martedì 17 marzo 2026

A titolo personale?




Nel dibattito cruciale sulla riforma costituzionale della giustizia, la posizione della consigliera CSM Bernadette Nicotra emerge con rara coerenza. Iscritta a Magistratura Indipendente, Nicotra difende con convinzione il sorteggio per i togati del CSM, vedendolo come risposta radicale alla crisi di credibilità post-Palamara: un modo per premiare il merito e liberare i magistrati dai vincoli correntizi. 

Questa linea riflette fedelmente la proposta storica di MI del 2020 – sorteggio iniziale dei candidati seguito da voto – evoluta in una visione riformista che privilegia l'indipendenza interna senza politicizzare l'organo. 

Al contrario, Magistratura Indipendente appare incoerente nel suo NO ufficiale. L'associazione critica come "vendetta" misure anti-correntizie che proprio lei auspicava anni prima per spezzare "spartizioni compulsive", rivelando una ritrattazione opportunistica di fronte alla frammentazione del CSM. Mentre 

Nicotra incarna una continuità intellettuale – terzietà del giudice, autonomia del PM – MI sacrifica principi condivisi sull'altare di una difesa corporativa, chiarendo a posteriori che sue opinioni sono "esclusivamente personali". 

Una frattura che indebolisce il fronte del NO e merita riflessione se si considera che la corrente Magistratura Indipendente è la più votata.

C'è da pensare che, nel segreto, molti magistrati di quella corrente voteranno Sì al referendum, a titolo personale, s'intende ...

  

2 commenti:

francesco Grasso ha detto...

SI ! è proprio così in quanto è proprio su MI che sono cadute le micidiali improvvise bombe del correntismo.

francesco Grasso ha detto...

Mai prima d’oggi si è visto un dibattito pubblico come questo relativo alla campagna elettorale referendaria sulla riforma della giustizia, dove le scemenze di alto livello indossano i paramenti di altissimo rango. Appena pronunciate si muove immediatamente la carovana degli scemi del villaggio in modo solenne e autoritario. Al primo posto il sorteggio rappresentato dai rinnegati. Lo volevano temperato. Invece la riforma lo da secco per i magistrati e temperato per i politici. E’ subito evidente che bastano modeste capacità intellettive per comprendere che il sorteggio secco è dieci volte superiore rispetto a quello temperato. In un primo tempo, molti anni fa, il massimo che si poteva sperare era quello temperato. Il legislatore che ha capito l’importanza del sorteggio e ha inteso operare al meglio possibile, ha posto in essere il MIGLIORE. Peraltro i magistrati sono un corpo omogeneo per requisiti culturali e professionali in quanto assunti per concorso e SOPRATTUTTO coloro che costituiscono il problema da risolvere, il correntismo, per cui per loro è necessario il sorteggio secco. I politici, ossia quelli scelti dal parlamento sono di varia natura, di requisiti culturali enormemente diversi e in numero notevole. Si pensi al numero di avvocati e al fatto che vi sono avvocati abilitati al patrocinio in cassazione che non svolgono tale funzione. Soprattutto: il sorteggio temperato migliora e non peggiora l’attuale situazione anche rispetto alla quota scelta dai politici.