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lunedì 9 giugno 2008

A.N.M., correnti e congresso


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di Bruno Tinti
(Procuratore della Repubblica Aggiunto presso il Tribunale di Torino)



Io credo che l’ANM sia in crisi.

Al Congresso c’erano pochissime persone, ne ho contante non più di 100 tra buffet e bar dell’Auditorium mentre c’era l’intervallo; ed era un Congresso che cadeva in un momento di tensione morale, politica ed organizzativa che non abbiamo mai conosciuto.

Il tema del Congresso era l’organizzazione e l’efficienza; le relazioni dei segretari delle correnti hanno affrontato il tema in maniera generale, teorica, approssimativa e più o meno polemica con i “diversi”; insomma, aria fritta.

Di problemi concreti non si è parlato per nulla, o se ne è parlato per semplici accenni; o se ne è parlato per dire che alcune cose fatte erano state un grande successo e che c’era da stupirsi che alcuni addirittura non fossero d’accordo.

Non è mancato il consueto accenno a quanto siamo stati bravi “noi”, a come la corrente ha risposto alle aspettative e insomma all’autocelebrazione.

Come ho detto, aria fritta.

Per essere concreti, cominciamo dall’ultimo cavallo di battaglia di qualcuno (sono certo di MD, degli altri non mi ricordo): la decadenza automatica dopo 8 anni dalla dirigenza degli uffici.

La questione è stata trattata come: a) un grande successo di quella parte della magistratura associata che aveva voluto questa particolare riforma; b) un grande successo della riforma che ha finalmente svecchiato gli uffici.

Trattasi di pura e semplice mistificazione della realtà: gli uffici non sono stati svecchiati affatto, tranne che per la quota di colleghi che se ne sono andati in pensione, magari qualche mese prima di quanto avrebbero fatto comunque; ed è ovvio che la partenza di questi colleghi, proprio perché ci sarebbe stata comunque, non può essere ritenuta conseguenza positiva della riforma.

Per il resto, la riforma ha semplicemente creato il capo dell’ufficio pendolare; chi era a Poggiobelsito è andato a Roncofritto e viceversa; qualche volta il passaggio è stato un po’ più mediato perché i posti scambiati sono stati un po’ più di 2, inserendovisi anche Roccacannuccia e Canicattini di sotto.

Ma il risultato è stato che quelli che capi di ufficio erano capi di ufficio sono rimasti; solo che sono diventati pendolari (ad eccezione delle staffette tra presidente di tribunale del capoluogo di provincia e presidente di corte d’appello o tra procuratore della repubblica del capoluogo di provincia e procuratore generale).

Il che vuol dire che ognuno di questi nuovi capi (diciamo meglio, ex vecchi da rottamare) da adesso in avanti si sciropperà da 3 a 4 ore di viaggio al giorno e, per compensare il maggior tempo sottratto alla famiglia, resterà a casa il sabato.

Proprio un grande successo.

Chi volesse togliersi il prosciutto dagli occhi, superare la propaganda correntizia e ragionare con la propria testa, capirebbe subito che questa riforma in realtà altro non è se non il pubblico riconoscimento della incapacità del nostro autogoverno di operare concreti controlli di professionalità.

Non c’è bisogno di fare un pasticcio come questo per liberarsi di vecchi imbolsiti, nullafacenti e magari compromessi se non corrotti: basta operare seriamente un controllo di gestione; se no, a che servono i consigli giudiziari e il CSM?

E, infatti, così come sono costruiti, non servono proprio a niente.

Ma comunque il giro dell’oca fatto con la riforma non è servito a nulla lo stesso; chi era bravo è stato stupidamente spostato in altro posto, magari di assai minore rilevanza; e quindi ci siamo persi una buona professionalità. E chi bravo non era resta la capra che era in un altro posto, magari anche più importante.

Di leggi nuove destruenti per il sistema giudiziario (pacchetto sicurezza) e di progetti di legge ancora più destruenti (immigrazione clandestina) se ne è parlato con modalità tali da rendere il discorso assai poco efficace.

Va detto che la sede e l’occasione erano tali da imporre una trattazione del problema approfondita; occorreva spiegare quale impatto avrebbe avuto la nuova normativa sul sistema giudiziario, spiegare quale impatto già avevano le norme della Bossi Fini, quante direttissime inutili si facevano, come sarebbe stato del tutto inutile prevedere (come poi sono saltati su a fare gli inefabbili leghisti) pene ridottissime, anche solo multe in luogo del carcere; perché il problema di migliaia di processi sarebbe comunque restato, come di fatto resterà.

E poi: possibile che magistrati, giuristi, uomini che decidono del bene e del male, non hanno avuto nulla da dire sulla barbarie dei campi di concentramento?

Ma fino a dove si deve arrivare perché gente come noi dica che certe cose sono male, che non si fanno?

Come ho detto il Congresso dell’ANM gode di attenzione mediatica: certe cose vanno dette in modo che i media le rilevino, non fosse che per l’efficacia con cui vanno dette. La lettura delle tre righe attentamente calibrate di una relazione che parla dell’universo mondo non è certo il modo migliore per opporsi (si, per opporsi) a certe decisioni politiche incostituzionali e disumane.

