«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 4 ottobre 2007

Il "caso De Magistris" - Alcuni documenti


Come anticipato nell’articolo di Felice Lima ”Luigi De Magistris e ‘la Magistratura’”, pubblichiamo alcuni “documenti” relativi al “caso De Magistris”.

Si tratta dei verbali delle sedute della Giunta Distrettuale di Catanzaro dell’Associazione Nazionale Magistrati e della Giunta Esecutiva Centrale della stessa A.N.M., nelle quali si è discusso il caso.

Non si conoscono altri interventi “ufficiali” dell’Associazione Nazionale Magistrati su questo “caso”.

Pubblichiamo anche alcune mail inviate a mailing list delle correnti dell’A.N.M. da alcuni magistrati.

Le mail con questo oggetto scritte da magistrati sul “caso De Magistris” sono tantissime. Ne pubblichiamo solo alcune, per brevità. Ringraziamo i magistrati che le hanno scritte per averne autorizzato la pubblicazione.

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Verbale di seduta e documento approvato dalla Giunta della Sezione di Catanzaro dell’Associazione Nazionale Magistrati.

L'anno 2007, il giorno 3 aprile del mese di aprile, alle ore 17, in Catanzaro, Nuovo Palazzo di Giustizia "Francesco Ferlaino", sono presenti:

dott. Raffaele Miele, Presidente
dott. Sergio Caliò, Segretario
dott. Chiara Ermini, Componente
dott. Maria Luisa Mingrone, Componente
dott. Raffaele Miele, Componente
dott. Domenico Prestinenzi, Componente
dott. Domenico Commodaro, Componente
dott. Gabriella Portale, Componente

per deliberare un documento in ordine alla polemica attuale sullo svolgimento di indagini penali nel Distretto.

Le colleghe Portale ed Ermini fanno rilevare che alcuni magistrati della Procura della Repubblica di Catanzaro hanno inviato un documento indirizzato alla G.E.C. ed anche alla Giunta Distrettuale, sul quale chiedono che si prenda posizione.

I colleghi Miele e Caliò fanno presente di non avere mai ricevuto il documento della Procura di Catanzaro e che l'ordine del giorno della presente seduta è stato formulato di iniziativa sulla base della risonanza dei fatti sulla stampa locale.

La collega Portale fa rilevare che l'ordine del giorno non appare correttamente formulato, perché avrebbe dovuto specificare che la riunione della Giunta aveva ad oggetto unicamente le esternazioni di De Magistris sulla stampa.

A questo punto il collega Caliò fa presente che con il documento della Procura di Catanzaro di cui solo adesso ha visione, si chiede di prendere posizione su esternazioni di un soggetto attualmente indagato dalla medesima Procura, circostanza questa che preclude e rende assolutamente inopportuna qualsiasi pronunciamento della Giunta.

Il collega Prestinenzi dichiara di condividere il pensiero del collega Caliò e fa presente di dissentire in generale a qualsiasi richiesta di apertura di pratiche a tutela, anche perché, così operando, si finirebbe con l'interferire con l'attività degli organi istituzionalmente deputati a verificare la legittimità dell'operato dei magistrati della Procura di Catanzaro.

Le colleghe Ermini e Portale condividono l'inopportunità di fare interventi sulla stampa in ordine alle dichiarazioni dell'on. Pittelli, trattandosi di persona sottoposta ad indagini.

I colleghi Miele, Caliò, Mingrone e Commodaro propongono l'approvazione del seguente documento:

“– rilevato che il clamore mediatico che sta accompagnando le recenti indagini della Procura di Catanzaro nei confronti, tra gli altri, di magistrati e parlamentari, con ampia diffusione della notizia della notifica di una informazione di garanzia ad un Senatore della Repubblica e della conseguente revoca della delega all'indagine effettuata dal Procuratore Capo di Catanzaro nei confronti del Sost. Procuratore Luigi De Magistris, sta generando grave sconcerto e turbamento nell'opinione pubblica e nella magistratura tutta del distretto, mettendo in crisi la credibilità stessa della magistratura e della funzione giudiziaria;

