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La Massoneria: Associazione Privata e la Sua Influenza
Ruolo, natura e impatti sulla società e sulla politica
La Massoneria è un'associazione privata caratterizzata da riservatezza, rituali e un forte senso di appartenenza tra i membri. Pur non essendo un partito politico né un'organizzazione di governo, nel corso della storia ha esercitato, in varie epoche e paesi, una certa influenza in ambito politico e culturale.
Le logge massoniche si riuniscono in modo autonomo, guidate da principi universali come la libertà, la fratellanza e la ricerca della verità. Questi valori sconfinano spesso in una riflessione sugli assetti sociali e politici, ma la Massoneria non persegue ufficialmente scopi politici.
L'influenza della Massoneria in politica non è univoca né garantita: in alcuni momenti storici, membri di logge hanno partecipato attivamente alla vita pubblica, promuovendo ideali di progresso, laicità e emancipazione. Talvolta, il dialogo tra membri di diversa estrazione ha favorito la circolazione di idee che hanno avuto un impatto sulle istituzioni e sulle leggi dei paesi dove era presente.
Tuttavia, la natura privata e riservata dell'associazione ha suscitato sospetti e polemiche, portando talvolta a teorie che ne sovrastimano il peso politico. Nella realtà, la Massoneria agisce principalmente come luogo di dibattito e formazione personale, lasciando ai singoli membri la libertà di esprimersi e agire nella sfera pubblica secondo coscienza.
In sintesi, la Massoneria è una associazione privata che, pur non avendo scopi politici dichiarati, ha visto tra i suoi membri persone che hanno contribuito anche alla vita politica e sociale, senza tuttavia funzionare come forza diretta di governo. La sua influenza è il risultato di una rete di relazioni, dialogo e condivisione di valori, più che di azioni ufficiali e coordinate.
Di seguito un manufatto umano.
Senza svolgere giudizi di valore, il dato che qui interessa è la potenziale influenza dell'appartenenza ad associazioni private nell'esercizio di funzioni pubbliche.
Nella migliore delle ipotesi le idealità sviluppate nell'associazione privata condizioneranno l'interprete anche nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali.
La "fratellanza" diventa, invece, sospetta quando privilegia il rapporto di appartenenza piuttosto che l'interesse pubblico.
Ebbene, è un congegno rudimentale, rozzo, elementare eppure alla base di molte, se non tutte, le organizzazioni politiche.
Lo "spoil system" altro non è se non piazzare i "propri" uomini nei punti chiave sia al fine di gratificarli, sia, soprattutto, al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi dell'associazione di riferimento assurta al potere, da rafforzare.
Ad essere vietate, anche penalmente, sono solo le associazioni segrete.
L'adesione diventa cioè reato solo se la loggia è "segreta" e occulta finalità e struttura per condizionare organi statali o servizi essenziali ai sensi della legge costituzionale n. 1/1982 (legge Anselmi, post-P2).
Se quelle stesse finalità sono oggetto di associazioni non segrete il reato non c'è.
Non sempre vuol dire, tuttavia, che non ci sia "scandalo".
Perché non tutti gli organismi elettivi sono "politici", cioè dotati di margini di scelta, più o meno ampi, quanto ai fini da perseguire; talvolta si tratta di organi amministrativi che, per quanto importanti, sono rigorosamente vincolati ai fini stabiliti dalle norme.
E' il caso del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di alta amministrazione in quanto tale pienamente soggetto ai principi di buon andamento ed imparzialità posti dall'art. 97 Cost..
Il fatto che, oggi, i relativi componenti siano eletti dai magistrati non li rende loro "rappresentanti"; è scritto nella Costituzione, che ne prescrive una rappresentatività categoriale e lo ha più volte ribadito la Corte Costituzionale proprio per escludere ogni velleità "politica" di quell'organo.
Tutto alla luce del sole.
Come si perviene, oggi, al ruolo di consigliere superiore è a tutti noto: si deve essere portati da una "Corrente", vale a dire proprio da un'associazione privata come quelle di cui si discorreva poc'anzi. Solo attingendo al serbatoio elettorale della sua corrente il candidato ha possibilità di successo.
Porterà al CSM solo idealità o anche vincoli di appartenenza?
Fa sorridere che venga talvolta addotta l'unanimità delle decisioni del CSM a riprova dell'assenza di lottizzazione. L'unanimità certifica, semmai, l'esistenza di un previo accordo, punto.
E' nelle decisioni prese a maggioranza che viene svelato il ruolo del vincolo di appartenenza.
Perché i consiglieri superiori non si dividono a caso: lo fanno per schieramenti, vale a dire che quasi sempre tutti i consiglieri di una corrente voteranno nel senso contrapposto a quello dell'altra.
E' molto raro, al contrario , che la divisione sia "trasversale", cioè che la maggioranza sia composta da voti di consiglieri di tutte le correnti.
E' l'attuazione dello spoil system in magistratura, funzionale, come di norma, a gratificare l'appartenenza e strumento di realizzazione delle "idealità" che accomuna gli aderenti alla corrente.
Tutto bene?
Neanche per idea, perché un simile "sistema" - che non abbisogna del nome di Luca Palamara per essere rivelato - trascura proprio quei fondamentali principi del buon andamento e dell'imparzialità connessi al ruolo di alta amministrazione proprio del CSM.
La faziosità, che in una certa misura è fisiologica in ogni campagna referendaria, sorprende quando induce i sostenitori del "no" a negare, per l'appunto, lo stesso "Sistema".
Anche chi oggi, magistrato o giornalista, si dice contrario alla riforma, non negava nel recente passato il "problema" del correntismo, tanto da dichiararsi favorevole ad una forma di sorteggio dei consiglieri superiori, sebbene temperato.
Per quegli stessi fautori del "No" al referendum, come d'incanto, un "sistema", cioè un' organizzazione complessa, svanisce con l'epurazione del suo simbolo, che invece aveva contatti coi magistrati di tutte le correnti e di tutta l'Italia.
Un po' come come dire che la mafia è stata cancellata con la cattura di Totò Riina.
Ebbene i sostenitori del no si sono dimenticati del "problema" che loro stessi riconoscevano come grave.
E quel problema non dipende dalle persone ma dagli schemi.
Il sorteggio serve a disarcionare uno schema analogo a quello delle massonerie, che si dipana alla luce del sole sotto lo sguardo distratto o complice dei plaudenti.
Se, come dicono, il disegno di riforma corrispondesse agli intenti della malfamata P2, questo vorrebbe dire che quella loggia, illecita perché segreta, temeva la concorrenza palese.
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