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domenica 31 maggio 2009

Chi lega le mani ai pm condiziona la giustizia




di Adriano Sansa
(Presidente del Tribunale per i Minorenni di Genova)




da Famiglia Cristiana del 31 maggio 2009



Parlare d’altro, per incompetenza o disonestà.

Eludere le questioni vere.

Svuotare le istituzioni del loro prestigio.

Deprezzare, se non disprezzare, la legge.

Così facciamo. La giustizia è lenta. Le imprese protestano per la difficoltà di avere in tempo – prima di fallire! – il pagamento dei crediti. I cittadini assistono sconcertati alla prescrizione dei reati, più facile per gli imputati facoltosi grazie ad abili avvocati, ai cavilli e ai differimenti che codici confusi e rattoppati permettono.

Gli immigrati, invece di trovare un Paese di chiara civiltà che li accolga e insieme li spinga all’osservanza della legge, si imbattono in un sistema talvolta crudele e però sfibrato.

I giudici stessi vivono impotenti il declino del processo civile e penale verso quei livelli per i quali l’Europa ci condanna a risarcire le vittime della lentezza.

Nell’avvilimento del mondo giudiziario sfumano talora ideali, si rafforzano tendenze clientelari di “correnti”, il Consiglio superiore si rifugia in produzioni cartacee soffocanti.

Ma nessuno interviene a cambiare e semplificare le regole, a ridare prestigio a uno dei cardini della democrazia.

Non solo: si prepara una norma che toglie al Pubblico Ministero la possibilità di iniziare l’inchiesta con proprio impulso, senza un rapporto della polizia giudiziaria; notizie di stampa preziose, vittime intimidite che non osano denunciare saranno ignorate.

I Governi potranno “filtrare” gli elementi da fornire alla giustizia, condizionarne l’azione tramite il controllo della polizia.

Non se ne parla.

Nella mia esperienza ho visto difendere beni artistici e paesaggistici dalla speculazione, intervenire sull’inquinamento, indagare la corruzione per iniziativa d’ufficio.

E invece qualcuno propone giudici eletti, per giunta nativi della regione – dov’è il senso della Repubblica una e indivisibile? – in un Paese e in un momento in cui la politica invade più che mai gli spazi con la sua aspra divisione.

Massima contraddizione. Berlusconi – mancato imputato per effetto del “lodo” da lui stesso voluto – accusa di faziosità politica i giudici di Milano: hanno condannato l’avvocato inglese che dapprima, in Inghilterra, ha confessato d’esser stato compensato per avergli risparmiato grane giudiziarie con la propria reticenza.

Ma mentre si accusano i giudici di essere parziali e politicizzati, si propone la loro elezione, cioè il loro inserimento nel circuito politico-partitico: con la perdita, allora sì, di ogni indipendenza.

Qualcuno osserva che in altri Paesi la cosa funziona, come negli Stati Uniti.

Al di là dei difetti di quel sistema, del quale il nostro è comunque di gran lunga migliore per le garanzie dei cittadini e dell’uguaglianza, va detto che ogni Paese ha sue tradizioni e atmosfere.

Il rapporto tra politica e giustizia da noi è attualmente pessimo.

La tendenza a fare propria l’istituzione giudiziaria è alta.

La recente polemica tra il presidente della Camera Fini e Berlusconi sul ruolo del Parlamento mostra che l’esecutivo già deborda, schiacciando gli altri poteri.

E più potrebbe farlo, se controllasse l’elezione dei giudici.

Una prova: mai Clinton, indagato, avrebbe osato toni simili all’invettiva berlusconiana.

Le magistrature elettive americane sono rispettate anche dalla politica cui sono legate.

Da noi, già ora i giudici vengono presi a calci.

Quelli vivi, talvolta nei fatti anche quelli assassinati per la legalità.

Figuriamoci dopo, se fossero scelti con elezioni dominate da questi politici.


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La partita pericolosa che si gioca sulle toghe





di Luigi Ferrarella
(Giornalista)





dal Corriere della Sera del 31 maggio 2009


Nel 2007 la Cassazione ha stabilito che Silvio Berlusconi poteva non sapere o non aver comunque direttamente a che fare con i 434mila dollari della sua Fininvest bonificati dal conto del suo avvocato storico direttamente al conto estero di un giudice.

E sempre la Cassazione nel 2001 aveva stabilito che, benché il capo dei servizi fiscali della Fininvest avesse ammesso di aver pagato tre tangenti alla Guardia di Finanza, Berlusconi poteva esserne ignaro: per il premier queste sentenze valgono, visto che rimarca di essere sempre uscito senza condanne definitive dai processi intentatigli.

Nel 2008 la Cassazione ha stabilito che era priva di fondamento la pretesa del premier di ricusare uno dei suoi giudici nel processo Mills, e cioè la presidente Nicoletta Gandus tacciata d’essere prevenuta nei suoi confronti: per Berlusconi questa sentenza non vale, di continuo il premier rimette in discussione il risultato della «partita» già risolta dalla Suprema Corte, continua a dire «è come se Mourinho avesse arbitrato Inter-Milan» nonostante la Cassazione abbia appunto già ribadito che a far giocare accusa e difesa sul caso Mills non è stata Mouriinho-Gandus ma una corretta terna arbitrale guidata da Collina-Gandus.

Perché i giudici erano tre, non una.

Non solo Gandus, qualificata «nemica» e «estremista di sinistra» per aver anni fa, pubblicamente e insieme a decine di altri giuristi, criticato alcune leggi sia del governo Berlusconi che del governo Prodi.

Ma anche Loretta Dorigo e Luigi Caccialanza, il magistrato che nella motivazione si capisce che ha redatto la parte cruciale della sentenza, cioè l’analisi contabile che esclude la riferibilità al solo cliente Attanasio dei soldi finiti all’avvocato Mills e addita invece la commistione con almeno una parte dei soldi Fininvest provenienti dal cosiddetto «dividendo Horizon»: e Caccialanza, nella cerchia degli avvocati milanesi, è notoriamente non solo un magistrato molto preparato e stimato, ma anche super-cattolico, estraneo alla politica togata, e certo non classificabile in schemi ideologici analoghi a quelli appiccicati a Gandus.

Che farà di questo passo Berlusconi e chi come lui usa questo genere di argomenti?

Plauderà al primo imputato di fede musulmana che ricuserà Gandus perché è ebrea?

O al primo ladro ateo che negherà legittimità alla sentenza del cattolico Caccialanza?

Ripugna dover scendere nella disamina delle identità culturali, politiche e persino religiose che ogni magistrato dismette quando veste la toga di giudice in udienza, ma è uno dei frutti avvelenati di questo modo di nutrire il dibattito pubblico.

Così velenoso da inquinare ormai persino il modo di ragionare di chi, per criticare Berlusconi, in questi giorni ha ritenuto di opporgli il contro-argomento per il quale Gandus sarebbe un giudice che ha dimostrato di saper essere imparziale in quanto in passato ha assolto un importante esponente dello schieramento di Berlusconi (Formigoni), e l’ha fatto proprio in un processo nel quale la sua posizione aveva un forte nesso con il patteggiamento e il pesante risarcimento accettato in precedenza dal fratello di Berlusconi (Paolo): come se l’imparzialità di un giudice non consistesse nell’assicurare eguale attenzione alle ragioni delle parti, ma si misurasse su una sorta di pareggio dei risultati, come se dipendesse da una opportunistica par conditio dei verdetti, come se solo l’assoluzione di un potente facesse maturare un bonus spendibile per condannarne un altro e viceversa.

Chiacchiere da bar sport, verrebbe da dire. Ma si farebbe un grave errore: il lunedì al bar sport, ormai, si parla della partita della domenica con maggiore competenza e superiore onestà intellettuale.

___________

(Vignetta di Bandanas)




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sabato 23 maggio 2009

“Il giudice deve piacere a me”






di Achille





La scomposta reazione del Presidente del Consiglio contro la sentenza pronunciata legittimamente da un Tribunale composto da TRE giudici, consistita nel fare finta che essa sia stata pronunciata da un solo giudice e nel coprire di insulti quest’ultimo dicendo che «da questi giudici lui non si fa processare», perchè sono «komunisti» (??!!), mi ha fatto venire in mente due video tragicomici già pubblicati su questo blog, che vi ripropongo.












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venerdì 22 maggio 2009

L’appello firmato da Nicoletta Gandus e le bugie del Presidente del Consiglio







Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)





La reazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla sentenza del tutto legittimamente emessa dal Tribunale di Milano nei confronti dell’avv. David Mills, che risulta essere stato corrotto dal Presidente Berlusconi per rendere falsa testimonianza in suo favore è inaccettabile e dà l’esatta misura del vulnus eversivo che questa persona ha introdotto nel sistema costituzionale del Paese per soli suoi interessi personali.

Di tutti i profili gravissimi di questa storia uno dei più orribili – perché una stampa se non “libera” almeno “decente” potrebbe agevolmente smascherarlo e non lo fa – è il ricorso sistematico alla menzogna.

Il numero di cose non vere dette dal Presidente del Consiglio e dai suoi galoppini in questa vicenda è altissimo.

Voglio commentare qui solo quello relativo al fatto che la collega Nicoletta Gandus sarebbe una “attivista della sinistra estrema” e una “nemica del Presidente del Consiglio” anche perché avrebbe firmato un appello che si sostiene sarebbe contro di lui.

Per dimostrare quanto questo sia falso, è sufficiente leggere l’appello in questione.

Lo riporto qui sotto. Si trova pubblicato in tantissimi siti internet e qualunque giornalista avrebbe potuto e potrebbe ricostruirne il contenuto e la genesi.

L’appello è stato promosso dal Procuratore Aggiunto di Milano Armando Spataro ed è stato firmato da molto più di mille persone di varia estrazione professionale.

I magistrati firmatari sono CENTINAIA.

L’ho firmato CONVINTAMENTE anche io. Non sono e non mi sento sotto nessun profilo “attivista della sinistra estrema”“nemico del Presidente del Consiglio”.

Mi sento amico della legge e della Costituzione.

E’ il Presidente del Consiglio nemico di qualcosa: della legge e della Costituzione. Oltre che, purtroppo, della verità.

Questo post risulterà lunghissimo, perché l’elenco delle firme lo è, ma credo sia utile riportarle per intero.

Devo precisare, peraltro, che le firme riportate qui sotto non sono tutte, perché molte altre ancora ne sono giunte successivamente alla pubblicazione.

Un’altra cosa che è nota a tutti, ma viene costantemente taciuta, è che la sentenza nei confronti dell’avv. Mills NON E’ STATA PRONUNCIATA dalla collega Nicoletta Gandus, ma da un Tribunale composto DA TRE GIUDICI, uno dei quali è la collega Gandus.

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Un impegno per la giustizia


Si sta chiudendo una delle più tormentate e controverse legislature della storia repubblicana e c’è oggi la prospettiva di un cambio di governo. Ma deve cambiare anche il modo di governare: dal punto di vista costituzionale e dei rapporti tra cittadini ed istituzioni.

Il lavoro che attende il nuovo governo è quindi di enorme complessità e responsabilità e si estende a settori di grande importanza per la collettività: l’informazione, la sanità, il lavoro, l’ambiente e i beni culturali, la ricerca, l’istruzione, la politica fiscale e tributaria.

Importanti riforme di sistema sono necessarie anche per ridare ai cittadini fiducia nella giustizia. Ma in questo settore noi tuttavia riteniamo che vi sia una inderogabile priorità: la cancellazione delle principali leggi che sono state adottate quasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettività. Si tratta di leggi che – a prescindere da ogni altra considerazione - hanno devastato il nostro sistema giustizia e compromesso il principio della ragionevole durata dei processi.

Alcune di queste leggi, pur da riformare , sono state disinnescate dalla Corte Costituzionale (ad esempio il cd. “Lodo Schifani”, cioè la L. 20.6.2003 n. 140 sulla sospensione dei procedimenti per le alte cariche dello Stato) o dai giudici di merito e dalla Corte di Cassazione (è avvenuto per la Legge sulle rogatorie n. 5.10.2001 n. 367 e la cd. “Legge Cirami” 7.11.2002 n. 248 sullo spostamento dei processi per legittimo sospetto).

Ma, per altre leggi è necessaria l’abrogazione immediata: solo con la loro abrogazione, infatti, sarà possibile restituire credibilità al paese sul piano internazionale e dignità ai governanti e ai rappresentanti politici ed ottenere la partecipazione della collettività nazionale agli sforzi necessari per ricostruire una scala di valori condivisi.

