Pagine

martedì 21 luglio 2026

Coccodrillo piagnone





La nomina di Rita Maria Imbergamo a procuratore aggiunto della DNA, con Sebastiano Ardita sconfitto in plenum, ha smascherato l’ipocrisia di un dibattito che pretende di scandalizzarsi solo quando la maggioranza non coincide con la propria. La verità, invece, è elementare: ha vinto chi aveva più voti, cioè chi ha saputo costruire un consenso più solido dentro un CSM che tutti sanno essere attraversato da correnti e rapporti di forza. 

Ed è qui che il lamento dei sostenitori di Ardita diventa quasi comico. Hanno difeso fino all’ultimo la logica dell’elettività del CSM, hanno celebrato il referendum che ha conservato quel sistema, e adesso fingono di cadere dalle nuvole perché una maggioranza organizzata ha imposto la propria linea. Ma se il CSM è un organo elettivo, allora è inevitabile che la politica delle appartenenze entri nel recinto delle nomine. 

Il punto non è soltanto che una corrente abbia battuto un’altra. Il punto è che si continua a raccontare come tecnica una partita che è sempre stata politica, e poi si finge indignazione quando la politica mostra il suo volto più nudo. Prima si accetta il correntismo come grammatica del potere interno, poi si piagnucola sul fatto che qualcuno l’abbia usata meglio degli altri. 

Questa non è una sconfitta “istituzionale” in senso nobile. È il banale esito di una lotta di potere, giocata sotto gli occhi di tutti, in cui ciascuno ha portato i propri voti, i propri riferimenti, le proprie alleanze, e alla fine ha vinto il blocco più forte. 

Tutto il resto è contorno retorico, utile solo a mascherare l’amara evidenza: chi perde chiede criteri, chi vince non ne ha mai avuti di diversi dalla forza numerica. 

Nessun commento:

Posta un commento

Scrivi il tuo commento nel riquadro qui sotto.

Per farlo NON occorre essere registrati.

Se non sei un utente di Google, nella sezione "Scegli un'identità" seleziona "Nome/URL" oppure "Anonimo", così non ti sarà richiesta la password.

Per favore, inserisci il tuo nome e cognome e la città dove vivi: un commento "firmato" è molto più efficace.

I commenti non compaiono subito nel sito, perchè sono soggetti a verifica preventiva della Redazione.

Non censuriamo in alcun modo i contenuti in base alle idee, ma non pubblichiamo commenti che:

1. ledano diritti di terzi, siano diffamatori o integrino altre fattispecie di reato (non pubblichiamo, per esempio, commenti sotto qualunque profilo razzisti);

2. contengano espressioni volgari;

3. costituiscano forme di spamming;

4. si esauriscano in una presa di posizione politica per questa parte o per quell'altra ("fare politica" è cosa nobile e necessaria, ma questo sito non è il luogo adatto).

Se non trovi pubblicato il Tuo commento e vuoi saperne le ragioni, inviaci una mail all'indirizzo della Redazione. Ti comunicheremo le ragioni della mancata pubblicazione.