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domenica 14 marzo 2021

La loggia del venerabile sorteggio

 

di Massimo Vaccari - Magistrato

Nella rassegna stampa del CSM del 13 marzo 2021 è stato inserito un articolo del quotidiano “La Sicilia”, a firma di Francesco Puleio, procuratore aggiunto della Repubblica di Catania, che contiene  una serie di obiezioni alla proposta  di introdurre il sorteggio dei componenti togati del Csm, quale rimedio alla pervasiva influenza delle correnti nella vita professionale dei magistrati italiani, disvelata  all'opinione pubblica dalle vicende di Magistropoli.

Nell’editoriale, oltre alle solite obiezioni di carattere per così dire tecnico, già confutate in numerosi occasioni e anche in articoli di questo blog (si veda ad esempio), ve n’è una assolutamente inedita, ovvero che il sorteggio dei togati del Csm sarebbe stato incluso nel “famoso piano di rinascita democratica di Licio Gelli”.

In altri termini si tratterebbe di un intervento da sempre gradito alla massoneria.

Ora una accusa del genere, ad una prima, frettolosa lettura, potrebbe apparire gravemente  offensiva per quanti, come il  sottoscritto, sostengono  da tempi non sospetti la necessità di questa riforma per ridare credibilità alla magistratura, consentendole di recuperare l’indipendenza che è stata gravemente compromessa dal controllo delle correnti.

Ad una più ponderata riflessione però il rilievo è così inverosimile, ancor prima che manifestamente infondato, da risultare solo la reazione scomposta di chi è terrorizzato dalla prospettiva che una simile proposta possa tradursi in una norma, viste le sempre più numerose adesioni che sta ricevendo da parte di giornalisti, commentatori e docenti universitari (l’ultimo in ordine di tempo M. Ainis su La Repubblica del 12 marzo, nell'editoriale dal titolo "Le correnti senza ideali").

L’affermazione del dott. Puleio infatti non resiste già ad una semplice verifica di verosimiglianza.

Dovrebbe essere piuttosto evidente come il sorteggio sia disfunzionale al modus operandi non solo della massoneria ma di qualsiasi centro di potere poiché oppone loro  l'elemento dell'imprevedibilità quando ogni centro di potere, per poter gestire al meglio i propri affari, deve esercitare un controllo e, per farlo, deve necessariamente programmare e quindi (cercare di)  prevedere le conseguenze delle proprie iniziative.

Luca Palamara, il signore delle nomine, lo racconta nel libro il Sistema a proposito delle correnti: esse aspirano ad ottenere il maggior numero possibile di voti nelle elezioni dei componenti togati del Csm per conquistare il numero maggiore di posti così da garantirsi, anche mediante accordi con gli altri gruppi, “il potere di nominare, fare e cambiare le cose”.

Il sorteggio, anche nella sua forma temperata (sorteggio degli eleggibili) rompe questo meccanismo perché, come ben sanno i nostri lettori (ma lo ricordiamo per il dott. Pulejo), impedisce, innanzitutto, alle correnti di prevedere quali saranno i candidati, mentre con l’attuale sistema elettorale esse li stabiliscono con diversi anni di anticipo rispetto ad ogni tornata elettorale.

Ed allora l'accostamento tra sorteggio e massoneria suona come un ossimoro, al pari di quello tra il diavolo e l'acquasanta.

Tutto ciò  è talmente vero che, se si ha la pazienza di andare a leggere il programma della loggia massonica P2, facilmente reperibile on-line, ci si accorge che in esso non vi è la minima traccia di una simile proposta tra quelle, riguardanti la magistratura, che il venerabile vagheggiava.

Non si comprende quindi quale possa essere stata la fonte del dott. Puleio sul punto.

Voglio sperare che non sia uno dei film di Woody Allen, dei quali sembra appassionato viste le prime righe del suo articolo.

A meno che egli non sia a conoscenza di un’altra versione del programma di rinascita democratica  che non è stata mai pubblicata, ma se fosse così dovrebbe renderla nota e spiegare come ne è venuto in possesso.

Nel programma noto della P2 troviamo però un dato molto interessante: vi si indicava nella corrente di Magistratura indipendente, che, secondo il documento, all’epoca raggruppava il 40 % dei magistrati, il cavallo di troia che la loggia massonica avrebbe potuto utilizzare per realizzare i propri obiettivi.

Questo passaggio, invero piuttosto inquietante, costituisce la migliore conferma del fatto che le correnti della magistratura possono diventare permeabili ad influenze di soggetti, ad essa estranei, che possono influire sul funzionamento del Csm trasformando l’autogoverno in etero-governo, un risultato eversivo.   

E la riprova che ciò possa accadere realmente la si è avuta con la scoperta, e il conseguente risalto mediatico, delle trame tra Luca Palamara, alcuni consiglieri del Csm e parlamentari dirette a  pilotare le nomine di dirigenti di alcuni uffici giudiziari italiani.    

Per ironia del destino, di fronte ad uno scandalo di tale gravità, un consigliere del Csm, Giuseppe Cascini, nella seduta straordinaria del plenum del Csm del 4 giugno 2019 affermò che essa gli ricordava proprio la P2.

Ebbene nell’articolo de “La Sicilia” non vi è il minimo accenno a tale vicenda, che ben avrebbe giustificato il riferimento alla massoneria, né qualche riflessione sul sistema correntocratico che indirettamente l’ha favorita o un briciolo di proposta per porre rimedio a simili degenerazioni.

Gli unici destinatari della requisitoria del dott. Puleio sono l’idea del sorteggio, definita come “strampalata”, e i suoi sostenitori.  

Sarebbe un po’ come se in un processo penale il p.m. si disinteressasse completamente della posizione dell’imputato e si spendesse per la condanna della persona offesa.

Ma una accusa così surreale suona in realtà come una disperata difesa, quella dello status quo.

E se le obiezioni alla proposta del sorteggio per i componenti togati del Csm continueranno ad essere di questa inconsistenza si tradurranno automaticamente in formidabili argomenti a conferma della sua validità.

Non mi resta quindi che concludere con un sentito grazie al dottor Puleio per aver contribuito, anche se involontariamente, alla nostra causa.


3 commenti:

  1. Le argomentazioni sono ben accette; le invenzioni molto meno, perché dimostrano la carenza di serie ragioni

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  2. A seguito della bomba atomica Sallusti-Palamara, se non vado errato, meno di trecento magistrati su 9500, ritengono che la situazione di gravissima patologia (un cancro ad esito infausto) debba essere curata in modo determinante, ossia risolvere in modo reale e non per lasciare le cose come sono. Qualche altro centinaio non ha idee chiare su come poter risolvere il problema. Il resto pensa che le cose, a tutti i costi, devono rimanere come sono. Pensano che l'esistenza di strapotere in seno al potere, con relativi privilegi, semmai da accrescere, mai minimamente da diminuire, è cosa né buona né cattiva, semplicemente giusta in perfetta linea con l'ordine naturale delle cose. Che non può e non deve essere minimamente toccato. Rimane questo blog: che deve essere considerato un' Altissima istituzione privata che svolge funzioni di pubblico servizio in forza dei poteri conferitegli dalla Costituzione, segnatamente: artt. 1, comma 2 e 118, comma 4.

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  3. «Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie, ma bordello!»
    Una volta, da adolescente , giovane studente , lavoratore del sociale e imputato e condannato da innocente , mi divertivo a provare meraviglia ... Da un decennio a questa parte, tra esperienze lavorative e strafalcioni in capo ad eminenti rappresentanti del pubblico potere mi è stata tolta anche questa soddisfazione.

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