«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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mercoledì 24 febbraio 2010

Un po' di musica


Per iniziativa di una nota casa discografica compaiono nei negozi le riedizioni in vinile delle opere di Fabrizio De Andrè.

Tra le ultime uscite l'album “Storia di un impiegato”.

Alla fine del lato A - nostalgia, eh? - un brano dal titolo “Sogno numero due” la cui ultima strofa suona:

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?

Vuoi essere assolto o condannato?




Era il 1973.


21 commenti:

Vittorio Ferraro ha detto...

"... per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti."

Molta nostalgia...

Anonimo ha detto...

Marcel Proust in qualche capitolo della "Recherche" , scrisse(vado a memoria ovviamente) che il dramma della Giustizia è che quasi mai il criminale viene condannato per i veri crimini che ha commesso... La famosa condanna negli Stati Uniti degli anni 30 di un criminale come Al Capone per "evasione fiscale " sembrerebbe confermare la diagnosi di Proust . Ma per un altro verso l'importante è Al Capone che fu comunque conannato!

Besugo ha detto...

sogno numero due.

siu ha detto...

Pochi -forse nessuno- sono stati capaci quanto Fabrizio di guardare così lontano; e nello stesso tempo così vicino, cioè dentro l'animo umano.
Nostalgia, sì. Profonda,incazzata, dolorosa.

Anonimo ha detto...

La strofa della canzone di De Andrè pone un quesito imbecille : nessun potere vorrebbe mai essere condannato per i suoi crimini . Il primo grave osceno e criminale errore consiste nel consentire l'insediamento di un potere che possa permettersi di commettere crimini . La vera tragedia della società sta proprio in questa acquiscenza criminale al potere (che senza controllo è di per sé stesso votato alla corruzione delinquenziale) e/o ai delinquenti che salgono al potere.
Marcel Proust nella "Recherche" scrive che il dramma della giustizia sta nel fatto (vado a memoria ovviamente)che quasi mai l'accusato viene condannato per i crimini che ha davvero commesso..La vicenda di Al Capone che negli Stati Uniti degli anni 30 fu alla fine condannato per evasione fiscale è istruttiva . Possiamo consolarci col fatto alla fine almeno fu condannato : cosa sarebbero gli Stati Uniti oggi se non fossero riusciti a condannare Al Capone? Non somiglierebbero forse a paesi da cui si scappa più che cercare di immigrarvi ? lascio ai lettori del post trarre le conseguenze di queste considerazioni... Maria Cristina

Besugo ha detto...

Alla cortese Maria Cristina.
Mi permetto di consigliarle la visione del film "Changeling" (regia di Clint Eastwood), ove si narra la storia di una donna sola (Angelina Jolie) che lotta contro il Potere corrotto.
I fatti si svolgono nella città di Los Angeles, alla fine degli anni '20.
Sconcertante e per molti versi illuminante, la predica del pastore
della chiesa presbiteriana (John Malkovich).

Un cordiale saluto
Stefano

Emergenza Democratica ha detto...

"SE" E "PERCHE'"?...

Vi ricordate il nostro post di venedi 19 febbraio scorso, dal titolo "MA VI RITENETE NORMALI'?", dove parlavamo della "POLITICA VERA", quella con la "P" maiuscola, come di una "MISSIONE"?
Abbiamo sentito e sentiamo dire in giro, più come una "SCUSA" però che non con effettiva convinzione, che dare "TROPPI SOLDI" a chi fa "POLITICA" serve (anzi servirebbe) anche ad evitare o perlomeno a limitare i casi di possibili "CORRUZIONI"...

AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH! AH!...

Scusate, scusate davvero, ma visto quello che succede qui in Italia continuamente ormai da non sappiamo più quanto tempo, non ce l'abbiamo fatta a trattenere le risate... scusate!

Ma poi in ogni caso, se veramente i casi di "CORRUZIONE" sono la netta "MINORANZA" (come dicono "LORO") e se invece i "POLITICANTI PARTITICIZZATI" in "BUONAFEDE" sono "TANTISSIMI" (ancora a sentir "LORO"), allora perché "TUTTI" quelli in "BUONAFEDE" (che dovrebbero essere la stragrande "MAGGIORANZA", sempre a sentir "LORO") che guardano alla "POLITICA" come ad una "MISSIONE", non sono "MAI" riusciti ad abbassare gli "SCONCI" ed "INGIUSTI" guadagni di "TROPPI SOLDI" di cui beneficiano?
Dipenderà forse dal fatto, come scrivevamo nel post di giovedi 18 febbraio, che appena i "POLITICANTI" vengono eletti, passano automaticamente ad un livello "SUPERIORE" di guadagni, ovvero se prima capivano i veri problemi della gente "COMUNE", adesso che guadagnano dalle cinque alle trenta volte quello che guadagna un "NORMALE" cittadino (come i "PRE-POTENTI" di altre "CASTE" con cui ora intrattengono stretti rapporti), certi problemi non sono più "PRIORITARI" per la loro "NUOVA MORALE", li mettono sotto al mucchio e li rimandano sine die?
Qualcuno dei "TANTISSIMI" in "BUONAFEDE" ci spiega gentilmente, secondo la propria "COSCIENZA" (ammesso che ne abbia una), invece "SE" e "PERCHE'" non è e non è "MAI" stato così?
Grazie...