- ritenuto indispensabile ribadire la necessità ed opportunità che le problematiche insorte circa potenziali illegittimità di atti e comportamenti debbano trovare emersione, accertamento e valutazione nelle sedi istituzionali competenti e non già sui mezzi di informazione locali e nazionali;

- rilevato altresì che gli attuali accadimenti portano ancora una volta ad emersione la persistenza di quei problemi di organizzazione e funzionamento della Procura di Catanzaro, già invero oggetto di accertamento nel corso di un'ampia e complessa ispezione disposta dal Ministro della Giustizia, e della quale relazione finale, nei contenuti, a più riprese, è stata oggetto di reiterate pubblicazioni giornalistiche; relazione peraltro espressamente richiamata in questi giorni da alcuni interventi di soggetti coinvolti a vario titolo nelle attuali vicende giudiziarie, ragione per la quale si auspica che vengano fornite informazioni sulla sorte e sugli eventuali provvedimenti adottati;

- rilevato, infine, che nei mesi scorsi si sono registrati reiterati interventi, con diffuse esternazioni sui mezzi di informazione (giornali e televisioni) locali, da parte del magistrato titolare delle indagini, dott. De Magistris, che hanno contribuito a rendere il clima ancora più infuocato, con affermazioni su fatti e soggetti per i quali risultano essere in corso indagini e, comunque, inopportune e non aderenti al dovere di riservatezza che deve improntare ed assistere l'operato del magistrato;

- constatato che dette esternazioni continuano a registrarsi con cadenza quotidiana oltre che sui media locali anche su quelli nazionali;

chiede che il Sign. Presidente della Repubblica, il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero della Giustizia e la Procura Generale presso la Suprema Corte di Cassazione, la Procura Generale di Catanzaro e l'Associazione Nazionale Magistrati di Roma svolgano, ciascuno per la parte di propria competenza, al più presto accertamenti in ordine ai denunciati profili di legittimità di atti e condotte, adottando, se del caso, i provvedimenti consequenziali".

Le colleghe Portale ed Ermini fanno presente che il documento è condivisibile limitatamente ai primi due punti, mentre non può essere approvato, così come proposto tout court, e ciò perché rappresenta una presa di posizione solo contro Luigi De Magistris a fronte di una situazione, quale quella che riguarda la Procura di Catanzaro, ben più complessa e necessitante di un intervento istituzionale di chiarimento.

Le colleghe Portale ed Ermini rilavano infine che la opportunità di prendere posizione sui doveri di riservatezza dei magistrati da parte della Giunta Distrettuale è sì condivisibile, ma non in questa circostanza, dove i valori in gioco sono estremamente più complessi e non sono certamente limitati alle esternazioni del collega De Magistris.

Si insiste, comunque, nell'affermare che l'unico intervento opportuno da parte della Giunta Distrettuale può consistere solo nella richiesta di un intervento istituzionale del CSM.

Il collega Prestinenzi: a) dichiara di condividere i primi due punti del documento proposto dai colleghi; b) rileva che è inopportuno il richiamo alla "ampia e complessa ispezione disposta dal Ministro della Giustizia riguardante i problemi di organizzazione e funzionamento della Procura di Catanzaro" sia perché non è dato conoscere l'esatto contenuto della relazione ispettiva, sia perché, allo stato, non risulta intrapresa alcuna iniziativa al riguardo; c) rileva che le asserzioni del magistrato titolare delle indagini, come riportate dalla stampa, devono essere oggetto di accertamento da parte degli organi competenti. Chiede pertanto che il documento predisposto dai colleghi venga modificato in tal senso.

A questo punto i colleghi Miele, Caliò, Mingrone e Commodaro ritengono che il documento, così come proposto, non può essere oggetto di modifiche, senza che se ne travisi il senso, per cui lo sottopongono ai voti della Giunta integralmente così come formulato.

All'esito della votazione, si dà atto che il documento viene approvato unicamente dai proponenti con il voto contrario di Prestinenzi, Portale ed Ermini.

A questo punto la Giunta, all'unanimità, delibera di trasmettere il documento ed il presente verbale agli indirizzi già indicati.

Il Segretario Il Presidente


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Verbale di seduta della Giunta Esecutiva Centrale della Associazione Nazionale Magistrati.

