«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 22 aprile 2010

Il complotto per fermare De Magistris


di Antonio Massari

da il Fatto Quotidiano del 20 aprile 2010

L'inchiesta è chiusa e l’ipotesi del complotto resta in piedi: l’avocazione di “Why Not” e la revoca di “Poseidone”, entrambe sottratte all’ex pm napoletano Luigi De Magistris, erano illecite. De Magistris, quindi, avrebbe dovuto continuare a indagare.

Lo scrive la Procura di Salerno nell’atto che chiude l’inchiesta: dodici indagati. Più della metà sono nomi eccellenti: il senatore del Pdl Giancarlo Pittelli, ben sei magistrati di Catanzaro, l’ex sottosegretario di governo Giuseppe Galati (Udc). E a questo punto c’è da chiedersi se a Salerno siano impazziti. Oppure se – al contrario – qualcuno, a partire dai componenti del Csm, debba offrire le proprie scuse per aver punito - nell’ordine - Luigi De Magistris,
l’ex capo della Procura salernitana Luigi Apicella e i due pm che avevano iniziato l’inchiesta, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Oggi il capo della Procura di Salerno si chiama Franco Roberti, ha diretto per quattro anni la Dda di Napoli, sferrando attacchi durissimi al clan dei Casalesi (e non solo).
I pm che hanno concluso l’inchiesta al posto di Nuzzi e Verasani si chiamano Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella. E nell’atto che hanno firmato ipotizzano un reato gravissimo: la corruzione in atti giudiziari.


Nella ricostruzione dell’accusa, a beneficiare della revoca di Poseidone – ’inchiesta condotta da De Magistris sull’utilizzo dei fondi pubblici e sull’inquinamento ambientale – furono Pittelli e Galati. Che negli atti, però, non compaiono soltanto come “beneficiari”, ma anche come “istigatori” delle “condotte illecite” dei magistrati Mariano Lombardi e Salvatore Murone, rispettivamente ex capo della Procura di Catanzaro e attuale procuratore aggiunto. Fu Lombardi a revocare l’inchiesta all’ex pm, dopo che questi aveva iscritto nel registro degli indagati Pittelli, senza informare il suo capo, “legato da ventennale amicizia” con il senatore del Pdl. E per questa secretazione – avvenuta con l’atto firmato dal pm e blindato in cassaforte – De Magistris fu anche punito dal Csm. Oggi negli atti si legge che quella scelta fu motivata soltanto da “esigenze investigative”. Al contrario, fu proprio la revoca, eseguita da Lombardi “d’intesa” con Murone, a essere giudicata illecita. La conseguenza: “L’inevitabile stagnazione delle attività istruttorie in corso” così da “favorire le persone implicate nelle indagini, in particolare Pittelli e Galati i quali, in un più ampio contesto corruttivo (…) s’erano adoperati per far ricevere sia a Lombardi, sia suo figlio Pierpaolo Greco (anch’egli indagato, ndr), denaro o altre utilità”. E la corruzione in atti giudiziari compare anche nell’avocazione dell’inchiesta “Why Not”. Il 19 ottobre 2007 l’inchiesta fu sottratta a De Magistris dall’avvocato generale Dolcino Favi.
All’epoca era il reggente della procura. Motivo dell’avocazione: l’ex pm aveva iscritto nel registro degli indagati l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella (poi archiviato), mentre quest’ultimo avviava un’indagine disciplinare sullo stesso De Magistris. Si profilò così – secondo Favi – un “conflitto d’interessi ” tra il pm e l’indagato. “Conflitto d’interessi” che non s’è mai verificato, visto che la procura scrive che “veniva attestata, in un atto pubblico, una situazione contraria al vero”. E anche in questo caso, successivamente all’avocazione, l’inchiesta veniva penalizzata. “Parcellizzata”, scrivono gli inquirenti, visto che “Why Not” fu divisa in più filoni.
Per questo reato sono indagati – oltre Pittelli, Murone e Lom-bardi – anche Favi e Antonio Saladino, all’epoca il principale accusato, nell’inchiesta “Why Not”. Indagati per favoreggiamento, rifiuto e omissione in atti d’ufficio, infine, l’ex procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, il suoi sostituti Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, il pm della Dda Lorenzo Curcio. Rifiutarono di consegnare agli ex titolari dell’inchiesta – Apicella, Nuzzi e Verasani – atti che erano utili all’indagine. Fu per questo che la Procura di Salerno, all’epoca, decise la perquisizione e il sequestro negli uffici di Catanzaro. Si parlò di “scontro tra procure” mentre, al contrario, si cercava soltanto di portare a termine un’indagine. Che è stata chiusa pochi giorni fa. Confermando l’impianto accusatorio dei pm salernitani che il Csm, dopo Luigi De Magistris, decise di punire e trasferire.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Già una mezza dozzina di sentenze ci hanno spiegato che De Magistris e i Giudici di Salerno agirono legittimamente e ora ciò ci è confermato un'altra volta e in maniera eclatante con il disposto oggetto di questo articolo. Ora siamo di fronte ad un bivio. O il CSM, l'ANM e le più alte istanze dello Stato fanno intendere la loro voce e ristabiliscono i fatti, ridando ai cittadini una giustificata fiducia nelle istituzioni, fiducia che stanno per perdere, o altrimenti si potrà concludere in maniera definitiva che la Costituzione , come fu scritta e non come fu pensata, non si è dimostrata atta a tutelare i diritti dei cittadini e a permettere il corretto funzionamento di uno stato che si possa considerare democratico.
Ora di fronte a un gruppo di persone che difendono strenuamente, ma staticamente, l'attuale testo costituzionale, altri che per decenni poco si son curati di rispettare questo sacro testo ora si accingono, per scopi non chiari, ad ulteriormente adattare il testo costituzionale ai loro interessi e alle loro esigenze. Niente si potrà fare di positivo se non si troverà il modo di dare al cittadino l'autorità diretta di giudicare e sanzionare i comportamenti di coloro i quali sono stati designati per, o hanno la missione di, gestire la cosa pubblica.