Le leggi che devono costituire oggetto di abrogazione già nei primi mesi della legislatura sono:

- la Legge di “depenalizzazione” del falso in bilancio ( D.L.vo 11.4.2002, n.61) , che rappresenta la tipica traduzione in termini normativi della cultura della illegalità e contrasta con la tendenza mondiale a punire con maggiore severità la false comunicazioni in materia societaria;

- la Legge cd. “ex Cirielli”, 5.12.2005 n. 251, definita “obbrobrio devastante” dal Presidente della Corte di Cassazione, che ha di fatto introdotto nuove cause di impunità per i potenti (attraverso la prescrizione breve dei reati, anche gravi, commessi dagli incensurati) e pesanti discriminazioni verso i recidivi anche per reati non gravi: dunque, incentivi a manovre dilatorie ed il prevedibile aumento della popolazione carceraria saranno l’effetto di un diritto penale per tipo d’autore;

- la barbara riforma della legittima difesa approvata definitivamente il 24.1.2006, che introduce una presunzione di proporzionalità tra i delitti contro il patrimonio in ambiente privato e la reazione violenta con armi da fuoco contro chi ne è responsabile;

- la cd. Legge Pecorella sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento , approvata definitivamente il 15.2.2006, che, a parere di molti, altera il principio costituzionale della parità delle parti nel processo e, dilatando le possibilità di ricorso alla Corte di Cassazione, parzialmente la trasforma in giudice di merito, ingolfandola e rendendone ingestibile l’attività.

L’impegno di coloro che intendono formare il futuro Governo deve estendersi inoltre alla sospensione immediata della efficacia di tutti i decreti legislativi di attuazione delle legge di riforma dell’ordinamento giudiziario (Legge delega n. 150 del 2005): solo così potrà essere predisposto e realizzato un progetto di riforma di ampio respiro, utilizzando i contributi del CSM, degli accademici, della magistratura associata, degli avvocati e delle associazioni dei giuristi e del personale amministrativo.

Chiediamo allora a tutti coloro che parteciperanno alla prossima campagna elettorale un impegno espresso, preciso e incondizionato ad operare immediatamente per l’abrogazione di queste leggi, che non sia diluito in promesse di riforme generali nei vari settori dell’ordinamento.

L’assunzione di tale impegno è condizione e garanzia irrinunciabile perché, come giuristi e come cittadini, possiamo confidare nella volontà degli eletti di ripristinare effettivamente, non solo in questo campo, le regole fondamentali della democrazia.