Associazione Nazionale Magistrati
Verbale della G.E.C. del 4 aprile 2007.

Sono presenti: Gennaro, Rossi, Fiorillo, Aschettino, Luerti, Spataro, Natoli.

La Giunta discute della situazione negli uffici giudiziari di Catanzaro ed approva il seguente documento:

Le norme che attualmente regolano l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici di Procura attribuiscono al Procuratore della Repubblica poteri assai ampi nella assegnazione e nella revoca dei procedimenti ai sostituti ma al contempo impongono che tali poteri vengano esercitati con la massima trasparenza e con piena assunzione di responsabilità.

In quest'ottica la Giunta dell'A.N.M. segue con estrema attenzione le vicende degli uffici giudiziari di Catanzaro e valuta positivamente il fatto che il C.S.M. - utilizzando i suoi poteri - si stia tempestivamente impegnando nell'accertamento dei fatti e dei comportamenti dei magistrati dell'ufficio di Procura.

E' necessario che adeguati approfondimenti e puntuali verifiche dell'organo di governo autonomo della magistratura prendano il posto delle polemiche veementi, generiche e talora solo delegittimanti che si sono susseguite in questi giorni.

Su di un piano generale la Giunta sente infine il dovere di rappresentare all'opinione pubblica (interna ed esterna alla magistratura) che la controriforma Castelli ha privato il C.S.M. del principale strumento a sua disposizione per intervenire in situazioni critiche di incompatibilità ambientale e professionale - il trasferimento ex art. 2 della legge sulle guarentigie - anche se oggi il Consiglio può utilizzare gli esiti dei suoi accertamenti ai fini delle valutazioni di professionalità e delle determinazioni tabellari.

La Giunta discute del progetto di riflessione comune con le organizzazioni dei diplomatici e dei funzionari di prefettura. Nello Rossi invierà ai componenti della Giunta un breve testo che illustra la impostazione generale ed il senso di una iniziativa comune.

(…)

Roma, 4 aprile 2007

La Giunta dell'A.N.M.

Il segretario generale

Nello Rossi


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Mail inviata a una corrente dell’A.N.M. il 5 aprile 2007,

da: Federico Somma, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone



Attendo con ansia di conoscere il deliberato della giunta distrettuale A.N.M.. Se fosse confermato quanto anticipato da A.B., mi troverei costretto a prendere apertamente le distanze dall’Associazione fino alle dimissioni: non è una questione di opinioni diverse, si tratta di delegittimazione e isolamento di un collega che è sovraesposto per la delicatezza del suo lavoro e non per velleitarie brame mediatiche … io non ci sto!

Non in mio nome o in mia rappresentanza!

Non mi basta che la Giunta nazionale segua con estrema attenzione le vicende degli uffici giudiziari di Catanzaro e valuti positivamente il fatto che il C.S.M. – utilizzando i suoi poteri – si stia tempestivamente impegnando nell'accertamento dei fatti e dei comportamenti dei magistrati dell'ufficio di Procura.

Io lavoro in Calabria da quasi sei anni e ho un’idea di fatti e personaggi: se l’A.N.M. locale ritiene che il problema della Magistratura calabrese sia rappresentato dalle eccessive esternazioni gratuite di Luigi de Magistris, che gettano discredito sull'intera magistratura calabrese e non da quanto è emerso nel corso di (svariate) indagini, vuol dire proprio che … io non capisco niente!

Mi sembra in ogni caso che non sia il momento di atteggiamenti attendisti o indifferenti, perché silenzio e scetticismo possono fare più male di un attacco frontale … e non vado oltre …

Federico Somma


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Mail inviata a una corrente dell’A.N.M. il 5 aprile 2007,

da: Felice Lima, Giudice del Tribunale di Catania



A fronte:

1. dell'oggettiva gravità dei fatti;

2. della loro pubblica notorietà;

3. della posta in gioco per Luigi De Magistris e per tutti noi;

è assolutamente evidente che, come correttamente scrive Federico Somma, non puo' bastare proprio per niente che l'A.N.M. "segua con estrema attenzione le vicende degli uffici giudiziari di Catanzaro e valuti positivamente il fatto che il C.S.M. – utilizzando i suoi poteri – si stia tempestivamente impegnando nell'accertamento dei fatti e dei comportamenti dei magistrati dell'ufficio di Procura".