Anonimo ha detto...

più che chiedere scusa..sarebbe il caso di fare una seria riflessione.
La notizia, inoltre, importantissima, non trova grande risalto nei giornali.
Avv. giovanna bellizzi

astronik ha detto...

Confesso che in questo guazzabuglio comincio a perdermi.... ma la sensazione che abbiano voluto stoppare De Magistris è sempre viva.......

francesco Grasso ha detto...

SCUSE? Dubito. Chi dovrebbe chiederle vive e si muove su piani diversi da chi dimostra queta realtà per la quale le scuse sono doverose.
Peraltro questa realtà era palese fin dal primo momento, da sempre!
CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI,
reato ancorchè gravissimo e severamente punito,oltremodo disgustoso. Scrive sempre le pagine peggiori nella storia della giustizia.
Reato diffuso,assolutamente imperseguibile,nella sostanza imperseguito. Le rare eccezzioni sono sempre effetti di scontri titanici tra poteri enormi,lividi, senza limiti e confini soprattutto in campo morale.

Anonimo ha detto...

In tutto ciò che si legge oltre ad amare riflessioni e vergogna verso un sistema mal funzionante mi viene da esprimere piena solidarietà alla Nuzzi che più volte si è imbattuta in situazioni analoghe "vedesi politici locali".Questo però non vuol dire che tizio ha ragione o caio ha torto solo che si dovrebbe far luce su tutto e punire chi ha le responsabilità (certo a mio avviso chi amministra la legge dovrebbe pagare i doppio)ma basta che si fa luce visto poi il susseguirsi di eventi dopo i fatti.Da cittadino non posso pensare che chi veste la toga non la merita e chi mi amministra è traditore.Cordialmente jaky

Anonimo ha detto...

