Pagine

martedì 16 marzo 2021

Presentazione di una parafrasi




di Cristiana Valentini - Ordinario di Diritto Processuale Penale
   
Mi spetta quest’oggi un compito che considero un onore tanto quanto un piacere: presentare il lavoro di Nicola Saracino, pubblicato sulla rivista Archivio Penale con l’evocativo titolo “Il sistema, spiegato”. 

Nicola apre le danze di un vero e proprio dibattito che sarà ospitato sulle pagine virtuali della rivista con il titolo -non meno evocativo- “L'impero alla fine della decadenza: crisi della magistratura e crisi della giustizia penale”. 

Colgo l’occasione per rivelare ai fedeli lettori del blog che l’idea di questo dibattito nasce dal continuo confronto che io e Nicola abbiamo tenacemente proseguito negli ultimi mesi, leggendo, confrontandoci e prestandoci al contraddittorio che i nostri Maestri ci hanno insegnato ad amare ai tempi del dottorato. 

Il tutto sulla scia di un rapporto amicale la cui durata tacerò impudicamente, per lasciare qualche illusione di persistente gioventù in capo ai protagonisti. 

Concludo dicendo che la rivista Archivio Penale è indicizzata su Scopus, quindi forse, chissà, l’eco delle tristi vicende italiane oltrepasserà l’oceano e troverà un ascolto maggiore di quanto accade in questo nostro mondo (apparentemente) distratto.

Ecco qui il link alla rivista Archivio Penale  dal quale è possibile scaricare l'articolo cliccando su "visualizza". 

3 commenti:

  1. Grazie infinite per quanto fate. I frutti del vostro lavoro sono palesemente evidenti. Irrilevante è che in tanti non li vedono. E' la caratteristica dell'uomo "sapiens" che vede solo quando sale sul patibolo, e chiede a tutti(ma a tutti chi?) aiuto.

    RispondiElimina
  2. Ringrazio la gentile prof.sa Valentini per l'annuncio dell'iniziativa promossa dalla Rivista e spero di potere partecipare all'annunciato dibattito.
    Le "vicende italiane" sono non soltanto "tristi" ma drammaticamente surreali, come si apprende ascoltando i dibattiti del C.D.C. dell'A.N.M., trasmessi da Radio Radicale.
    Il 'Sistema' è bloccato: l'immagine di un 'impero' in frantumi e di una Giustizia (di)sfatta mi sembra appropriata.
    Paradossalmente soltanto il dott. P. si fa paladino di una rinascita; ed egli è pronto a chiamare in correità, ma proprio per questo nessuno lo vuole ascoltare.
    Colgo l'occasione per congratularmi con il dott. Nicola Saracino perché il suo articolo è ricco di spunti nuovi ed interessanti.
    Rosario Russo, (amareggiato e pentito) magistrato in pensione

    RispondiElimina
  3. Grazie per il Vostro (exstra) impegno.

    L’altro ieri sul profilo fb di un giornalista ho letto di una discriminazione fatta ad un giovane calciatore a causa del padre mafioso; poi un’altra, del PAPA, ai gay: si possono amare, ma di nascosto.

    Al ché ho voluto immaginare Gesù nel caso in cui al posto dell’adultera avesse avuto di fronte il figlio di un boss mafioso e un Gay, magari accompagnati dalla DNA e dal PAPA per essere giudicati. Questa l’immagine: alla DNA avrebbe rimproverato il vaccino somministrato abusivamente a otto suoi pm, mentre a carico del ragazzo, non vi era alcun peccato; al PAPA, invece, avrebbe detto di lasciare in pace il frutto di Adamo ed Eva: magari non procreerà come i genitori, però, a differenza loro, peccatori, potrebbe adottare dei figli o usare la scienza, oppure, addirittura, potrebbe essere non solo privo di sesso e peccati, ma anche pieno d’amore per il prossimo.

    Ecco: quando sento parlare di diversità culturali rispetto all’orientamento dei magistrati italiani, un brivido mi percorre il corpo. Significa, infatti, che un magistrato filoDNA può far calare la sua spada sul mio capo solo perché considerato mafioso dalla società degli onesti; e un altro, filoPAPA, potrebbe decapitarmi, pur privo di peccati e ricco d’amore, perché omosessuale.

    Ma per favore, se sono capaci, si vergognino.

    RispondiElimina

Scrivi il tuo commento nel riquadro qui sotto.

Per farlo NON occorre essere registrati.

Se non sei un utente di Google, nella sezione "Scegli un'identità" seleziona "Nome/URL" oppure "Anonimo", così non ti sarà richiesta la password.

Per favore, inserisci il tuo nome e cognome e la città dove vivi: un commento "firmato" è molto più efficace.

I commenti non compaiono subito nel sito, perchè sono soggetti a verifica preventiva della Redazione.

Non censuriamo in alcun modo i contenuti in base alle idee, ma non pubblichiamo commenti che:

1. ledano diritti di terzi, siano diffamatori o integrino altre fattispecie di reato (non pubblichiamo, per esempio, commenti sotto qualunque profilo razzisti);

2. contengano espressioni volgari;

3. costituiscano forme di spamming;

4. si esauriscano in una presa di posizione politica per questa parte o per quell'altra ("fare politica" è cosa nobile e necessaria, ma questo sito non è il luogo adatto).

Se non trovi pubblicato il Tuo commento e vuoi saperne le ragioni, inviaci una mail all'indirizzo della Redazione. Ti comunicheremo le ragioni della mancata pubblicazione.