«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 19 settembre 2010

A Reggio deve venire Zù Ntònu




di Francesco Siciliano
(Avvocato del Foro di Cosenza)




Alla proposta del Direttore Cosenza, vorrei provare anch’io, da quisque de populo, a dare una risposta di adesione argomentando una piccola visione delle cose.

Tornare dalle vacanze è reimmergersi nella normalità della vita quotidiana con i suoi problemi e anche con il suo fascino. Nel momento di vacanza, però, ci si astrae, si pensa si osserva. In alcuni giorni ho rivisto facce e pensieri del conscio e dell’inconscio.

Ho rivisto Zù Ntònu, uomo retto, arava la terra, aveva un lavoro andava alla cantina a giocare a carte e bere un bicchiere di vino, non ha mai fatto mancare nulla a suoi figli e alla sua famiglia così come non ha negato mai un saluto a Don Ciccio.

Ha sempre detto buon vespero al signore che passava. Suo figlio Peppino è emigrato, ora all’America guadagna una bella jobba per lui e la sua famiglia e, mi ricordo da bambino, aveva anche la doccia nel bagno.

Zu Ntònu ha sempre votato per la democrazia o per i socialisti, anche se quelli della democrazia o i socialisti sapevano bene chi era Don Cicco, quando si parlava di Don Ciccio o di qualche pezzo grosso, Zu Ntònu diceva figliu, pensa a ti fa a vita tua, cane non mangia cane.

In un momento di ritorno alla realtà, ho mutato ricordo ho rivisto un politico amico mio e di Zù Ntònu, era lì ammiccante e altero; doveva fare voti, essere eletto.

Era ossessionato e consumato dal dubbio, dall’incertezza: se dove fare un favore era a disposizione.

Sapeva bene che intorno a lui giravano molti amici di Don Ciccio, così, senza correre rischi, l’importante era fare il favore ad un amico di un amico di Don Ciccio, lui così sapeva che quel politico, comunque, non era contrasto.

Ho anche rivisto molti amici miei e di Zù Ntonu, negli anni 80, frequentare locali di proprietà di Don Ciccio – in qualche modo doveva spenderli i suoi soldi – normalmente, senza dubbi e, soprattutto, senza divieti genitoriali.

Mi sono ricordato di quando dovevano fare un palazzo dove c’era la casa di Zù Ntònu, uomo retto, andò Don Ciccio, costruì un bel palazzo, a lui diede due appartamenti; era proprio un bel palazzo, comprò un appartamento anche il maresciallo.

Mi sono rivisto, a volte, in dubbio, come Zù Ntònu, se ammiccando a Don Ciccio, o comunque rispettandolo, potevo, forse, vivere meglio.

E’ il dramma di questa terra, o forse della nazione, avere il dubbio che un amico degli amici forse è meglio averlo.

Al tramonto alle mie spalle mi è riapparsa Pinuccia, la nipote di Zù Ntònu, abbracciata al nipote di Don Ciccio, uscivano con macchine grosse la sera, Pinuccia era bella, ma nessuno di noi poteva permettersi di guardarla e lei, mi ricordo, era molto felice di essere temuta e guardata di nascosto.

Nessuno le ha mai detto, guarda che quello è il nipote di Don Ciccio, nemmeno Zù Ntònu, onesto lavoratore.

Non capivo perché. Una sera ho abbracciato di nuovo Zù Ntònu ho provato a dirgli che la sinergia tra le parti migliori delle istituzioni e della società, unite alla programmazione di percorsi di legalità da parte della politica, avrebbero potuto evitare il ripetersi dei suoi drammi; battersi per il ripristino dei valori della legalità soprattutto costruendo anticorpi all’interno della classe dirigente onde evitare l’infiltrazione nella politica degli uomini delle cosche era assolutamente necessario; insomma gli ho sbattuto in faccia la verità, gli ho spiegato che tutto quello che ha determinato l’imbarbarimento della situazione calabrese che perpetua lo sfruttamento delle classi deboli e l’intangibilità dei poteri mafiosi rafforzata dall’umanità grigia dei sodalizi criminali da domani troverà forti contrasti e non sarà più possibile; mi ha guardato, un po’ stranito, e mi ha chiesto cosa volessi dire.