Seguito:
"Ora siamo di fronte ad un bivio. O il CSM, l'ANM e le più alte istanze dello Stato fanno intendere la loro voce e ristabiliscono i fatti, ridando ai cittadini una giustificata fiducia nelle istituzioni, fiducia che stanno per perdere, o altrimenti si potrà concludere in maniera definitiva che la Costituzione , come fu scritta e non come fu pensata, non si è dimostrata atta a tutelare i diritti dei cittadini e a permettere il corretto funzionamento di uno stato che si possa considerare democratico"
Abbiamo la risposta: le istituzioni oggi per bocca di Napolitano hanno fatto intendere la loro voce.
Possiamo star tranquilli.

Anonimo ha detto...

Recita l’art. 1 della nostra Costituzione “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” ma purtroppo, e qui ammetto di non essere troppo ottimista, dallo sbarco americano in Sicilia, passando da Portella delle Ginestre, un breve e comodo volo con Mattei, quattro passi a Piazza Fontana, un viaggetto riposante sull’Italicus magari fermandoci a Roma giusto per una visita di cortesia allo IOR da Mons. Marcinkus , una bella seduta spiritica alla bolognese, una fermata irrinunciabile da Gelli a Castiglion Fibocchi, un’altra obbligatoria alla stazione di Bologna e perché no una passeggiata a Londra sul ponte dei frati neri o forse meglio sotto, fino ad arrivare, passando da Capaci e Via D’Amelio ai nostri giorni, la nostra povera Italia è divenuta una Armadio poco democratico fondato sugli scheletri in esso contenuti.
La costituzione, la giustizia, la verità, la logica, il buon senso, la famosa diligenza del buon padre di famiglia chissà che fine hanno fatto nel nostro paese!!!
Le leggi ci sono, ma sembra che siano rivolte solo ai poveri cristi, gli altri le interpretano, le stravolgono, le aggirano e se proprio non possono farlo le cambiano a loro favore.
Conoscere, approfondire, informare e informarsi, dibattere insomma farsi promotori di cultura è forse l’unico mezzo che ci è rimasto per combattere questa deriva nefasta.
De Magistris, la Forleo e tanti altri pagano e continueranno a pagare nell’indifferenza generale, vittime di un sistema che trae forza dell’ignoranza della gente e da un sistema mediatico che non fa altro che alimentarla.

Mauro C ha detto...

Condivido la pietosa analisi di Anonimo, 30 aprile 2010 18.21...

Meno male che - a quanto pare - De Magistris "appare" in...buona salute. Non si può dire lo stesso della Forleo e forse nemmeno
dell'ex PG Dragotto...che ha riaperto il blog (Temi Nera), ma con scarso successo. Eppure l'ironia dovrebbe essere salutare e accolta, specie in questi ambiti. Anche qui succede di "confortare", come sempre, il vincitore?

Basti leggere di seguito cosa scriveva uno di questi, sul blog di Gramellini (laddove l'indignazione verso il governo si manifesta ed è in crescita esponenziale, ed è già qualcosa!) e per cui doverosamente ho dovuto replicare, così: X monocolo con fetta di prosciutto 26/2/2010 12:19 " lui i soldi ce l’ha e non li deve rubare"? "W. Silvio abbasso Pertini "...?-----1) Perché "Da quando le società esistono, un governo, per forza di cose, è sempre stato un contratto d'assicurazione concluso fra i ricchi contro i poveri."; Perché "Le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano, mentre le piccole ci restano impigliate."; Perché "La burocrazia è un meccanismo gigante mosso da pigmei."(appunto!). Si vede che la Corte Suprema ha "nostalgia canaglia" del Carnevale...: la SS UU dal 2004 (?) ha sancito che le sentenze si posso criticare, se sei o hai un Ghedini che la sa lunga(il dum
pendet, rendet!) la si può cassare; mentre, la SS CC conferma solo condanne di poveracci da gratuito patrocinio spettante(sulla carta?) e rigetta ricorsi della PA specie se contro avv. maestri del cavillo! 2) Pertini t'avrebbe perdonato. Maurizio, 26/2/2010 15:58, credo di no! 18:25 Binocolo Trasparente

Anonimo ha detto...