16 febbraio 2006

Alberto Alessandri (Università Bocconi, Milano)
Mario Almerighi (magistrato, Roma)
Alessandro Amadori (Istituto Coesis Research)
Alfonso Amatucci (magistrato Cassazione, Roma)
Vittorio Angiolini (Università Milano)
Antonello Ardituro (magistrato, Napoli)
Giovanni Bachelet (Università La Sapienza, Roma)
Marcello Basilico (magistrato Genova)
Patrizia Bellucci (Università Firenze)
Gianni Benzoni (avvocato, Varese)
Giovanni Beretta (avvocato, Milano)
Carlo Bernardini (Università La Sapienza, Roma)
Enrico Biagi (Avvocato, Milano)
Augusto Bianchi (avvocato Milano)
Adolfo Biolè (avvocato, Genova)
Federico Boezio (avvocato Milano)
Luca Boneschi (avvocato, Milano)
Sandra Bonsanti (presidente Libertà & Giustizia)
Francesco Saverio Borrelli (magistrato in quiescenza, Milano)
Salvatore Bragantini (economista, Milano)
Paola Brambilla (avvocato, Bergamo)
Carlo Bretzel (avvocato, Milano)
Silvia Buzzelli (Università Bicocca, Milano)
Maria Agostina Cabiddu (Politecnico, Milano)
Carlo Cacciapuoti (avvocato, Genova)
Elisabetta Cacioppo (avvocato, Varese)
Pietro Calogero (magistrato, Padova)
Anna Canepa (magistrato, Genova)
Paolo Carfì (magistrato, Milano)
Franco Casarano (avvocato Milano)
Ciro Cascone (magistrato, Milano)
Antonio Cassese (Università Firenze)
Claudio Castelli (magistrato Milano)
Paolo Cendono (Università Trieste)
Elio Cherubini (avvocato, Milano)
Sergio Chiarloni (Università Torino)
Domenicantonio Claps (magistrato, Milano)
Massimo Clara (avvocato, Milano)
Gianfranco Cocco (Università Bicocca, Milano)
Nino Condorelli (magistrato, Brescia)
Riccardo Conte (avvocato, Milano)
Ferdinando Cordova (storico, Università “La Sapienza”, Roma)
Carmen Covito (scrittrice)
Dario Curtarello (magistrato, Padova)
Achille Cutrera (avvocato, Milano)
Piercamillo Davigo (magistrato Cassazione, Roma)
Paolo D’Alessandro (magistrato Cassazione, Roma)
Vito D’Ambrosio (magistrato Cassazione, Roma)
Ada Lucia De Cesaris (avvocato Milano)
Pierfrancesco Della Porta (avvocato, Milano)
Luigi De Magistris (magistrato, Catanzaro)
Luca De Matteis (magistrato, Como)
Tullio De Mauro (Università Roma)
Enrico Di Nicola (magistrato, Bologna)
Emilio Dolcini (Università Milano)
Enrica Domeneghetti (avvocato, Milano)
Waldemaro Flick (avvocato, Genova)
Paolo Flores d’Arcais (Università Roma)
Mario Fresa (magistrato Cassazione, Roma)
Claudia Galdenzi (avvocato, Milano)
Giuseppe Gennaro (magistrato, Catania)
Giuseppe Giampaolo (avvocato, Roma)
Marco Gianoglio (magistrato Torino)
Alfredo Golia (magistrato in quiescenza, Milano)
Carlo Federico Grosso (Università Torino, già Vice Presidente del CSM)
Laura Hoesch (avvocato, Milano)
Giulio Illuminati (Università, Bologna)
Marco Imperato (magistrato, Trapani)
Roberto E. Kostoris (Università Padova)
Raffaella Lanzillo (Università Milano)
Cristina Lavinio (Università di Cagliari)
Filippo Lattanzi (avvocato Roma)
Filippo Lebano (avvocato, Milano)
Maria Leotta (avvocato, Milano)
Michele Lombardo (avvocato, Milano)
Paola Lovati (avvocato, Milano)
Franco Maccabruni (avvocato Milano)
Fabio Malcovati (avvocato, Milano)
Michele Mannironi (avvocato, Milano)
Manuela Mantovani (Università Padova)
Anna Marzanati (Università Bicocca, Milano)
Maria Stefania Masini (avvocato Roma)
Tecla Mazzarese (Università Brescia)
Marcello Adriano Mazzola (avvocato, Milano)
Gianni Melillo (magistrato, Direz. Naz.le Antimafia, Roma)
Mariagrazia Monegat (avvocato, Milano)
Simone Monesi (avvocato, Milano)
Donatella Montagnani (avvocato, Milano)
Cristina Morelli (avvocato, Milano)
Ubaldo Nannucci (magistrato, Firenze)
Gioacchino Natoli (magistrato Palermo)
Francesca Negri (avvocato Milano)
Stefano Nespor (avvocato, Milano)
Roberta Palmisano (magistrato, Roma)
Guido Papalia (magistrato, Verona)
Ignazio Patrone (magistrato Procura Generale Cassazione, Roma)
Pasquale Pasquino (Università ParigiNew York)
Michele Pepe (avvocato, Milano)
Giancarla Perasso Etteri (avvocato, Milano)
Dino Petralia (magistrato, Sciacca)
Vittorio Pilla (magistrato, Milano)
Alessandro Pizzorusso (Università Pisa)
Ulderico Pomarici (II Università, Napoli)
Eligio Resta (Università Roma Tre, Roma)
Adelio Riva (avvocato, Milano)
Fabio Roia (magistrato, Milano)
Maurizio Romanelli (magistrato, Milano)
Guido Rossi (Università San Raffaele, Milano, ex Presidente Consob)
Gian Luigi Rota (avvocato, Milano)
Giuseppe Rusconi (avvocato, Milano)
Adriano Sansa (magistrato, Genova)
Francesco Santuari (avvocato, Milano)
Valeria Sergi (avvocato Milano)
Carlo Smuraglia (Università Milano, Avvocato)
Armando Spataro (magistrato, Milano)
Corrado Stajano (scrittore)
Allegra Stracuzzi (avvocato, Milano)
Mario Suriano (magistrato, Napoli)
Giovanni Tamburino (magistrato, Venezia)
Luigi Vanni (avvocato, Milano)
Enrico Veronesi (avvocato Milano)
Modestino Villani (magistrato, Napoli)
Piergiorgio Weiss (avvocato, Milano)
Ettore Zanoni (avvocato, Milano)
Maria Gabriella Aimonetto (Università Piemonte Territoriale)
Cristina Alessi (Università Brescia)
Enzo Balboni (Università Cattolica Milano)
Alessandro Bernasconi (Università Brescia)
Roberto Bin (Università Ferrara)
Paolo Caretti (Università Firenze)
Maria Grazia Coppetta (Università Urbino)
Danilo Galletti (Università Trento)
Livia Giuliani (Università Pavia)
Manuela Mantovani (Università Padova)
Giorgio Marinucci (Università Milan)
Serafino Nosengo (Università Piemonte Territoriale)
Claudia Pecorella (Università Bicocca, Milano)
Gabriella Rampazzi (Università Torino)
Eugenio Ripepe (Università Pisa)
Francesco Viganò (Università Milano)
Gioacchino Barbera (avvocato, Bari)
Marilena Ratto (avvocato Roma)
Patrizia Ravellini Giampaolo (avvocato, Bologna)
Giulia Alliani (Osservatorio Legalità e Diritti - Onlus)
Jole Garuti (Associazione Stark - Onlus)
Rita Guma (Osservatorio Legalità e Diritti - Onlus)
Vanna Lora (professoressa Liceo, Milano)
Anna Pasolini (insegnante)
Marisa Acagnino (magistrato Catania)
Rosalia Aitala (magistrato fuori ruolo presso Comm. Europea Tirana)
Silvia Albano (magistrato, Viterbo)
Rocco Alfano (magistrato Salerno)
Rosanna Allieri (magistrato, Cagliari)
Giorgio Altieri (magistrato Cagliari)
Ernesto Anastasio (magistrato, Cosenza)
Lucio Aschettino (magistrato, Napoli)
Guglielmo Avorio (magistrato, Trento)
Luisa Balzarotti (magistrato, Milano)
Piero Basilone (magistrato, Milano)
Alessandra Bassi (magistrato, Milano)
Andrea Beconi (magistrato, Torino)
Marco Benatti (magistrato, Venezia)
Giuseppe Bianco (magistrato, Reggio Calabria)
Vittorio Borraccetti (magistrato, Venezia)
Paola Biondolillo (magistrato, Trapani)
Andrea Calice (magistrato, Torino)
Alessandra Camassa (magistrato, Trapani)
Giuseppe Campa (magistrato Napoli)
Edoardo Campese (magistrato, Napoli)
Giovanni Cannella (magistrato, Bologna)
Raffaele Cantone (magistrato, Napoli)
Oriente Capozzi (magistrato, Napoli)
Daniele Cappuccio (magistrato Reggio Calabria)
Giancarlo Caselli (magistrato, Torino)
Danilo Ceccarelli (magistrato, Savona)
Furio Cioffi (magistrato, Nocera Inferiore)
Stefano Civardi (magistrato, Milano)
Antonio Clemente (magistrato, Benevento)
Enrico Consolandi (magistrato, Milano)
Silvana d’Antona (magistrato, Milano)
Marcello De Cillis (magistrato, Bari)
Fabio De Cristoforo (magistrato, Napoli)
Giuseppe De Gregorio (magistrato, Palermo)
Marco Del Gaudio (magistrato, Napoli)
Paola De Lisio (magistrato, Salerno)
Giuseppe Dentamaro (magistrato, Bari)
Paola Dezani (magistrato, Torino)
Antonio Didone (magistrato Cassazione, Roma)
Agnese Di Girolamo (magistrato, Verona)
Marco Di Napoli (magistrato, Bari)
Paola Di Nicola (magistrato, Latina)
Domenico Diograzia (magistrato, Nocera Inferiore)
Gaetano Dragotto (magistrato Ancona)
Mariano Fadda (magistrato, Como)
Giorgio Falcone (magistrato, Vicenza)
Paola Farina (magistrato Palermo)
Claudio Ferrari (magistrato, Palermo)
Alfonso Maria Ferraro (magistrato, Milano)
Giovanni Ferro (magistrato, Savona)
Massimo Ferro (magistrato, Bologna)
Ignazio Fonzo (magistrato Catania)
Giuseppe Fortunato (magistrato, Nocera Inferiore)
Stefano Gallo (magistrato, Avezzano)
Nicoletta Gandus (magistrato, Milano)
Antonio Gialanella (magistrato Cassazione, Roma)
Claudio Gittardi (magistrato, Milano)
Leonardo Grassi (magistrato, Bologna)
Federico Grillo Pasquarelli (magistrato, Torino)
Paolo Guido (magistrato, Palermo)
Alberto Haupt (magistrato Genova )
Enrico Infante (magistrato, Foggia)
Alberto Landolfi (magistrato Savona)
Antonio Laronga (magistrato, Lucera)
Ferdinando Licata (magistrato, Messina)
Concetta Maria Ledda (magistrato, Catania)
Ferdinando Lignola (magistrato, S. Angelo dei Lombardi)
Felice Lima (magistrato, Catania)
Gianni Macchioni (magistrato, Torino)
Ezia Maccora (magistrato, Bergamo)
David Mancini (magistrato, Teramo)
Francesco Mannino (magistrato, Catania)
Filippo Messana (magistrato, Palermo)
Ilio Mannucci Pacini (magistrato, Milano)
Anna Mantovani (magistrato, Trento)
Carlo Marzella (magistrato, Palermo)
Francesco Mattiace (magistrato, Brindisi)
Eliasabetta Meyer (magistrato, Napoli)
Alessandro Milita (magistrato, Napoli)
Antonio Minisola (magistrato Sassari)
Marzia Minutillo Turtur (magistrato, Bologna)
Andrea Mirenda (magistrato, Verona)
Umberto Monti (magistrato, Ascoli Piceno)
Mario Romeo Morisani (magistrato, Genova)
Tullio Morello (magistrato, Napoli)
Carla Musella (magistrato, Napoli)
Giovanni Narbone (magistrato, Milano)
Maura Nardin (magistrato Sassari)
Andrea Natale (magistrato, Torino)
Renato Nitti (magistrato, Bari)
Claudio Nunziata (magistrato in quiescenza, Bologna)
Gaetano Paci (magistrato, Palermo)
Pierangelo Padova (magistrato, Palermo)
Domenico Pasquariello (magistrato Modena)
Livio Pepino (magistrato Cassazione, Roma)
Luca Perilli (magistrato, Rovereto)
Fiorella Pilato (magistrato Cagliari)
Aldo Policastro (magistrato, Napoli)
Mario Profeta (magistrato, Firenze)
Lorenzo Puccetti (magistrato Bolzano)
Nicoletta Quaglino (magistrato, Torino)
Luca Ramacci (magistrato, Tivoli)
Elio Ramondini (magistrato Milano)
Pier Valerio Reinotti (magistrato, Udine)
Angelo Renna (magistrato Milano)
Cesare Roberti (magistrato Catanzaro)
Simonetta Rossotti (magistrato, Torino)
Massimo Russo (magistrato, Palermo)
Luciano Santoro (magistrato, Sala Consilina)
Roberto Santoro (magistrato Venezia)
Brunella Sardoni (magistrato Milano)
Antonio Scarpa (magistrato, Salerno)
Massimo Scartabello (magistrato, Torino)
Mariano Sciacca (magistrato, Catania)
Guido Secchione (magistrato Sassari)
Luca Semeraro (magistrato Napoli)
Giuditta Silvestrini (magistrato Mantova)
Amina Simonetti (magistrato, Milano)
Arturo Soprano (magistrato, Milano)
Sergio Sottani (magistrato, Perugia)
Sergio Spadaro (magistrato, Milano)
Paolo Storaci (magistrato, Trento)
Augusto Tatangelo (magistrato, Napoli)
Giovanni Tedesco (magistrato, Napoli)
Antonella Toniolo (magistrato, Padova)
Lucilla Tontodonati (magistrato, Milano)
Fabrizio Vanorio (magistrato, Palermo)
Francesco Vigorito (magistrato, Roma)
Daniele Colucci (magistrato, Foggia)
Sottoscrizioni successive (dal 16 al 27.2.05)
Oscar Luigi Scalfaro, Presidente Emerito della Repubblica, Presidente del Coordinamento dei Comitati per la Difesa della Costituzione
Dalle Università:
Piero Aimo (Università Pavia)
Maria Gabriella Aimonetto (Università Piemonte Orientale)
Cristina Alessi (Università Brescia)
Cristina Amato (Università Brescia)
Stefano Ambrosiani (Università del Piemonte Orientale)
Ferriccio Andolfi (Università di Parma)
Adina Antone (Università di Teramo)
Enzo Balboni (Università Cattolica Milano)
Renato Balduzzi (Università Genova, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale)
Marta Bargis (Università del Piemonte Orientale)
Andrea Belvedere (Università di Pavia)
Alessandro Bernardi (Università di Firenze)
Alessandro Bernasconi (Università Brescia)
Giancarlo Bertoncini (Università di Pisa)
Daniela Bifulco (Seconda Università Napoli)
Roberto Bin (Università Ferrara)
Olivia Bonardi (Università di Milano)
Lorenzo Borselli (Università Firenze)
Silvia Calamai (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Paolo Caretti (Università Firenze)
Carmela Capolupo (Università Federico II, Napoli)
Federico Carpi (Università Bologna)
Antonio Carratta (Università Macerata)
Adolfo Ceretti (Università Bicocca Milano)
Laura Cesaris (Università di Pavia)
Daniele Checchi (Università Bicocca di Milano)
Giuliana Chiaretti (Università Ca’ Foscari, Venezia)
Mario Ciampolini (Università Firenze)
Massimo Condinanzi (Università di Milano
Maria Grazia Coppetta (Università Urbino)
Roberto Coroneo (Università Cagliari)
Renzo Costi (Università Bologna)
Marina Del Fiacco (Università Cagliari)
Roberto De Luca (Università Salerno)
Grazia Maria De Matteis (Università Cagliari)
Enrico Diciotti (Università di Siena)
Laura Di Filippo (Università di Teramo)
Vittorio Fanchiotti (Università Genova)
Luca Fanfani (Università Cagliari)
Luigi Ferrajoli (Università Roma Tre)
Riccardo Ferrante (Università Genova)
Giuseppe Ferraro (Università Federico II Napoli)
Carlo Fiore (Università Federico II Napoli)
Stefano Fiore (Università del Molise)
Gabrio Forti (Università Cattolica del S.C., Milano)
Danilo Galletti (Università Trento)
Marzio Galeotti (Università Milano)
Silvio Gambino (Università della Calabria)
Ezia Gavazza (Università di Genova)
Maria Cristina Giannini (Università di Teramo)
Glauco Giostra (Università La Sapienza Roma )
Livia Giuliani (Università Pavia)
Lucy Ladikoff Guasto (Università Genova)
Lucio Lanfranchi (Università La Sapienza Roma )
Silvia Larizza (Università Pavia)
Leonardo Lenti (Università Torino)
Nicolò Lipari (Università La Sapienza , Roma)
Anna Maria Loche (Università di Cagliari)
Marialuisa Lussu (Università Cagliari)
Carlo Alberto Madrignani (Università Pisa)
Vincenzo Manca (Università Verona)
Grazia Mannozzi (Giurisprudenza Como, Università dell’Insubria)
Manuela Mantovani (Università Padova)
Simonetta Marino (Università Federico II Napoli)
Giorgio Marinucci (Università Milan)
Guido Martinotti (Università Bicocca, Milano)
Angelo Marzollo (Università di Udine)
Fabiana Massa (Università, Sassari)
Massimo Menegozzo (II Università Napoli – A.r.p.a. Campania)
Isabella Merzagora Betsos (Università Milano)
Elena Mignosi (Università Palermo)
Claudio Natoli (Università di Cagliari)
Marina Niola (Università Suor Orsola Benincasa Napoli)
Serafino Nosengo (Università Piemonte Orientale)
Romano Oneda (Università Pavia)
Anna Oppo (Università Cagliari)
Guido Panico (Università Salerno)
Vania Patanè (Università di Catania)
Claudia Pecorella (Università Bicocca, Milano)
Stefania Pellegrini (Università di Bologna)
Diomira Petrelli (Università Federico II Napoli)
Davide Petrini (Università di Torino)
Tamar Pitch (Università di Perugia)
Geminello Preterossi (Università Salerno)
Riccardo Puglisi (M.I.T. Boston)
Fernando Puzzo (Università di Calabria)
Annamaria Raciti (Università di Teramo)
Gabriella Rampazzi (Università Torino)
Gianmichele Ratto (CNR Pisa)
Alceo Riosa (Università di Milano)
Eugenio Ripepe (Università Pisa)
Carlo Rossetti (Università Parma/Norimberga)
Alessandra Rossi (Università Torino)
Antonio Ruggeri (Università Messina)
