martedì 24 marzo 2026

Che stile, dott. Agnino








Sta in cassazione e quindi pontifica. 

Sullo stile di scrittura  di avvocati e colleghi magistrati, prima di tutto. 

Dei quali conosce vita e miracoli se può individuare quelli che hanno votato Sì al referendum.

Dev'esserci un ufficio Stasi a Piazza Cavour.

Della riforma costituzionale era criticabile soprattutto la scelta di comporre l'Alta Corte con magistrati di cassazione, perché per andarci  non servono particolari meriti; di solito si entra in un lotto di aspiranti prestabilito dalle correnti. Insomma non c'è un vero concorso come ad esempio quello per accedere al Consiglio di Stato;  la lettura delle rispettive sentenze lo denota agevolmente.

Abbiamo allora sottoposto uno scritto, scelto a caso,  del  dott. Agnino, novello Dante, ad uno screening sintattico e ne è risultata questa valutazione:

 
  • Alcune frasi sono al limite della leggibilità per lunghezza e densità.  Sintatticamente corretto, ma faticoso.
  • Qualche sovraccarico di specificazioni tra parentesi e riferimenti normativi/giurisprudenziali nella stessa frase, che rendono il periodo pesante .
  • Ripetizioni di formule (“invero, va rilevato che…”, “va premesso che… va altresì premesso che…”) che, pur corrette, potrebbero essere variate per maggiore scorrevolezza.
  •  il resto rientra nello stile ipotattico e ridondante tipico della giurisprudenza di legittimità.
Non consiglieremo al dott. Agnino di migliorare il suo stile linguistico, ma di prestare molta attenzione ai concetti che esprime, perché sono proprio quelli a denunciare imperdonabili sgrammaticature.     
        

1 commenti:

francesco Grasso ha detto...

Tra le tante meraviglie scopriamo un novello Dante. Si apre una nuova era ! ! !