Il Riesame di Salerno prima, la Procura di Perugia poi e infine la rinnovata Procura di Salerno diretta attualmente dal dott. Roberti hanno confermato il legale e corretto operato del Procuratore Apicella oggi in pensione, della dott.ssa Gabriella Nuzzi e del dott Luigi Verasani , quest’ultimi puniti con il trasferimento a centinaia di chilometri di distanza da Salerno e con lo strappo delle funzioni per quella che fu allora falsamente definita guerra tra le Procure Salerno-Catanzaro. Oggi la Verità è venuta a galla, conosciamo con chiarezza i nomi degli inquirenti e degli inquisiti e mi fermo qui, non aggiungo altro. E allora che significa questo silenzio delle Istituzioni, questa indifferenza di fronte a tanta ingiustizia? Voglio ancora credere nella Legge, nei Valori della vita, nella buona fede del mio amatissimo Presidente Napolitano, in quella del Ministro della Giustizia dr. Alfano, nel CSM, massima autorità competente. Cosa si aspetta ancora? Uno Stato degno di questo nome, di fronte alla corruzione dilagante in Italia, ai tanti delinquenti che occupano indegnamente, a volte senza meriti culturali e professionali posizioni di prestigio a tutti i livelli istituzionali dovrebbe, anzi avrebbe dovuto già non chiedere scusa ma provvedere subito a reintegrare nella loro sede e nelle loro funzioni questi esiliati degnissimi ed incorruttibili suoi servitori. Avrebbe dovuto sostenerli, premiarli, additarli come esempio. Non hanno peccato di protagonismo come si è voluto falsamente far credere ma hanno fatto esclusivamente il loro dovere di PM. Dietro il silenzio di questi magistrati puniti ingiustamente ci sono affetti, sentimenti, lacrime di figli innocenti non sempre asciugate, a volte messi in secondo ordine per compiere il loro dovere, ci sono notti insonni trascorse a leggere faldoni infiniti, ci sono quelle 1400 pagine che grondano sudore, privazioni, orgoglio di appartenere allo Stato. Ma lo Stato dov’è? Io voglio una risposta da chi di dovere.
Anna Chiara Nappi

Anonimo ha detto...

Per la Signora Angela Chiara Nappi.
Lo Stato c'è ed è potentissimo, ma non è lo Stato così come lei lo desidererebbe. Lei vuole delle risposte da questo Stato, ma le risposte che lei desidera non le avrà mai perchè questo stato ha il potere o di non risponderle o di fornirle delle risposte certamente per lei non gradite.
Esiste una risposta, ma essa è talmente indigesta e apre davanti a noi tali sinistri orizzonti che noi non possiamo accettarla: la nostra costituzione non è stata concepita in modo tale da evitare gli attuali malanni e anzi essa li ha permessi. I nostri padri costituenti, togliendo al popolo ogni reale potere di inchiesta e sanzione e devolvendo simili poteri ad una "rappresentanza" e alle istituzioni supposte realizzare l'equilibrio dei poteri, mai avrebbero potuto immaginare, o almeno spero che non lo immaginassero, che fra rappresentanze e istituzioni si sarebbe creata una fitta rete di interessi tali da creare al sommo del potere una sola "società" con fini e interessi propri.
Accettare la sinistra realtà che la casta ha ridotto con un processo irreversibile,assolutamente irreversibile, la costituzione ad un colabrodo ci può indurre a porci la domanda: "che fare?". E come accade nei malanni veramente seri a questa domanda purtroppo si deve rispondere che non esistono buone soluzioni o almeno delle soluzioni che si possano considerare indolori.
In queste condizioni siamo in molti ad arretrarci di fronte ad una realtà che ci ripugna e dunque pensiamo di non poter fare altro che indignarci e "auspicare".

francesca cenerelli ha detto...

Anche a me dispiace che, dopo tanto discredito, gli esiti di questa vicenda conclusasi con il riscatto del lavoro di De Magistris non abbiano giusta luce in fatto di informazione.
Ma c'è chi dice che non bisogna parlare nè scrivere nè fare film sulle questioni di mafia, forse, più in generale, di corruzione.
Ho letto con grande interesse il libro di Massari sul caso de Magistris. I libri devono esistere, e si deve assolutamente parlare di ciò che accade in Italia.
bello il blog di Francesco Grasso!

