Quella che è una sintesi delle motivazioni espresse dai sottoscrittori, interpellati da il Foglio sul referendum.
Cittadini, colleghi, ci rivolgiamo a voi perché crediamo che il prossimo referendum rappresenti un'occasione storica e l'ultima chiamata per ripristinare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, alterato negli anni dalla deriva delle correnti .
La nostra scelta nasce da ragioni di merito e di profonda riflessione sulla funzione che esercitiamo quotidianamente in tribunale.
Dobbiamo spezzare il sistema della "correntocrazia", che ha trasformato il CSM in un "parlamentino" politico e in un'oligarchia interna dedita alla lottizzazione degli incarichi. L'introduzione del sorteggio per i membri del CSM è lo strumento, semplice e radicale, necessario per recidere il cordone ombelicale tra eletti ed elettori, garantendo finalmente l'indipendenza intellettuale del singolo magistrato e restituendo credibilità a un’istituzione oggi colpita da una grave crisi morale.
È tempo di attuare pienamente l'articolo 111 della Costituzione: la separazione delle carriere non è un attacco alla magistratura, ma la garanzia di un giudice davvero terzo e imparziale. La pericolosa contiguità attuale tra giudici e pubblici ministeri rischia di compromettere il "giusto distacco" necessario nel processo, trasformando talvolta il giudice in un mero organo ratificante dell'attività d'indagine. Vogliamo un processo penale che garantisca la parità delle parti e che tuteli i cittadini, specialmente i più fragili, dal dramma dell'errore giudiziario e di una pendenza processuale che diventa essa stessa una pena.
Votiamo Sì per una magistratura di "uomini piuttosto che dèi", consapevole della propria fallibilità e libera dal condizionamento di centri di potere privati.
Votiamo Sì per modernizzare il nostro Paese secondo gli standard delle democrazie occidentali e per restituire un sogno di giustizia giusta a chi verrà dopo di noi.
Il 22 e 23 marzo non restate indifferenti: votate Sì per la liberazione della giustizia dalla politica e dalle correnti.
I FIRMATARI
Bianco, Giuseppe (Sostituto procuratore a Roma)
Bretone, Francesco (Sostituto procuratore generale di Bari)
Cea, Costanzo (Già presidente di sezione alla Corte d’Appello di Bari)
Ceccarelli, Natalia (Giudice della Corte d’appello di Napoli)
Cianfarini, Alberto (Giudice del tribunale di Roma)
Cioffi, Giuseppe (Giudice del Tribunale di Napoli)
Colucci, Daniele (Consigliere di corte d’Appello a Napoli)
D’Ambrosio, Edoardo (Presidente della sezione Penale del Tribunale di Crotone)
D’Avino, Alfonso (Procuratore a Parma)
Gallucci, Anna (Sostituto procuratore a Pesaro)
Giuffrida, Carmen (Giudice del Tribunale dei minori di Catania)
Imparato, Annalisa (Sostituto procuratore a Santa Maria Capua Vetere)
Itri, Paolo (Presidente di sezione nella Corte di giustizia tributaria a Napoli)
Magi, Jaqueline Monica (Giudice penale del Tribunale di Pistoia)
Marchionni, Monica (Magistrato di sorveglianza a Siracusa)
Maresca, Catello (Magistrato)
Mirenda, Andrea (Consigliere togato del Csm)
Padalino, Andrea (Giudice del tribunale di Vercelli)
Rinaudo, Antonio (Ex pubblico ministero a Torino)
Rocchi, Giacomo (Presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione)
Saracino, Nicola (Consigliere della Corte d’Appello di Roma)
Tamburrino, Marco (GIP-GUP a Trento)
Vaccari, Massimo (Giudice del Tribunale di Verona)
Varone, Gennaro (Sostituto procuratore a Pescara)
Visone, Giuseppe (Sostituto procuratore della DDA di Napoli)
La riforma in questione RESTITUISCE AI MAGISTRATI L’INDIPENDENZA LORO DATA DALLA COSTITUZIONE E SOTTRATTA DAL CORRENTISMO.
RispondiEliminaCost.101: La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Ost. 104: La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
Cost. 107: I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso. Il Ministro della giustizia ha la facoltà di promuovere l’azione disciplinare. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario.
La Costituzione statuisce che l’autonomia e indipendenza FA RIFERIMENTO AI SINGOLI MAGISTRATI. La magistratura nel suo complesso è un ordine in quanto non costituisce un apparato centralizzato che si esprime con una sola voce. Ciascun organo giudicante è un potere dello Stato che può essere parte attiva o passiva nei conflitti di attribuzione con altri poteri dello stato. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura rappresenta una garanzia per i magistrati i quali, nell’esercizio della funzione giurisdizionale, non possono in alcun modo essere condizionati dagli altri poteri dello stato. La garanzia riguarda sia la magistratura giudicante che requirente
L’istituto giuridico del sorteggio è un metodo che garantisce la più alta garanzia di imparzialità, per tale motivo previsto dal nostro ordinamento in casi di elevatissima rilevanza: integrazione giudici Corte Costituzionale in ordine alle responsabilità del Presidente della Repubblica, 135.Cost.; giudici popolari Corte D’Assise; formazione commissioni giudicatrici per la chiamata dei professori universitari : L.n.240,30.12.2010; e in molti altri ambiti molto delicati. Costituisce con certezza indiscutibile, forma di investitura più democratica rispetto al voto richiamandosi ai padri nobili del pensiero democratico Rousseau e Montesquieu. Metodo, in vigore nell’antica Atene dal 508 a.C.