Dell’impossibilità di destinare agli uffici di procura e monocratici gli uditori giudiziari e delle conseguenze del fatto (che qui non enumero perché le conosciamo tutti benissimo, anche quelli che dicono che la cosa non è un problema e che in qualche modo si risolverà) se ne è parlato solo per dire che appunto bisognerebbe fare qualcosa.

Nessuno che abbia affrontato funditus il problema, che abbia costruito uno straccetto di statistiche, che abbia detto che ci saranno uffici costituiti dal solo procuratore della repubblica, che tutti i bei reati immaginati dal Governo non saranno trattati da nessuno perché gli uffici saranno vuoti.

Nessuno che abbia detto che giudici che applicheranno le pene per le guide in stato ebbrezza et similia, anche questa, roba tanto cara alla maggioranza, non ce ne saranno.

Del carico esigibile di lavoro ne ho sentito parlare solo come occasione per MD di dire che MI vola basso; e per MI di dire che le altre correnti l’hanno emarginata.

Qualcuno che si preoccupasse dei colleghi sottoposti ad esposti, denuncie e procedimenti vari nel quadro di un’organizzata ostilità contro la magistratura (e se i nostri maggiorenti non se ne sono accorti di questa organizzata ostilità vuol dire che non si accorgono più di nulla) non c’è stato (si ci sono stato io ma non mi hanno apprezzato molto).

La trovata più bella è stata quella di MD: il problema va affrontato in uno con tanti altri che attengono all’organizzazione degli uffici, a rivisitazioni normative, alla realizzazione delle ultime iniziative adottate dal Ministero (questa dell’ufficio del processo è l’ultima divisione di carta spostata sullo scacchiere bellico dai nostri generali; ne ho già parlato sulle mailing list e nessuno mi ha dato torto; però tutti hanno continuato a parlare dell’ufficio del processo come una cosa seria).

Intanto, tenetevi esposti, denuncie e procedimenti: proprio una bella identificazione delle priorità.

Di organizzazione congiunta di uffici giudiziari di uno stesso plesso, delle condizioni economiche dei magistrati, delle leggi ad personam tuttora vigenti, del caso Calabria, nulla ho sentito.

Così, stabilire se i magistrati non sono andati al Congresso perché già sapevano che tanto si sarebbe trattato del solito rito correntizio; ovvero se non ci sono andati perché sono arrivati a un tale punto di sfiducia e disperazione sulle concrete possibilità di modificare un sistema che ci sta crollando addosso; oppure ancora se non ci sono andati perché stanno chiusi in ufficio a lavorare come bestie; è proprio difficile.

Sta di fatto che non ci sono andati; manco i romani.

E la cosa dovrebbe indurre a pensare; soprattutto dovrebbero pensare i detrattori della “partecipazione attraverso le mailing list”, quelli che si arrabbiano perché non vai alle assemblee ed intasi le liste.

Certo che leggere a 100 (150?) persone una relazione che, sulla mailing list dell’ANM (non parliamo di quelle delle correnti), sarebbe letta da un 2000 persone (facciamo 5000 nel complesso?) non può essere definito un bel modello di partecipazione.

Per finire: come tutti (gli intervenienti spontanei; segretari di correnti e oratori programmanti hanno avuto più tempo, anche molto più tempo) ho avuto a disposizione 8 minuti.

In 3 o 4 minuti ho cercato di dire che un CSM che si fa annullare le proprie delibere dal TAR per violazione di legge ha qualche cosa che non va e che non ce lo possiamo permettere.

Che ciò è il portato dell’appropriazione indebita che le correnti hanno fatto dell’autogoverno; e che io avevo un sistema per cambiare le cose ma non avevo tempo di illustrarlo.

Non mi è dispiaciuto troppo non avere tempo: del sorteggio di Tinti sanno tutto i 5000 che leggono le mailing list; e non ho avuto molti riscontri positivi.

Certo non mi aspettavo di averne dai 100 (150?) che c’erano al Congresso.

Siccome il problema di un autogoverno diverso è il problema più grave che abbiamo, possiamo parlarne un po’, per piacere?


9 commenti:

  1. Caro Dott:Tinti,
    se ne dovete ancora parlare, per favore, segnali per noi "utenti" della giustizia, quale posizione assumere nel frattempo: seduta, sdraiata o sepolta?
    Alessandra

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  2. Anche per la magistratura, come per la politica ed in quasi tutte le categorie professionali, credo che il sistema si sia inceppato. Non si può diversamente spiegare una così esigua presenza al congresso dell'A.N.M. in un momento così difficile per l'intero paese.
    Alle ultime elezioni politiche, gli italiani hanno votato più per senso di dovere che per appartenenza agli schieramenti in lizza per il governo del paese. Oramai esiste tra Popolo Sovrano e rappresentanti al Parlamento una scollatura che mai improvvisate leggi potranno colmare. Forse anche i magistrati si rendono conto di non poter nulla al cospetto di un così mai toccato degrado...
    Mi auguro che queste mie sensazioni siano dettate soltanto dal pessimismo, anche se non mi reputo tale!
    b

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  3. per me l'anm è una casta, proprio come quella politica. e sono pure amiche tra loro. e la giustizia in italia praticamente non esiste.
    si salvi chi può...

