giovedì 19 marzo 2026

Togati e laici nel CSM. Quale legittimazione?



di Giovanni Genovese
Magistrato


Quasi sempre, chi sostiene il No afferma che i magistrati sorteggiati sarebbero deboli e manipolabili dai laici nei due CSM e nell'Alta Corte, senza nemmeno sforzarsi di spiegare il perché.

Lo si dà per scontato, liquidando l'argomento con un semplice "è ovvio che ...", "è di tutta evidenza che ...", e via con le solite frasi fatte sul controllo politico ecc. ecc. assolutamente apodittiche (cioè che non spiegano nulla).

Alla base di questa tesi c'è un'idea profondamente sbagliata, che si può riassumere così: se i laici vengono votati (e nonostante sia previsto il successivo sorteggio fra tutti gli eletti), anche i magistrati devono esserlo, altrimenti saranno più deboli.

L'errore che si commette è quello di equiparare la legittimazione delle due categorie: al voto si dovrebbe rispondere col voto.

Sbagliato.

Magistrati e laici di estrazione politica appartengono a due circuiti di legittimazione totalmente diversi, anzi quasi antitetici: la politica trova la sua unica legittimazione nel voto popolare, la magistratura invece la trae proprio dalla sua apoliticità, dalla selezione mediante concorso, dalla professionalità (che è sempre sottoposta a verifica) e dal sistema di garanzie che ne garantisce autonomia e indipendenza.

Pensare che i Consiglieri togati del CSM siano legittimati grazie al voto significa mischiare le mele con le pere.

Anzi, il voto è proprio l'elemento che stona nel meccanismo, e che ha provocato le gravissime storture dell'attuale sistema di autogoverno: riproducendo all'interno della magistratura le dinamiche della politica, ha "inquinato" il modo di agire e di pensare dei magistrati.

Per comprendere l'assurdità di questa impostazione, basti pensare a un dato: attualmente, i Consiglieri togati vengono eletti da 9000 colleghi magistrati, che non hanno alle spalle (per fortuna!) alcun voto popolare; i Consiglieri laici sono invece eletti da Parlamento in seduta comune, che ha alle spalle oltre 40 milioni di elettori!

Se la legittimazione venisse dal voto, quale confronto potrebbe mai esserci fra le due categorie? Il nano eletto dal voto di 600-700 colleghi potrebbe mai sedersi alla pari con il gigante eletto da parlamentari che hanno alle spalle 5-6 milioni di voti?

Fortunatamente non è così, e non è mai stato così.

I magistrati sono legittimati perché magistrati, non perché rappresentanti di 9000 persone senza alcun mandato popolare (di nuovo: per fortuna!).

I componenti laici sono legittimati perché selezionati dalla politica nella sua massima espressione (oggi direttamente, con la riforma indirettamente).

Gli uni e gli altri possono tranquillamente convivere nel medesimo organo, nel quale ognuno porterà il contributo proprio del suo percorso.

Con il sorteggio, finalmente i Consiglieri magistrati smetteranno di avere un partito alle spalle e saranno liberi di far valere il peso della propria legittimazione, che è quello dell'indipendenza.

Altro che predominio dei laici!

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