«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 12 novembre 2009

La breve vita della pecora Dolly: riflessioni a prima lettura sull'impatto del "processo breve" nel settore civile.


E', da poche ore, conoscibile il testo del disegno di legge sul cd. “processo breve”.

Viene presentato come indifferibile rimedio al problema della lunga durata dei processi che determina numerose condanne dell'Italia in sede europea provocando spreco di denaro pubblico.

Può dirsi, a primissima lettura, che la logica è differenziata tra la materia penale e quella civile.

Il superamento dei due anni per ciascun grado di giudizio determina l'improcedibilità in sede penale, una sorta di “tana libera tutti”. Questo si sapeva, ed è l'aspetto più banale e scontato che non suscita alcuna sorpresa.

Di maggiore interesse è l'impatto di questo disegno di legge nella materia civile.


E' allora opportuno conoscere alcuni numeri “fissi” del processo civile, vale a dire immodificabili perché direttamente stabiliti dalla legge e non suscettibili di riduzione.

80 giorni spettano di diritto alle parti per la loro difesa dopo la prima udienza di comparizione.

30 giorni al giudice per decidere sulle questioni poste e stabilire il programma del processo.

80 giorni spettano alle parti nella fase conclusiva per rassegnare le loro richieste definitive.

30 (o 60 giorni nei giudizi collegiali) spettano al giudice per redigere la sentenza.


Il totale di 220 ( o 250) giorni è il tempo che va sottratto dalla durata di ogni processo, come se fosse una “tara”, notoriamente esclusa dal computo del peso di qualsiasi merce.

Due anni è il tempo massimo previsto per la durata del processo civile, oltre il quale scatta il diritto all'indennizzo per le parti: tolta la tara, esso si riduce a 510 (0 480) giorni.

La situazione della grandissima maggioranza dei ruoli dei giudici civili (anche di quelli più operosi) è tale che nessuna causa si definisce in quel ristretto arco temporale; basti considerare che la sola udienza denominata di “precisazione delle conclusioni”, cioè l'ultima, viene fissata anche a due anni di distanza dalla precedente.

Il Ministro della Giustizia, e quindi il Governo, conosce benissimo questi dati. Evidentemente i promotori del disegno di legge non hanno consultato il Governo ed ignorano che se la loro proposta venisse approvata, il giorno dopo lo Stato sarebbe chiamato in causa da milioni di cittadini che pretendono l'indennizzo stabilito dalla legge.

Con lusinghieri risultati:

le Corti d'Appello saranno subissate di cause “dolly” (sì, come la pecora!), perché ogni causa che dura da più di due anni (e sono in numero enorme) ne genererà almeno altre due per la richiesta di indennizzo;

i numeri del contenzioso civile, quindi, triplicheranno in poche settimane ed anche i tempi dei processi aumenteranno a dismisura;

le Corti d'Appello non riusciranno a definire in due anni neppure le cause di indennizzo, così partorendone di ulteriori con lo stesso oggetto;

lo Stato dichiarerà bancarotta perché non ha i soldi per pagare gli indennizzi.


Però, vuoi mettere che figurone dinanzi all'Europa!

25 commenti:

Anonimo ha detto...

tutto vero ,anche se a mio modesto avviso alcuni termini possono essere concessi nel minimo invece che nel massimo...
ma allora dobbiamo ritenere che non sia possibile ridurre i tempi della giustizia? perchè limitarsi a contestare piuttosto che formulare proposte costruttive?
come si esce dal pantano? forse giudici competenti,motivazioni sintetiche,rispetto dei precedenti giurisprudenziali?
rosa3361@virgilio.it

Anonimo ha detto...

i costituzionalisti nel frattempo che fanno?dormono?

francesco Grasso ha detto...

COSE DA MILLE E UNA NOTTE!
Certamete dopo la bocciatura del lodo Alfano c'èra da aspettarsi qualcosa. Ma questo supera ogni possibile immaginazione. Si tratta del governo della follia. Il termine incostituzionale è talmente riduttivo che non dice niente,nemmeno il termine eversivo è sufficiente a definire la circostanza; un'azione eversiva sovverte un ordine con un altro ,magari ingiusto, ma sempre un ordine.

paologia ha detto...

Da profano credo che sia arrivato il momento di mettere mano alla prescrizione: nel senso che deve essere valida fino al primo grado. Poi bisogna far sì che i gradi successivi al primo siano solo una formalità, tranne che non emergano fatti realmente nuovi rispetto al grado precedente.

francesca cenerelli ha detto...

sì. il quadro si completa con molte altre "pennellate"... ho trovato molto interessanti quelle aggiunte ieri sera durante la trasmissione Annozero: (escluso gli interventi del nulla di Belpietro). i processi verranno AMMAZZATI come ha giustamente definito Travaglio, saranno un treno in corsa arrestato nel bel mezzo di una campagna, fatti scendere i passeggeri. Non sarà dunque un viaggio più breve....
La speranza invece rimane solo nella Giustizia, nelle forze dell'Ordine, ovvero NEI SINGOLI INDIVIDUI CHE SI OSTINANO A FARE IL PROPRIO DOVERE (incredibili i poliziotti visti nei servizi girati per Annozero)perchè la politica sta producendo qualcosa che mi piace sempre meno.

