Ieri sera, a Porta a porta, il professor Grosso, che capeggia il comitato per il No al referendum, ha suggerito che l'assenza di un mandato elettorale possa portare a un agire arbitrario, sicché il consigliere superiore sorteggiato farà quel che vuole, senza rispondere a nessuno.
Altri professori, come ad esempio Tullio Padovani, dimostrano che è proprio la mancanza di un vincolo verso le correnti a porre il magistrato nelle condizioni ideali per perseguire l'interesse generale.
Indipendenza dal "vincolo di appartenenza": in un sistema elettivo, l'eletto risponde alla "consorteria clientelare" che ne ha permesso la nomina, alimentando un sistema di promesse e garanzie per il futuro. Al contrario, chi viene sorteggiato è "liberato": non deve la sua posizione a nessuno e, per la natura casuale della sua selezione, non può promettere nulla a nessuno, spezzando il legame di dipendenza dai "partitelli corporativi".
Dall'organo politico all'organo amministrativo: Il CSM non è un organo di rappresentanza politica (dove l'elezione è necessaria per mediare interessi confliggenti), ma un organo di gestione amministrativa. In questo contesto, il sorteggiato è posto nelle condizioni di agire come "testa pensante" orientata esclusivamente al buon andamento della giustizia, senza dover rispondere a logiche di fazione che Padovani definisce "tossine" nel corpo della magistratura.
Parità di merito tecnico: poiché tutti i magistrati hanno superato un concorso, sono considerati "ugualmente dotati" di capacità professionali. Il sorteggio riconosce questa pari valentia tecnica, garantendo che la gestione del CSM sia affidata a soggetti qualificati che non devono cercare consensi, ma possono concentrarsi sul proprio compito istituzionale senza "far torto a nessuno".
Sottrazione alla "suggestione" delle correnti: una volta rimosso il meccanismo elettorale, le correnti perdono il potere di "assicurare, promettere o garantire nulla". Di conseguenza, il magistrato sorteggiato non è più soggetto ad alcuna pressione o suggestione, potendo finalmente identificare e perseguire l'interesse generale che risiede nel riportare il CSM al suo corretto alveo costituzionale.
In conclusione, proprio perché il sorteggiato "non risponde a nessuno" in termini di schieramento associativo, egli è libero di rispondere solo alla legge e ai propri doveri amministrativi, operando in una condizione di totale autonomia intellettuale.
Il prof. Grosso ha aggiunto che il CSM assolve al ruolo di tutelare l'indipendenza del magistrato e che per farlo deve essere elettivo.
Proprio come quello che ha così ben tutelato, nell'ordine e senza pretesa di esaustività, Giovanni Falcone, Carlo Palermo, Luigi De Magistris, Clementina Forleo, Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi Apicella ...











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