Il “nuovo” art. 107 Cost. «I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del rispettivo Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.».
Se vincerà il Si questo sarà il nuovo testo del primo comma dell’art. 107 della Costituzione.
La conseguenza d’immediata percezione è che l’Alta Corte non potrà, in sede disciplinare, trasferire né dispensare dal servizio alcun magistrato, competenze riservate ai rispettivi CSM.
Una bella differenza rispetto al pregresso, se si ricorda, ad esempio, il trasferimento disciplinare cautelare di mezza Procura di Salerno avvenuto in pochi giorni senza sostanziali possibilità di difesa.
Una svolta garantista che quelli per il No volutamente non considerano, perché devono sostenere che si tratta di una riforma “punitiva”.
Contro ogni evidenza, compresa quella che realizza la separazione della carriere nella modalità più “soft” che possa immaginarsi, mantenendo tutti i magistrati nel medesimo ordine (nuovo art. 104, primo comma, Cost.)











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