Ho inserito il mio url, dove ho pubblicato qualcosa per fortuna che rivaluta gli italiani, anche se non c'entra con la Magistratura, ma certo è fondamentale l'impegno in difesa dei diritti umani: Strike on Gaza, Vittorio Arrigoni e la Palestina, attivista pacifista...

Daniele ha detto...

E` evidente che stanno puntando tutto sul 702 bis...

Vittorio Ferraro ha detto...

La domanda di equa riparazione è subordinata ad "una espressa richiesta al Giudice procedente di sollecita definizione del giudizio entro i predetti termini...".

Cioè la parte deve presentare nel processo "entro sei mesi dalla scadenza dei termini di non ragionevole durata (cioè 2 anni per ogni grado di giudizio)la predetta richiesta. E questo per l'interesse di cui all'art. 100 cpc.

Presentata la domanda il giudizio avrà una corsia preferenziale: art. 81, comma secondo, e 83 disp. att. cpc. Non solo: ma il giudizio verrà anche "vigilato" dal capo dell'ufficio.
E tutto questo perchè - come scritto nella relazione - "ai danni finanziari si aggiunge il rilevante danno di immagine che l'Italia subisce per le ripetute condanne dinanzi alla corte di Strasburgo.

Mi chiedo: e se tutte le parti (per "interesse") presentassero la richiesta?

enrigoletto ha detto...

La cosa più probabile è che ritirino o modifichino abbondantemente l'orrido disegno di legge, in cambio di un'altra forma di impunità per chi ha ordinato il tutto. Come un anno e mezzo fa che si minacciavano 100000 processi e poi si fece il lodo alfano. E tutti a ringraziare per aver salvato i processi...

enrigo

filippo ha detto...

io non sono un tecnico, ma faccio il piccolo imprenditore. La giustizia non funziona: siamo tutti d'accordo.
Se la mia azienda non funziona io mi ingegno a trovare delle soluzioni in modo da proporre ai miei clienti delle soluzioni ai loro problemi.
Considerato che già adesso con le cause civili si rischia di non essere risarciti dei propri danni e questa non è giustizia, io credo che i magistrati e le loro espressioni politiche dovrebbero proporre delle soluzioni e non limitarsi a criticare ciò che decide il parlamento, sul quale nessuno può esercitare potestà.
Quindi ammesso e non concesso che questa riforma sia pessima, perchè non fate una proposta attraverso la vs parte politica in sede parlamentare?
Inoltre, come imprenditore se constato che la mia azienda non fuziona oltre a trovare delle soluzioni faccio un analisi sui miei errori

Felice Lima ha detto...

Per Filippo (commento delle 13.28).

Gentile Filippo,

grazie mille per la Sua attenzione e il Suo contributo.

Rispondo alle Sue osservazioni:

1. i magistrati non abbiamo una "nostra parte politica in parlamento" (come la chiama Lei);

2. i magistrati abbiamo fatto un milione e mezzo di proposte per fare funzionare la giustizia, perchè i tecnici sappiamo tutti molto bene cosa servirebbe per fare funzionare la giustizia;

3. alcune delle nostre proposte sono a costo economico e politico "zero";

4. le nostre proposte non vengono mai accolte.

Il motivo di tutto questo è molto semplice: forse Lei non se ne è accorto, ma chi sta al potere da decenni (Berlusconi più degli altri, ma gli altri prima di lui pure) hanno un preciso interesse a che la macchina della giustizia NON funzioni.

Dunque, tornando all'esempio dell'azienda che fa lei, l'amministratore delegato e tutto il consiglio di amministrazione dell'azienda giustizia hanno un interesse personale a che l'azienda fallisca.

E da anni hanno lavorato e lavorato a questo obiettivo che in grandissima parte hanno già raggiunto.

Le faccio un solo esempio fra MILLE. Sappia che per il nostro codice di procedura penale se un avvocato difende due imputati e noi gli dobbiamo notificare un atto, di quest'atto gli dobbiamo mandare due copie, una per ciascun cliente. Lo sa che se, per sbaglio, gli mandiamo una copia sola la notifica è nulla per tutti e due gli imputati, perchè non è possibile che l'avvocato si faccia da solo la copia che manca e enon è possibile stabilire a quale dei due imputati era indirizzata quella che abbiamo mandato?

Si stupirebbe se le dicessi che nessun partito vuole abrogare questa norma come mille altre simili che rendono impossibile il lavoro della giustizia?

Filippo, la giustizia fa schifo, ma non per sbaglio. Per una precisa scelta di chi governa.

Felice Lima

Felice Lima ha detto...

Sempre per Filippo (commento delle 13.28)

Gentile Filippo,

sa che in Inghilterra e in America non c'è l'appello (come è da noi) e che se ti concedono quello che da loro si chiama appello e perdi, il tempo che hai passato in carcere nell'attesa non ti viene scomputato dalla pena da scontare?

Vogliono accorciare la durata dei processi e alleggerire la giustizia? Sarebbe assurdo prevedere che se sei condannato in primo grado e vai in appello e cassazione, se la condanna ti viene confermata, la prescrizione non matura?

Così si eviterebbe che i condannati vadano in appello e cassazione pur avendo torto solo per fare maturare la prescrizione.

Sa che se l'imputato fa appello, la sentenza può solo migliorare ma non peggiorare?

Sa che in alcuni processi l'imputato può fare appello perchè ritiene la pena troppo alta ma il pubblico ministero non può fare appello perchè la ritiene troppo bassa?

