domenica 19 dicembre 2021

Champagne per blindare un incontro…


di Lorenzo Matassa - Magistrato

C’è qualcosa di veramente incomprensibile – anche a distanza di un po’ di tempo dai fatti – nella vicenda che ha terremotato la magistratura e portato alle dimissioni e al giudizio disciplinare di condanna nei confronti di alcuni consiglieri del CSM.

Occorrerà una breve sintesi delle puntate precedenti per rendere edotto il lettore del motivo di incomprensibilità, promettendo che il tempo di lettura del riassunto non supererà il minuto.

Ed allora… un “troyan”, inoculato all’interno del telefono cellulare di un magistrato (lobbista e mediatore di interessi inconfessabili) rivela, “d’un tratto”, una verità già da tutti conosciuta.

L’evidenza delle cose dimostrava che le correnti della magistratura, lungi dall’essere luoghi di pluralismo e partecipazione, erano piccole fazioni rette da logiche mafiose.

Beh… la scoperta dell’acqua calda – direte voi – visto che più quarant’anni fa il magistrato eroe civile, Giacomo Ciaccio Montalto, ne aveva denunciato la degenerazione prima di essere crudelmente assassinato.

Ma dovete sapere che questo nostro Paese è assai strano e anche l’acqua può avere la sua equivoca interpretazione.
Basta pensare a ciò che Andreotti chiarì – proprio parlando dell’acqua in Sicilia – assumendo che fosse servita non a dare da bere, ma a dare da mangiare.

Scusate l’inappropriato accostamento e torniamo al tema…

Tra le tante evidenze, portate a conoscenza dal “troyan”, vi era stata quella di una riunione notturna e carbonara (ma senza uova e guanciale…) presso l’albergo Champagne di Roma.
Qui alcuni consiglieri del CSM avrebbero “tramato” con un noto politico, già sottoposto ad indagine, per stabilire chi sarebbe stato il futuro Capo dell’ufficio inquirente della Capitale.

Apriti cielo!

I consiglieri venivano chirurgicamente fatti dimettere e poi inquisiti.
Uno di loro (per qualche mese renitente al dictat della ragion di Stato) veniva addirittura accompagnato alla porta d’uscita da un’amorevole pacca sulla spalla carezzatagli dall’alto di un colle.

Fin qui può ritenersi tutto normale.
E, allora, in cosa consiste l’annunciata incomprensibilità? Semplice.
Con uguale certezza storica e probatoria (direbbero i penalisti…) la riunione incriminata era stata preceduta da altra – sempre con gli stessi attori – nella serata del 25 settembre 2018, in cui si era stabilito chi sarebbe stato nominato Vice Presidente del CSM.

Bene, anzi, male.

La paradossale incomprensibilità delle cose sta in ciò che nessuno ha elevato le stesse contestazioni per l’uguale fatto.

Devo ammettere che questo nostro Paese – con l’acqua o con lo Champagne – è luogo di contraddittoria meraviglia…


Continua - Leggi tutto l'articolo

Se M.I. conviene.



di Nicola Saracino - Magistrato 

Era il 22 luglio del 2020. 

Le chat carpite dal trojan innestato nel cellulare di un uomo del “sistema”, il dott. Luca Palamara, rendevano evidente il coinvolgimento  di tutti i partiti dei magistrati (le correnti) nella lottizzazione sfrenata dei posti di potere e della combutta con ogni potere. 

Magistrati supplicanti, magistrati raccomandanti, magistrati parlamentari: tutti avevano qualcosa da chiedere o un motivo per ringraziare Luca Palamara. 

Che del sistema era servo, non padrone come hanno vanamente tentato di far credere. 

Ebbene, nel vivo di quello “scandalo” -  paragonato alla massoneria in discorsi ufficiali al CSM,  che ne era il centro operativo -  ci furono i soliti proclami delle correnti che annunciavano il “cambiamento”, oramai indifferibile. 

M.I., che sta per Magistratura Indipendente, partito togato che raccoglieva (e raccoglie ancor oggi) vasti consensi,  pubblicò un documento il cui titolo ricorda, alla luce di quanto si dirà, il noto motto d’origine cabarettistica “fatti, non pugnette!”, che tradotto in lingua confacente ad una rispettabile congrega di magistrati si manifestò come “Voltare pagina, ma per davvero”.