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  4. http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_09/csm_forleo_ac210f72-364b-11dd-9226-00144f02aabc.shtml

    Eccolo il CSM!

    Ecco un "cattivo" magistrato da mandare via subito.

    Ma non era un "pazzo" e un "vittimista" anche de Magistris, mentre ora sappiamo quanti e chi ordiva contro di lui?

    Abbiamo letto le agghiaccianti manovre per delegittimarlo.

    Torniamo a parlare della Forleo, per piacere!

    Un CSM cosi' delegittimato (e, aggiungo io, senza vergogna!) che cosi' si esprime dopo i risultati delle indagini di Salerno, quelli gia' raggiunti e quelli che, si intuisce dalla "richiestona", verranno....., come puo' pronunciarsi in questo modo su Magistrati che piu' esposti di cosi' non si potrebbe e che andrebbero invece protetti?

    Oppure si e' messo a fare da antesignano ed apripista alle volonta' "imbavagliatorie" del nuovo Governo : si reprimano tutti i reati, tranne quelli delle caste?.

    Mio Dio, come siamo caduti in basso!

    Se c'e' un Santo che protegge gli amanti della Giustizia Vera, che faccia presto ad intervenire....

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  5. Io chiedo soltanto :
    Perchè non facciamo qualcosa?
    Ognuno di noi ha coscienza di tutti i disservizi, le violazioni, le disattenzioni e le "attenzioni particolari". Perchè non facciamo qualcosa?
    Invece di scaricare la ns. rabbia, che alimenta ancor di più un sistema deviato, perchè non unirci, formare una voce forte che riesca a denunciare anche oltre il ns. sistema statuale?
    Sono stanca di vedere ogni giorno l'assassinio della legalità.
    Facciamolo noi un vero movimento per la legalità, apolitico e laico.
    Facciamolo nel vero ricordo dei ns. morti e non alimentiamo questa massa informe di parassiti che sta succhiando da ognuno di noi la linfa vitale: credere!
    Mathilda

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  6. "Torniamo a parlare della Forleo, per piacere..."

    Un "trafilettino" sul Corriere della Sera di oggi.
    "La proposta di trasferimento del GIP"
    "La Forleo manca di equilibrio"
    Ha "una notevole propensione a condotte vittimistiche e una marcata carenza di equilibrio":
    Inoltre, gli atteggiamenti del GIP denotano una tendenza alla "personalizzazione delle vicende processuali a lei affidate (soprattutto quelle aventi carattere mediatico), tali da determinare contrasti conflitti e sospetti nei confronti dei magistrati di uffici con lei in contatto anche nella sede milanese".
    A favore del trasferimento hanno votato cinque componenti su sei.

    Che dire....
    Un senso di schifo mi assalì di schianto. E stramazzai al suolo con sussiego priva di sensi.
    Fu "annunciata" la "pazzia" questa analisi è soltanto uno squallido compromesso fra un'analisi clinica e una "non so cosa".
    Alessandra

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  7. Senza parole, quello che ho letto mi ha lasciato senza parole. L'unica considerazione che mi viene da fare è che Mr. B ha vinto e del "Resistere!Resistere! Resistere!" non è rimasto nulla.
    Rita

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  8. Roma, 22:07
    FORLEO: CSM, PROPENSA VITTIMISMO E POCO EQUILIBRATA
    Una "notevole propensione a condotte vittimistiche" nonche', "marcata carenza di equilibrio" e "personalizzazione delle vicende processuali a lei affidate, soprattutto quelle aventi forte carattere mediatico, tale da determinare contrasti, conflitti e sospetti nei confronti dei magistrati di ufficio con lei in contatto anche nella sede giudiziaria milanese". Con queste parole la prima commissione del Csm definisce gli atteggiamenti avuti dal Gip di Milano Clementina Forleo, spiegando perche' ha deciso di proporre al plenum il trasferimento d'ufficio per incompatibilita' ambientale della Forleo in un'altra sede giudiziaria. La delibera, che dovra' essere sottoposta all'attenzione del plenum, ha ricevuto 5 voti favorevoli "solo uno, invece, e' stato espresso a favore dell'archiviazione integrale della procedura. La situazione di incompatibilita', secondo la prima commissione di Palazzo dei Marescialli, si riferisce alle dichiarazioni rese dalla stessa Forleo in tv o alla stampa in relazione "all'esistenza di poteri forti che, anche per il tramite per i soggetti istituzionali, avrebbero interferito sull'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali e dei rilievi mossi ai pubblici ministeri preposti alle indagini per la scalata Bnl, tesi a manifestare allarme per un asserito rallentamento delle indagini e protesta per un supposto insabbiamento in corso".

    RispondiElimina
  9. Brava Mathilda!!!
    Mi auguro che Mathilda sia un magistrato. Sarei felicissimo!!!
    bartolo

    RispondiElimina

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