Stefano Rodotà (Università Roma, già Garante per la Protezione dei Dati personali)
Elena Salibra (Università Pisa)
Laura Sannia (Università Cagliari)
Emilio Santoro (Università Firenze)
Luca Soleri (Università di Milano)
Ignazio Tabacco ( Politecnico di Milano)
Michele Taruffo (Università di Pavia)
Elio Tavilla (Università Modena e Reggio Emilia)
Giovanni Tesoriere (Università Palermo)
Sandra Urbanelli (Università La Sapienza di Roma)
Vincenzo Verdicchio (Università del Sannio)
Silvia Vida (Università Bologna)
Francesco Viganò (Università Milano)
Giulia Vigevani (Università Bicocca Milano)
Marco Vitale (economista, Milano)
Salvatore Zappalà (Università di Firenze)
Paolo Zatti (Università Padova)
Dall’Avvocatura:
Gabriella Agliati (avvocato, Milano)
Valeria Albano (avvocato, Milano)
Arrigo Allegri (avvocato Parma)
Giuseppe Amoroso (avvocato, Milano)
Maria Chiara Arca (avvocato, Milano)
Monica Bagnolini (avvocato, Bologna)
Laura Baldelli (avvocato, Milano)
Marco Balossino (avvocato Tortona-AL)
Silvia Banfi (avvocato, Milano)
Margherita Banfi (avvocato, Milano)
Gioacchino Barbera (avvocato, Bari)
Luciano Belli Paci (avvocato, Milano)
Giovanni Maria Bettoni (avvocato, Civitanova Marche)
Sara Bindi (avvocato Milano)
Raniero Bordon (avvocato, Vicenza)
Fausto Cadeo (avvocato Brescia)
Maria Rosaria Canzano (avvocato, Milano)
Caterina Capotorto (avvocato Bari)
Andrea Lorenzo Capussela (avvocato, Milano)
Maria Pia Cataletti (avvocato Roma)
Maurizio Colangelo (avvocato Roma)
Benedetta Colombo (avvocato, Milano)
Maria Alessandra Cova (Avvocato, Roma)
G. Paolo De Leo (avvocato, Genova)
Laura De Rui (avvocato, Milano)
Matteo Di Febo (avvocato Genova)
Roberto Escobar (avvocato, Milano)
Paola Fanucchi (avvocato Milano)
Tecla Faranda (avvocato , Associazione Nazionale Giuristi Democratici Milano)
Lamberto Ferrara (avvocato, Genova)
Alessandra Ferreri (avvocato, Milano)
Giuseppe Fornari (avvocato, Milano)
Roberto Gasparrini (avvocato, Civitanova Marche)
Laura Ghezzo (avvocato, Milano)
Pietro Giampaolo (avvocato, Bologna)
Fulvio Gianaria (avvocato, Torino)
Giovanni Giovannelli (avvocato, Milano)
Marta Guglielmino (avvocato, Milano)
Marina Ingrascì (avvocato, Milano)
Marta Infuso (avvocato, Milano)
Nicoletta Lazzarini (avvocato, Milano)
Paola Lussu (avvocato, Milano)
Giovanni Marcucci (avvocato, Milano)
Isabella Marenghi (avvocato, Milano)
Giuseppe Mariani (avvocato, Firenze)
Luigi Mariani (avvocato, Milano)
Floriana Maris (avvocato, Milano)
Gianfranco Maris (avvocato, Milano)
Gianluca Maris (avvocato, Milano)
Ettore Martinelli (avvocato Milano)
Maria Grazia Mazzocchi (avvocato, Milano)
Luciano Merlo (avvocato, Milano)
Giulia Minoli (avvocato, Milano)
Luisa Minoli (avvocato, Milano)
Enrico Missaglia (avvocato, Milano)
Alberto Montanari (avvocato, Milano)
Alessandra Morlotti (avvocato, Pavia)
Stefania Murru (avvocato, Nuoro)
Moshi Nyranne (avvocato, Milano)
Giovanni Onofri (avvocato, Brescia)
Anna Teresa Paciotti (praticante avvocato, Civitanova Marche)
Vincenzo Paolillo (avvocato, Genova)
Roberto Piacentino (avvocato, Torino)
Domenico Polimeri (avvocato, Brescia)
Giuseppe Porqueddu (avvocato, Brescia)
Alberto Pojaghi (avvocato, Milano)
Fiorenza Quartu (avvocato, Milano)
Marilena Ratto (avvocato Roma)
Patrizia Ravellini Giampaolo (avvocato, Bologna)
Emilio Robotti (avvocato, Genova)
Giorgio Rossi (avvocato Bergamo)
Franco Rossi Galante (avvocato, Milano)
Sara Savoldelli (avvocato Genova)
Ettore Sbarra (avvocato, Napoli)
Elena Scorbatti (avvocato Milano)
Claudio Signini (avvocato, Milano)
Rossella Solveni (avvocato, Milano)
Maurizio Steccanella (avvocato di Milano)
Armando Tempesta (avvocato, Milano)
Cesarina Vegni (avvocato, Milano)
Nello Venanzi (avvocato, Milano)
Micaela Vescia (avvocato, Milano)
Roberta Vigezzi (avvocato Milano)
Antonella Vitale (avvocato Milano)
Pasquale Vilardo (avvocato, Ass. Giuristi Democratici, Roma)
Annamaria Zaccardo (avvocato Genova)
Pina Zappetto (avvocato, Sassari)
Dalla Magistratura:
Agostino Abate (magistrato, Varese)
Marisa Acagnino (magistrato Catania)
Rosalia Aitala (magistrato fuori ruolo presso Commissione Europea Tirana)
Eugenio Albamonte (magistrato fuori ruolo, Csm Roma)
Silvia Albano (magistrato, Viterbo)
Francesca Alfano (magistrato Santa Maria Capua Vetere)
Rocco Alfano (magistrato Salerno)
Rosanna Allieri (magistrato, Cagliari)
Giorgio Altieri (magistrato Cagliari)
Franca Amadori (magistrato, Roma)
Gianfranco Amendola (magistrato, Roma)
Monica Amirante (magistrato, Napoli)
Stefania Amodeo (magistrato Avellino)
Ernesto Anastasio (magistrato, Cosenza)
Francesco Antoni (magistrato Trieste)
Viviana Anziano (magistrato, Napoli)
Lucio Aschettino (magistrato, Napoli)
Maria Aschettino (magistrato, Napoli)
Sara Arduini (magistrato, Varese)
Enrico Arnaldi di Balme (magistrato, Torino)
Guglielmo Avorio (magistrato, Trento)
Ferdinando Baldini (magistrato Alessandria)
Luisa Balzarotti (magistrato, Milano)
Piero Basilone (magistrato, Milano)
Luisa Baima Bollone (magistrato, Milano)
Giuseppina Barbara (magistrato Milano)
Raffaele Barela (magistrato, Cosenza)
Sante Bascucci (magistrato, Rimini)
Angela Barbaglio (magistrato, Vicenza)
Alessandra Bassi (magistrato, Milano)
Andrea Beconi (magistrato, Torino)
Marco Benatti (magistrato, Venezia)
Giuseppe Bianco (magistrato, Reggio Calabria)
Stefania Billi (magistrato)
Paola Biondolillo (magistrato, Trapani)
Axel Bisignano (magistrato, Bolzano)
Vittorio Borraccetti (magistrato, Venezia)
Angelo Bozza (magistrato, Pescara)
Matilde Brancaccio (magistrato Santa Maria Capua Vetere)
Luciana Breggia (magistrato, Firenze)
Lucia Brescia (magistrato, Agrigento)
Magda Brienza (magistrato, Roma)
Assunta Brizio (magistrato Cagliari)
Luigi Bruno (magistrato, Napoli)
Giuseppe Cacciapuoti (magistrato)
Andrea Calice (magistrato, Torino)
Paola Calleri (magistrato, Genova)
Alessandra Camassa (magistrato, Trapani)
Giuseppe Campa (magistrato Napoli)
Edoardo Campese (magistrato, Napoli)
Giovanni Cannella (magistrato, Catania)
Raffaele Cantone (magistrato, Napoli)
Oriente Capozzi (magistrato, Napoli)
Daniele Cappuccio (magistrato Reggio Calabria)
Nunzia Cappuccio (magistrato Roma)
Rita Cariello (magistrato, Cagliari)
Luisa Carta (magistrato, Genova)
Roberto Carta (magistrato, Chiavari)
Francesco Caruso (magistrato Caltanissetta)
Gilberto Casari (magistrato, Piacenza)
Giancarlo Caselli (magistrato, Torino)
Marzia Castaldi (magistrato, Napoli)
Stella Castaldo (magistrato, Napoli)
Alessandro Castello (magistrato, Cagliari)
Luciano Cavallone (magistrato, Taranto)
Anna Cau (magistrato, Cagliari)
Danilo Ceccarelli (magistrato, Savona)
Elisabetta Cesqui (magistrato, Proc.Gen.Cassazione, Roma)
Luca Cestaro (magistrato Nicosia)
Luciano Ciafardini (Tribunale S. Angelo dei Lombardi)
Marco Ciccarelli (magistrato Torino)
Stefania Ciccioli (magistrato Ancona)
Francesco Ciocia (magistrato, Napoli)
Furio Cioffi (magistrato, Nocera Inferiore)
Carlo Citterio (magistrato, Venezia)
Stefano Civardi (magistrato, Milano)
Antonio Clemente (magistrato, Benevento)
Mauro Clerici (magistrato, Bergamo)
Daniele Colucci (magistrato, Foggia)
Enrico Consolandi (magistrato, Milano)
Marta Correggia (magistrato, Torre Annunziata)
Giancarlo Costagliola (magistrato, Napoli)
Marco D’Agostino (magistrato)
Sara D’Addea (magistrato, Milano)
Alessandro Dagnino (magistrato Nicosia)
Antonio D’Alessio (magistrato, Napoli)
Elena Daloiso (magistrato, Genova)
Linda D’Ancona (magistrato, Napoli)
Silvana d’Antona (magistrato, Milano)
Marcello De Cillis (magistrato, Bari)
Fabio De Cristoforo (magistrato, Napoli)
Francesco De Falco (magistrato Benevento)
Giuseppe De Gregorio (magistrato, Palermo)
Francesco De Leo (magistrato, Roma)
Marco Del Gaudio (magistrato, Napoli)
Paola Del Giudice (magistrato, Napoli)
Paola De Lisio (magistrato, Salerno)
Barbara Del Pizzo (magistrato, S.Maria Capua Vetere)
Michele Del Prete (magistrato, Napoli)
Claudia De Luca (magistrato Potenza)
Sergio De Luca (magistrato, Nocera Inferiore)
Vincenzo De Luzi (magistrato, Ancona)
Sergio De Montis (magistrato, Palermo)
Giuseppe Dentamaro (magistrato, Bari)
Costrantino De Robbio (magistrato, Palermo)
Pier Giorgio Dessì (magistrato, Brescia)
Franco De Stefano (magistrato, Salerno)
Paola Dezani (magistrato, Torino)
Valeria Di Donato (magistrato Napoli)
Antonio Didone (magistrato Cassazione, Roma)
Agnese Di Girolamo (magistrato, Verona)
Nicola Di Grazia (magistrato, Civitavecchia)
Marco Di Napoli (magistrato, Bari)
Paola Di Nicola (magistrato, Latina)
Domenico Diograzia (magistrato, Nocera Inferiore)
Giuseppe Diomeda (magistrato, Genova)
Gaetano Dragotto (magistrato Ancona)
Maurizio Ermellini (magistrato, Massa)
Aldo Esposito (magistrato Napoli)
Mariano Fadda (magistrato, Como)
Giorgio Falcone (magistrato, Vicenza)
Paola Farina (magistrato Palermo)
Paola Fazio (magistrato, Milano)
Ermengarda Ferrarese (magistrato Cagliari)
Claudio Ferrari (magistrato, Palermo)
Alfonso Maria Ferraro (magistrato, Milano)
Giovanni Ferro (magistrato, Savona)
Giovanni Battista Ferro (magistrato, Genova)
Massimo Ferro (magistrato, Bologna)
Paola Filippi (magistrato fuori ruolo, Csm Roma)
Caterina Fiumanò (magistrato, Genova)
Ignazio Fonzo (magistrato Catania)
Giuseppe Fortunato (magistrato, Nocera Inferiore)
Fabrizia Francabandera (magistrato, L’Aquila)
Silvio Franz (magistrato, Genova)
Ornella Galeotti (magistrato, Pistoia)
Adriano Galizzi (magistrato, Bergamo)
Domenico Gallo (magistrato, Roma)
Stefano Gallo (magistrato, Avezzano)
Floriana Gallucci (magistrato, Salerno)
Claudio Galoppi (magistrato fuori ruolo, Csm Roma)
Alberto Gamberini (magistrato, Bologna)
Gilberto Ganassi (magistrato, Cagliari)
Nicoletta Gandus (magistrato, Milano)
Claudio Gatti (magistrato Cagliari)
Marco Gelonesi (magistrato, Genova)
Riccardo Ghio (magistrato Alessandria)
Antonio Gialanella (magistrato Procura Cassazione, Roma)
Francesco Gianfrotta (magistrato Torino)
Claudio Gittardi (magistrato, Milano)
Ludovica Giugni (magistrato, Napoli)
Leonardo Grassi (magistrato, Bologna)
Raffaele Greco (magistrato T.A.R. Puglia, Bari)
Federico Grillo Pasquarelli (magistrato, Torino)
Paolo Gubinelli (magistrato, Ancona)
Marco Guida (magistrato, Bari)
Paolo Guido (magistrato, Palermo)
Alberto Haupt (magistrato Genova )
Arturo Iadecola (magistrato, Monza)
Gennaro Iannarone (magistrato, Perugia)
Emilio Ianniello (magistrato)
Giovanna Ichino (magistrato, Milano)
Enrico Imprudente (magistrato, Roma)
Enrico Infante (magistrato, Foggia)
Anna Ivaldi (magistrato, Genova)
Pietro Lamberti ( Firenze Firenze)
Fabio Lambertucci (magistrato, Pavia)
Aniello La Monica (magistrato, Brescia)
Alberto Landolfi (magistrato Savona)
Luigi Landolfi (magistrato, S. Maria Capua Vetere)
Lucia La Posta (magistrato, Napoli)
Antonio Laronga (magistrato, Lucera)
Massimo Lastrucci (magistrato, Firenze)
Diana Lecca (magistrato, Cagliari)
Concetta Maria Ledda (magistrato, Catania)
Giuseppe Ledda (magistrato, Arezzo)
Maria Novella Legnaioli (magistrato, Arezzo)
Norberto Lenzi (magistrato Bologna)
Ferdinando Licata (magistrato, Messina)
Ferdinando Lignola (magistrato, S. Angelo dei Lombardi)
Felice Lima (magistrato, Catania)
Alessandra Liverani (magistrato, Trento)
Giuseppe Locatelli (magistrato, Brescia)
Giorgio Lubrano (magistrato Napoli)
Gianni Macchioni (magistrato, Torino)
Guido Macchiavello (magistrato, Genova)
Ezia Maccora (magistrato, Bergamo)
Oscar Magi (magistrato, Milano)
Marco Maiga (magistrato, Milano)
Francesca Manca (magistrato, Milano)
David Mancini (magistrato, Teramo)
Antonio Manna (magistrato, Napoli)
Francesco Mannino (magistrato, Catania)
Ilio Mannucci Pacini (magistrato, Milano)
Anna Mantovani (magistrato, Trento)
Michele Marchesiello (magistrato, Genova)
Maria Rosaria Marasco (magistrato, Roma)
Mario Marchetti (magistrato, Cagliari)
Catello Maresca (magistrato, Napoli)
Agnese Margarita (magistrato, Napoli)
Donato Marra (Consigliere di Stato, Roma)
Carlo Marzella (magistrato, Palermo)
Raffaele Massaro (magistrato, Belluno)
Manuela Massenz (magistrato, Milano)
Francesco Mattiace (magistrato, Brindisi)
Francesco Mazza Galanti (magistrato)
Pasquale Mazzei (magistrato, Modena)
Giuseppe Meccariello (magistrato Santa Maria Capua Vetere)
Daniela Meliota (magistrato, Como)
Micaela Mencattini (magistrato, Massa)
Rodrigo Merlo (magistrato, Firenze)
Massimo Meroni (magistrato, Milano)
Filippo Messana (magistrato, Palermo)
Eliasabetta Meyer (magistrato, Napoli)
Elio Michelini (magistrato, Roma)
Alessandro Milita (magistrato, Napoli)
Antonio Minisola (magistrato Sassari)
Luca Minniti (magistrato, Firenze)
Marzia Minutillo Turtur (magistrato, Bologna)
Giuseppina Mione (magistrato, Firenze)
Andrea Mirenda (magistrato, Verona)
Marco Modena (magistrato, Pisa)
Giancarlo Moi (magistrato, Cagliari)
Maria Teresa Mondo (magistrato, Napoli)
Alessandro Moneti (magistrato, Prato)
Raffaele Monfredi (magistrato, Palermo)
Umberto Monti (magistrato, Ascoli Piceno)
Patrizia Morabito (magistrato, Reggio Calabria)
Michele Morello (magistrato, Campobasso)
Tullio Morello (magistrato, Napoli)
Mario Romeo Morisani (magistrato, Genova)
Elisabetta Morosini (magistrato, Lecco)
Paola Moscaroli (magistrato, Ancona)
Mauro Mura (magistrato, Cagliari)
Carla Musella (magistrato, Napoli)
Domenico Musto (magistrato, Napoli)
Sebastiano Napolitano (magistrato Napoli)
Giovanni Narbone (magistrato, Milano)
Giovanni Battista Nardecchia (magistrato, Como)
Maura Nardin (magistrato Sassari)
Alessia Natale (magistrato Napoli)
Andrea Natale (magistrato, Torino)
Carlo Negri (magistrato, Rovigo)
Lorenzo Nicastro (magistrato)
Gualtiero Nichelini (magistrato Roma)
Massimo Niro (magistrato Firenze)
Renato Nitti (magistrato, Bari)
Giacomo Nonno (magistrato, Palermo)
Claudio Nunziata (magistrato in quiescenza, Bologna)
Francesco Nuzzo (magistrato, Brescia)
Grazia Omboni (magistrato, Brescia)
Giuseppe Orio (magistrato, Genova)
Maria Teresa Orlando (magistrato, S. Maria Capua Vetere)
Gaetano Paci (magistrato, Palermo)
Massimo Pagliarini (magistrato, Roma)
Pierangelo Padova (magistrato, Palermo)
Michela Palladino (magistrato Ariano Irpino)
Guido Pani (magistrato, Cagliari)
Eligio Paolini (magistrato, Prato)
Giacomo Paoloni (magistrato, Roma)
Filippo Paone (magistrato, Roma)
Vincenzo Papillo (magistrato, Genova)
Monica Parentini (magistrato, Genova)
Roberto Parziale (magistrato, Roma)
Claudio Patruno (magistrato, Reggio Calabria)
Domenico Pasquariello (magistrato Modena)
Elisa Pazè (magistrato, Trapani)
Piercarlo Pazè (magistrato in quiescenza, direttore rivista Minorigiustizia)
Carlo Maria Pellicano (magistrato, Torino)
Livio Pepino (magistrato Cassazione, Roma)
Simone Perelli (magistrato, Torino)
Eugenio Pergola (magistrato, Pordenone)
Luca Perilli (magistrato, Rovereto)
Manuela Persico (magistrato, Agrigento)
Raffaele Pesiri (magistrato, Napoli)
Gianfranco Petralia (magistrato)
Franco Petrolati (magistrato, Roma)
Carlo Piana (magistrato, Cagliari)
Alberto Maria Picardi (magistrato, S. Maria Capua Vetere)
Ettore Picardi (magistrato, Ascoli Piceno)
Luigi Picardi (magistrato, Napoli)
Elisabetta Pierazzi (magistrato, Brescia)