Il documento è ancora sul sito di quel partito. 

Vi si prendeva netta,  inequivocabile e favorevole posizione sul sorteggio temperato. 

Era, quindi, un documento assai importante perché uno dei partiti di magistrati più importanti riconosceva espressamente non soltanto l’innegabile “marcio”  delle toghe italiche, ma indicava nel sorteggio lo strumento per uscirne, “per davvero”. 

Siamo a dicembre 2021, il Natale s’avvicina e siamo tutti più cattivi. 

Così M.I. ci ha nel frattempo ripensato, anche perché lo scandalo non ha intaccato più di tanto la sua forza elettorale, anzi. 

Moltissimi  magistrati  l’hanno votata fino a porre quel partito togato, sia pur di “cortomuso”, al primo posto nella forsennata corsa correntizia.

E “per davvero” vogliamo cambiare? 

Mica siamo matti e fessi, adesso ad M.I.  non conviene più, manco per idea. 

E allora alle ortiche il sorteggio,  l’unico strumento capace di detronizzare le lobbies togate e restituire dignità alla giurisdizione,   così volgarmente offesa. 

La posizione di M.I. è quindi cambiata: “Voltare pagina, ma per finta.".

E quindi si aggiunge a tutti gli altri  partitucoli togati,  scodinzolanti presso il potere politico supplicato di non incidere sul “sistema” delle correnti,  anzi di rafforzarlo se possibile. 

Che tanto tolto un Palamara se ne fa un altro. 

Si giunge così ai giorni nostri e quindi  alla proposta Cartabia, che nella sua prima versione  (maggioritario binominale), avrebbe favorito – nell’attuale contesto – proprio M.I..

Ed M.I. conviene. 

Anche se all’apparenza si dice contraria perché tiene molto alle minoranze, a quei piccoli gruppetti, delle correnti in erba,   che scomparirebbero dal centro operativo del potere para-massonico reso visibile a tutti attraverso il display d’uno smartphone. 

La  Ministra Cartabia sia consapevole, allora,  che se le sue proposte non trovano le barricate del potere correntizio è solo perché con esse il sistema non cambia, è tutta una messa in scena, banale maquillage.  

Darà al sistema un nuovo volto per renderlo presentabile solo agli occhi di  chi vuol essere ingannato.  


Continua - Leggi tutto l'articolo

giovedì 9 dicembre 2021

Il parto delle nebbie



di Nicola Saracino  - Magistrato 

Ombre buie s'abbattono sui cittadini italiani, consegnati mani e piedi ad una magistratura ancor più politicizzata di quanto già oggi non sia. 

La Ministra Cartabia sembra aver scelto, tra gli alambicchi congegnati dalla commissione di studio composta in gran parte da magistrati correntisti, quello che prevede la vittoria dei primi due della lista elettorale, in sostanza un sistema maggioritario.

Se due sono gli eletti,  due saranno i “partiti” con chance di successo. 

Destra o sinistra, scegliete da che parte stare. 

E’, dunque,  questa la ricetta ministeriale per liberare la magistratura dal correntismo. 

Da non credere. 

Suona, poi, come bestemmia l’accenno al “sorteggio temperato” per coprire i buchi nella remotissima eventualità che i due partiti togati, di destra e di sinistra,  non propongano loro candidate  in numero sufficiente a comporre la lista. 

Questo è, queste sono le capacità di pensiero espresse dal Ministero e dal Governo che, a parole, riconoscono nel correntismo un male assoluto, da combattere evidentemente soltanto a parole, con proclami privi di contenuto minimamente credibile.  

Il correntismo ne uscirà, ancora una volta più forte ed organizzato ed ai cittadini non è riconosciuta una giurisdizione imparziale. 

Occorreva fare in fretta, s’è più volte tuonato. 

Lo ha detto il Capo dello Stato e lo hanno detto le correnti.

Non serviva fare bene.

Mettere una pietra tombale sull’effettivo debellamento del correntismo  era la priorità, evitare che altri intervenissero sulla piaga.

Un successo per la Ministra.

Clap, clap … 


Continua - Leggi tutto l'articolo