lunedì 2 febbraio 2026

Martello.



di Nicola Saracino - Magistrato 

I fatti di Torino sono gravi, come sempre quando c’è di mezzo la violenza, quindi anche – e soprattutto  aggiungo io – se esercitata contro le forze dell’ordine. 

Lo hanno detto tutti, del resto. 

C’è già anche l’accusa da muovere ai responsabili, quella di tentato omicidio, almeno secondo alcuni esponenti politici (ma col martello si può anche fare una strage, meglio attendere le indagini). 

Pare che la polizia, invece, abbia denunciato per resistenza, violenza e lesioni ad un pubblico ufficiale (oltre alla rapina dello scudo); se così fosse avrebbe disatteso quelle stesse direttive che i politici pensano di poter impartire alle toghe.     

Del resto anche la magistratura, come i politici, ha inteso esprimere la sua “condanna”; non quella che le compete, da emettere, quando ne sia il caso, nelle aule giudiziarie ma quella mediatica, per far conoscere la propria opinione al pubblico. 

E lo ha fatto in ordine (disordine?) sparso. 

Va premesso che non è nota l'idea dei commercialisti o degli ingegneri su questi fatti, tuttavia i magistrati ritengono di dover intervenire nel dibattito politico. L'abitudine di votarsi genera brutti scherzi e del resto si vendicano, in questo modo, delle invasioni di campo altrui.    

Ma tant'è!
  
Esce, dapprima, un comunicato di una corrente che potrebbe definirsi “conservatrice” e vicina alle posizioni governative, Magistratura Indipendente, quella numericamente dominante per i voti raccolti.

Dal comunicato riportato il 1° febbraio 2026 alle 13:51 da Agenzia Nova: - Magistratura indipendente "condanna fermamente i gravissimi atti di violenza verificatisi ieri a Torino in occasione del corteo di Askatasuma", si legge in una nota della presidente di Magistratura indipendente Loredana Miccichè e del segretario generale, Claudio Galoppi. "Esprimiamo piena solidarietà verso il poliziotto aggredito e le Forze dell'ordine per i vili attacchi ricevuti in relazione ad aggressioni che nulla hanno a che fare con la legittima manifestazione del dissenso, ma sono unicamente inaccettabili atti di violenza gratuita. Solidarietà anche - proseguono - a quei magistrati che con coraggio hanno denunciato coloro che sostengono e legittimano tali violenze gratuite. In particolare, grazie a Lucia Musti, procuratore generale presso la Corte di appello di Torino".

Le correnti sono attualmente quattro, mancavano all’appello Magistratura Democratica, Area e Unicost. 
Quello dei 101 è un movimento non strutturato in corrente e quindi non abilitato a prendere posizione per altri. 

Nella stessa data del 1° febbraio 2026, orario imprecisato, sul sito dell’ANM compare questo testo “Esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alle donne e agli uomini delle forze di polizia, impegnati quotidianamente per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, feriti negli scontri di ieri a Torino. Condanniamo in modo netto ed inequivocabile ogni atto di violenza, che nulla ha a che fare con il diritto di manifestazione, ed esprimiamo gli auguri di pronta guarigione ai feriti”. Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

Il secondo comunicato dovrebbe trasmettere ANCHE la posizione di Magistratura Indipendente, che tuttavia sembrava essersi già espressa. 

Un primo esercizio di analisi consiste nello scovare le differenze tra i due testi.  

Nel secondo scompare ogni riferimento ad Askatasuna; l’aggressione diviene generico “atto di violenza”, di “vili  attacchi” non si parla così come non si lodano i magistrati che hanno adottato iniziative  “contro coloro che sostengono e legittimano tali violenze gratuite”. 

Quindi le differenze ci sono. 

Ed MI ha evidentemente voluto marcarle, non senza però cadere in possibili contraddizioni perché non si capisce, a questo punto, se la sua posizione sia quella del comunicato concepito in autonomia oppure quella, apparentemente più sfumata, del comunicato “generalista” dell’ANM che tramite il suo organo (GEC, vale a dire Giunta Esecutiva Centrale) ha parlato anche a suo nome. 

Se queste diversità si manifestano tra quanto è stato espresso nei due testi resi pubblici, non è dato invece capire – né è possibile escluderlo – se ciascuna delle altre tre correnti, Magistratura Democratica, Area ed Unicost, abbiano posizioni differenziate tra loro sulla vicenda.

E’ mera ipotesi, ma le correnti meno vicine al Governo, ad esempio, potrebbero temere di contribuire all’inasprimento della politica sulla sicurezza pubblica per via dell’agevole strumentalizzazione degli ultimi disordini. 

Il punto di maggiore frizione tra i due comunicati è la condanna  di Askatasuna della quale non vi è traccia nelle fonti dell'ANM e non può essere un caso, anzi è il "caso". 

Non vi è stata una presa di posizione  perché le posizioni sono, all'evidenza, diverse. 

Quindi si scansa il problema mostrando una unità solo apparente. Ecco cosa fa il parlamentino dei magistrati, replicato pari pari al CSM: media, compromette, smussa, cela, difende e aggredisce a seconda delle maggioranze, non solo secondo la fredda legge. Fa politica, in poche parole.    

 
Sta di fatto che ho manifestato le mie perplessità su tale strategia comunicativa nell’ambito di una mailing list chiusa (riservata a soli magistrati) e sono stato accusato di blasfemia per aver detto che essa genera equivoci: se parla una sola corrente (quella filogovernativa) e le altre stanno zitte qualcosa vorrà dire? 

A mio avviso non è possibile, a questo punto, trincerarsi dietro al comunicato, generico e generalista dell’ANM, se si vuole conoscere il pensiero di ciascuna corrente sul tema. 

Pensiero che, evidentemente, le altre correnti non hanno interesse a diffondere o, peggio, hanno un preciso interesse a non diffondere in questo clima referendario.

Perché anche questo è "correntismo", cioè divisione politica che cessa di essere legittima quando può incidere sulla giurisdizione attraverso l'occupazione delle caselle nodali degli uffici giudiziari.    

Su questo punto ho battuto, come un martello, del quale, è bene ricordarlo, può farsi anche un uso lecito. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A me pare che questa ricostruzione, non sia portatrice di alcun messaggio costruttivo e mi dispiace avere dedicato dal tempo a leggere. D'altra parte, ho seguito il link inserito nell'ennesima mail ricevuta, in una mattina nella quale - beato te, collega - avevi evidentemente poco da fare. Mea culpa.

Nicola Saracino ha detto...

Hai trovato, tuttavia, il tempo di sottoscriverti. Esempio della platea dei magistrati, dei simpaticoni.