«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 18 ottobre 2007

Un omaggio ai giudici e agli avvocati


In questo tempo di insofferenza del potere ai controlli di legalità, di direttori di servizi segreti e comandanti generali che vanno via travolti dagli scandali (benché l’“andare via” consista concretamente nell'andare a occupare altri posti molto importanti), vogliamo condividere con i nostri lettori un frammento di cinema. Non è grande cinema – solo un legal thriller all’americana –, ma è di buona fattura e suggestivo. Insomma, un po’ di evasione (ci vuole anche in un blog “impegnato”!), ma significativa.

Vi proponiamo le scene finali di “Codice d’onore” di Rob Reiner.

Lo mettiamo qui per rendere onore all’esercizio di una giurisdizione indipendente dal potere e al suo fondamentale ruolo in una democrazia.

Lo mettiamo qui anche come omaggio a chi indossa con onore la toga.

L’indirizzo del nostro blog è volutamente “toghe”, al plurale.

La toga del tenente Kaffee è una toga di avvocato.

E questo è anche, con convinzione, un omaggio ai tantissimi veri avvocati che ancora ci sono nel nostro Paese, nonostante quello che “l’Avvocatura” (come tanta parte della “Magistratura”) sta facendo corporativamente a se stessa.

Con questi avvocati, dei quali ci sentiamo per tanti versi “colleghi”, vorremmo davvero avere tutto il dialogo possibile.

Come ha scritto Aniello Nappi, in un bell’articolo pubblicato qui, “cresce l’esigenza di una più forte legittimazione dei giudici che non potrà ricevere una risposta plausibile se non verranno trovate le ragioni di una ‘solidarietà del corpo dei giuristi’, con il coinvolgimento di magistrati e avvocati in un progetto capace di superare le faziosità corporative”.

Ovviamente, mentre scorrono le scene nel film, noi non condividiamo affatto l'affermazione del colonnello Jesset (Jack Nicolson) secondo la quale il popolo "non può reggere la verità". In una democrazia, il popolo "ha diritto alla verità". E stiamo decisamente con l’avvocato tenente Kaffee, che conclude dicendo: “Non mi chiami figliolo. Io sono un avvocato e un ufficiale della Marina degli Stati Uniti. E lei è in arresto, gran figlio di puttana”.

Il Video (clicca sul triangolo al centro per avviarlo):




9 commenti:

Anonimo ha detto...

Seguo con molto interesse questo blog praticamente dalla sua nascita...qui ho scoperto l'esistenza del dibattito interno alla Magistratura in relazione alle sue stesse istanze rappresentative ed al "modo" in cui oggi un magistrato vive la sua professione e si confronta sul suo rapportarsi con il mondo Giustizia e con la stessa Società civile...
Voglio solo ringraziare per l'opportunità concessa a tutti di partecipare (anche da spettatori) al confronto e, in relazione a questo post, al pensiero rivolto all'Avvocatura (o almeno a quella sua parte più "sensibile").
Avv. Maurizio Buccarella - Lecce

Anonimo ha detto...

Ed i diritti d'autore? Dubito che abbiate ricevuto un nulla osta per la pubblicazione sul blog di questo video. È penale... Da quando i giuristi infrangono le leggi così inpunemente? :)

Come ci si sente ad essere nella zona grigia del diritto, pronti ad essere citati in giudizio? Noi utenti conviviamo con questa spada di Damocle da anni. Voi giuristi non potreste dare una spintarella al legislatore per fargli promuovere un diritto d'autore più equo sia con l'autore che con i fruitori?

Anonimo ha detto...

Bello, il film ! Un po' "americano", ma bello comunque.

Belle anche le Vostre intenzioni.

Ma esiste anche un "terzo genere" di operatori della giustizia, oltre ai magistrati e agli avvocati, di cui quasi nessuno, chissà perché, parla.

Mi riferisco ai G.O.T. e ai V.P.O., che per una paghetta "da fame" partecipano a udienze, scrivono sentenze civili e penali, ovvero promuovono l'accusa in Tribunale, il tutto al prezzo di un misero "gettone di presenza", invariato da quasi un decennio, senza previdenza, assistenza, ferie, senza niente !

Già, perché sono "onorari" !

Questi "onorari", tuttavia, sono assai diversi dai Vice Pretori di un tempo, giacché taluni si sono occupati anche di cause del valore di oltre due milioni di Euro... E appare del tutto singolare (ma non soprendente...) che nessuno, o quasi, si sia mai occupato di loro sulla grande stampa o sulle reti nazionali.

Alla vigilia di una grande riforma della magistratura onoraria, che prevede l'accorpamento della figura del Giudice di Pace a quella del G.O.T., nonché ulteriori misure per i V.P.O., sarebbe forse il caso di spendere qualche parolina anche per questi "oscuri" giudici e pubblici ministeri, giacché molti, in servizio da oltre otto anni, hanno contribuito in maniera notevole ad alleviare il peso dei fascicoli che gravano su ciascun giudice professionale, senza ricevere in cambio alcuna gratificazione, né materiale (in media, meno di 800 Euro netti al mese...), né tantomeno morale, fuorché l'intima soddisfazione di aver fatto bene il proprio dovere.

Basti pensare che i Magistrati Onorari di Tribunale compongono circa il 40% dell'organico della magistratura, compresa quella professionale.