Sarebbe troppo assurdo dire: vuoi l'appello sul quanto della pena? Va bene. Ma se i giudici riterranno che è troppo bassa, te la aumenteranno. Così ci pensi.

Lei pensa che Berlusconi farà una qualunque di queste cose?

No.

E sa perchè? Perchè non serve a evitargli la condanna nel processo Mills.

Caro Filippo, la misura della tragedia nella quale siamo è data molto bene da questa vicenda: Berlusconi non si vuole fare processare e per ottenere questo bel risultato manda al macero la giustizia tutta intera.

E un sacco di gente è pure contenta.

Questo paese ha ciò che si è meritato.

Felice Lima

Cinzia ha detto...

Ah, Felice...
da quale rupe ci dobbiamo buttare?!
Siamo un popolo senza coscienza
e chi ne ha,
non ha speranza.
Che brutta fine per un inizio
tanto grande di civiltà e progresso.

Anonimo ha detto...

Per il dott Felice Lima.
Nel Suo post delle 13. 46 del 14 Novembre 2009 Lei scrive:
" E un sacco di gente è pure contenta.

Questo paese ha ciò che si è meritato."
Io in quanto anonimo e digiuno di giurisprudenza vengo in questo blog in punta di piedi e ho un gran rispetto per quel che sta facendo a vantaggio di tuttti noi, ma in questo caso mi permetta di dissentire su quanto Ella scrive.
Soltanto lo 0.6 per cento dei suoi colleghi hanno firmato l'appello che peraltro è stato sottoscritto da una schiacciante maggioranza di semplici cittadini. Le pare che noi, senza alcun potere, senza alcun privilegio, trattati come bestie da soma per tutta una vita di lavoro si sia responsabili dell'attitudine dei suoi colleghi e in generale dell'attitudine delle nostre élites. Per anni ho lavorato più di ottanta ore alla settimana senza pagamento degli straordinari essendo cadre e peggio di tutti piccolo borghese, conpunte che superavano le cento ore settimanali. Lei mi ci vede ad "essere contento"? Forse si potrebbe richiamarsi ad un film in cui Gassmann, pugile completamente suonato era costantemente "contento". Lei crede che i milioni di precari, i lavoratori a progetto e quei lavoratori del privato, costantemente minacciati di esser sbattuti sulla strada a causa di una infame finanza neoliberale siano contenti?
Mi permetta di dirLe che molti di noi sono scontenti dell'attuale governo e si sentono traditi da quei partiti che un tempo difendevano i lavoratori.
E qui sta il nodo tragico della questione: fuori il Cavaliere gli altri papabili (veramente papabili) sono peggio.
Non contentezza ma sconforto e rassegnazione.
In tutti i casi La prego di non gettarci la croce addosso perchè molti di noi, forse ben più di quel che Lei pensa seguono l'azione delle persone come Lei e ripongono in Lei e nelle altre persone, che conducono con coraggio una così ammirevole battaglia civile, una tenace speranza nel futuro.
Guardi a quel che è accaduto per De Magistris in Calabria, regione monopolio delle caste e dove non si lavora se non si è raccomandati, guardi quante preferenze ha avuto De Magistris in quella regione e giudichi da questo se i calabresi sono contenti di questo stato di cose o se invece anelano ancor più che altri che cessi questo sperpero di risorse umane e finanziarie e questa costante umiliazione.

filippo ha detto...

Gentilissimo Dr Lima,
Io non sono un addetto ai lavori che si occupa di Giustizia, ma sono semplicemente un cittadino.
Come tale faccio queste considerazioni:
1 che io sappia all'interno del vostro ordine esistono delle correnti ( es. ANM) che rappresentano decisi orientamenti politici.
2 queste idee politiche siedono in parlamento e mi chiedo cosa fanno?
3 Infatti, se Berlusconi ha governato in questi ultimi 10 anni con ampie parentesi in cui al governo c'è stata l'opposizione, quest'ultima ha mai fatto una proposta?
4 pertanto, non darei la colpa solo al Berlusconi, il quale , a mio modesto parere, si è comportato come tutti gli altri imprenditori. De Benedetti ha avuto delle condanne, Susanna Agnelli è stata al governo (qualcuno ha mai parlato di conflitto di interessi?) Nonno gianni sembra avesse solo qualche miliardo di euro all'estero ma nessun giornale ne parla mentre sappiamo tutto sulle escort.
6 La mia conclusione è TUTTA la classe politica ha latitato.
7 Come cittadino voglio, anzi esigo, che i tempi della giustizia siano equivalenti al resto d'Europa e non a quelli dell'Africa Nera.
8 Pertanto, a mio parere, tutti devono fare la loro parte: i magistrati facciano i magistrati, i politici legiferino.
9 La proposta di legge è in Senato: qualcuno proponga qualcosa oppure copiamo il codice civile Olandese o Francese o Tedesco ma per l'amor di Dio non facciamo gli italiani rinfacciandoci le responsabilità. Per una volta agiamo.

Felice Lima ha detto...

Per Anonimo delle 19.19 e per Filippo (commento delle 20.04).

Gentili Lettori,

intanto, grazie ancora di cuore per la Vostra presenza qui e la Vostra attenzione.