Anonimo ha detto...

Qualche giorno fa scrivevo su questo blog dell’indifferenza generale e dell’ignoranza da cui trae forza questo sistema malato e dopo gli eventi di questi giorni ne sono sempre più convinto.
Chissà se il nostro Ministro della Giustizia sta già pensando a Perugia……….
Non è per mettere le mani avanti, ma i nomi che saltano fuori fanno presagire tempesta……….
Il meteo-giustizia prevede una brutta perturbazione in arrivo che, al contrario di ciò che comporterebbe la meteorologia classica, rischia di provocare un notevolissimo aumento della temperatura.
Speriamo non si allunghi la già piuttosto nutrita lista di proscrizione anche se in alternativa si potrebbe delineare un bel legittimo impedimento (cosa che dovrebbe essere scongiurata viste le quanto mai opportune recentissime dimissioni )e d'altronde i recenti scontri istituzionali hanno creato forti imbarazzi tra i loro rappresentanti al punto che si preferisce smussare gli angoli cercando di salvare la faccia piuttosto che affrontare i problemi.
Tutto ciò rappresenta la debolezza endemica di un sistema che, di fronte all’arroganza, preferisce piegarsi e nascondere, con spericolate e improbabili interpretazioni giuridiche, la testa sotto la sabbia e con essa la verità.
Un sano, leale e pacato confronto tra le istituzioni è sempre auspicabile a patto però che non si baratti la comoda e felice convivenza con l’innata propensione del potere al prevaricamento dei diritti.
Ed è proprio in questo contesto che trovano spiegazione le decisioni del CSM ( si piega la testa per il quieto buon vivere) e tantomeno si possono immaginare in tempi brevi auspicabili ripensamenti che potrebbero mettere a rischio la quirinalizia pace istituzionale.
Non vorrei mettere in mezzo il nostro povero Presidente ma non si può inseguire la pax istituzionale a dispetto di tutto, è un prezzo troppo alto da pagare e senza alcun dubbio poco ha a che vedere con la verità e la giustizia l’unico faro che dovrebbe guidare il buon senso di tutti.
Meglio riflettere su questo.

clementina forleo ha detto...

Sull'argomento mi permetto di segnalare un post apparso il 26 aprile sul blog di Carlo Vulpio, con relativi commenti.
Ciò al fine di un utile confronto nonchè al fine di evidenziare circostanze e personaggi mai emersi - mediaticamente - nella vicenda trattata e in altre parallele.
Ho tentato di scrivere questo mio intervento già dal 28 aprile ma evidentemente per un errore tecnico non è stato pubblicato.
Ringrazio.

Clementina Forleo

francesca cenerelli ha detto...

@ Clementina Forleo: posso cogliere l'occasione di questo blog per esprimere la mia ammirazione nei Suoi confronti? grazie anche per la segnalazione del blog di Vulpio.

Anonimo ha detto...

Buonasera, da giovane vedevo i Pm come de magistris come delle icone di un mio ideale di giustizia. crescendo ho capito quanto narcisismo ci sia nel lamento di un pm che si descrive come vittima di un sistema "malvagio". Ho capito sopratutto quanto infinitamente più grave sia per un semplice cittadino essere vittima, per davvero, del meccanismo infernale della giustizia, scoprire l'uso strumentale degli strumenti processuali da parte dei pm, l'irresponsabile circuito mediatico giudiziario, cui il pm è parte integrante, scoprire che quasi tutti i pm non mirano ad accertare una verità guardando a 360 gradi ma mirano perlopiù a sostenere una propria tesi accusatoria senza tenere in alcuna considerazione le circostanze favorevoli agli indagati, scoprire come funziona il rapporto tra pm e polizia giudiziaria, scoprire come in fin dei conti il processo sia già la pena peggiore per qualunque malcapitato di turno. sono diventato un garantista, vero. e sono diventato profondamente diffidente da i pm "antisistema". non perchè non vi sia del vero in alcune vicende di cui si parla ma perchè l'unica vittima che riconosco è il semplice cittadino in balia della nostra giustizia.