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lunedì 15 marzo 2021

Alta chirurgia.



A questo link sono riportati concetti attribuiti al Ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Liquidata come marachella quella del sistema che Luca Palamara non ha creato ma raccontato, sia pure da protagonista, il rimedio del Ministro sembra adagiarsi sul recupero dell'immagine e della credibilità della magistratura, alle quali i cittadini avrebbero diritto. 

Sia consentito auspicare che ai cittadini spetti il diritto alla sostanza e non solo all'immagine, della quale già altri si occupano, senza troppo successo a quanto pare. 

Il problema è quindi che la magistratura "sia" migliore della sua meritatissima rappresentazione odierna e  non che appaia propinabile ad un popolo inconsapevole. 

Ebbene, la terapia ipotizzata dal Ministro muove dall'idea che "non si debba nutrire l'illusoria rappresentazione di un intervento sul sistema elettorale del Csm che possa di per sé offrire una definitiva soluzione alle criticità che stanno interessando la magistratura italiana, le quali attingono invero a un sostrato comportamentale e culturale che nessuna legge da sola può essere in grado di sovvertire ... nella consapevolezza della fisiologica e peraltro ineliminabile pluralità delle culture della magistratura, rifuggendo dalla semplificazione che confonde il valore del pluralismo con le degenerazioni del correntismo".

Non esclude, poi, che "Ogni due anni potrebbero essere rinnovati la metà dei laici e la metà dei togati. Una previsione che potrebbe rivelarsi utile sia ad assicurare una maggiore continuità dell'istituzione, sia a non disperdere le competenze acquisite dai consiglieri in carica, sia a scoraggiare logiche spartitorie che poco si addicono alla natura di organo di garanzia che la Costituzione attribuisce al Consiglio".       

Ma questa è materia da ministero della Salute, non della Giustizia. 

"Cambiare le teste" dei magistrati è, prima di tutto, un atto d'accusa assai grave verso le correnti di togati che fino ad oggi hanno gestito il potere interno alla magistratura  sebbene  proprio da quel mondo sono espressi gli stessi collaboratori dei quali il Ministro s'è circondato per porre mano (anche) al sistema penale.

Noi abbiamo sempre sostenuto che non esistono magistrati migliori di quelli che sino ad oggi hanno così male operato. 

Esistono solo regole migliori che conducono a sistemi migliori e quindi a magistrati migliori. 

E si tratta proprio del sistema elettorale, come il sorteggio temperato, che il Ministro Cartabia - a differenza di sempre più numerosi suoi colleghi costituzionalisti - sembra scartare  a priori, così facendo tirare un gran sospiro di sollievo al correntismo che del sistema "poco commendevole" è l'artefice e lo sarà ancor di più in futuro.

Se è vero che quella ipotizzata dal Ministro (sezionare le elezioni del CSM in due, ogni biennio) è una prospettiva che non rispetta neppure i rapporti di forza tra i partitini magistratuali poiché favorisce, tra le quattro correnti, quella che ha il maggior peso elettorale. 

Insomma, il trapianto di testa, signor Ministro, ad oggi ha avuto successo in un solo caso ed è quello del suo innesto su cadavere.

Ma il correntismo è vivo e vegeto e si muove intorno a Lei. 
 


                     

3 commenti:

  1. un paese nelle mani di corriere, repubblica, il surrogato di entrambi fatto quotidiano, e una manciata di giornalisti a doppio stipendio con i servizi segreti.

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  2. Più volte abbiamo ribadito che all'orizzonte si intravedono solo parole. Ma anche che Tempo Verrà !!!

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  3. Il costituzionalista Ainis ritiene che il processo Palamara a Perugia sarà un gigantesco bagno di sangue per la magistratura italiana. Pensa che un sorteggio pilotato fra i magistrati più laboriosi, potrebbe essere utile per poter evitare nell'opinione pubblica una caduta di fiducia catastrofica. Nel suo intervento, anche se non lo dice, teme il rischio che l'affaire Palamara faccia pensare ad organizzazioni eversive dell'ordine costituzionale, capaci di minacciare il regolare svolgimento delle attività di organi di primario rilievo per la repubblica.

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