«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 17 maggio 2011

Le verità essenziali





di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)






da Il Fatto Quotidiano online del 17 maggio 2011


Io credo che le colpe più gravi degli italiani siano quelle intellettuali e morali.

In particolare, su tutte, una: la violenza alla verità.

Gli italiani più di tutti gli altri credono di potere “piegare” la verità a piacimento.

Siamo il popolo che più di ogni altro è incline al “Cara non è come sembra”.

E, con riferimento alle cose più serie, siamo il popolo della “finanza creativa”, dei trucchi di bilancio, della sostanziale depenalizzazione del falso in bilancio, delle sanatorie edilizie e di quelle fiscali.

Da noi, insomma, le cose non sono mai ciò che sono, ma ciò che noi vogliamo, anzi pretendiamo che siano.

Da noi mentire non è disonestà morale, vergogna, attentato al bene comune, oltraggio alle intelligenze altrui, ma astuzia, “coraggio”, “decisionismo”, “metterci la faccia”, “virilità”, “potere”.

E la sincerità, l’onestà intellettuale e morale sono “moralismo” e “bacchettoneria”.

Questo rende difficile, ai limiti dell’oggettiva impossibilità, una vita civile.

Perché la vita di una società civile è fatti e idee.

Se i fatti vengono negati spudoratamente e le idee costruite su menzogne palesemente tali, è praticamente impossibile parlare davvero e confrontarsi.

Per questo – e me ne scuso con i miei pochi e generosi lettori – da un po’ scrivo poco. Perché è difficile parlare, quando le parole non sono più “pietre” sulle quali costruire, ma sassi tirati per demolire la verità.

Il 99% del dibattito pubblico del nostro Paese si avvita ormai non più sui fatti, sui nostri problemi reali, sulle necessità di questo e di quel pezzo di un Paese che va in bancarotta, ma su un racconto totalmente falso che le televisioni di un regime elaborano a reti unificate ventiquattro ore su ventiquattro e che un popolo di sudditi e spettatori/consumatori si bevono passivamente.

Io ho sempre ritenuto gli americani un popolo culturalmente un po’ rozzo e giuridicamente molto rozzo.

Ma sono folgorato dalla quantità di vero e di buono che ogni tanto la loro cultura e soprattutto le loro prassi producono.

Dalla enorme mole di articoli sulla vicenda di Dominique Strauss-Kahn mi hanno folgorato poche battute:

- l’udienza per la convalida dell’arresto è durata OTTO minuti, OTTO; un solo giudice (non una Corte di cinque o sei, ma un solo giudice, del quale nessun giornale si sogna di raccontare per chi vota e di che colore ha le calze) ha consentito a due avvocati fra i più pagati del mondo di difendere uno degli indagati più potenti del mondo dicendo pochissime cose (quelle – le uniche pertinenti – che si possono dire in cinque minuti); il di più sarebbe stato ritenuto oltraggio alla Corte;

- la decisione del giudice è stata pronunciata dopo che l’indagato ha «atteso il suo turno come un criminale comune, seduto su una panchina e guardato a vista da un poliziotto»; ha atteso il suo turno, non gli hanno fatto un turno apposta né un’udienza apposta;

- nonostante abbia offerto una cauzione di unmilione di dollari, il giudice ha detto che deve restare in galera, non “ai domiciliari”, “in galera”, perché – semplicemente e banalmente – ci sono gravi indizi che abbia davvero commesso il reato per cui è accusato ed è plausibile che tenti di sottrarsi alla pena.

Punto.

E basta.

Anche l’America ha tante malattie, ma evidentemente si è data dei limiti su quelle che è disposta a tollerare.



21 commenti:

siu ha detto...

Le sue riflessioni mi sono mancate, carissimo Felice Lima, grande è perciò il piacere di ritrovarla, come sicuramente grande è il numero dei suoi lettori con i quali condividerlo.
La prassi da lei evidenziata nel caso Strauss-Kahn lascia (noi) esterrefatti nient'altro che per la sua normalità. Verrebbe da dire che davvero a volte "come" è già "cosa".
Un sogno tra l'incredibile e l'irrealizzabile, sempre per noi, quello di ripartire dal grado zero delle parole; di tornare all'autenticità del senso, ad una sua... felice, risanata primordialità.
Vorrei solo aggiungere che se un'immonda poltiglia politico-televisiva di falso, assurdo e grottesco ha potuto dilagare in questa misura è perchè vi ha contribuito anche una cosiddetta opposizione che evidentemente non ne era poi così aliena, insieme ad una parte preponderante della stampa cosiddetta libera, che in quanto cane da guardia sta dormendo sogni d'oro -ahimè- da un pezzo, e nel sonno di quella poltiglia ha finito per nutrirsi, di fatto legittimandola e contribuendo alla sua espansione: altro fronte che ci vede separati dagli Stati Uniti da ben più di un oceano.