Fiorella Pilato (magistrato Cagliari)
Giangiacomo Pilia (magistrato, Cagliari)
Morena Plazzi (magistrato, Bologna)
Aldo Policastro (magistrato, Napoli)
Claudio Poma (magistrato, Alessandria)
Carla Ponterio (magistrato Modena)
Gaetano Porcu (magistrato, Cagliari)
Alberto Princiotta (magistrato, Savona)
Mario Profeta (magistrato, Firenze)
Pasquale Profiti (magistrato, Trento)
Lorenzo Puccetti (magistrato Bolzano)
Giovanni Puliatti (magistrato, Grosseto)
Nicoletta Quaglino (magistrato, Torino)
Stefano Racheli (magistrato, Roma)
Luca Ramacci (magistrato, Tivoli)
Elio Ramondini (magistrato Milano)
Umberto Rana (magistrato, Arezzo)
Pier Valerio Reinotti (magistrato, Udine)
Angelo Renna (magistrato Milano)
Carlo Renoldi (magistrato, Cagliari)
Ornella Riccio (magistrato, Napoli)
Elena Riva Crugnola (magistrato, Milano)
Cesare Roberti (magistrato Catanzaro)
Roberto Rossi (magistrato, Bari)
Simonetta Rossotti (magistrato, Torino)
Carmelo Ruberto (magistrato, Venezia)
Massimo Russo (magistrato, Palermo)
Filomena Ruta (magistrato Ancona)
Giuseppe Salmè (magistrato, componente CSM)
Rita Sanlorenzo (magistrato, Torino)
Luciano Santoro (magistrato, Sala Consilina)
Roberto Santoro (magistrato Venezia)
Manuela Saracino (magistrato, Bari)
Brunella Sardoni (magistrato Milano)
Valerio Savio (magistrato, Roma)
Eva Scalfati (magistrato, Napoli)
Antonio Scarpa (magistrato, Salerno)
Massimo Scartabello (magistrato, Torino)
Mariano Sciacca (magistrato, Catania)
Adriano Scudieri (magistrato, Agrigento)
Guido Secchione (magistrato Sassari)
Emanuele Secci (magistrato, Cagliari)
Igor Secco (magistrato, Bolzano)
Antonella Serio (magistrato Catania)
Luca Semeraro (magistrato Napoli)
Giancarla Serafini (magistrato, Milano)
Giuditta Silvestrini (magistrato Mantova)
Amina Simonetti (magistrato, Milano)
Claudio Siragusa (magistrato, Napoli)
Serenella Siriaco (magistrato in quiescenza, Napoli)
Emilio Sirianni, magistrato Cosenza
Arturo Soprano (magistrato, Milano)
Giuseppe Soresina (magistrato, Firenze)
Sergio Sottani (magistrato, Perugia)
Sergio Spadaro (magistrato, Milano)
Bruno Spagna Musso (magistrato Cassazione, Roma)
Maria Teresa Spagnoletti (magistrato, Roma)
Paolo Storaci (magistrato, Trento)
Alessandra Susca (magistrato, Bari)
Cristina Tabacchi (magistrato, Acqui Terme)
Cesare Tacconi (magistrato, Milano)
Alberto Taglienti (magistrato, Ancona)
Augusto Tatangelo (magistrato, Napoli)
Giovanni Tedesco (magistrato, Napoli)
Daniela Tognon (magistrato Napoli)
Antonella Toniolo (magistrato, Padova)
Lucilla Tontodonati (magistrato, Milano)
Anna Maria Tosto (magistrato, Bari)
Francesco Traverso (magistrato, Torino)
Nicola Trifuoggi (magistrato, Pescara)
Danilo Tronci (magistrato, Cagliari)
Lina Trovato (magistrato, Catania)
Alessandra Turco (magistrato, Firenze)
Giuliano Turone (magistrato Cassazione, Roma)
Paola Vallario (magistrato Napoli)
Chiara Valori (magistrato, Varese)
Fabrizio Vanorio (magistrato, Palermo)
Chiara Venturi (magistrato)
Claudio Viazzi (magistrato, Genova)
Elisabetta Vidali (magistrato, Genova)
Gabriella Viglione (magistrato, Torino)
Federico Vignale (magistrato in quiescenza, Genova)
Francesco Vigorito (magistrato, Roma)
Christine Von Borries (magistrato, Prato)
Pier Luigi Zanchetta (magistrato, Torino)
Domenico Zeuli (magistrato Napoli)
Alberto Ziroldi (magistrato, Modena)
Paolo Zorzi (magistrato, Brescia)
Dai parlamentari
Nando Dalla Chiesa (senatore)
Claudio Fava (parlamentare europeo)
Elvio Fassone (senatore, magistrato)
Gianni Kessler (deputato, magistrato)
Dalle Associazioni, dai giornalisti, dalle altre professioni, dai cittadini:
Giovanna Albertelli (impiegata comunale, Parma)
Giulia Alliani (Osservatorio Legalità e Diritti – Onlus)
Associazione Nazionale Giuristi Democratici - Milano
Donata Almici (architetto, Milano)
Fabrizio Ammirati (medico ospedaliero Roma)
Donatella Angeletti (docente, Roma)
Alberto Antonetti
Roberta Angulilesi (“Democrazia e Legalità”, periodico online)
Alberto Antonetti (impiegato Banca d’Italia, Roma)
Arianna Anziano (docente, Napoli)
Andreina Anziano (medico, Napoli)
Antonio Arena (impiegato Sesto S. Giovanni – MI)
Massimo Arzani (agente immobiliare, Sesto S.Giovanni)
Giovanni Assante (artigiano, Grania del Castello di Cisterna – Napoli)
Fiorella Bachechi (Roma)
Alessandro Balducci (Osservatorio sulla legalità e i diritti – Onlus)
Adelmo Ballarotti (pensionato, Padova)
Gianni Barbacetto (giornalista, Milano)
Viviana Bartolaccini (cosmesi estetica Genova)
Graziella Bartolini (educatrice d’infanzia, Genova)
Antonio Bastone (Medico Monza)
Letizia Battaglia (editrice e fotografa)
Adele Baudo (saggista antimafia)
Paolo Bellini (Enel Larderello)
Stefano Bentivogli (anche per il Bimestrale “Ristretti Orizzonti” Padova)
Anna Bernasconi (medico Milano)
Carlo Berrini Fernandez (medico, Milano)
Fiorenza Bevilacqua (Liceo Parini, CISL Scuola, Milano)
Enrichetta Bionda (Assistente Sociale, Novara)
Paolo Bitetti (architetto Roma)
Laura Bogani (Parigi)
Edda Boletti (“Le Girandole”, Milano)
Giandomenico Bonanni (Ricercatore, Roma)
Manfredo Boni (commercialista Brescia)
Silvia Bonucci (Girotondi, Roma)
Lorenzo Boscarelli (dirigente, Milano)
Margherita Bosio (psicoterapeuta Genova)
Marinella Brancaleoni (docente, Milano)
Cloris Brosca (attrice Roma)
Giovanna Bruno (Direttore Amministrativo, Provveditorato Studi Pavia)
Agata Buttarelli (G.O.T. Milano)
Piera Calmieri (casalinga Genova)
Barbara Campagna (operatore penitenziario, Milano)
Danila Campo (architetto Genova)
Pietro Campoli (Russi - RA)
Susanna Camusso (Segret. Reg.le CGIL Lombardia, Milano)
Francesca Canale (medico legale, Genova)
Marco Canepari (ricercatore Genova)
Laura Cangemi (traduttrice, Mantova)
Ferruccio Capelli (Segr. Casa della Cultura, Milano)
Carla Caroggio (docente Genova)
Paola Carucci (già Sovrintendente Archivio centrale dello Stato)
Anna Cassol (libera professionista Genova)
Gianni Castellan (www.carovanaperlacostituzione.it)
Rodrigo Vergara (traduttore, Modena)
Roberto Alessandrini (media activist, Viareggio)
Gianni Catania (ingegnere Torino)
Antonio Cavagnaro (docente, Milano)
Emilia Cestelli (Assoc. “Le Girandole” Milano)
Patrizia Ciardiello (operatrice penitenziaria, Milano)
Silvana Citterio (dirigente scolastico in quiescenza, Milano)
Andrea Chiappori (dirigente industriale Ansaldo Genova)
Sonia Chicchi (tramite Italia Democratica)
Gabriella Chirumbolo (Assistente Sociale, Uff. Esecuz. Penale Est., Caltanissetta ed Enna)
Marco Cipriano (Vice Pres.te Consiglio Regionale Lombardia)
Renata Collatina (docente, Sesto S.Giovanni)
Anna Concia (docente, Milano)
Federico Corbellini (Genova)
Marinella Cossu (docente, Elmas)
Dionisio Cotella (medico II Università Torvergata Roma)
Licia Conte (giornalista, Roma)
Alfredo Costa (sindacalista, Milano)
Annamaria Cremona (Comiato Genitori Militari Caduti in tempo di pace, Milano)
Gianna Cresci (impiegata Genova)
Alberto Cristofori (consulente editoriale, Milano)
Giulia Crivellari (revisore dei conti, Milano)
Anna Maria Curci (docente, Roma)
Ester Curcu (impiegata Cagliari)
Sandro D’Alessandro (dirigente editoriale Milano)
Sara Damiani (studentessa universitaria, Roma)
Alberto De Benedetti (Milano)
Rodolfo De Cristofaro (docente Statistica)
Elenora Del Fabbro (studentessa, Milano)
Alberto Dellafiore (ricercatore, Firenze)
Massimo Della Giovanna (ingegnere Genova)
Massimiliano Della Torre (Ufficio Difensore Civico Regionale, Milano)
Gioia De Marzi (counselor, Milano)
Pinella Depau (docente Cagliari)
Giuseppe De Santis (docente, Adria)
Giuseppe De Santis (funzionario comunale, Castano Primo – Mi)
Anna Maria Di Dato (docente, Milano)
Bruna D’Innocenzo (docente in pensione, Roma)
Giusy Di Serio (coordinatrice infermieristica Roma
Andrea Di Vita (impiegato, Genova)
Mario Dore (pensionato, “Arcobaleno di Stella Nascente”, Alghero)
Vittorio Emiliani (giornalista)
Sergio Erba (medico, Milano)
Irene Falcinelli (docente)
Stefano Ferla (studente universitario, Milano)
Giancarlo Ferlito (Associazione Greenstone, Messina)
Massimo Ferrario (consulente aziendale, Milano)
Giorgio Floris (Oristano)
Ruggero Fornasiero (ragioniere, Padova)
Paolo Francini (artigiano Pistoia)
Stella Fraschetti (impiegata, Firenze)
Giovanni Frazzica (giornalista, Messina)
Gianni Frosali (pensionato Genova)
Antonino Frustaglia (medico Pioltello)
Paola Fubini (assistente sociale, Torino)
Flavia Fulvio (Osservatorio sulla legalità e i diritti – Onlus)
Lorenzo Frigerio (Libera Lombardia – Gruppo Abele)
Rosalia Gaeta (Ministero del Lavoro, Roma)
Fabrizio Galli (pubblicitario Terni)
Massimo Gallo (manager, Milano)
Francesca Gamba (impiegata statale, Roma)
Angelo Garro (Comiato Genitori Militari Caduti in tempo di pace, Milano)
Jole Garuti (Associazione Stak – Onlus)
Luciano Gemme (impiegato Stazzano – Al)
Patrizia Gentilizi (medico, Associazione per l’Ambiente, Forlì)
Simona Giovannozzi (Communitas 2000, Roma)
Gianluigi Goi (lavoratore autonomo Gussago)
Maria Rosaria Grazioso (Associazione “Chietinuova 3 febbraio”, Chieti)
Dino Greco (Camera del Lavoro Brescia)
Gianni Guasto (medico psichiatra, Bogliasco – Ge)
Dario Guidotti (docente, Milano)
Rita Guma (Osservatorio Legalità e Diritti – Onlus)
Luigi Imperato (ingegnere, Bresso – Mi)
Guido Innocenti (praticante notaio, Grosseto)
Patrizia Izzo (Napoli)
Rosanna Lainati (docente, Monza)
Federico Lama (statistico, Viterbo)
Laura Lana (studentessa, Milano)
Carmela Landi (assistente sociale, Pontecagnano Faiano – Sa)
Antonio Lareno Faccini (Camera del Lavoro Milano)
Gianni Laterza (commercialista, Milano)
Raniero La Valle (giornalista)
Antonio Lentini (ingegnere, Colonia)
Riccardo Lenzi (agente di commercio, Bologna)
Umberto Lenzi (regista cinematografico, Roma)
Fabrizio Leone (docente San Benedetto del Tronto - AP)
Roberto Loca (Ministero Lavoro e Politiche Sociali, Roma)
Vanna Lora (docente, Milano)
Roberto Maggi (psichiatra, Genova)
Giovanni Maggiani Chielli (portavoce Associaz. Familiari Vittime Strage via Georgofili, Firenze)
Elena Maglietta (docente Retescuole Milano)
Lorenzo Majno (studente universitario Milano)
Martino Majno (ingegnere nautico Milano)
Rinaldo Majno (medico chirurgo Milano)
Bruno Malangone (impiegato tecnico MIUR, Pontecagnano Faiano – Sa)
Marinella Mandelli (Pres. Comitato “Salviamo la Costituzione “ di Bergamo, anche per il Comitato)
Orleo Marinaro (informatico, Milano)
Carlo Marini (giornalista)
Francesca Marino (docente, Pizzo - VV)
Arduina Masoch (Milano)
Maurizio Mastrogiovanni (dirigente, Milano)
Nicoletta Mazzuccato (giornalista scientifica, Milano)
Donatella Mealli (docente, Milano)
Paolo Molinari (docente, Brescia)
Marco Mondonico (impiegato tecnico, Milano)
Anna Murru (ingegnere, Orani-Nuoro)
Anna Muschitiello (Segr. Nazionale Coordinamento Assistenti Sociali Giustizia)
Amalia Navoni (Coordinamento lombardo Nord-Sud del mondo)
Enrica Noseda (Milano)
Flaminia Nucci (psicoanalista, Milano)
Rosanna Oliva (Comitato di pressione per le leggi paritarie ex Art. 51)
Marco Orgiana (docente, Cagliari)
Tania Orgiana (sociologa, Cagliari)
Nuccia Pallaroni (Milano)
Piera Palmieri (casalinga, Genova)
Elsa Panzetti (psicoterapeuta, Milano)
Gabriella Papone (operatore sociale, Genova)
Fabrizia Parini (docente, Milano)
Anna Pasolini (docente)
Gianmaria Patrone Tassani (studente universitario Roma)
Gabriele Pazzaglia (Studente, Prato)
Massimiliano Pedroni (Bertinoro- Forlì)
Claudia Peregrini (medico, Milano)
Ada Perez (docente, Paride del Pozzo – Napoli)
Luigi Pesce (studente universitario Genova)
Diego Piccioli (Ricercatore Immunologia)
Gianandrea Piccioli (consulente editoriale, Milano)
Francesca Pigliapochi (impiegata Genova)
Rita Piloni (docente, Milano)
Davide Pinardi (scrittore, sceneggiatore)
Roberta Pezzullo (docente, Palermo)
Michele Piccardo (medico Genova)
Francesco Pistolato (Coordinatore Biblioteca Austriaca, Udine)
Alessandro Pollio ( Associazione “Aprile”, Milano)
Margherita Porta (psicoterapeuta Brescia)
Giovanna Profumo (impiegata, Genova)
Rita Puglia (Assistente Sociale, Uff. Esecuz. Penale Est., Milano)
Tullio Quaianni (Medico del lavoro, Milano)
Ignazio Quattrin (consulente sicurezza lavoro ed ambiente, Milano)
Giuseppe Quero (studente medicina Roma)
Mariangela Quero (docente Crotone)
Alessandro Ravotto (archeologo Barcellona - Spagna)
Chiara Ravotto (impiegata Shangai - Cina)
Egidio Ravotto (dirigente scolastico Genova)
Francesca Reduzzi (Università Federico II Napoli)
Piero Ricca (Le Girandole, Milano)
Maria Ricciardi Giannoni (www.carovanaperlacostituzione.it)
Paola Rigamonti (docente, Milano)
Elio Rindone (docente, Roma)
Sabina Riondino (docente Pontedera -Pi)
Tiziana Riva (consulente di comunicazione, Milano)
Aurelia Rivarola (medico, Milano)
Luciana Rosaspina (pensionata Milano)
Giancarlo Rossi (architetto, Milano)
Anna Rubartelli (medico Istituto tumori Genova)
Angelo Salvatori (Communitas 2000, Roma)
Andrea Sanna (impiegato, Cagliari)
Rita Sanna (docente, Cagliari)
Stefano Santachiara (Centomovimenti.com)
Lina Santoro (docente, Milano)
Rosalia Santoro (docente, Milano)
Marcello Savoia (Bolzano)
Stefania Savy (infermiera Genova)
Franco Scasseddu (docente, Cagliari)
Giancarlo Scarso (docente, Sesto S. Giovanni)
Maddalena Schiano (medico Ospedale San Camillo Roma)
Maria Luisa Schiano Lomoriello (impiegata Roma)
Maria Luisa Sciarpa (docente in pensione, Milano)
Maria Luisa Sciarpa (Milano)
Luigi Sedita (medico, Firenze)
Beatrice Serani (Rai, Roma)
Giorgio Sgarbi (Milano)
Cristina Simonini (psicoanalista Milano)
Renzo Simonini (ingegnere civile- Salò)
Irene Siriaco Calarco (docente in pensione, Napoli)
Carla Sordi (ambientalista- Salò)
Franca Speranza (Genova)
Valentina Spunton (fisioterapista, Milano)
Donato Squicciarini (funzionario banca in pensione, Napoli)
Mariella Stagi (docente, associazione LEND, Modena)
Giuseppe Sunseri (Sinistra ecologista, Roma)
Tito Fiorenzo Tiberti (Unione degli Universitari, Pavia)
Elvio Tidili (pensionato, Cesano Maderno)
Bernardino Tolomei (architetto, Padova)
Mario Tomasoni (amministratore delegato società multinazionale, Milano)
Romano Trabucchi (consulente d’azienda, Milano)
Marco Travaglio (giornalista)
Franco Trincale (Milano)
Piero Trucchi (medico Istituto Gaslini Genova)
Dino Turturici (Giudice di Pace, Milano)
Davide Uderzo (tecnico radiologo, Università Udine)
Marina Valcarenghi (psicoterapeuta, Milano)
Nicola Valcarenghi Scognamiglio (consulente, Castagneto Carducci – Livorno)
Maria Beatrice Valluzzi (Ministero del Lavoro, Roma)
Walter Vannini (criminologo, giudice onorario, Milano)
Anna Vercelli (medico legale, Bologna)
Claudio Vergani (consulente aziendale Brescia)
Franca Vico (Associazione tutela traumatizzati e lesionati, Rimini)
Giovanna Villa (medico Genova)
Vincenzo Viola (docente, Milano)
Giovanna Vitale (docente Roma)
Matteo Viviano (Comitato per la Costituzione “G. Rossetti”, Genova)
Stefano Volante (Communitas 2000, Milano e Segrate)
Paolo Volpato (giornalista, Torino)
Andrea Zaccagnini (impiegato Roma)
Luisa Zanotelli (tramite Italia Democratica)
Antonio Zanza (quadro aziendale PP. TT. Roma)
Rosa Annunziata (MDR Napoli)



