Davvero un plotone di esecuzione contro colei che, alla fine di uno stressante confronto televisivo, è "esplosa" in un moto emotivo legato a vicende personali.
Il contesto della frase: il "dolore della pelle"
L'espressione "plotoni di esecuzione" viene usata da Giusi Bartolozzi non come un insulto generico, ma come una metafora del potere distruttivo di certi processi. Lei stessa lega questa immagine alla propria esperienza: cita i 7 anni di processo subiti per aver denunciato il "sistema Siracusa". Secondo Bartolozzi, il sistema penale attuale può "uccidere le persone", distruggendo famiglie e reputazioni ben prima di una sentenza.
La "giustizia che elimina": i precedenti storici
L'uso del termine "plotone di esecuzione" richiama casi in cui la magistratura (o il CSM) è stata percepita non come un arbitro, ma come un organo che "espelle" o "punisce" chi esce dai binari del sistema:
Il Caso Tortora: Rappresenta l'archetipo dell'esecuzione giudiziaria e mediatica. Un uomo simbolo della TV trasformato in "mostro" da accuse infondate, un caso spesso citato per descrivere una magistratura che non cerca la verità ma la condanna a ogni costo.
Luigi De Magistris e la Procura di Salerno: Il riferimento è allo scontro tra procure (Catanzaro e Salerno) sulle inchieste "Why Not" e "Poseidone". L'intervento disciplinare del CSM, che portò al trasferimento dei magistrati salernitani (come Apicella) e dello stesso De Magistris, è stato spesso descritto dai sostenitori di quei magistrati come una "decapitazione" o un'esecuzione professionale per fermare indagini scomode.
Clementina Forleo: Il suo trasferimento d'ufficio per "incompatibilità ambientale", dopo le sue decisioni e dichiarazioni sulle scalate bancarie (Unipol), è un altro esempio in cui l'uso dei poteri del CSM è stato interpretato come una misura punitiva contro un magistrato "scomodo".
Strumentalizzazione o denuncia?
La frase della Bartolozzi, se contestualizzata e collegata ai mille casi Tortora o De Magistris, non è un attacco alla magistratura intera — lei stessa precisa di farne orgogliosamente parte — ma una denuncia contro quelle "correnti che orientano" e che possono trasformarsi in meccanismi di eliminazione dei singoli.
In sintesi, la "decontestualizzazione" della frase cancella il riferimento a quella parte di magistratura che, attraverso il potere disciplinare o l'uso mediatico delle inchieste, ha storicamente agito come un "plotone" contro cittadini (Tortora) o contro i suoi stessi membri non allineati (Forleo, De Magistris).











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