Rispondo alle Vostre osservazioni dicendo:

1. Le correnti dell'A.N.M. sono, secondo me, una pessima cosa (ne ho scritto in moltissimi luoghi e anche su questo blog), ma non è vero che sono promanazioni e/o hanno legami diretti con questo o quel partito. Sono lobby di potere autonome. Secondo me dannosissime, ma autonome dai partiti. Dunque, non hanno referenti in Parlamento.

2. Non ho mai detto che la colpa di tutto sia di Berlusconi. Certo Berlusconi ha fatto alla giustizia danni che nessuno si era mai neppure sognato di fare prima (basti pensare, per tutto, al fatto che da anni il Parlamento lavoro giorno e notte alla giustizia, ma solo per fermare i processi che riguardano Berlusconi e i suoi amici). Ma anche altri politici di altri "colori" hanno fatto danni e comunque non hanno fatto ciò che dovevano. L'indulto fatto per liberare Previti (che ha fatto uscire molte migliaia di delinquenti dalle carceri) è stato votato da politici di tutti i partiti. E di molte altre cose sono responsbaili o corresponsabili anche alri.

3. Non mi pare che sia intelligente consolarsi rispetto allo scempio che si sta facendo, pensando che anche Agnelli aveva le sue colpe.

4. Certo che ognuno fa la sua parte - i magistrati i magistrati e i politici le leggi - ma spero non sia vietato ai magistrati osservare che chi fa le leggi non le fa nell'interesse comune, ma nell'interesse privato di uno, due, venti persone (di cosiddetta destra o di cosiddetta sinistra francamente non me ne frega molto).

5. E' vero che nello strazio nel quale è lo Stato oggi le colpe più grandi ce le ha chi ha più responsabilità. Dunque, la maggior parte della colpa della tragedia del fascismo ce l'ha Benito Mussolini. Ma certo quelli che stavano a piazza Venezia a gridare "Duce, Duce" non mi sembrano esenti da colpa. Così oggi tutti coloro che passano tre ore al giorno a vedere il Grande Fratello, che votano per questo o quel partito pieno di pregiudicati, che evadono le tasse, che si girano dall'altra parte quando vedono una cosa illegale, eccetera, non mi sembrano cittadini meritevoli di uno stato diverso da questo.

Sapete perchè in Inghilterra si è dimesso un ministro solo perchè si è scoperto che non aveva pagato i contributi alla colf? Perchè se non l'avesse fatto l'indomani mattina ogni inglese che lo avesse incontrato per strada lo avrebbe preso a botte.

Noi italiani invece accorriamo nelle discotece dove c'è Fabrizio Corona come ospite vip. E chiamiamo vip (Very Important Person) i tanti Fabrizi Corona che la televisione ci propina.

Non c'è dubbio che chi di noi è più povero, ha meno potere, conta meno ha meno responsbailità. Ma ciò non toglie che in linea di massima quando in un Paese accade qualcosa è perchè poteva accadere.

Da noi possono accadere cose che in altri paesi non possono accadere.

In nessun altro paese al mondo il capo del governo può andare a puttane e scherzarci sopra o tenere come sottosegretario di stato un politico per il quale la magistratura ha chiesto l'arresto per concorso in associazione camorristica.

Perchè nessun altro popolo lo consentirebbe.

In Italia, invece, accade.

E non mi sembra risolutivo dire che anche quelli dell'altro partito lo fanno. E' verissimo. Ma il problema resta uguale.

Grazie ancora e un caro saluto.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

-----Original Message-----
From: Libertà e Giustizia [mailto:info@libertaegiustizia.it]
Sent: Friday, November 13, 2009 4:48 PM
To: info@libertaegiustizia.it
Subject: Fermate lo scempio della Giustizia



Mobilitazione massima. Inviate questa e-mail ai presidenti di Camera
(fini_g@camera.it) e Senato (schifani_r@posta.senato.it) e per copia
conoscenza a: lgiustizia@yahoo.it Giratela alla vostra mailing-list.

Ai presidenti di Camera e Senato:
Fermate lo scempio della giustizia

Il Parlamento che approva il lodo Ghedini, ennesima legge per premiare i
potenti e massacrare i più deboli non mi rappresenta.

Anonimo ha detto...

finalmente un discorso bello chiaro
però, egregio dr.Lima, non mi si escluda che anche i magistrati hanno le loro responsabilità...
mica sono tutti bravi, lavoratori, disposti ad esporsi
anzi di questo tipo ne ho sempre visti pochini
come in tutte le altre categorie, cittadini compresi
i magistrati forcaioli, approssimativi, pressappochisti,superficiali, irresponsabili, lavativi, ignoranti e chi più ne ha più ne metta non sono così rari come ci vogliono far credere
dietro ciascuna professione, del resto, ci sono persone
anche la magistratura è lo specchio di questo paese
ho assitito personalmente alla espressione di contrarietà manifestata da un giudice nei confronti di un imputato che ha rinunciato alla prescrizione
...nella mentalità italiana, anche di una buona parte della magistratura, dei giornalisti e della maggior parte dei cittadini tutte le volte che interviene la prescrizione il colpevole l'ha fatta franca, e quindi deve soltanto ringraziare
invece molti cittadini vorrebbero un processo giusto e celere celebrato sino in fondo ma l'avvocato consiglia di profittare della prescrizione sia per non irritare i giudici sia perchè il rischio processuale determinato da errori umani è troppo alto...
e se si optasse per una seria e radicale riforma della giustizia magari accompagnata dalla solita aministia ma con l'impegno a rifondare e non soltanto rappezzare?
rosa3361@virgilio.it

Besugo ha detto...