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Cos’è la tirannide




Ha scritto Vittorio Alfieri, nel suo “Della Tirannide”:



«Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d’impunità.

E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

E, viceversa, tirannide parimente si dee riputar quel governo, in cui chi è preposto al creare le leggi, le può egli stesso eseguire.

E qui è necessario osservare, che le leggi, cioè gli scambievoli e solenni patti sociali, non debbono essere che il semplice prodotto della volontà dei più; la quale si viene a raccogliere per via di legittimi eletti del popolo.

Se dunque gli eletti al ridurre in leggi la volontà dei più le possono a lor talento essi stessi eseguire, diventano costoro tiranni; perché sta in loro soltanto lo interpretarle, disfarle, cangiarle, e il male o niente eseguirle.

Che la differenza fra la tirannide e il giusto governo, non è posta (come alcuni stoltamente, altri maliziosamente, asseriscono) nell’esservi o il non esservi delle leggi stabilite; ma nell’esservi una stabilita impossibilità del non eseguirle.

Non solamente dunque è tirannide ogni governo, dove chi eseguisce le leggi, le fa; o chi le fa, le eseguisce: ma è tirannide piena altresì ogni qualunque governo, in cui chi è preposto all’eseguire le leggi non dà pure mai conto della loro esecuzione a chi le ha create.

Ma, tante specie di tirannidi essendovi, che sotto diversi nomi conseguono tutte uno stesso fine, non imprendo io qui a distinguerle fra loro, né, molto meno, a distinguerle dai tanti altri moderati e giusti governi: distinzioni, che a tutti son note.

Se più sopportabili siano i molti tiranni, o l’un solo, ella è questione problematica assai.

La lascierò anche in disparte per ora, perché essendo io nato e cresciuto nella tirannide d’un solo, ed essendo questa la più comune in Europa, di essa più volentieri e con minore imperizia mi avverrà forse di ragionare; e con utile maggiore fors’anco pe’ miei cotanti conservi.

Osserverò soltanto di passo, che la tirannide di molti, benché per sua natura maggiormente durevole (come ce lo dimostra Venezia) nondimeno a chi la sopporta ella sembra assai men dura e terribile, che quella di un solo.

Di ciò ne attribuisco la cagione alla natura stessa dell’uomo, in cui l’odio ch’egli divide contro ai molti, si scema; come altresì il timore che si ha dei molti, non agguaglia mai quello che si ha riunitamente di un solo; ed in fine, i molti possono bensì essere continuamente ingiusti oppressori dell’universale, ma non mai, per loro privato capriccio, dei diversi individui.

