![]() |
| Il secco e l'ingordo |
Qualche accanito sostenitore del No ha detto che se il sorteggio dei laici al CSM fosse vero diventerebbe un sostenitore del sorteggio e quindi, verosimilmente, del Si.
Le osservazioni che seguono non mirano a sovvertire il suo voto (soggetto troppo volubile, cambierebbe di nuovo idea), ma a spiegare a tutti gli altri, che non ci hanno capito molto, se il sorteggio anche dei laici possa dirsi “vero sorteggio”.
In termini generali, per parlare di sorteggio come metodo di selezione in senso proprio, è essenziale che si tratti di un'estrazione casuale (random selection) da una platea ampia e omogenea di individui equivalenti, senza discriminazioni arbitrarie, per garantire parità di chances e trasparenza.
Questo approccio valorizza l'uguaglianza "in entrata", evitando decisioni soggettive che potrebbero generare sospetti di favoritismi, come accade in contesti democratici classici (es. Atene antica) o moderni.
Requisiti Teorici Essenziali
• Casualità semplice e pubblica: Il processo deve essere semplice (es. simple random sampling), condotto professionalmente e con procedure trasparenti per prevenire manipolazioni.
• Plateau idonea: Sorteggio da un gruppo ampio, preferibilmente rappresentativo della popolazione target, con presunzione di equivalenza tra i membri (es. tutti dotati di requisiti minimi di professionalità).
• Numero adeguato: Tipicamente 400-600 membri per minimizzare errori statistici, garantire rappresentatività e ridurre rischi di corruzione; numeri inferiori richiedono giustificazione.
Applicazioni nel Contesto Italiano
Nel dibattito su CSM e riforme giudiziarie, il sorteggio ("secco" per magistrati) richiede una platea ristretta di eleggibili con requisiti minimi (es. anni di servizio, valutazioni professionali), per presumere competenze adeguate senza ulteriori filtri.
In teoria giuridica italiana, è metodo democratico per oggettivizzare decisioni delicate, tutelando parità e neutralità.
Veniamo a noi, Togati e Laici: il secco e l’ingordo?
Per prima cosa il testo della norma costituzionale sottoposta all’approvazione referendaria nella parte che riguarda, per l’appunto, il sorteggio dei magistrati e dei laici.
"Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge."
Per semplificare il ragionamento prendiamo in considerazione il CSM dei giudicanti.
L’estrazione dei togati.
Devono essere i due terzi del numero complessivo di consiglieri che non siano membri di diritto del CSM, devono cioè essere netta maggioranza. Quanti, numericamente, debbano essere lo dirà la legge ordinaria, così come stabilirà anche le procedure per l’estrazione e quindi anche per la formazione del cd “panel” (verosimilmente sarà richiesta una certa anzianità per potervi rientrare).
Supponiamo che si debbano estrarre venti togati da un elenco che, alla fine della scrematura dettata dalla legge, sarà di 4.500 magistrati.
L'estrazione dei laici.
Si tratta, adesso, di costituire il panel per l’estrazione di dieci laici.
Le categorie dalle quali attingere (professori universitari in materia giuridiche e avvocati con una certa esperienza) sono numericamente molto più ampie di quella dei giudici, si superano le 200.000 unità a fronte di un organico dei giudici di circa 7.000 unità.
Ecco spiegata l’esigenza di pre-selezionare il plateau, la base dei sorteggiabili per la quota cd “laica” di un terzo dei consiglieri superiori, per ricondurla ad equilibrio e proporzionalità rispetto al plateau togato.
Se il plateau dal quale estrarre a sorte i togati è di 4.500, quello dal quale sorteggiare i laici, dopo la loro elezione, dovrà essere di poco superiore alle 2.000 unità.
Proporzionalità, equilibrio e ragionevolezza.
Sono i vincoli logici e, soprattutto, giuridici che conducono a quella soluzione.
La norma costituzionale sdogana il concetto del sorteggio come metodo fondamentale per la selezione dei membri del CSM, siano essi togati o laici.
Per i togati non s’impone una pre-elezione (che pure sarebbe astrattamente concepibile) essendo sufficienti criteri oggettivi che spetta alla legge dettare per escludere i magistrati che, vuoi per la scarsa esperienza professionale, vuoi per altri problemi (ad esempio precedenti disciplinari) siano da considerarsi inidonei al ruolo.
Per i laici, in numero esageratamente superiore, sarebbe stato oltremodo difficile stabilire con legge criteri preventivi capaci di ridurre il plateau ad una misura paragonabile e proporzionata a quello dei togati.
Di qui la scelta della preventiva “elezione”, vale a dire l’indicazione nominativa di un professore o di un avvocato che entrerà nella rosa dei sorteggiabili.
Ed è a questo punto che entra in gioco il vincolo giuridico fondamentale della proporzionalità e della ragionevolezza, posto dall’art. 3 della Costituzione.
Non è questa la sede per una lezione (che non potremmo dare) di diritto costituzionale; basterà ai lettori sapere che la stragrande maggioranza delle leggi che vengono dichiarate incostituzionali incappano proprio nella violazione dell’art. 3 Cost., sotto il profilo della “ragionevolezza”.
Se quell’articolo rappresenta la pietra miliare per escludere che le leggi ordinarie violino la Costituzione, allo stesso modo guiderà l’interpretazione delle norme costituzionali il cui testo non imponga soluzioni testualmente non discutibili.
La legge (ordinaria) attuativa della riforma costituzionale, pertanto, non sarà libera di fare ciò che vuole e quindi di tradire il fondamentale concetto di sorteggio che essa stessa ha voluto introdurre, ma dovrà rispettare i sopra cennati canoni di equilibrio, proporzionalità e ragionevolezza.
A vigilare sul loro rispetto non ci sarà soltanto la Corte Costituzionale italiana, ma anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo.
Ed allora, alla fine di questo ragionamento, ai lettori la risposta: è o non è un vero sorteggio quello che estrae 20 togati da un panel di 4.500 magistrati e 10 laici da un panel di 2.250 professori ed avvocati?











0 commenti:
Posta un commento