La legge! ... è ... dev'essere ... speriamo che sia ... dobbiamo fare in modo che sia ...
Pagine
sabato 28 marzo 2026
Il sorteggio ha unito, non diviso l'elettorato.
venerdì 27 marzo 2026
Dopo Bella ciao, Ciao Bella!
Fuori ruolo
Il prossimo De Magistris sarà uno sciocco...
giovedì 26 marzo 2026
Il Popolo ha votato, non ha vinto!
Politica della giurisdizione fatta in casa sulla pelle dei cittadini.
mercoledì 25 marzo 2026
Repulisti: tardivo e incompleto?
martedì 24 marzo 2026
Bella ciao
Che stile, dott. Agnino
- Alcune
frasi sono al limite della leggibilità per lunghezza e densità. Sintatticamente corretto, ma faticoso.
- Qualche sovraccarico di specificazioni tra parentesi e riferimenti normativi/giurisprudenziali nella stessa frase, che rendono il periodo pesante .
- Ripetizioni
di formule (“invero, va rilevato che…”, “va premesso che… va altresì
premesso che…”) che, pur corrette, potrebbero essere variate per maggiore
scorrevolezza.
- il resto rientra nello stile ipotattico e ridondante tipico
della giurisprudenza di legittimità.
lunedì 23 marzo 2026
Ha vinto un Sistema settario.
giovedì 19 marzo 2026
Gli imbroglioni del No
Usano la testa che hanno.
La stessa con la quale hanno fatto scempio del “voto” che l’art.
104 della Costituzione aveva previsto, non senza molti timori e perplessità, per
la scelta dei consiglieri superiori togati.
Doveva essere un voto personale e di stima, utile a mandare
al CSM magistrati stimati, preparati tecnicamente per difendere l’indipendenza dei
colleghi.
E’ usato, invece, come
voto di interesse e di gruppo dando
luogo ad una eversiva rappresentanza partitica, da sempre reputata
inammissibile dal maggiore interprete della Carta costituzionale a partire dalla sentenza “capostipite” n. 142
del 1973 della Consulta.
Non sono bastate molte leggi elettorali a frenare l’eversione:
ancor oggi al CSM i togati sono divisi in gruppi partitici e votano per mera appartenenza, senza coscienza diversa da quella del branco.
Sono, in sostanza, eversori se si condivide la lettura data dalla
Corte costituzionale al voto previsto dall’attuale art. 104
Cost.
Da coloro che sistematicamente frodano - coi loro comportamenti - la Costituzione, arriva l’eccentrica ipotesi di frode anche alla nuova Costituzione: a loro avviso i laici saranno eletti e non sorteggiati, abituati come sono al loro metro di valore.
Omnia munda mundis. Dicono
che sono “ingenui” coloro che si attendono, al contrario, un’attuazione “onesta”
della revisione costituzionale, che dovrà
necessariamente prevedere degli elenchi di sorteggiabili sufficientemente
lunghi da conservare senso al concetto
fondamentale, quello del sorteggio, anche per i
“laici”.
Ovvio che chi è abituato ad imbrogliare pensi
che tutti siano come loro.
Il Sì al referendum serve a smentire questa rozza visione degli
imbonitori, tutti schierati a difesa del Sistema.
Togati e laici nel CSM. Quale legittimazione?
mercoledì 18 marzo 2026
La lista testi del dott. L.Palamara
Perché si vota
martedì 17 marzo 2026
A titolo personale?
lunedì 16 marzo 2026
APPELLO PER IL SÌ: UN’OCCASIONE STORICA PER LA GIUSTIZIA
domenica 15 marzo 2026
La prepotenza
In questo contesto si inserisce la storia che ci racconta, nella lettera che pubblichiamo qui sotto, un magistrato che, senza alcuna sua responsabilità, è incappato nel congegno usato dal sistema per affermare la sua autorità. Accertata nelle sedi competenti la sua correttezza, ha comunque deciso di dire basta.
Sono Fernando Prodomo, magistrato di settima valutazione, almeno sino al 31 maggio prossimo, dopo andrò in pensione, anticipata, molto, perché ho 64 anni, ma sono stanco e indignato.
Devo però alla Magistratura, che tanto mi ha dato professionalmente sino a qualche anno fa, una testimonianza, il racconto di fatti che mi sono accaduti da quando ho avuto le funzioni semidirettive.
Sino ad allora – era il 2012 – risultavo essere un magistrato normale, nella media, con tante esperienze organizzative (informatico, formatore, coordinatore uditori, relatore a convegni, persino docente alla SSM).
sabato 14 marzo 2026
La difesa non è una questione "privata".
La logica della loggia.
di Nicola Saracino - Magistrato





