In codesti governi di più, che la corruzione dei tempi, lo avere scambiato ogni nome, e guasta ogni idea, hanno fatto chiamar repubbliche; il popolo in codesti governi, non meno schiavo che nella mono-tirannide, gode nondimeno di una certa apparenza di libertà, ed ardisce profferirne il nome senza delitto: e, pur troppo il popolo, allor quando corrotto è, ignorante, e non libero, egli si appaga della sola apparenza.

Ma, tornando io alla tirannide di un solo, dico; che di questa ve n’ha di più sorti. Ereditaria può essere, ed anche elettiva».

Da “Della Tirannide”, Libro 1, Capitolo 2.

L’intero libro può essere letto a questo link.

Un grazie a Besugo per la preziosa segnalazione.




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Corruzione Berlusconi/Mills: il testo integrale della lettera/confessione di Mills



Riportiamo il testo integrale della lettera a firma dell’avv. David Mills, che ha dato origine al processo nel quale egli è stato condannato per essersi fatto corrompere da Silvio Berlusconi, per rendere falsa testimonianza.

La lettera in questione la spedì David Mills al suo commercialista Bob Drennan, per spiegargli i retroscena di alcuni suoi introiti che doveva giustificare con il fisco.

Il dr Drennan, resosi conto che la lettera di Mills conteneva una notizia di reato, la trasmise alla magistratura inglese, che poi la trasmise a quella italiana.

Dunque, fra l’altro, il processo non fu avviato dai magistrati italiani e il “complotto” ipotizzato da Berlusconi è una pura e semplice menzogna mistificatrice.

Ovviamente, di questa lettera la quasi totalità dei giornali italiani, Bruno Vespa e tutti gli altri come lui hanno sempre taciuto ostinatamente.

Riportiamo la lettera nel testo originale inglese, tratto dal sito del giornale inglese Guardian, e una traduzione in italiano, tratta dal sito ItaliaDall’Estero.

Per leggere tutti gli articoli pubblicati nel nostro blog sul caso Berlusconi/Mills, si può cliccare sul link “Processo Berlusconi/Mills” che c’è nell’elenco “Visualizzazione per temi” che c’è circa a metà della sidebar di destra della homepage del blog, oppure sul banner “Caso Berlusconi/Mills” che c’è nella stessa sidebar, un po’ più in basso.

La lettura degli articoli dai più vecchi ai più recenti, dà agevolmente l’idea di quanto grave sia la condotta mantenuta dal Presidente del Consiglio in questa vicenda e i gravissimi danni arrecati al sistema giudiziario, per proteggersi dalle conseguenze di questo giudizio. Basti pensare che, per ottenere questo risultato, si era anche predisposta una legge che bloccava migliaia di processi. Legge che poi non venne approvata “in cambio” della approvazione della legge Alfano, detta inspiegabilmente “lodo”.


Il testo originale della lettera:

Dear Bob,

The brief relevant facts are these.

In 1996 I ended up with a dividend from Mr B’s companies of around £ 1.5m after all the tax and fees had been paid.

This was all done on a personal basis: I took the risk, and kept my partners right out of it.

Wisely or otherwise, I informed my partners what I had done and, since it was a substantial windfall, offered to pay them (I think) around £ 50,000 or £ 100,000 each as what I though [sic] was a pretty generous gesture.

Which shows you how you can be, as they insisted the transaction should be treated as a partnership profit. To avoid litigation (we had just merged with Withers) I agreed to put the money on deposit in my bank until they were satisfied that there would be no third part claim.

By 2000 it was clear there would be no claim (I knew that all along) and the money was taken off deposit and paid out; I kept just under £ 500,000 out of what was then getting on for £ 2m.

So all that risk and cost for not very much. The greatest cost was leaving Withers. I was not asked to leave it, but felt so uncomfortable there, not least because my Mackenzie Mills partners had taken most of the benefit for none of the risk, that I really couldn’t stay.

I spent 1998, 1999 and 2000 as a sole practitioner, and it was evident that the trials were going on, there would be lawyers to pay and there was always the risk of being charged with something – which is actually about to happen now as a result of the latest investigation, which you know about.

I kept in close touch with the B people, and they knew my circumstances.

They knew, in particular, how my partners had taken most of the dividend; they also knew quite how much the way in which I had been able to give my evidence (I told no lies, but I turned some very tricky corners, to put it mildly) had kept Mr B out of a great deal of trouble that I would have landed him in if I had said all I knew.

At around the end of 1999, I was told I would receive money, which I could treat as a long term loan or a gift. $ 600,000 was put in a hedge fund and I was told it would be there if I needed it. (It was put in the fund because the person connected to the B organisations was someone I had discussed this fund with on many occasions, and it was a round about way of making the money available.)

For obvious reasons of their own (I was at that stage still a prosecution witness, but my evidence had been given) it needed to be done discreetly. And this was a roundabout way.

At the end of 2000 I wanted to invest in another fund, and my bank made a loan of the amount, secured on my house etc., of around € 650,000. I paid it off by liquidating the $ 600,000. I attach a copy of the dollar account.

I regarded the payment as a gift. What else could it be? I wasn’t employed, I wasn’t acting for them, I wasn’t doing anything for them, I had already given my evidence, but there was certainly the risk of future legal costs (as there have been) and a great deal of anxiety (as there certainly have been).

This has been going on for more than eight years now. My contract was aware of how my income earning capacity had been damaged, and in 1998 and 1999 I was able to send bills from my practice to certain companies, which were paid and increased my income. But this was different.

Because I was pretty sure my CGT [capital gains tax] position was negative overall, I stupidly made no returns on my transactions. If they are closely looked at (ie, where did the money come from to buy the centurion shares?), I am obviously concerned about what to do and how this should best be handled.

I attach the key documents.

Yours sincerely

David Mills


La traduzione di ItaliaDall'Estero:


Caro Bob,

in breve, i fatti rilevanti sono questi.

Nel 1996 mi ritrovai con un dividendo proveniente dalle società del signor B. di circa 1,5 milioni di sterline, al netto di tutte le imposte e le tasse. Era stata una mia iniziativa personale: avevo corso il rischio e tenuto fuori tutti i miei soci.

Saggiamente o meno, informai i miei soci di quello che avevo fatto e, dal momento che c’era stato un guadagno inatteso, proposi di dare ad ognuno di loro (credo) circa 50.000 o 100.000 sterline , cosa che pensavo fosse un gesto piuttosto generoso.

Il che dimostra quanto ci si possa sbagliare, dal momento che loro insistettero per trattare la transazione come un profitto della società. Per evitare controversie (ci eravamo appena fusi con la Withers) accettai di versare il denaro in un deposito nella mia banca fino a quando non fossero stati certi che non sarebbe stato richiesto da terzi.

Nel 2000 fu chiaro che nessuno lo avrebbe mai reclamato (cosa che avevo sempre saputo) e il denaro fu tolto dal deposito e versato; tenni poco meno di 500.000 sterline da una somma che allora aveva raggiunto quasi i due milioni.

Quindi tutti quei rischi e quei costi per ottenere ben poco. Il costo più grande fu lasciare la Withers. Non mi fu chiesto di andarmene, ma mi sentivo così a disagio, non ultimo per il fatto che i miei soci della Mackenzie Mills avevano ottenuto il massimo dei benefici con il minimo rischio, che davvero non potevo restare.

Ho passato il 1998, il 1999 e il 2000 lavorando come libero professionista ed era evidente che i processi stavano procedendo, che ci sarebbero stati avvocati da pagare e che c’era sempre il rischio di venire indagati per qualche motivo – cosa che effettivamente sta per succedere in conseguenza alle ultime indagini delle quali sei al corrente. Rimasi in contatto con la gente di B. e loro erano al corrente della mia situazione.

Sapevano in particolare in che modo i miei soci avevano preso la maggior parte dei dividendi, sapevano anche quanto il modo in cui avevo saputo testimoniare (non avevo mentito, ma avevo saputo evitare punti spinosi, per dirla in modo diplomatico) avesse tenuto il signor B fuori dai guai nei quali avrei potuto cacciarlo se avessi detto tutto quello che sapevo.

Verso la fine del 1999, mi fu riferito che avrei ricevuto del denaro, che potevo considerare come un prestito a lungo termine o un regalo. Furono messi 600.000 dollari in un fondo speculativo e mi fu riferito che erano lì se ne avessi avuto bisogno. (Il denaro fu versato nel fondo perchè ne avevo discusso in diverse occasioni con la persona legata all’organizzazione di B. ed era un modo indiretto di rendere il denaro disponibile.)

Per ovvie ragioni (in quel momento ero ancora un testimone dell’accusa, anche se la mia testimonianza era già stata resa) era necessario fare la cosa con discrezione. E questo era un modo indiretto di farlo.

Alla fine del 2000 volevo investire in un altro fondo e la mia banca mi fece un prestito dell’importo di circa 650.000 euro, garantito dalla mia casa, etc … come garanzia. Estinsi il prestito liquidando i 600.000 dollari. Ti allego una copia del conto in dollari.

Ho considerato il pagamento come un regalo. Cos’altro poteva essere? Non ero un loro dipendente, non stavo agendo per loro conto, non stavo facendo nulla per loro, avevo già reso la mia testimonianza, ma c’era senz’altro il rischio di futuri costi legali (che di fatto c’erano stati) e di una grande dose di ansia (che senz’altro c’è stata).

Tutto questo è andato avanti per più di otto anni fino ad oggi. Il mio contratto [sic, N.d.R. "contatto" o "contratto"?] era consapevole di quanto la mia capacità di guadagnare entrate fosse stata danneggiata e nel 1998 e 1999 ero riuscito ad inviare parcelle dal mio studio ad alcune compagnie, che erano state pagate e avevano aumentato le mie entrate. Ma questa era un’altra cosa. Siccome ero praticamente certo che la mia posizione CGT [Capital Gains Tax, tassa sugli utili di capitale, N.d.R.] fosse comunque negativa, stupidamente non ho dichiarato le mie transazioni. Se qualcuno controllasse (per esempio, da dove vengono i soldi per acquistare le azioni Centurion?) sono ovviamente preoccupato sul da farsi e su come gestire al meglio questa situazione.

Ti allego i documenti chiave.

Tuo,

David Mills





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Un leader in fuga dalla verità





di Giuseppe D’Avanzo
(Giornalista)





da Repubblica del 20 maggio 2009


E’ giusto ricordare che, se Silvio Berlusconi non si tosse fabbricato l’immunità con la “legge Alfano”, sarebbe stato condannato come corruttore di un testimone che ha protetto dinanzi ai giudici le illegalità del patron della Fininvest.

Condizione non nuova per Berlusconi, salvato in altre occasioni da norme che egli stesso si è fatto approvare da un parlamento gregario.

Le leggi ad personam, è vero, sono un lacerto dell’anomalia italiana che trova il suo perno nel conflitto di interessi, ma la legislazione immunitaria del premier è soltanto un segmento della questione che oggi l’Italia e l’Europa hanno davanti agli occhi.

Le ragioni della condanna di David Mills (il testimone corrotto dal capo del governo) chiamano in causa anche altro, come ha sempre avuto chiaro anche il presidente del consiglio.

Nel corso del tempo, il premier ha affrontato il caso “All Iberian/Mills” con parole definitive, con impegni che, se fosse coerente, oggi appaiono temerari: «Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conoscevo neppure l’esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario» (Ansa, 23 novembre 1999, ore 15.17).

Nove anni dopo, Berlusconi è a Bruxelles, al vertice europeo dei capi di Stato e di governo.

Ripete: «Non conoscevo Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l’Italia» (Il sole24ore.com; Ansa, 20 giugno 2008, ore 15.47).

E’ stato lo stesso Berlusconi a intrecciare consapevolmente in un unico destino il suo futuro di leader politico, «responsabile di fronte agli elettori», e il suo passato di imprenditore di successo.

Quindi, ancora una volta, creando un confine indefinibile tra pubblico e privato.

Se ne comprende il motivo perché, nell’ideologia del premier, il suo successo personale è insieme la promessa di sviluppo del Paese. I suoi soldi sono la garanzia della sua politica; sono il canone ineliminabile della «società dell’incanto» che lo beatifica; quasi la condizione necessaria della continua performance spettacolare che sovrappone ricchezza e infallibilità.

Otto anni fa questo giornale, dando conto di un documento di una società internazionale di revisione contabile (Kpmg) che svelava l’esistenza di un «comparto estero riservato della Fininvest», chiedeva al premier di rispondere a qualche domanda «non giudiziaria, tanto meno penale, neppure contabile: soltanto di buon senso. Perché questi segreti, e questi misteri? Perché questo traffico riservato e nascosto? Perché questo muoversi nell’ombra? Il vero nucleo politico, ma prima ancora culturale, della questione sta qui perché l’imprenditorialità, l’efficienza, l’homo faber, la costruzione dell’impero – in una parola, i soldi – sono il corpo mistico dell’ideologia berlusconiana» (Repubblica, 11 aprile 2001).