Sono rimasto semplicemente sbalordito dal verbale della G.E.C. del 4 aprile u.s. messo in lista da G.N., perchè i toni erano adeguati a un problema di carenza di parcheggi davanti ai Palazzi di Giustizia, ma certamente non a fatti come quelli qui in discussione.

Mi sembra altrettanto evidente che se la Sezione locale dell'A.N.M. produrrà un documento dal contenuto sostanziale anche solo simile a quello riferito da A.B., l'Associazione Nazionale non potrà "fare finta di niente" e dovrà prendere una posizione che vada ben oltre il "seguire con estrema attenzione".

D'altra parte, ferma restando la fondatezza della riflessione di Federico sulla difficoltà morale di restare iscritti all'A.N.M. in caso di non adeguata reazione in questa vicenda, non ci si può non chiedere a cosa dovrebbe servire l'A.N.M. se non servisse in maniera adeguata – con una sorta di obbligo di risultato e non solo di prestazione – in un caso come questo.

Già sopportiamo i giochi di potere per i posti di potere, ma qui siamo ben oltre questo. Qui è in gioco la vita fisica di alcuni di noi e l'idea stessa di una "magistratura".

Dunque, disperatamente spero che la G.E.C. la smetta di "seguire con estrema attenzione" la vicenda di Catanzaro, occupandosi subito dopo – come recita il verbale - "del progetto di riflessione comune con le organizzazioni dei diplomatici e dei funzionari di prefettura" e si metta a fare ciò che è suo preciso dovere fare, magari "precedendo", anzichè "seguendo" gli eventi.

Spero che in questa disperata speranza abbia alla fine ragione la speranza, anche se davvero mi sembra ingenua.

Felice Lima


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Mail inviata a una corrente dell’A.N.M. il 6 aprile 2007,

da: Ornella Galeotti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia



Condivido ogni parola di Felice Lima.

Avevo già capito che la Giunta A.N.M. di Catanzaro stava dalla parte di coloro che sono convinti che De Magistris debba essere fermato, ma leggerlo è stato peggio.

Sono esterrefatta e credo che si debba riuscire a far giungere ai colleghi di Catanzaro un segnale forte che faccia emergere la solidarietà della magistratura associata a Luigi De Magistris e a tutti gli altri colleghi della Procura di Catanzaro che con lui hanno sottoscritto il documento sul punto della revoca della delega.

Sento il dovere di sottolineare che nel contesto Catanzarese, - che conosco bene per averci lavorato anni fà scontrandomi con gli stessi ambienti e anche con molte delle stesse persone con i quali si sta scontrando l'azione istituzionale di Luigi De Magistris e ricavandone molte rappresaglie di vario tipo – il clamore mediatico rappresenta talora l'unica modalità praticabile per spezzare l'isolamento che costituisce la pre-condizione per neutralizzare l'azione giudiziaria nei confronti di ambienti come quelli sui quali De Magistris sta investigando.

Se altrove può apparire scomposto l'atteggiamento di quei pubblici ministeri che indulgono a clamori mediatici, a Catanzaro la visibilità può costituire, e costituisce in questo caso, l'unica forma di difesa delle indagini e dell'autonomia di chi le svolge.

Il documento A.N.M. dimostra, anche a chi ne dubitasse, che nessuna solidarietà, altrove certamente scontata, viene accordata a quei magistrati che si limitano a fare il loro mestiere, con la schiena dritta e senza riguardi per nessuno.

L'informazione e la diffusione di certe notizie, appare quindi necessaria perchè non si consumi per l'ennesima volta, nell'assordante silenzio tipico di quell'ambiente giudiziario, la delegittimazione di chi lavora come deve, in favore di chi, specialmente all'interno della magistratura, persegue obiettivi e fini che nulla hanno a che fare con l'amministrazione della Giustizia.

Spero che noi tutti si riesca a mantenere alta l'attenzione sui fatti di CZ.

Lo dobbiamo ai nostri colleghi così esposti e isolati, e anche alla dignità del nostro lavoro.

