... sempre meglio che lavorare...
    I singoli però si possono valutare (senza pretese di giudizi definitivi) anche singolarmente. L'idea che mi sono fatto di Clementina è che si tratti di un giudice triste, troppo serio, troppo intriso dell'aria milanese, troppo bravo forse e coraggioso quanto basta. La sua incolpazione da parte del CSM è ovviamente un'ingiustizia, ma si sa che da sempre i nemici più pericolosi dei giudici veramente indipendenti sono le maldicenze dei colleghi :-)
    Ciao Ciao
    I. Il cane di Jack

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