Berlusconi se la cavò come sempre dandosi alla fuga.

Andò a farsi intervistare senza contraddittorio a Porta a porta per dire: «All Iberian? Galassia off-shore della Fininvest? Assolute falsità».

La scena oggi è mutata in modo radicale.

Se il processo “All Iberian” (condanna e poi prescrizione) aveva concluso in Cassazione che «non emerge negli atti processuali l’estraneità dell’imputato», le motivazioni della sentenza che ha condannato David Mills ci raccontano il coinvolgimento «diretto e personale» di Silvio Berlusconi nella creazione e nella gestione di «64 società estere offshore del group B very discreet della Fininvest».

Le creò David Mills per conto e nell’interesse di Berlusconi e, in due occasioni (processi a Craxi e alle “fiamme gialle” corrotte), Mills mentì in aula per tener lontano Berlusconi dai guai, da quella galassia di cui l’avvocato inglese si attribuì la paternità ricevendone in cambio «enormi somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali», come si legge nella sentenza.

È la conclusione che ha reso necessaria l’immunità.

Berlusconi temeva questo esito perché, una volta dimostrato il suo governo personale sulle 64 società off-shore, si può oggi dare risposta alle domande di otto anni fa, luce a quasi tutti i misteri della sua avventura imprenditoriale.

Si può comprendere come è nato l’impero del Biscione e con quali pratiche.

Lungo i sentieri del «group B very discreet della Fininvest» sono transitati quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che hanno ricompensato Bettino Craxi per l’approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi (se non si vuole dar credito a un testimone che ha riferito come «i politici costano molto ... ed è in discussione la legge Mammì»). E ancora, il finanziamento estero su estero a favore di Giulio Malgara, presidente dell’Upa (l’associazione che raccoglie gli inserzionisti pubblicitari) e dell’Auditel (la società che rileva gli ascolti televisivi); la proprietà abusiva di Tele+ (violava le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le “fiamme gialle”); il controllo illegale dell’86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l’acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; la risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma; gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente.

Sono le connessioni e la memoria che sbriciolano il «corpo mistico» dell’ideologia berlusconiana: al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, c’è la corruzione della politica, delle burocrazie della sicurezza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.

Questo è il quadro che dovrebbe convincere Berlusconi ad affrontare con coraggio, in pubblico e in parlamento, la sua crisi di credibilità, la decadenza anche internazionale della sua reputazione.

Magari con un colpo d’ala rinunciando all’impunità e accettando un processo rapido.

Non accadrà. Il premier non sembra comprendere una necessità che interpella il suo privato e il suo ufficio pubblico, l’immagine stessa del Paese dinanzi al mondo.

Prigioniero di uno stinto narcisismo e convinto della sua invincibilità, pensa che un bluff o qualche favola o una nuova nebbia mediatica possano salvarlo ancora una volta.

Dice che non si farà processare da questi giudici e sa che non saranno «questi giudici» a processarlo.

Sa ché non ci sarà, per lui, alcun processo perché l’immunità lo protegge.

Come sa che, se la Corte Costituzionale dovesse cancellare per incostituzionalità lo scudo immunitario, le norme sulla prescrizione che si è approvato uccideranno nella culla il processo.

Promette che in parlamento «dirà finalmente quel che pensa di certa magistratura», come se non conoscessimo la litania da quindici anni.

Finge di non sapere che ci si attende da lui non uno “spettacolo”, ma una risposta per le sue manovre corruttive, i metodi delle sue imprese, i sistemi del suo governo autoreferenziale e privatistico.

S’aggrappa al solito refrain, «gli italiani sono con me», come se il consenso lo liberasse da ogni vincolo, da ogni dovere, da ogni onere.

Soltanto un potere che si ritiene “irresponsabile” può continuare a tacere.

Quel che si scorge in Italia oggi – e non soltanto in Italia – è un leader in fuga dalla sua storia, dal suo presente, dalle sue responsabilità.

Un leader che non vuole rispondere perché, semplicemente, non può farlo.





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giovedì 21 maggio 2009

Rassegna stampa sul caso Berlusconi/Mills



Riportiamo in un post autonomo un estratto della Rassegna Stampa di Vanna Lora sul caso Mills/Berlusconi.

Un grazie di cuore a Vanna, che con la sua fatica quotidiana offre a noi e a tutti uno strumento prezioso di informazione.

Per leggere tutti gli articoli pubblicati nel nostro blog sul caso Berlusconi/Mills, si può cliccare sul link “Processo Berlusconi/Mills” che c’è nell’elenco “Visualizzazione per temi” che c’è circa a metà della sidebar di destra della homepage del blog, oppure sul banner “Caso Berlusconi/Mills” che c’è nella stessa sidebar, un po’ più in basso.


Mills corrotto da Berlusconi “Mentì per la sua impunità”
in Repubblica.it, 19 maggio 2009

Il testo della sentenza
in Repubblica.it, 19 maggio 2009

Marco Travaglio
Si dice il corrotto ma non il corruttore
in Voglioscendere, 19 maggio 2009

Massimo Giannini
Il Cavaliere impunito
in Repubblica.it, 19 maggio 2009

Il premier: “Sentenza scandalosa” L’opposizione: “Si faccia processare”
in Repubblica.it, 19 maggio 2009

Stefano Corradino
Sentenza Mills. “15 anni di schifezze. Illeciti, reati penali, violazioni fiscali…”
in Articolo21, 19 maggio 2009

Luigi De Magistris
La sentenza Mills dimostra l’inaudita gravità del lodo Alfano (AUDIO)
in Micromega.net, 19 maggio 2009

Carlo Vulpio
A Londra per spiegare lo scandalo del caso Italia (AUDIO)
in Micromega.net, 19 maggio 2009

Riesplode il caso Mills. Ira Berlusconi: uno scandalo
in Corriere.it, 19 maggio 2009

Di Pietro: “Governati da un corruttore, si dimetta” (AUDIO)
in Corrieretv, 19 maggio 2009

Incredibile: Studio Aperto dichiara assolto Berlusconi nel processo Mills (VIDEO)
in Chiarelettere/blog, 19 maggio 2009

Marco Travaglio
Mills di questi giorni
in Unità, 18 febbraio 2009

Gianni Barbacetto
Mills, una sentenza che vale tre
in Micromega.net, 20 maggio 2009

Marco Travaglio
Le leggi à la carte e il libro paga del grande corruttore
in Unità, 20 maggio 2009

Ezio Mauro
Dov’è la vergogna
in Repubblica, 20 maggio 2009

Luigi Ferrarella
Ecco le bugie di Mills per proteggere Berlusconi
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Piero Colaprico
Ecco l’atto d’accusa contro Berlusconi
in Repubblica, 20 maggio 2009

Paolo Colonnello
Intascò 600 mila dollari
in Stampa, 20 maggio 2009

Armando Zeni
L’avvocato rampante dei paradisi fiscali
in Stampa, 20 maggio 2009

Ugo Magri
Mills mentì per conto di Berlusconi
in Stampa, 20 maggio 2009

Enrico Franceschini intervista David Mills
“E’ una storia complicata ma quel denaro non me l’ha dato Silvio”
in Repubblica, 20 maggio 2009

Giuseppe Guastella intervista Niccolò Ghedini
Ghedini accusa: hanno ignorato la prova decisiva
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Franceschini: “Berlusconi non pensi di autoassolversi in Parlamento”
in Corriere.it, 20 maggio 2009

Liana Milella
Per condannarlo hanno violato il lodo Alfano
in Repubblica, 20 maggio 2009

Giovanna Casadio
Il Pd: il premier si faccia processare
in Repubblica, 20 maggio 2009

Dino Martirano
L’affondo del Pd: ora rinunci al lodo Alfano
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Gianluca Luzi
“Una sentenza scandalosa in Parlamento dirò ciò che penso”
in Repubblica, 20 maggio 2009

La pronuncia della Consulta sul lodo Alfano slitta dopo l’estate
in Messaggero, 20 maggio 2009

Luigi Ferrarella
Ma in tribunale il premier non rischia più
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Giuseppe D’Avanzo
Un leader in fuga dalla verità
in Repubblica, 20 maggio 2009

E.R.
Il giorno più lungo della Gandus il giudice che Silvio non voleva
in Repubblica, 20 maggio 2009

Giuseppe Di Lello
Nel nome del popolo
in Manifesto, 20 maggio 2009

F.M. intervista Bruno Tabacci
“Condanna a orologeria? La Dc non usava alibi”
in Stampa, 20 maggio 2009

Giampiero Martinotti intervista Laurent Joffrin
“Il Cavaliere è come Putin violenza inaudita contro la stampa”
in Repubblica, 20 maggio 2009

Claudia Fusani
Il premier insulta L’Unità una sentenza vergognosa
in Unità, 20 maggio 2009

C.Fus.
Domande, risposte e rabbia il Cavaliere perde le staffe
in Unità, 20 maggio 2009

Non alzi la voce con noi non serve
in Unità, 20 maggio 2009

Concita De Gregorio
I due pesi della legge
in Unità, 20 maggio 2009

Umberto Rosso intervista Anna Finocchiaro
“Viene in aula per processare i magistrati”
in Repubblica, 20 maggio 2009

Marco Galluzzo
Dai magistrati al caso Noemi show a tutto campo del premier
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Federico Geremicca
Prigionieri dei processi del premier
in Stampa, 20 maggio 2009

Francesco Verderami
Il Cavaliere si sente braccato cosa vogliono, che mi dimetta?
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Giuseppe Caruso
"Enormi somme di denaro" per salvarsi
in Unità, 20 maggio 2009

Gaetano Azzariti
Il premier si faccia processare
in Liberazione, 20 maggio 2009

Maria Teresa Meli
Democratici in scia all’ex pm "ma questa linea dura rischia di aiutare il premier"
in Corriere della sera, 20 maggio 2009

Berlusconi-Mills: ci fu corruzione- Dibattito in studio (VIDEO)
in Repubblicatv, 20 maggio 2009

Alexander Stille
La giustizia italiana e il caso Mills
in Repubblica, 21 maggio 2009

Paola Di Caro
Il premier e le accuse su Mills: quel giudice è una nemica
in Corriere della sera, 21 maggio 2009

Lorenzo Fuccaro
L’Anm attacca il premier: invettive inaccettabili
in Corriere della sera, 21 maggio 2009

Lina Palmerini
I giudici: basta attacchi dal premier
in Sole24ore, 21 maggio 2009

Gianluca Luzi
Mills, l’Anm contro Berlusconi inaccettabili gli attacchi ai giudici
in Repubblica, 21 maggio 2009

E.Ran.
Mai conosciuto l’avvocato ma l’inchiesta smentisce il Cavaliere
in Repubblica, 21 maggio 2009

Emilio Randacio
In Cassazione entro aprile o sarà prescrizione
in Repubblica, 21 maggio 2009

Vittorio Grevi
Caso Mills, l’opportunità di rinunciare alla prescrizione
in Corriere della sera, 21 maggio 2009

Carlo Federico Grosso
L’arbitro non va mai fischiato
in Stampa, 21 maggio 2009

Giovanni Maria Bellu
Senza pudore
in Unità, 21 maggio 2009

Claudio Tito
Lo stop di Bossi. Sui pm non ti seguiamo. E Silvio rinvia l’arringa in Parlamento
in Repubblica, 21 maggio 2009

Ugo Magri
Berlusconi ci ripensa. Non andrà in aula
in Stampa, 21 maggio 2009

Berlusconi: i giudici estremisti di sinistra
in Corriere.it, 21 maggio 2009

Berlusconi show contro i giudici (VIDEO)
in Repubblicatv, 21 maggio 2009

Marco Travaglio
Fisco per fiasco
in Carta Canta/repubblica.it, 21 maggio 2009

Paolo Colonnello
Nicoletta, la giudice "femminista"
in Stampa, 21 maggio 2009

Jolanda Bufalini intervista Tommaso Giupponi
"Se c’è il corrotto c’è anche il corruttore"
in Unità, 21 maggio 2009

Alessandro Robecchi
Eia! Eia! Mavalà! Per Studio Aperto Berlusconi fu assolto al processo Mills
in Micromega.net, 20 maggio 2009

Maria Paola Milanesio intervista Cesare Mirabelli
"Impossibile l’impeachment il lodo è una garanzia"
in Mattino, 21 maggio 2009

Stefano Ferrio
"I guai di Berlusconi? Ci pensi la sinistra …"
in Unità, 21 maggio 2009

Marco Travaglio
Mills di questi giorni
in Unità, 21 maggio 2009

Alessandro Trocino intervista Marco Follini
Il Pd smetta di tifare per i giudici
in Corriere della sera, 21 maggio 2009






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