Besugo ha detto...

Grazie ancora, dott. Lima, semplicemente GRAZIE.

Con stima

Stefano
Genova

Anonimo ha detto...

Santissime parole: la verità , pure quella palese ed evidente, non esiste piu in questo dannato paese: neppure le supreme cariche di tutte le istituzioni riescono a dare segnali di credibilità.
La narcosi progressiva di gran parte dei cittadini e le mutazioni genetiche prodotte sulle giovani generazioni da trent'anni di subdole infezioni mediatiche e formative, hanno reciso tutti i legami spirituali ed ideali della società, tutti i valori fondanti dell'idem sentire: siamo allo sbando, totale.
Ci risveglieremo tra non molto, quando finalmente imploderà il sistema di potere dell'oligarchia che ci governa e ci depreda, fingendo di combattersi in schieramenti politici distinti e apparentemente contrapposti.
Hanno azzerato ogni garanzia del singolo, come uomo e come cittadino, hanno ucciso anche la speranza di cambiare le (s)torture che ci affliggono,quotidianamente.
Neppure i magistrati sono liberi, Salerno insegni, le faide oramai sono all'ordine del giorno.
Temo che, nella migliore delle ipotesi, il riscatto sarà pagato al caro prezzo di migliaia di vittime innocenti,da fiumi di sangue e da qualche decennio di miseria. materiale e spirituale.
Augurandomi la democratica estinzione politica dei responsabili degli ultimi venti anni confido che, allo stesso modo, venga sancito e condannato, ad imperitura memoria l'alto tradimento, politico e democratico consumato in danno del popolo Italiano

eurorisparmio ha detto...

Non possiamo che dare alla verità il giusto risalto complimenti!

Salvatore D'Urso ha detto...

Grazie dott. Lima...

Il problema è ke secondo gli italiani alcune verità possono far male... ai loro interessi... e gli italiani, da popolo astuto come il Gasparro... non si vuol far male... preferendo il male...

Vito ha detto...

Ciao Felice,
anche questa volta, condivido in pieno quello che dici e ho solo da dirti grazie, di cuore!
Ma mi addolora sentirti dire che scrivi poco volutamente!
A te e a tutti, ognuno per la sua parte, dico forza! Coraggio! Non ci resta altro che dircele certe cose!
Se non ce le diciamo fra di noi, e in blog come questo, è davvero l'inizio della fine!

Con sincero affetto, lo sai,
Vito

Anonimo ha detto...

Attualmente DSK, dopo una seconda convocazione, è uscito di prigione ed è assegnato a residenza sotto condizioni estremamente draconiane.
Ragionando leggermente si potrebbe dire che, almeno nelle prime fasi di una vicenda di questo tipo, in Francia si ha molto riguardo all'importanza delle persone sospettate, in America non si ha acun riguardo e in Italia si comincia con il sospettare il giudice, sempre che la persona inquisita faccia parte dell'élite.
Purtroppo, in seconda battuta, pure in America le disponibilità finanziarie delle persone in causa hanno un peso estremamente forte.
Così come la televisione ci presenta le cose la presunta vittima deve avere fortuna, ottimi avvocati, molte buone ragioni e un intemerato coraggio per uscirsene indenne da questo genere di prove.
Sempre grazie alla televisione la vicenda di DSK finisce per porre una questione di base: che rispetto hanno per le donne coloro che tanto si sono dati da fare per spingere in avanti questo alto personaggio? Si tratta non di una osservazione, ma di una domanda a cui penso che prima o poi si dovrà rispondere.
Allargandoun pò la questione, tenuto conto pure di quel che succede in Italia, mi chiedo se per caso non si è ormai arrivati ad un stadio in cui pure la democrazia, così come viene praticata, non soffra di tare tali da considerarla un sistema ormai in crisi.
Sempre su DSK su France 2 è andato in onda ieri sera un documentario davvero inquietante tale da far pensare che poco sia cambiato dai tempi di Renzo, di Lucia e dei potenti di allora.

Anonimo ha detto...

NUNC EST BIBENDUM, NUNC PEDE LIBERO / PULSANDA TELLUS...
E.A.

Besugo ha detto...