Emergenza Democratica ha detto...

E SAREMMO NOI GLI "ILLUSI"?...
C'è chi afferma che la nostra "STRATEGIA" di voler spingere i cittadini a scendere in "MASSA" nelle piazze, senza "BANDIERE" e "COLORI", e senza divagare su "MILLE" altri argomenti, per chiedere di ridurre "DRASTICAMENTE" i "TROPPI SOLDI" dei signori "PRE-POTENTI" in "MALAFEDE" (di qualunque "CASTA" o "SISTEMA" facciano parte, compresi quindi i "POLITICANTI PARTITICIZZATI"), ridistribuendoli poi in maniera "GIUSTA" per il bene della "COLLETTIVITA'" e quindi, con questo, risolvendo "TUTTI" gli altri problemi, è solo pura e semplice "ILLUSIONE", dal momento che non è questo "IL" problema.
Ah sì!? Forse...

Però non abbiamo forse anche "DIMOSTRATO" cento volte, scrivendolo e "ARGOMENTANDOLO" qui sul blog (leggere per credere), che in Italia i signori "POLITICANTI PARTITICIZZATI" sono, purtroppo nella stragrande "MAGGIORANZA", in "MALAFEDE", interessati praticamente solo ed esclusivamente ai loro "TROPPI SOLDI"?
E che quindi, nell'attuale "TRAGICA" situazione in cui versa il Paese, provare a unire in piazza "MILIONI" di cittadini per chiedere di ridurre "DRASTICAMENTE" proprio i "TROPPI SOLDI" dei signori "POLITICANTI PARTITICIZZATI" servirebbe perlomeno a distinguere chi, fra loro, fa "POLITICA" in "BUONAFEDE" da chi fa "politica" in "MALAFEDE"?
Oppure è solo una pretesa da "ILLUSI"?

Ma allora, oltre ai soliti "MILLE" argomenti del loro "DIVIDE ET IMPERA", credere a quello che "PREDICANO" da "SEMPRE" i signori "POLITICANTI PARTITICIZZATI" (in "BUONAFEDE" o in "MALAFEDE"), ossia che bisogna modificare l'"ETICA" della politica (quella con la "p" minuscola) in modo da farla diventare "POLITICA" (con la "P" maiuscola), sperando che si possa operare su un cambiamento in positivo della "MORALITA'" di ogni singolo "POLITICANTE PARTITICIZZATO" (purché non si abbassino i suoi "TROPPI SOLDI", ovviamente!!!), come la vogliamo considerare: "IR-REALTA'" oppure vera "UTOPIA"?...

Anonimo ha detto...

Grande Faber.
Mi risuonano nell'orecchio le parole del ministro Alfano, anzi la lezioncina...che" il Magistrato è soggetto solo alla legge e le leggi, è bene ribadire, le fa il Parlamento (segue sorrisino compiaciuto)".
Alessandra

Anonimo ha detto...

De André ha saputo descrivere meglio di chiunque altro i giudici, anche nelle loro dimensione e nelle loro motivazioni più profonde: perché non ricordare anche "il gorilla" (da brassens), e "un giudice" (da lee masters)?

La Redazione ha detto...

Nel farlo ha descritto l'uomo.

Perché il "giudice" non scende da Marte.

E' come la legge (cioè il potere) vuole che sia.

Dipende solo dalle norme se è indipendente o servo.

Con tutto il rispetto per i "nani".

L'augurio che rivolgiamo sempre ai colleghi nel periodo natalizio è questo:

"Nesun giudice di buona fede ricuserà l'augurio di ricevere giustizia per come egli stesso l'ha dispensata agli altri".

Anonimo ha detto...

