«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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mercoledì 17 luglio 2019


TRE PROPOSTE DAI

"MAGISTRATI CONTROCORRENTE"


Siamo un gruppo di magistrati non organizzati in corrente e convinti, anzi, che le “correnti”, con la loro invadenza e le riconosciute degenerazioni, abbiano ostacolato l’effettiva indipendenza del singolo magistrato, creando centri di potere interni sinergici con settori della politica. Il tutto con comprensibile pericolo non solo per l’equilibrio tra i poteri costituzionali dello Stato ma addirittura per l’imparzialità stessa dell’azione giudiziaria.

Il contatto è sorto solo perché siamo tutti impegnati, alcuni di noi da molti anni, ad individuare i possibili rimedi contro quello che, oramai, a tutti gli effetti, appare come un vero e proprio sistema di controllo della magistratura.
Almeno dal 2007, alcuni di noi hanno cominciato a denunziare i mali del clientelismo correntizio, scrivendone sulle mailing-list delle singole correnti e poi, ottenuta la realizzazione di una ML dell'ANM, su di essa.

Nel tempo, sono state avanzate serie proposte di riforma legislativa la cui realizzazione, tuttavia, è sempre stata strenuamente osteggiata dalle correnti.

Operando come aggregazioni temporanee sotto il nome prima di “Proposta B” e, successivamente, di “Altra Proposta”, abbiamo innanzitutto rilevato che la “carriera” correntizia veniva utilizzata per acquisire posizioni di “patronato” rispetto ai magistrati ridotti a massa di “clientes”, nonché come trampolino di lancio verso il CSM, dal quale era possibile realizzare quelle “promesse”.

Di qui, dunque, le proposte volte a:

a) realizzare di un sistema di incompatibilità che, a livello statutario dell’ANM, vietasse a chiunque avesse ricoperto incarichi associativi o di corrente, di avanzare domanda per accedere negli anni successivi (venendo indicato un periodo di 3-5 anni) ad una serie di incarichi di prestigio, quali la titolarità di uffici direttivi o semidirettivi, la carica di consigliere del CSM, incarichi fuori ruolo, compresi quelli presso organi costituzionali o magistrature internazionali; tale iniziativa portò alla celebrazione di un’assemblea generale nel mese di ottobre del 2011, che venne boicottata dalle correnti in modo da non raggiungere le maggioranze necessarie ad operare una modifica dello statuto dell’ANM;

b)   procedere all’estrazione a sorte dei candidati alle elezioni per il CSM; tale proposta fu messa in pratica da un gruppo di noi che – con la presenza di un notaio – estrasse a sorte i nomi di alcuni candidati, ne richiese la disponibilità a partecipare alla competizione elettorale, e raccolse le firme per la presentazione delle candidature; ci fu qualche candidato che raccolse oltre circa 500 preferenze.

In questa prospettiva, riuscimmo a far eleggere  un magistrato indipendente al Comitato Direttivo Centrale dell’ANM, che per 4 anni vi svolse una defatigante opera di denunzia e pretesa di legalità, rimanendo costantemente  isolato e all’opposizione, salvo riuscire a sostenere, nel 2016,  l’indizione di referendum associativi che videro  una larghissima partecipazione e che, tra i vari quesiti, vide la stragrande maggioranza degli iscritti esprimersi a favore della più rapida sollecitazione al CSM nella elaborazione e determinazione dei carichi esigibili (di fatto impedita a funzionare concretamente dal boicottaggio delle correnti, evidentemente interessate a mantenere la condizione di sudditanza psicologica dei magistrati). Si riuscì, inoltre, a far approvare, prima delle elezioni per l’ultimo CSM, un appello (poi sottoscritto da 106 magistrati, nonostante l’estrema limitatezza dei tempi e degli strumenti per la sua diffusione), che invitava le correnti a fare un passo indietro dal CSM, avvisando profeticamente che la situazione era gravissima, che la credibilità del CSM era a serio rischio e che il loro operato aveva compromesso gravemente l’indipendenza interna dei singoli magistrati.

Come singoli, inoltre, abbiamo continuamente operato sulle m.l. e sulla stampa che ha voluto darci spazio, denunziando il mutamento genetico in corso ed ogni singolo episodio di malaffare di cui si fosse venuti a conoscenza, nel tentativo di svegliare le coscienze narcotizzate dei colleghi e di individuare possibili rimedi utili ad una rinascita morale del corpo giudiziario.

Sottoponiamo, quindi, all’attenzione dell’On.le Bonafede, nella sua alta veste, tre proposte di riforme legislative che, senza alcun impatto sulle finanze dello Stato, saranno capaci – ove considerate - di restituire alla magistratura italiana quell’indipendenza, quella terzietà, quell’equilibrio e quella dedizione professionale oggi in forte crisi.

Parliamo del sorteggio per l’elezione dei membri del CSM, della rotazione turnaria biennale negli incarichi di dirigenza giudiziaria, dell’abolizione delle immunità dei membri del CSM.

Da cittadini, prima ancora che da magistrati, confidiamo nell’ascolto sensibile del Nostro Guardasigilli.

Con osservanza.

Elenco dei promotori:
Valeria Ardito – Proc. Rep. Verona
Stefano Aresu – Proc. Rep. Verona
Milena Balsamo – Corte di Cassazione
Carlo Boranga – Proc. Rep. Verona
Francesco Bretone – Proc. Rep. Bari
Giuliano Castiglia -Trib. Palermo
Isabella Cesari – Mag. Sorv. Verona
Francesco Chiavegatti – Trib. Verona
Edoardo D’Ambrosio – Trib. Lecce
Donato D’Auria – Trib. Pisa
Sergio De Nicola – Proc. Gen Cagliari
Carmen Giuffrida – Magistrato addetto al Consiglio d’Europa
Betta Labate – Proc. Rep. Verona
Felice Lima – Proc. Gen. Messina
Livia Magri – Trib. Verona
Andrea Mirenda – Mag. Sorv. Verona
Pietro Murano – Trib. Pisa
Ida Moretti – Trib. Benevento
Maria Grazia Omboni – ex magistrato Proc. Gen. Milano
Andrea Reale – Trib.  Ragusa
Gioacchino Romeo – ex magistrato Uff. Massimario Cassazione
Alberto Sergi – Proc. Rep. Verona
Stefano Sernia – Trib. Lecce
Eugenia Tommasi di Vignano Trib. Verona
Nicola Saracino – Corte app. Roma
Massimo Vaccari – Trib. Verona
Luciano Varotti – Corte App. Bologna
Beatrice Zanotti – Proc. Verona
Marco Silvio Zenatelli – Proc. Rep. Verona





E' possibile aderire disgiuntamente alle singole proposte.
L'adesione è aperta a tutti i magistrati, anche cessati dal servizio.
Per aderire, scrivere a ugualepertutti@gmail.com, a taluno dei promotori o sulla mailing list dell'ANM.
In calce alle singole proposte è presente l'elenco di tutti gli aderenti a ciascuna di esse.

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