Abolizione dell'immunità per i consiglieri del CSM

L’art. 32 bis della l. 24 marzo 1958 n. 195 è abrogato (“I componenti del Consiglio superiore non sono punibili per le opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni, e concernenti l'oggetto della discussione”).

Nel pronunciarsi sulla illegittimità costituzionale del cd. Lodo Alfano la Consulta, con la sentenza n. 262/2009, aveva ribadito il basilare principio secondo cui le prerogative di organi costituzionali, in quanto derogatorie al principio di eguaglianza, devono essere stabilite con norma costituzionale.

Risulta assai problematico, allora, affermare la compatibilità costituzionale di altre “deroghe” al principio di uguaglianza poste con legge ordinaria.

Tra queste merita di essere segnalata l’immunità - prevista da una legge ordinaria e non da una norma costituzionale - introdotta nel 1981 dall’art. 32 bis della l. 24 marzo 1958 n. 195 che manda esenti da conseguenze civili e penali i consiglieri del CSM disponendo che “I componenti del Consiglio superiore non sono punibili per le opinioni espresse nell'esercizio delle loro funzioni, e concernenti l'oggetto della discussione”.

La giurisprudenza ha chiarito che tale immunità riguarda ogni tipo di responsabilità, sia essa civile, penale o disciplinare. E, si badi, a differenza del lodo Alfano gli illeciti resteranno impuniti anche dopo la scadenza del mandato di consigliere del CSM.

Eppure il primo requisito che - in democrazia - dovrebbe connotare un soggetto investito di funzioni pubbliche parrebbe essere proprio quello della “responsabilità”, specialmente quando non possa operare - come nel caso del CSM - neppure il congegno della cd. responsabilità politica.

Sarebbe quanto mai opportuno, dunque, che il Legislatore eliminasse quella eccentrica immunità.

Anche alla luce dei recenti avvenimenti che hanno coinvolto -  in larghissima parte -   il CSM risulta imbarazzante difendere non già una temporanea esenzione dalla giurisdizione come il lodo Alfano, ma una vera e propria impunità priva di ogni ragion d’essere.

Essa - avendo a mente anche le funzioni giurisdizionali del CSM nella materia disciplinare - contrasta, per di più, con tutti i principi regolanti la responsabilità del giudice.

Se si demonizza l’idea dei giudici elettivi cosa pensare, allora, di un giudice e di un amministratore elettivo e per giunta irresponsabile civilmente, penalmente e disciplinarmente?

L’esperienza sconfessa quanto sostenuto dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 148 del 03/06/83 che fece sopravvivere l’eccentrica norma.

Si diceva "...è agevole notare che la natura, la posizione e le funzioni del Consiglio superiore della magistratura sono state concepite dalla Costituzione in termini così caratteristici, da fornire un'adeguata ragione giustificativa della scriminante in discussione.", come se ogni peculiarità potesse giustificare vistose deroghe a  principi fondamentali come quello di uguaglianza. 

Che poi la peculiarità non appare affatto tale.

In questo consisteva, secondo la Consulta: "Ora, dall'insieme di queste disposizioni..." (la Corte richiama gli art. 105,106,107 della Cost.)"...risulta che la parte centrale e costituzionalmente necessaria dell'azione del Consiglio consiste in apprezzamenti sulle attitudini, sui meriti e sui demeriti dei magistrati da assegnare ai vari uffici, da trasferire, da promuovere, da sottoporre a procedimenti disciplinari e via dicendo. Ma la garanzia che il Consiglio è chiamato ad offrire in tal campo, proprio per poter essere effettiva, richiede a sua volta che i componenti del Consiglio stesso siano liberi di manifestare le loro convinzioni, senza venire in sostanza costretti ad autocensure che minerebbero il buon andamento della magistratura."

Le motivazioni della Corte paiono azzardate: come dire che un professore di una commissione d'esame, per poter giudicare negativamente un candidato, deve essere immune perché diversamente egli non si sentirebbe libero di fare il suo lavoro; o che il giudice, nel condannare il ladro, dovrebbe essere immune perché diversamente lo manderebbe assolto.

In realtà operano, per queste esigenze, le categorie generali dell'adempimento del dovere: se il professore varca i limiti di quel dovere ed il giudice si accanisce sul ladro facendo loro torti maggiori di quelli consentiti, non si capisce più chi è il professore e chi il somaro, chi il giudice e chi il ladro.

La realtà dimostra, purtroppo, che quella immunità è criminogena e dissuade l’emersione del malaffare disincentivando le denunce. 

E sconta, per di più, l’inaccettabile idea che tra i magistrati - i principali interessati dall’attività del CSM - si annidino troppi calunniatori.