Senza recondita ironia, ringrazio i commentatori, che hanno ben stimolato il Giudice (stimatissimo) Felice Lima, alla puntuale analisi di fatti citati e loro relazione con i poteri costituiti.

Ciò permette allo scrivente di affinare la conoscenza delle relazioni tra concittadni, regole e gestori della cosa pubblica.

Per chiarire il mio intendimento, mi avvalgo della recensione di
Giancarlo Zappoli circa il recentissimo film "il nastro bianco", premiato a Canne con la palma d'oro.
___________________

In un villaggio protestante nel nord della Germania. Anni 1913-1914. La vita si presenta con i ritmi delle stagioni e con la sua monotona ripetitività. Fino a quando accade un fatto inspiegabile: il medico si frattura gravemente una spalla in seguito a una caduta da cavallo dovuta a un filo solido ma invisibile teso sul suo percorso. A raccontare gli avvenimenti è la voce di un anziano: all'epoca dei fatti era l'istitutore arrivato in loco da un paese non troppo lontano. L'attentato al medico però non resta isolato. Altri eventi si susseguiranno sotto lo sguardo attento e misterioso dei bambini delle varie famiglie.
Haneke continua lucidamente e implacabilmente la sua analisi delle relazioni tra gli esseri umani decidendo, in questa occasione, di incentrare la sua attenzione su un microcosmo che assurge a laboratorio del futuro della Germania. Grazie a un bianco e nero bergmaniano il regista austriaco costruisce un clima di opprimente attesa. Ciò che gli interessa non è la detection (scoprire chi sta all'origine degli inattesi episodi di violenza) quanto piuttosto riflettere su una società che sta ponendo a dimora i semi che il nazismo, dopo la Prima Guerra Mondiale, farà fruttificare.
Le relazioni tra gli adulti e tra questi e i bambini sono quanto di più algido e privo di un senso di umanità vera si possa concepire. Nei personaggi del Medico, del Pastore e del Barone si concretizzano tre modi di esercitare l'autorità e il sopruso (in particolare nei confronti della donna) che forniscono un modello da amare/odiare per i più piccoli. I quali finiscono con l'introiettare la violenza che domina la società, per quanto apparentemente celata dalle convenzioni. Il nastro bianco che il Pastore impone ai figli più grandi dovrebbe simboleggiare la necessità, per loro, di raggiungere una purezza che dovrebbe coincidere con l'acquisita maturità. Di fatto in quel piccolo mondo, in cui solo l'istitutore e la sua timida e consapevole innamorata, sembrano credere nella positività della vita il disprezzo domina. Non passeranno molti anni e quei nastri bianchi si trasformeranno in stelle di Davide. Ad appuntarli sul petto delle nuove vittime saranno proprio quegli ex bambini.

un fraterno saluto

Stefano
Genova

gilles garin ha detto...

Pian pianino, scopro dei blog interessanti...
Mi spiego, sono un settantenne rientrato da un piu' di un anno, in italia. Dopo 45 Anni di vita all'estero, partito come emigrato s'intende, (Svizzera-35/anni+dieci in Francia)e non mi si venga a dire, Ma perché sei tornato? ) Almeno/o solo la voglia di finire la mia vita dove sono piu' o meno nato.
Immaginate il mio sgomento, dopo aver vissuto con fierezza la mia Italianità,(a volte con vergogna)
Ma adeguandomi agli usi e costumi dei paesi di cui sono stato ospite.
Certo che seguivo piu' o meno quello che si poteva percepire dell'Italia.
Ma quello che sto vivendo, seguendo un po la politica, se politica si puo' chiamare, mi sembra di viverre un incubo quotidianamente.
Vedendo TUTTI i politici, di cui
(tranne pochissime persone)
La spudoratezza, la strafottenza, la disonestà, la meschineria, (come il pesce - puzza dalla testa)
Cosi ho pena a capire perché, quando chiedo la fattura ad un artigiano, mi sento rispondere che non puo' perché ha superato il
fatturato per l'anno in corso.
Allora mi riviene in mente, perché
ho deciso di partire.
Si, rammento che prima d'andar via, avevo un impiego, con un salario di 1/- 60.000 lire. Pero' la busta paga riportava tra 19.000 e 21.000 lire - giuste i contributi
per percepire l'assegno famigliare
del figlio che avevo già a quel tempo. Ed ero ancora fortunato, perché un altro imprenditore, non ha neanche versato i contributi.
A dir vero, a quei tempi non ci pensavo neanche, me ne sono accorto
quando ho chiesto la pernsione.
Ben mi sta... E mi ritengo ancora fortunato, vedendo quello che possono permettersi gl'imprenditori
Come in questi giorni, stile EUTELIA/AGILE/OMEGA ???
A dir vero lo sopporto con molta difficoltà, e mi chiedo, al posto di quei poveri impiegati ed operai,
come avrei potuto réagire ???
Sarà la mia età ? Ma trovo (forse)che i giovani non difendono, con molta convizione il loro avvenire.
Spero di Sbagliarmi...
Come vedete, non posto dei quesiti riguardo la giustiuia, perché quello che si sta verificando, per me é un vero e proprio COLPO DI STATO BIANCO nella quasi indifferenza della maggioranza delle persone della mia età, ma anche di molto piu' giovani di me.
Il 5 dicembre saro' a Roma - anche se trovo che queste manifestazioni dovrebbe essere impugnata adesso, immediatamente, prima che i Ddl siano presentati alle camere.
E spero che il nostro (dico ancora nnostro) Presidente, rinvii sine die, quei decreti come INCOSTITUZIONALI, anche se li si presentano di nuovo.
Almeno potremo a quel punto dire che per una volta ci ha provato, e non come il lodo alfano, sapendo
pertinamente che era INCOSTITUZIONALE.
Ringrazio il Dott. Lima per avermi permesso di sfogarmi.(senza scuse)

Anonimo ha detto...