Basti pensare che esistono G.O.T. che hanno al loro attivo oltre 400 sentenze civili di merito, equivalente al lavoro di due/tre anni di un magistrato professionale, uditorato escluso.

Basti pensare che senza il loro contributo l'agonizzante sistema giudiziario italiano sarebbe già morto e sepolto, da tempo.

E basti pensare che, un giorno, a un G.O.T. civile che domandava di poter trattare un maggior (ripeto: maggior) numero di fascicoli il Presidente del Tribunale rispose di no, che era possibile assegnargli solo un decimo dei fascicoli di ciascun "togato" !

Sarebbe proprio il caso di non riferire quest'ultimo episodio ai cittadini che aspettano da anni, e talvolta da decenni, la sentenza civile di primo grado...

Sarebbe, invece, opportuno che tutti i magistrati professionali facessero pressione perché la riforma della magistratura onoraria, che consentirebbe loro di concentrarsi soltanto su cause e processi veramente rilevanti, fosse approvata al più presto, nel loro stesso interesse, oltre che in quello, superiore, della Giustizia.

Cordiali saluti, e complimenti di nuovo per la Vostra iniziativa.

Anonimo ha detto...

Mi sembra evidente, sul piano giuridico, che un semplice link (in sostanza, l'indicazione di un indirizzo già esistente) ad un altro sito estero che contiene immagini da altri inserite non elimina nè estende le esclusive responsabilità di questi ultimi.
Peraltro, non ho motivo di dubitare che tale pubblicazione (in sostanza, una mera citazione) sia avvenuta a sua volta con riferimento a materiali promozionali liberamente resi fruibili proprio per tale scopo.
Sul piano generale, non vi è dubbio che il diritto d'autore attuale non sia pienamente aggiornato con le attuali istanze tecnologiche e sociali.
E' compito però del legislatore quello di adeguare la normativa, e nessuno ha mai negato un contributo, anzi sono note iniziative di giuristi che hanno messo in luce le problematiche ed hanno anche indicato delle soluzioni.

Gennaro ha detto...

Relegare il tutto ad una questione di diritti di autore per aver passato uno spezzone video che potrebbe essere rappresentativo di un certo tipo di legalità che sembra non esistere più da moltissimi anni e far ricadere su di esso l'intero sistema giudiziario allora siamo messi proprio male,torno a ripetermi la situazione è palesemente disastrata in questo ambito,chi afferma il contrario vuol dire che non vive in questo contesto nazionale,parafrasando un termine è come se fosse un ologramma una entità virtuale. Allora quando si capirà che la situazione è precipitata e bisogna ripartire da zero sul vero senso della parola avremo fatto tutti un passo avanti,diversamente carissimi amici percorreremo una strada senza ritorno,il problema è che i magistrati sono "Soli " a livello di copertura istituzionale e se siamo arrivati a questo punto come pensate che la cittadinanza si senta ? Ma chi ha realmente interesse affinchè in questo paese non debba funzionare nulla ? Diamoci tutta una bella svegliata prima che sia troppo tardi,i colori lasciateli nei cassetti,la dignità e la legalità non appartengono a nessuna bandiera,vi abbraccio e grazie per il Vs operato su questo blog

Anonimo ha detto...

Volevo anche io complimentarmi per questo blog! Sono uno studente di giurisprudenza e per mezzo di voi, mi è possibile affacciarmi al mondo concreto della giustizia, al quale, in futuro, mi piacerebbe dare il mio contributo.

Andrea T. (Roma)

Ps. Da appassionato di cinema (oltre che di diritto :)), ritengo che il film "Codice d'onore" sia uno dei legal thriller più riusciti.

matteomaratea ha detto...

FIRMATE TUTTI

firmiamo.it/nointernettax

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Riccardo Arena ha detto...

Cari Amici,
solo per dirvi che sul sito www.radiocarcere.com abbiamo pubblicato il banner del Vostro blog.
Cordilaità
Riccardo Arena

jacopo martini ha detto...

Summum ius, summa iniuria

in riferimento all'anonimo che polemizza sulla questione del diritto d'autore: in linea generale (e di grande approssimazione) il diritto d'autore tutela oltre che la paternità anche gli aspetti legati all'elemento patrimoniale. I) qui mi pare ci sia stato da parte di nessuno un'ingiusto arricchimento II) mi pare che nessuno qui si sia appropriato dei contenuti del filmato, indicando anzi oltre al nome del regista anche (addirittura) la locandina del film III) più che di invocare la tutela del diritto d'autore, se proprio bisogna essere fiscali, nonostante creda che il film non ne avesse bisogno, mi pare la questione sia meglio riconducibile al fenomeno della pubblicità ed in questo caso, sono convinto che gli unici legittimati ad invocare la tutela in questione non la invocherebbero perchè sarebbero anzi lieti di esser citati, soprattutto in modo così positivo IV) pensaci un po' anonimo della zona grigia (e prima di dar fiato alle trombe pensa anche in senso generale), ritieni davvero che il diritto d'autore impedisca la CITAZIONE di una pubblicazione?

Certo si! bisogna ammetterlo...non è improbabile che questo blog percepisca sotto banco denaro dai produttori del film o addirittura da jack nicholson in persona ah! ah! ah!

jacopo martini (studentello)