Ornella Galeotti
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La vignetta non è davvero di Staino, ma frutto di un "taroccamento" che speriamo Staino ci perdoni.


9 commenti:

Gerardo Dominijanni ha detto...

Cara collega Galeotti,
sono sicuro che vorrai illustrare a tutti noi quali sono state "le rappresaglie di vario tipo" che hai subito durante la tua permanenza presso la Procura della Repubblica di Catanzaro che, son certo, avrai denunciato agli organi preposti. Potrai così dimostrare che "l'assordante silenzio” di questi uffici (io lavoro a catanzaro) non abbia -a suo tempo- contagiato anche te

Salvatore D'Urso ha detto...

Sono un cittadino qualunque che ha subito un crimine sulla sua pelle due volte... la prima volta da chi l'ha commesso la seconda da un magistrato che per 5 anni ha lasciato finire la denuncia in prescrizione...

Comunque rispondendo al magistrato che ha chiesto al magistrato proprietario del blog riguardo le rappresaglie subite a Catanzaro...

La realtà li la sappiamo tutti qual'è... e credo che le cose presto cominceranno a cambiare... questa politica non regge più.

Il RE è nudo...

L'alternativa c'è...

E chi dovrà pagare per il male fatto a questo paese... pagherà... potete starne certi.

Politici e magistrati corrotti...

Gerardo Dominijanni ha detto...

Per Salvatore d'Urso:
Faccio il magistrato (pubblico ministero) e mi assumo ogni giorno le mie responsabilità.
Nel mio lavoro ho il dovere di contestare fatti specifici agli indagati.
Sarà per questo che mi da fastidio il qualunquismo e la demagogia.
Sarà per questo che evito di parlare in pubblico delle mie indagini poichè non voglio ingenerare nell'opinione pubblica false aspettative. La mia, infatti, è solo una parte della "verità". Manca quella del/i controinteressato/i e, soprattutto, quella del giudice.
Sarà per questo che da tutti i colleghi che si lamentano di "rappresaglie", "poteri forti", "magistrati indolenti" o altro, pretendo fatti concreti e non pubblicità autoreferenziale.
Il collega De Magistris ha invece denunciato specifiche interferenze, si vedrà se ha ragione o meno.
Ha anche pubblicamente riferito delle sue indagini in corso che, per inciso, vengono quotidianamente anticipate sui giornali.
Secondo voi tutto ciò è giusto ?
La mia risposta la potete immaginare .....

Anonimo ha detto...

Caro Gerardo, solo oggi ho visto il tuo post.Solo ora ti rispondo: ho denunciato sì, nelle sedi competenti (csm e procura generale della Cassazione). Ho le carte (ancora oggi le conservo gelosamente). Mariano Lombardi ti può illuminare, essendo lui al corrente di tutte le mie vicende.
So che siete in ottimi rapporti.
Mi sbaglio?
Ornella Galeotti

Anonimo ha detto...

Cara collega Galeotti,
se è vero che hai denunciato i fatti e i tuoi esposti, mi sembra, non abbiano avuto seguito, delle due l'una: o erano infondati o qualcuno li ha insabbiati.
Siccome non prediligo le notizie de relato, sono sicuro che, avendoli gelosamente conservati, sarai così gentile da pubblicarli (o riassumerli) su questo sito. O no ?
Gerardo Dominijanni

Felice Lima ha detto...

Caro collega Dominijanni (ma di solito, in altre sedi, ci diamo più cordialmente del "Gerardo" e "Felice" e ci tengo a dirlo e farlo anche qui), Ornella non può fare, ovviamente, quello che tu le chiedi, per la semplice ragione che sai bene cosa succede ai magistrati che riferiscono "in pubblico" le denunce fatte nelle "sedi competenti": il "processo" a Clementina Forleo è in corso in questi giorni, in tutte le sedi, competenti e incompetenti.

Gerardo, non si può contemporaneamente:

1. deprecare chi fa le denunce pubbliche;

2. sfidare a fare le denunce nelle sedi competenti chi ha qualcosa da dire;

3. sfidare chi le ha fatte a rendere pubbliche le denunce fatte nelle sedi competenti.

