Sta in cassazione e quindi pontifica.
Sullo stile di scrittura di avvocati e colleghi magistrati, prima di tutto.
Dei quali conosce vita e miracoli se può individuare quelli che hanno votato Sì al referendum.
Dev'esserci un ufficio Stasi a Piazza Cavour.
Della riforma costituzionale era criticabile soprattutto la scelta di comporre l'Alta Corte con magistrati di cassazione, perché per andarci non servono particolari meriti; di solito si entra in un lotto di aspiranti prestabilito dalle correnti. Insomma non c'è un vero concorso come ad esempio quello per accedere al Consiglio di Stato; la lettura delle rispettive sentenze lo denota agevolmente.
Abbiamo allora sottoposto uno scritto, scelto a caso, del dott. Agnino, novello Dante, ad uno screening sintattico e ne è risultata questa valutazione:
- Alcune
frasi sono al limite della leggibilità per lunghezza e densità. Sintatticamente corretto, ma faticoso.
- Qualche sovraccarico di specificazioni tra parentesi e riferimenti normativi/giurisprudenziali nella stessa frase, che rendono il periodo pesante .
- Ripetizioni
di formule (“invero, va rilevato che…”, “va premesso che… va altresì
premesso che…”) che, pur corrette, potrebbero essere variate per maggiore
scorrevolezza.
- il resto rientra nello stile ipotattico e ridondante tipico
della giurisprudenza di legittimità.
Non consiglieremo al dott. Agnino di migliorare il suo stile linguistico, ma di prestare molta attenzione ai concetti che esprime, perché sono proprio quelli a denunciare imperdonabili sgrammaticature.











1 commenti:
Tra le tante meraviglie scopriamo un novello Dante. Si apre una nuova era ! ! !
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