Egr. Dott. Lima,
senza polemica alcuna, però non comprendo perchè, ad una persona che non sia un tecnico del settore, il primo esempio (fra i mille che lei ricorda in relazione ai ritardi della giustizia) è proprio quello della notifica degli atti all'avvocato: Non le viene il dubbio che in tal modo possa ingenerare ai non tecnici l'opinione che i ritardi della giustizia dipendano dal comportamento degli avvocati?
Le costava molto ricordare, anche, il secondo dei mille esempi quale, quello delle ferie dei magistrati (45 gg oltre 2 di congedo e 4 di festività soppresse) che fanno quasi due mesi.. http://www.associazionemagistrati.it/public/File/ferie_mag.pdf
Non credo che altri lavoratori possano godere di un così lungo periodo di ferie.. e la prego non mi taccia di berlusconismo: detesto qesut'ultimo in maniera viscerale.
Trovo però ingiusto l'esmepio da lei fatto.
Una buona serata

Felice Lima ha detto...

Per Anonimo delle 23.59.

Gentile Signore,

io non la taccio di Berlusconismo e Lei, per favore, eviti questa excusatio non petita, che finisce in una accusatio manifesta.

Il fatto di dire di non essere un tecnico (che sia vero o no) non le fa grazia del dovere di usare la logica come ognuno, qualunque lavoro faccia.

Ciò che Lei scrive sull'esempio delle notifiche è illogico e incoerente con ciò che io ho scritto (per dialogare è indispensabile non abusare degli argomenti dell'altro, distorcendoli a comodo).

L'esempio che ho fatto, come chiunque (e dunque anche Lei) può capire agevolmente, non colpevolizza affatto gli avvocati (ogni avvocato ha il sacrosanto diritto e sotto certi profili anche il dovere di usare gli strumenti della legge per difendere il suo assistito), ma il legislatore.

E' il legislatore che fa e lascia in vigore una legge così assurda. L'avvocato legittimamente se ne avvale.

Quanto alle ferie, si informi con chiunque abbia a che fare con i Tribunali (giudice, avvocato, cancelliere, usciere, autista, portinaio) e scoprirà:

1. che i 45 giorni di ferie sono stati voluti e previsti per gli avvocati e non per i magistrati: il periodo feriale serve agli avvocati e giustamente aggiungo io;

2. i magistrati - tutti - durante le ferie scrivono le sentenze e le ordinanze che si sono accumulate durante l'anno, perchè il carico medio di tutti è tale che non si riesce a smaltirlo nei tempi normali.

Sono in magistratura da 24 anni e non ho MAI goduto le mie ferie per intero. Riesco a rubare si e no quindici giorni di vere ferie l'anno. Poi, sempre davanti a un computer e scrivere. Dopo essere stato davanti a una montagna di carte a leggere.

La maggior parte dei magistrati desidera ardentemente che Brunetta metta i tornelli e fissi un orario di lavoro e che le ferie si riducano a 30 giorni. Ma l'ovvia conseguenza di questi provvedimenti dovrà essere che, finito l'orario di lavoro e iniziati i trenta giorni di ferie, chi s'è visto s'è visto. Dove sono arrivato alle ore tot e il giorno tot lascio. Quello che succede poi succede.

Il beato governo vuole che i processi durino due anni. Io ne ho in carico quasi 800 (ma ci sono colleghi che ne hanno in carico anche 1.600). Per farli durare due anni dovrei scrivere 400 sentenze all'anno.

Ognuno - anche chi come Lei non è di questo mestiere - pùò comprendere l'insensatezza della cosa.

Con la zstessa logica, mi aspetto una legge che dica: "D'ora in avanti gli ospedali dovranno guarire tutti i malati".

Così la nostra sanità sarà competitiva con gli standard europei.

Gentile Anonimo, è bello e giusto che ognuno parli, sia chi sa di cosa parla sia chi no. E' ancora più bello e assomiglia di più a un paese civile che chi vuole parlare di qualcosa un minimo si informi.

Pensi che figura ridicola farei io se volessi dire come si dovrebbe secondo me aggiustare l'acceleratore di particelle di Ginevra!

E' uno dei tanti guai del nostro paese: tutti si credono allenatori della nazionale e ne parlano al bar con supponenza. Fin qui nulla di male.

Il guaio è quando chi sta al potere e fa le leggi usa gli stessi strumenti del bar e il popolo gli fa la ola dallo stesso bar.

E' per questo che siamo in una non più arrestabile deriva sudamericana.

Quando succederà quello che abbiamo visto in Argentina e in Colombia, Lei potrà continuare a fare riflessioni come quelle che sto commentando, ma purtroppo nel frattempo tanti piangeranno come già oggi piangono.

Un caro saluto.