Giustizia&Impunità | Peter Gomez

Ci pensa la procura di Roma

24 febbraio 2010

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2444643&yy=2010&mm=02&dd=24&title=ci_pensa_la_procura_di_roma

Anonimo ha detto...

x la redazione:
no, non "dipende solo dalle norme se è indipendente o servo".
Altrimenti non si spiegherebbe perchè a parità di norme ci sono alcuni giudici indipendenti e altri servi.
Dipende dalla moralità della persona e della società. Se la corruzione permea tutti i poteri dello stato, anche la magistratura non ne sarà immune.
Ma è una precisa scelta del singolo quella di essere parte di un determinato sistema di favori, collusioni, coperture.
Il comunicato dell'Anm ha chiaramente mostrato che la "scelta" della magistratura è quella di non toccare questo sistema di potere. Se la maggioranza dei magistrati si opponesse a questo le cose cambierebbero. Ma così non è perchè evidentemente anche nella magistratura, come nelle istituzioni, il livello di corruzione è evidentemente divenuto troppo elevato.
Il magistrato, come tutti gli esseri umani ha la responsabilità personale delle proprie scelte. Non "è come la legge o il potere vuole che sia".

La Redazione ha detto...

Se la legge fosse quella cantata dal Poeta, sarebbe inutile appellarsi all'etica individuale.

Chiunque vi si ribellasse sarebbe spazzato via.

Un quadro di garanzie di effettiva indipendenza riduce drasticamente - senza eliminarlo - il rischio che un giudice non sia tale.

Anonimo ha detto...

Ma a me pare il problema sia come la magistratura "ha scelto" di essere piuttosto che come le hanno imposto di essere.
Qualcuno ha imposto per legge ad Achille Toro di fare ciò che fa? Qualcuno ha imposto per legge all'Anm di difendere chi al suo interno delinque? (E non è questo il primo caso.)
Hanno o non hanno scelto liberamente i magistrati di non sostenere o meglio di colpire de Magistris per proteggere pezzi della politica e della magistratura stessa?
E' forse la legge a imporre ai magistrati di fare favori a gruppi di potere?
LE garanzie del'indipendenza sono necessarie ma non bastano.
Il magistrato che delinque continuerà a farlo. Il magistrato che risponde a logiche di appartenenza e di favori piuttosto che alla legge, non sarebbe diverso se l'indipendenza fosse garantita.
L'indipendenza non coincide con l'onestà. Qui i magistrati devono assumersi la responsabilità delle loro azioni singolarmente e collettivamente. Non basta nascondersi dietro la legge.

Anonimo ha detto...

Perdonatemi, ma ritengo che non siano le sole indipendenza ed autonomia a fare del magistrato un libero servitore delo Stato. Occorrerebbero ulteriori elementi che, allo stato, vanno ricercati nella coscienza di ognuno di essi; mi riferisco all'alto senso di responsabilità, alla consapevolezza della delicatezza del proprio ruolo; alla umiltà di chi è cosciente dei propri limiti. A volte, anche a causa della moltitudine dei procedimenti da trattare, la funzione si esaurisce nell'esercizio di un potere o nell'offerta di un servizio. Guai se il Giudice si credesse infallibile!

La Redazione ha detto...

Infatti, quando qualche magistrato viene "spazzato via" senza che se ne comprendano le ragioni, dovrebbe scattare un serio allarme presso tutti i cittadini.

Sono loro i custodi dell'indipendenza dei magistrati come persone.

Quella della "magistratura", intesa come categoria, non è mai in concreto pericolo.

Chi ha fequentato questo luogo lo sa.

Anonimo ha detto...

Il fatto che parte della magistratura sia corrotta, non ha niente a che vedere con l'indipendenza. E' delinquenza e basta.

Se non riuscite ad ammettere questo, ho paura che ci sia un grave problema.

Cinzia ha detto...

Questo è decisamente l'album più rivoluzionatio che Faber ha scritto e, secondo me, politicamente il più bello.

Concordo con l'anonimo delle 12.48.
Il Magistrato è parte del potere ed ha una coscienza personale alla quale risponde.
Questo Faber lo sapeva bene e non ha mai fatto sconti nel descriverene il ruolo (ricordate ad esempio il gorilla :).
Un ruolo che può essere di garante dell'indipendenza, ma anche un pericoloso ruolo di casta.
Ed è proprio in bilico su questo filo sottile che si esprime tutta la libera coscienza dell'uomo -magistrato o no- di essere servo del potere o indipendente difensore dei diritti di giustizia.

La Redazione ha detto...

All'anonimo delle 14,44.

L'indipendenza, almeno, consente di scegliere.

Un corrotto "indipendente" è quanto di peggio.

Ma senza indipendenza la corruzione avrebbe campo libero.

Anonimo ha detto...

... a proposito di indipendenza, responsabilità personale dei magistrati ed equilibrio dei poteri ....
http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=62481