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martedì 10 marzo 2026

Le peloton


Strepiti, sconcerto, scandalo per una frase, decontestualizzata, di Giusi Bartolozzi. 

Davvero un plotone di esecuzione contro colei che, alla fine di uno stressante confronto televisivo, è "esplosa" in un moto emotivo legato a vicende personali.

Il contesto della frase: il "dolore della pelle".

L'espressione "plotoni di esecuzione" viene usata da Giusi Bartolozzi non come un insulto generico, ma come una metafora del potere distruttivo di certi processi. Lei stessa lega questa immagine alla propria esperienza: cita i 7 anni di processo subiti per aver denunciato il "sistema Siracusa". Secondo Bartolozzi, il sistema penale attuale può "uccidere le persone", distruggendo famiglie e reputazioni ben prima di una sentenza.

La "giustizia che elimina": i precedenti storici.

L'uso del termine "plotone di esecuzione" richiama casi in cui la magistratura (o il CSM) è stata percepita non come un arbitro ma come un organo che "espelle" o "punisce" chi esce dai binari del sistema.

Il Caso Tortora. Rappresenta l'archetipo dell'esecuzione giudiziaria e mediatica. Un uomo simbolo della TV trasformato in "mostro" da accuse infondate, un caso spesso citato per descrivere una magistratura che non cerca la verità ma la condanna a ogni costo.

Luigi De Magistris e la Procura di Salerno. Il riferimento è allo scontro tra procure (Catanzaro e Salerno) sulle inchieste "Why Not" e "Poseidone". L'intervento disciplinare del CSM, che portò al trasferimento dei magistrati salernitani (come Apicella) e dello stesso De Magistris, è stato spesso descritto dai sostenitori di quei magistrati come una "decapitazione" o un'esecuzione professionale per fermare indagini scomode.

Clementina Forleo. Il suo trasferimento d'ufficio per "incompatibilità ambientale", dopo le sue decisioni e dichiarazioni sulle scalate bancarie (Unipol), è un altro esempio in cui l'uso dei poteri del CSM è stato interpretato come una misura punitiva contro un magistrato "scomodo".

Strumentalizzazione o denuncia?

La frase della Bartolozzi, se contestualizzata e collegata ai mille  casi Tortora o De Magistris, non è  un attacco alla magistratura intera - lei stessa precisa di farne orgogliosamente parte - ma una denuncia contro quelle "correnti che orientano" e che possono trasformarsi in meccanismi di eliminazione dei singoli.

In sintesi, la "decontestualizzazione" della frase cancella il riferimento a quella parte di magistratura che, attraverso il potere disciplinare o l'uso mediatico delle inchieste, ha storicamente agito come un "plotone" contro cittadini (Tortora) o contro i suoi stessi membri non allineati (Forleo, De Magistris).



4 commenti:

  1. Tortora soltanto? Certamente è stato un caso eclatante... ma quante centinaia e centinaia di casi Tortora che poi alla fine non ce l'hanno fatta a dimostrare la propria innocenza, mentre la magistratura sommaria pur non riuscendo a provarne la colpevolezza ha ugualmente condannato fino in Cassazione ... sono un caso, ancora, se pur anziano malandato, vivente. Pronto a confrontarmi con chiunque luminare dell'antimafia, a riprova di quello che affermo. Anzi, come scrivevo nel 93, i veri mafiosi si sono trasformati in brava gente...mentre io continuo a pagarme le conseguenze.

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  2. Intervento perfetto sotto il profilo analitico, della rappresentazione dei fatti e delle circostanze; ossia della verità. Secondo la carovana degli scemi del villaggio, la Bartolozzi, che è un magistrato, avrebbe(rectius: ha) detto che, se vince il si sarà eliminata la magistratura, che è composta da plotoni di esecuzione. Necessariamente ne deriva che eliminata la magistratura, la giustizia sarà amministrata dai giudici del capo dello Stato, o del governo; oppure dai presidenti delle commissioni mafiose: gli eredi di totò riina.
    La Bartolozzi ha detto, rivolgendosi a coloro che hanno conosciuto e quindi sanno cosa sono i “plotoni di esecuzione” in seno alla magistratura( e non la MAGISTRATURA), cosa vuol dire incappare nelle loro mani. Una metafora del potere distruttivo di certi processi.
    Faccio riferimento alle sentenze gravemente abnormi da motivazione apparente tali da essere considerate inesistenti (violaz. art. 11 Cost; 125 comma 3 c.p.p.) ex multis Cass. 5927/23, Cass. V pen. 3695/23, Cass. Sez. Un. Bevilacqua 2004; le sentenze affette da falsità ideologica in atto dispositivo, CHE PASSANO IN GIUDICATO DOPO TRE GRADI DI GIUDIZIO!!!!!!

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  3. Analisi perfetta. Quelli del NO sono rimasti, da ieri, con le mani nei capelli e la bocca ad O a gridare allo scandalo.

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  4. Purtroppo è tutto ineccepibile, il problema è che in questa campagna cosi scorretta il fronte del no strumentalizza questa facilmente dichiarazioni per dimostrare l’assurdità della tesi del controllo della politica sulla magistratura

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