Felice Lima

P.S. - Anche io, come ha detto Lei, senza alcun intento polemico.

Felice Lima ha detto...

Aggiungo ancora un'altra considerazione.

Da quindici anni a questa parte il Governo e il Parlamento dedicano una grandissima parte del loro lavoro (a volte anche con sedute serali e notturne) a fare leggi in materia di giustizia.

La quasi totalità di queste leggi ha avuto e ha come unico scopo farla fare franca nei processi a Silvio Berlusconi e ai suoi amici (Previti e Dell'Utri).

Moltissime di queste leggi sono state dichiarate in tutto o in parte incostituzionali e la loro incostituzionalità appariva evidente anche a chi, senza rispetto dei suoi doveri verso la Costituzione, le ha fatte.

Ne elenco alcune:

- c.d. "lodo Schifani" (dichiarato incostituzionale);

- c.d. "lodo Alfano" (dichiarato incostituzionale);

- c.d. legge Cirielli (dichiarata parzialmente incostituzionale);

- c.d. legge Pecorella (dichiarata parzialmente incostituzionale);

- c.d. legge Cirami;

- indulto;

- legge che ha elevato l'età massima di pensionamento dei magistrati a 75 perchè così potesse restare in servizio un magistrato di Cassazione che dava speranze di decidere una causa che interessava a Berlusconi in maniera a lui favorevole;

- proposta di legge che eleva a 78 anni l'età massima di pensionamento dei magistrati per le stesse ragioni.

Tutte queste leggi avevano e hanno come unico scopo il perseguimento di interessi personali del capo del Governo e/o di suoi amici.

Sarebbe bello che, accanto a questo lungo elenco, si potesse fare un elenco anche piccolissimo di leggi sulla giustizia fatte nell'interesse dei cittadini.

Purtroppo questo elenco non si può fare, perchè il concetto di "riformare la giustizia" da più di quindici anni significa "fare in modo che la giustizia non funzioni così da non dare dispiaceri ai potenti".

Il tema è del tutto bipartisan, benché Silvio Berlusconi e i suoi amici lo sviluppino con una abnegazione oggettivamente insuperabile.

Unica legge fatta disinteressatamente è la c.d. riforma del processo civile che non è per nulla una riforma, ma solo un elenco di poche norme, la maggior parte delle quali inutili e/o dannose.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo delle 23,59 e prendo atto, con piacere, che Lei ha chiarito l'esempio delle notifiche agli avvocati: una domanda, se posso permettermela senza correre il rischio di essere non dico insultato (non credo che Lei lo faccia), ma replicato con durezza: non poteva subito dire che è il legislatore che permette queste assurdità e non gli operatori che altro non fanno che osservare le leggi vigenti, giuste o sbagliate che siano?
Una seconda puntualizzazione:
sospensiore feriale dei termini e ferie dei magistrati sono due cose distinte: per quelle che Lei chiama ferie degli avvocati (45 giorni) non è loro corrisposta alcuna retribuzione. A dire il vero negli ultimi mesi per la crisi sono molti gli avvocati in ferie permanenti.
Che Lei non faccia ferie è una Sua scelta (condivisibile o meno); la legge, però, consente ai magistrati di fare i 45 giorni +4 +2 di "riposo" (lo definisca come vuole), mantenendo ferma, ovviamente, la retribuzione.
Nella chiarezza della Sua replica poteva, forse, anche dire questo (ferie degli avvocati NON retribuite da alcuno).
Perdoni la marginalità della discussione su quella, più generale,bene affrontata dall'articolo.
E mi creda: non è detto che non condividendo alcune Sue opinioni debba necessariamente essere un fan di Berlusconi: lo detesto per tutto quello che fa nella vita privata e pubblica.

Felice Lima ha detto...

Per Anonimo delle 20.53.

Gentile Anonimo,

come emerge dalla lettura del Suo commento delle 20.53, Lei è un c.d. "addetto ai lavori".

Dunque, ben conosce ciò di cui stiamo parlando.

Lei mi chiede perché non abbia chiarito prima eccetera eccetera.

Non ho chiarito prima quelle cose perchè erano chiarissime.

Come ogni giurista (e quindi anche Lei) sa, in claris non fit interpretatio. O anche, se le piace di più, non fare oscura glossa a chiara lettera.

Le mie risposte sono state e sono secche (non dure), perché il Suo discorso non è solo incoerente con il problema che stiamo affrontando, ma contribuisce a questa gigantesca menzogna nella quale l’intero Paese è immerso: si lavora a non fare funzionare la giustizia e ci si finge stupiti che la giustizia non funzioni, cercando “altri” colpevoli.

Quando vuole sapere perché la giustizia non funziona, prenda tutte le leggi promulgate negli ultimi quindici anni e ne trovi una, che sia una, che sia stata fatta per fare funzionare e non per affossare la giustizia.

Tutti quelli che, come io e Lei, frequentiamo i Tribunali siamo per mestiere abituati all'uso di espedienti retorici.

Ma qui veniamo a discutere con franchezza, non a fare giochini dialettici.

Cosa dovrei rispondere a ciò che Lei scrive a proposito del fatto che lavorare durante le ferie sarebbe, come dice Lei, una mia scelta.

Come ho scritto molto chiaramente, la quasi totalità dei magistrati è costretta a usare le ferie per smaltire l'arretrato.

Sono un uomo con moglie e figli, hobby, passioni, interessi.