Franca Amadori - Corte App. Roma
Cristina Angeletti - Trib. Verona
Maria Angioni - Trib. Sassari
Valeria Ardito - Proc. Rep. Verona
Stefano Aresu - Proc. Rep. Verona
Giuseppe Artino Innaria - Trib. Catania
Andrea Ausili - Trib. Ancona
Milena Balsamo - Corte di Cassazione
Giuseppe Barbato - Trib. Trento
Rosa Bia - Trib. Matera
Andrea Bonomo - Proc. Rep. Catania
Carlo Boranga - Proc. Rep. Verona
Roberta Bossi - Trib. Genova
Francesco Bretone - Proc. Rep. Bari
Marco Brusegan - Proc. Rep. Padova
Salvatore Cantaro - Magistrato in pensione
Maria Caroppoli - Trib. S.M. Capua Vetere
Michele Caroppoli - Proc. Napoli
Vincenzo Carusi - Proc. Macerata
Renato Castaldo - Trib. Roma
Ezio Castaldi - Trib. Sassari
Giuliano Castiglia - Trib. Palermo
Marino Cerioni - Proc. Pesaro
Isabella Cesari - Mag. Sorv. Verona
Adolfo Coletta - Proc. Frosinone

Marida Corso  Trib. Napoli 
Francesco Chiavegatti - Trib. Verona
Edoardo D’Ambrosio - Trib. Lecce
Donato D’Auria - Trib. Pisa
Lydia Deiure - Pres. Trib. Sorv. Taranto
Sergio De Nicola - Proc. Gen Cagliari
Adriana De Tommaso - Trib. Trento
Gianluigi Dettori - Proc. Rep. Bergamo
Vincenzo Di Florio - Trib. per i minorenni Salerno
Desiree Digeronimo Proc. Rep. Roma
Gabriele Di Maio - Corte App. Salerno
Laura Di Marco - Trib. Roma
Stefania Di Rienzo - Trib. Piacenza
Antonietta Donzella - Trib. Ragusa

Silvia Facciotti - Proc. Verona
Annalisa Fanini - Trib. Torino
Giovanni Favi - Trib. Torre Annunziata
Mario Fiorentino - Trib. Catania 
Corinna Forte - Corte App. Napoli
Antonella Frizilio - Trib. Pisa
Claudia Frosini - Trib. Grosseto
Andrea Fusco - Proc. Rep. Palermo
Alfredo Gagliardi - Proc. Rep. Palermo
Massimo Galli - Trib. Treviso
Fabrizio Garofalo - Trib. La Spezia
Giovanni Genovese - Trib. Vicenza
Carmen Giuffrida - Magistrato addetto al Consiglio d’Europa 
Anna Grillo - Proc. Gen. Napoli
Paolo Gubinelli - Proc. Ancona
Annamaria Ianeri - Corte App. Brescia
Consiglia Invitto - Corte App. Lecce
Betta Labate - Proc. Rep. Verona
Luciano La Marca - Magistrato in pensione
Andrea Laurino - Proc. Ancona
Maria Concetta Ledda - Proc. Gen. Catania
Felice Lima - Proc. Gen. Messina
Fabio Lombardo - Trib. Arezzo
Luca Lorenzetti - Trib. Catania
Jacqueline Magi - Corte app. Torino
Livia Magri - Trib. Verona
Grazia Manganaro - Uff. Sorv. Spoleto
Marco Mansi - Proc. Rep. Massa
Lucio Marcantonio - Corte App. Milano
Giorgio Milillo - Proc. Udine
Andrea Mirenda - Mag. Sorv. Verona
Monica Monego - Proc. Ragusa
Pietro Murano - Trib. Pisa
Ida Moretti - Trib. Benevento
Paolo Moroni - Trib. Lecce
Mario Morra - Trib. Milano
Giovanna Nozzetti - Trib. Palermo
Maria Grazia Omboni - ex magistrato Proc. Gen. Milano
Salvatore Palmieri - Trib. Siracusa
Vincenzo Pappalardo - Trib. Napoli
Franco Pastorelli - Trib. Livorno
Maurizio Petrelli - Corte App. Lecce
Antonella Pini Bentivoglio - Trib. Modena
Matteo Pistone - Trib. Savona
Roberta Poirè - Trib. Treviso
Domenico Potetti - Trib. Macerata
Maria Procoli - Corte App. Bari
Arminio Salvatore Rabuano - Trib. Napoli Nord
Massimiliano Radici - Trib. Busto Arsizio
Claudio Rastrelli - Proc. Macerata
Andrea Reale - Trib.  Ragusa
Gianni Filippo Reynaud - Corte di Cassazione
Giacomo Rocchi - Corte di Cassazione
Gioacchino Romeo - ex magistrato Uff. Massimario Cassazione
Marco Rota - Proc. Rep. Ragusa
Marco Sacquegna - Trib. Livorno
Daniele Sansone - Proc. Rep. Palermo
Nicola Saracino - App. Roma
Andrea Schirra - Proc. Gen. Cagliari
Alberto Sergi - Proc. Rep. Verona
Stefano Sernia - Trib. Lecce
Giorgia Spiri - Proc. Rep. Palermo
Maria Rosaria Sodano - ex magistrato Corte app. Milano
Marco Tamburrino - Trib. Trento
Eugenia Tommasi di Vignano - Trib. Verona
Anna Maria Torchia - Trib. Catanzaro
Guglielmo Trovato - ex magistrato
Raffaella Vacca - Trib. Roma
Massimo Vaccari - Trib. Verona
Pier Umberto Vallerin - Proc. Gen. Brescia
Luciano Varotti - Corte App. Bologna
Elena Vezzosi - Corte App. Bologna
Raffaele Viglione - Trib. Taranto
Beatrice Zanotti - Proc. Verona
Marco Silvio Zenatelli - Proc. Rep. Verona
Gianluigi Zulian - Tribunale di Treviso





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1 commenti:

francesco Grasso ha detto...

L'abolizione dell'immunità. CERTO, SUBITO ! Francesco Grasso Catania