venerdì 27 marzo 2026

Dopo Bella ciao, Ciao Bella!




di Andrea Mirenda  - Consigliere superiore per caso 

L’esito referendario chiude definitivamente ogni spazio di riflessione sulla questione morale in magistratura: squadra che vince non si tocca!

Qualche pillola.

- Gli oltre 700 chattisti palamariani sono rimasti impuniti, grazie anche all’Editto “ognuno Salvi se stesso” dell’ex Procuratore Generale, forse in conflitto di interessi. 

- L’ANM, per parte sua, ha insabbiato il resto…

- Plurimi capi-bastone di corrente, distintisi nel traffico di interferenze, sono stati acrobaticamente assolti (chi per “scarsa rilevanza del fatto”), sovente da giudici  disciplinari della medesima corrente; gli stessi, poi, hanno pure fatto carriera: confermati nell’incarico direttivo, per non farsi mancare nulla sono stati addirittura promossi ad incarichi superiori.
Qualcuno si è stracciato le vesti per tutto ciò?
A me non pare…

- Ancora. In Consiglio siedono 18 correntisti su 20: possono dirsi seriamente mutati gli assetti di potere che, sin qui, tanta “modestia etica” hanno cagionato? e perché mai, a ingredienti invariati, dovrebbe essere cambiato qualcosa?   

- Sempre per non farci mancare nulla e come segno della completata restaurazione, rientrerà in magistratura anche l’ottimo Cosimo Ferri, eroico protagonista di tante imprese politiche edificanti. Questo grazie alla stupefacente (si fa per dire…) scelta della Sezione Disciplinare del CSM di non calciare  un rigore a porta vuota, sollevando per la seconda volta il conflitto di attribuzione con la Camera per il diniego d’uso delle intercettazioni. Signori, Il gioco è fatto! assolto per assenza di prove! Il resto sarebbe avvenuto per rotolamento…

- Infine, a urne chiuse, archiviata la propaganda della politica  che voleva mettere  mano sull”ultimo  baluardo” del Bene (al secolo, la Magistratura), sarà il caso di osservare lo stato reale dei rapporti politica - magistratura.
Sarà carino vedere, così,  quanto di vero ci fosse in quella narrazione antipolitica da  “acchiappa-citrulli” e come essa abbia voluto nascondere  ai cittadini la profonda connivenza tra correnti e partiti. 

La prova?
Basterà guardare all’organigramma del Ministero della Giustizia, simpaticamente infarcito - specie a livello apicale - di magistrati di corrente (oggi della destra giudiziaria, ieri della sinistra, non importa), tutti coinvolti in un divertente “chi fa che cosa” a cui consegue un drammatico vuoto di responsabilità politica, vero “de profundis” della separazione dei poteri.

E sempre in questo ambito, qualcuno si porrà mai il problema di come il Ministro, ieri come oggi, con le sue chiamate fiduciarie… (ovviamente su suggerimento di corrente), da sempre crei i presupposti affinché i suoi prescelti, già baciati dalla fortuna di non dover più scrivere sentenze, divengano pure, in prosieguo,  alti Dirigenti Giudiziari? 
In pratica, il Ministro che si sceglie i futuri Dirigenti… alla faccia della indipendenza dei magistrati…

Come non vedere, allora, oggi come ieri, l’abbraccio tossico tra politica e correntismo,
prima minaccia all’indipendenza del singolo magistrato?

Molti, in buona fede, ingannati dalla propaganda terroristica dell’ANM e dei suoi satelliti (PD, La7, Fatto Quotidiano, Repubblica, Domani, etc.), volevano salvare la Magistratura dalla Politica, dal fascismo, dalle Forze del Male, con un liberatorio Bella Ciao.

La realtà è, purtroppo, diversa: il loro NO ha tolto definitivamente ogni speranza  di liberare i magistrati dal Giogo delle Correnti, dietro cui proprio la politica si nasconde.

Eterogenesi dei fini? Forse, ma la Storia - lo sappiamo - la scrivono i vincitori…

Ciao Bella!

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