Non ci sarebbe un solo motivo al mondo per regalare le ferie al mio datore di lavoro se non vi fossi costretto dal modo con cui è gestita la giustizia da chi dovrebbe organizzarla (perchè come Lei saprà il DOVERE di organizzare la giustizia la legge e la Costituzione lo pongono in capo al Ministro e non ai magistrati).

Lei inoltre non risponde - perchè ovviamente non può farlo - all'osservazione decisiva che Le ho fatto: a noi magistrati sta bene avere i tornelli e il cartellino segnatempo, avere otto ore di lavoro al giorno come ogni bravo impiegato e 30 giorni di ferie.

Per favore, si batta per ottenerci questa cosa. Sarebbe una pacchia. Io arrivo in ufficio alle 8.00 del mattino. Alle 16.00 (o alle 17.00 ipotizzando un'ora di pausa pranzo) sarei fuori e non penserei più a niente.

E per trenta giorni all'anno me ne andrei al mare senza pensieri.

Sarebbe una vera pacchia.

Purtroppo il ministro Brunetta, che si è autodefinito "La Lorella Cuccarini del Governo" (sue parole testuali), quando "minaccia" i tornelli ai magistrati mente sapendo di mentire e dunque, purtroppo, non c'è speranza che un giorno noi si lavori come tutti gli altri, con orari umani.

Io - come altri - faccio il magistrato come professione con la quale mi guadagno da vivere e "campo la famiglia" e, dal punto di vista del mio interesse personale, non me ne frega proprio nulla di tutte le leggi ad personam che occupano da circa quindici anni tutte le giornate di lavoro del Governo e del Parlamento.

Se il Governo decide che dobbiamo buttare al macero alcune migliaia di processi, lo faremo. Che problema c'è.

Se al Parlamento fa piacere che un extracomunitario che si permette di sbarcare nudo sulle coste sicule finisca in galera e Tanzi, invece, se ne stia comodo in una delle sue ville milionarie, a me che me ne importa?

Perchè dovrei essere io a risolvere i problemi che il Governa per un verso non vuole risolvere e per altro verso addirittura si impegna a creare?

Io sono un impiegato.

Il 27 prenderò comunque lo stesso stipendio. Qualunque sia la legge che devo applicare. Giusta o ingiusta. Sensata o del tutto insensata.

Contenti voi (intesi come cittadini) ...

(continua nel commento successivo)

Felice Lima ha detto...

(prosegue dal commento precedente)

Quello che è del tutto insensato è che il potere da anni lavori a non fare funzionare la giustizia e per nascondere questa evidenza mi si venga a dire che il problema sono le nostre ferie.

Fate pure ciò che vi pare delle nostre ferie. Fate ciò che vi pare di qualunque cosa che riguardi la giustizia.

Quando mi stuferò del tutto, farò quello che con molta eleganza suggerisce Lei.

Arrivate le ferie (di un giorno, di trenta o di cento) e venuta la sera, spegnerò il computer e me ne andrò a fare le mie cose.

Come, stando alla logica dei discorsi che abbiamo fatto, avrebbero fatto bene a fare Livatino, Borsellino, Falcone, Ciaccio Montalto, Saetta, Scopelliti, Alessandrini, Amato, Galli, Costa, Caccia, Terranova e un'altra settantina di noi. Felicemente morti ammazzati con tanti giorni di ferie non godute "per scelta". Mentre altri frequentavano mafiosi assassini che oggi definiscono "eroi".

Basta prendere un po' di dati Istat sui nostri carichi di lavoro e sulla nostra produttività per capire quanto sia puramente e semplicemente ridicolo credere che la durata dei processi possa essere abbreviata riducendo le nostre ferie.

Oppure, come ha fatto il Governo con la recente c.d. riforma della procedura civile, decidendo che le motivazioni delle sentenze devono essere più corte (come se il problema nel fare una sentenza non fosse studiare dieci chili di carte e un bel po' di questioni di fatto e di diritto, ma scrivere ciò che si è deciso e perché).

Dopo di che, è ovvio (e l’ho scritto in mille posti e in mille modi) che anche fra i magistrati ci sono pessime persone. Lavativi, corrotti, disonesti, incompetenti. In misura percentualmente uguale a quanti ce ne sono in tutte le professioni.

Ma non è questo il problema.

Non si migliora l’efficienza della giustizia dicendo che i magistrati fanno schifo. Come non la si migliora dicendo che gli avvocati sono manigoldi. Come non si risolvono i problemi della sanità insultando i medici e quelli della scuola insultando gli insegnati.

Io non mi sono candidato a nulla, non mi sono fatto eleggere in Parlamento e non mi sono messo né ho messo i miei amici al Governo del Paese.

E’ chi sta al Governo – per sua scelta – e – sempre per sua scelta – fa le leggi che deve organizzare il Paese.

Insultare gli altri non risolve i problemi.

Felice Lima

P.S. - E basta, per favore, con questo essere berlusconiani o antiberlusconiani. E' un'altra - l'ennesima - mistificazione. Qui non è in discussione Berlusconi. Qui è in discussione l'esistenza stessa di uno Stato. Il suo essere un valore in sé per il bene del Paese o, invece, una delle tante cose da derubare e demolire per l'interesse privato di questo o di quello.

Francamente, rispetto a questo, chissenefrega di Berlusconi, di Violante, di D'Alema o di chicchessia.