Ma nelle ipotesi più importanti e gravi che si possano concepire. Eccone la prova.
Sarà un caso se la Costituzione si affida alla sorte proprio nelle ipotesi di grave crisi istituzionale, quale è la messa in stato d'accusa di un Presidente della Repubblica?
A dispetto di valutazioni piuttosto superficiali (e interessate) volte a sminuire il concetto del sorteggio, in questi casi la Corte Costituzionale non è semplicemente "affiancata" da membri estratti a sorte: ne deve essere addirittura dominata.
La Corte Costituzionale è l'organo competente per giudicare il Presidente della Repubblica nei casi di alto tradimento o attentato alla Costituzione, come previsto dall'art. 90 della Costituzione. In tali procedimenti, la Corte opera in composizione integrata.
Il Parlamento in seduta comune mette in stato di accusa il Presidente a maggioranza assoluta dei membri.
L'accusa è promossa dal Parlamento, che funge da organo requirente, e la Corte giudica in via penale.
Ai 15 giudici ordinari si aggiungono 16 giudici aggregati, tratti a sorte da un elenco di cittadini con requisiti per l'eleggibilità a Senatore, compilato dal Parlamento ogni 9 anni.
Il collegio è composto da almeno 21 giudici totali, con maggioranza di aggregati (almeno 11 su 21). La Corte elegge un Presidente tra i suoi membri e procede in udienza pubblica.
Quindi sorte in maggioranza e dall'altra parte ci sono dei professoroni, giuristi insigni, potenzialmente messi in minoranza dai sorteggiati.
Ancora, il Tribunale dei Ministri che è un organo collegiale speciale del tribunale ordinario, competente per i reati ministeriali commessi da Presidente del Consiglio e ministri nell'esercizio delle funzioni, previa autorizzazione parlamentare (art. 96 Cost.).
È formato da tre membri effettivi e tre supplenti, estratti a sorte tra magistrati dei tribunali del distretto con almeno 5 anni di anzianità di Tribunale o qualifica superiore.
Qui è tutta sorte, sebbene togata.
Altro esempio: le Corti d'Assise che giudicano i delitti più gravi. Sono composte da due giudici togati e sei giudici popolari estratti a sorte. Qui il dominio dei sorteggiati è ancora più evidente.
Insomma, l'Ordinamento si fida ciecamente solo della sorte tanto da metterla in maggioranza in tutti i casi più gravi e delicati che si debbano affrontare.
Ed il CSM è un caso molto grave ...











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