Diventa una sorta di gioco delle tre carte.

Approfitto di questa occasione per completare una risposta che mi hai chiesto e ti ho dato in altra sede relativamente a un elenco - che tu reputavi breve e che invece purtroppo è troppo lungo - di magistrati coinvolti in vicende criminali.

L'elenco, come ti dicevo è lungo, mi limito qui, data l'attualità del fatto, a riportarti la notizia di una sentenza di condanna pronunciata tre giorni fa dal Tribunale di Catania.

La notizia, come spesso accade nel nostro paese, è ASSENTE dai media importanti e viene solo sussurrata.

Essa, comunque, è la seguente:

"La prima sezione penale del Tribunale di Catania, a conclusione del processo per la 'gestione' del pentito Luigi Sparacio, ha condannato a 5 anni di reclusione l'ex sostituto della Dda di Messina, Giovanni Lembo; a 2 anni l'ex segretario del magistrato, il maresciallo dei carabinieri Antonino Princi; e a 7 anni l'ex Gip peloritano Marcello Mondello".

Il testo fra virgolette l'ho tratto da un sito che puoi vedere cliccando qui.

Resta ferma, ovviamente, fino alla sentenza definitiva, la presunzione di "non colpevolezza" (quella di "innocenza" non esiste e se la sono inventata quelli a cui fa comodo).

Un caro affettuoso saluto.

Felice Lima

Felice Lima ha detto...

Gerardo, dimenticavo ...

Il "collega" Mondello è stato condannato a 7 anni di reclusione per "concorso esterno in associazione mafiosa" e il "collega" Lembo è stato condanato a 5 anni di reclusione per "favoreggiamento aggravato dell'associazione mafiosa".

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Caro Felice, i punti su cui non ci troviamo sono questi:
1) la collega Galeotti -a mio avviso- non si può limitare ad affermare pubblicamente di aver subito "rappresaglie" senza indicare quali e, soprattutto, senza comunicare l'esito delle sue denunce. Comodo dire piove governo ladro piove.
2) nessuno (nè io tantomeno) sostiene che i magistrati siano immuni da condizionamenti o che non pongano in essere atti illeciti. Vorrei però che anche per loro (noi) vigesse il principio di non colpevolezza (anche per Lembo e Mondello, che non conosco, condannati dal Tribunale di Catania). Ciò posto mi auguro però che tutte le pronunce definitive (sia penali che disciplinari) vengano pubblicate unitamente agli atti dei procedimenti (questo blog potrebbe farlo)
3) non contesto le denunce pubbliche di per sè, ma solo quando siano rese in assenza di contraddittorio, come quelle della collega Galeotti.
A presto
Gerardo

Anonimo ha detto...

... Sembrerà anomalo un commento a distanza di tanti anni dai fatti in questione (che tuttavia, a quanto pare, scatenano ancora tante pulsioni).
Ho finalmente capito, dalla lettura di questo articolo d'archivio, almeno una parte delle ragioni dell'idiosincrasia della dirigenza del mio tribunale nei confronti della mia persona e della mia dignità di magistrato!!! Incredibile ma vero, anche la mia apparentemente mite ed innocua presidente ha avuto un suo ruolo nella squallida trattazione della vicenda de Magistris!!!!!
Ed io, che "stupida ed ingenua" (come il protagonista dell'Avvelenata gucciniana) non facevo mistero, coi colleghi, di come la pensassi in materia... Non riuscivo a spiegarmi, in particolare, perché in un contesto apparentemente neutro (una pre-riunione in camera di consiglio, e la detta presidente nemmeno c'era...) un giovane e realista collega si agitasse invece a professare tutto il suo sdegno (in realtà, della vicenda sapeva poco o nulla...) rispetto alle indagini ed alla figura dell'ex magistrato; talché intervenne il presidente, del collegio, a tacitare i due giovani a latere, evidentemente seccato da tale, inutilmente animata, discussione!

Porca miseria, eppure avevo cercato di documentarmi, prima di approdare a Crotone :-(

Chi è che sosteneva che in politica (ma ciò può valere per i contesti sociali in genere) l'ingenuità è una colpa?!?

Un saluto estremamente tardivo.

Grazia da Crotone