Grazie dott. Lima, la vittoria di Luigi De Magistris penso sia da accreditare in buona parte a questo blog, che è stato la bussola o la cartina di tornasole per comprendere la grande dignità dei magistrati ed in particolare di capire le vicende di alcuni magistrati che sfidano la corruzione del potere politico e di certa magistratura connivente.

Grazie a tutti i membri e partecipanti di questo indispensabile "BLOG"

Cinzia ha detto...

OT ma non tropp...

alle prossime amministrative a Palermo vorrei tanto vederti tra i candidati...
...sono certa che stra-vinceresti,
come Luigi a Napoli.

Facci una promessa :)
e lasciaci sognare...

Anonimo ha detto...

sono lieta che il Dott. Lima ha rotto il silenzio.
La lettura di questo blog era diventata una piacevole isola, dove confrontare le idee, le opinioni.
E' per questo che pur apprezzando in genere le sue affermazioni, ritengo di non condivere quelle contenute nell'ultimo post.
Il paragone con la giustizia americana è forse efficace ma non opportuna.
Troppo diverse le due società e la storia, il sistema giudiziario e il diritto per poterle porre in parallelo in un confronto inutile.
Tanto più perchè il sistema giudiziaro americano non è indenne da esempi di pessima giustizia e di ammiccamenti al potere.
E' vero, in questo caso il giudice ha agito senza condizionamenti, ma in quanti altri casi così non è stato??
E poi non è la giustizia a poter dare tutte le risposte. E' la società, è la politica, è la coscienza civile, insomma siamo tutti noi ogni singolo giorno, ognuno nel proprio ruolo a dover contribuire per ripristinare la legalità.
Io non posso cedere, non posso avere dubbi, non posso ritornare sui miei passi, non posso evitare di costituire ogni giorno un'esempio per i miei figli.
Ecco perchè sia io che lei caro dott. Lima, e molti altri,non possono permettersi neanche il lusso dell'amarezza e dello sconforto.
Avv. Giovanna Bellizzi

Anonimo ha detto...

... i lettori del blog aspettano ansiosi il tuo ritorno, caro Felice :-)
E.A.

siu ha detto...

Di un evento epocale -e queste amministrative il tempo spero dimostrerà che lo sono state- a volte rimane impresso soprattutto un particolare, un elelmento minimo che però in qualche modo condensa evidentemente un senso.
A me di ieri è rimasta stampata in testa la foto di un foglio A4 appeso al collo d'un uomo, tra le migliaia che festeggiavano la vittoria di Pisapia in piazza del Duomo. C'era scritto

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Inferno XXXIV, 139

Felice Lima ha detto...

Per l'avv. Giovanna Bellizzi (commento delle 17.48).

Gentile Avvocato,

grazie per le Sue affettuose parole e per le osservazioni critiche.

Le condivido pienamente.

La "molla" che mi ha spinto a scrivere questo post è stato il constatare come l'America, per ragioni varie che non ho approfondito qui per brevità, ritiene un dovere il trattare i potenti come "indagati uguali a tutti gli altri".

Ho studiato molto il sistema americano e non lo apprezzo per nulla.

Ma ciò che ho voluto sottolienare mi è sembrato utile per noi.

Ha scritto F. Merlo su Repubblica che il caso Strauss-Khan gli ha fatto pensare che noi italiani non siamo pronti a reggere "la violenza dell'uguaglianza".

Mi è sembrata una riflessione pertinente.

Le mando un saluto caro e affettuoso, con la stima che sa.

Felice Lima

Felice Lima ha detto...

Per tutti (Siu, Stefano, Cinzia, Ernesto, Salvatore, Vito).

Grazie di cuore, amici, per il Vostro affetto e la Vostra generosità.

Vi porto nel cuore con sincera amicizia e profonda commozione.

L'impegno in questo blog mi ha regalato doni che temo di non sapere meritare.

Vi abbraccio con affetto.

Felice

Anonimo ha detto...

Ma il lavoro non è ancora finito, caro Dott.Lima.
Questo blog è stato il precursore di un impegno civile che ora si è allargato.
Vedi il Fatto Quotidiano.
Ma c'è ancora tanto da fare.
Tutto quello che ha denunciato sulla Giustizia ancora non è risolto, ed è strettamente connesso con i guasti di questa Nazione.
Anch'io sono convinta che la vicenda De Magistris sia una creatura di questo blog.
Con tanto affetto e riconoscenza
Alessandra

Anonimo ha detto...

Dottore però se ha studiato il sistema giuridico statunitense e conclude dicendo di non apprezzarlo, non vedo come si possa estrapolare un'udienza di convalida perché è durata 8 minuti ed elogiare questo segmento di sistema.
Ogni sistema giuridico ha i suoi pesi e contrappesi, quello italiano sembra ingolfato ma in realtà è il più aderente ai principi cardine che ogni democrazia dovrebbe avere (difatti la nostra costituzione è ammirata nel mondo e copiata da diversi paesi).

Con il suo ragionamento finiremmo di analizzare sommariamente un sistema di un altro paese, faccio un esempio, come lei sa nello UK non esiste la figura del Gip e ci si potrebbe chiedere se la mancanza di una figura terza che possa arginare lo strapotere dell'accusa e della polizia (lì con ampi poteri rispetto a noi) è un bene per i diritti del soggetto accusato.
Se ci fermeremmo a questo aspetto ci formeremo un'idea della gran bretagna superficiale, a meno che non decidiamo di studiare l'intero apparato della giustizia di questo paese.
cordialmente
matteo r.

Felice Lima ha detto...

Per Matteo R. (commento delle 17.37)

Gentile Matteo, cari Amici,

un altro dei problemi italiani è che noi non esercitiamo il pensiero critico, ma fondamentalmente attendiamo il messia (lo scrivo piccolo, perchè parlo di un messia politico).

Dunque, analizziamo tutte le persone e tutti i discorsi come se dovessimo "sposare" tutta intera una persona e tutto intero un mondo.

Chi ragiona per idee e argomenti non si pone il problema di amare o odiare un tutto, cosa invece tipica degli ideologismi.

Per farmi capire meglio, propongo il seguente esempio.

Immaginiamo un Tizio che dica alla moglie: "Cara, hai visto che orribile casa che hanno i nostri amici PinchiPallini? Però, ho notato, nello studio, uno scrittoio molto bello. Vorrei comprarne uno uguale per casa nostra".

Punto.

Ovviamente dello scrittoio potremmo parlare per ore, ma trovo illogico che la moglie risponda a Tizio: "Caro, ma cosa dici dello scrittoio. Hai visto che orribile casa. Come puoi parlare bene dello scrittoio, se tutta la casa fa schifo?"

Vi sembra che una cosa simile abbia un senso?

Il mio articolo ha la seguente struttura:

Prima parte: sui mali del nostro Paese

Seconda Parte: la frase "Io ho sempre ritenuto gli americani un popolo culturalmente un po’ rozzo e giuridicamente molto rozzo. Ma sono folgorato dalla quantità di vero e di buono che ogni tanto la loro cultura e soprattutto le loro prassi producono".

Terza Parte: elogio di un piccolissimo aspetto della vicenda Strauss-Khan.

Ciò posto, ha senso logico fare obiezioni sulla rozzezza del sistema americano, posto che io stesso l'ho già definito "M O L T O R O Z Z O"?

Aggiungo ancora che io non vorrei mai e poi mai una udienza di convalida di otto minuti, perchè io VOGLIO che ogni indagato sia difeso in maniera adeguata e otto minuti sono la negazione di qualunque difesa.

Ma, torno a dire, il mio discorso non riguardava il sistema americano, ma quello italiano e, in particolare, alcuni aspetti di quello italiano.

Il riferimento a un pezzetto di quello americano era uno strumento discorsivo.

C'è un famoso apologo sul cieco e il bianco.

Parafrasandolo, se una va dalla sarta e le dice "Signora, vorrei un abito da sposa bianco come la neve", sarebbe sensato che la sarta dicesse "Signora lo vuole anche freddo e bagnato come la neve"?

Amici, se non ci sforziamo di pensare continueremo a fare l'unica cosa che tutti i regimi vogliono che il popolo faccia: tifare.

Un caro saluto.

Felice Lima

Felice Lima ha detto...

Ancora per Matteo R. (commento delle 17.37)

Gentile Matteo,

ho riletto la mia risposta al Suo post e credo sia necessario che io aggiunga una precisazione importante.

La mia risposta non voleva in alcun modo essere "ostile".

Condivido TOTALMENTE TUTTO ciò che Lei ha scritto e aggiungo, in pieno accordo con Lei, che è una pessima cosa quella che tanti in Italia fanno di "invocare" prassi e regole di altri Paesi, estrapolandole dal sistema complessivo nel quale vivono e operano in quei Paesi.

Il mio commento voleva solo segnalare il rischio che corriamo i "buoni" e i "puri" di restare incastrati il logiche massimaliste.

Un caro saluto e un grazie cincero per il Suo contributo critico.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Che piacere rileggervi.
Vittorio Ferraro

Anonimo ha detto...

Grazie Dott. Lima per la risposta, ho apprezzato la sua precisazione.

Un caro saluto.

matteo r.