La sua vita, i suoi sogni, in realtà, si sono fermati, con le continue richieste di elargizione di lavoro per suo figlio Peppino poi con la sua partenza, da quel momento non ha più avuto proiezione è come se il tempo si fosse fermato, e il tempo in cui lui salutava Don Ciccio e il Padrone è divenuto eterno, in fondo “I calabresi mettono il loro patriottismo nelle cose più semplici, come la bontà dei loro frutti e dei loro vini. Amore disperato del loro paese, di cui riconoscono la vita cruda, che hanno fuggito, ma che in loro è rimasta allo stato di ricordo e di leggenda dell’infanzia”.

Zù Ntònu non ha mai potuto vedere suo figlio percorrere strade da lui già percorse, lui che per un posto di lavoro ha dovuto chinare il capo, lui, che vede da allora gli stessi Nazareni (salvo variazioni sul nome di battesimo) elargire il futuro, è divenuto immutabile, insensibile, ha continuato a votare, quando ci và, per la democrazia o per i socialisti e non ha mai negato un saluto a Don Ciccio, né ha pensato di non comprare qualcosa da lui.

Si comprare qualcosa da lui, perché da un po’ di tempo, Don Ciccio non gira più in coppola, in fascia tricolore o in 3.20, oggi, lui vende, costruisce, trova libri rari, va a teatro.

Ad un certo punto l’ho proprio odiato, l’ho preso per il collo e gli ho detto: Zù Ntò, ma a che ti serve arare la terra, non far mancare niente a tuoi figli, se poi compri tutto da Don Ciccio che ti dice di votare per la democrazia e i socialisti e Peppino deve andare all’America per la jobba? Tu sei il primo che deve venire a Reggio, non mancare mi raccomando.


33 commenti:

Besugo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Besugo ha detto...

Nell'ansia di prendere sonno. Prima di perdere il senno.
Dopo i Nomadi...

ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori.
Catone il Censore

Non c’è vocabolo di cui non si sia oggi fatto così largo abuso come di questa parola: libertà. Non mi fido di questo vocabolo, per la ragione che nessuno vuole la libertà per tutti; ciascuno la vuole per sé.
(Otto von Bismarck)

La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire.
(George Orwell)

Besugo ha detto...

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Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede
In ciò che spesso han mascherato con la fede
Nei miti eterni della patria o dell'eroe
Perché è venuto il momento di negare tutto ciò che è falsità
Le fedi fatte di abitudini e paura
Una politica che è solo far carriera
Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto
L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
E un Dio che è morto

(Dio è morto - Guccini Francesco 1965)

Ecco come stanno svuotando la Costituzione

Anonimo ha detto...

E' passata sotto silenzio generale la precisazione che nel lodo alfano costituzionale la tutela del primo ministro deve riguardare anche procedimenti precedenti alla elezione.
Ecco sistemato l'art.54 della Costituzione. Disciplina ed onore.
Consentire, visto che finchè non c'è una sentenza passata in giudicato, i condannati per corruzione in appello potranno rifugiarsi in parlamento ed essere eletti magari presidente della repubblica.
Ma dove vogliamo arrivare?
Alessandra

Anonimo ha detto...

Voto segreto ad personam.
Sempre più in basso.
Alessandra

francesco Grasso ha detto...

ALESSANDRA
allo stato, questa è l'amara realtà che attanaglia il nostro Paese.
E' compito delle Forze della Resistenza ripristinare l'Ordine costituzionale.
Purtroppo la "ragnatela dell'illegalità" è un organo criminale eversivo molto potente e fortemente radicato nel territorio.
Dopo una gestazione che prende origine l'8 settembre 1943,nasce il 27 aprile 1945 con i primi misteri che anno caratterizzando la storia republicana(grandi stragi ed altro) fino ai giorni nostri.
Si è sempre guardato solamente ai politici,soprattutto ai cialtroni da quattro soldi che vengono esposti, ignorando poteri fortissimi, nazionali ed internazionali che formano la struttura connettivale e le maglie della ragnatela.
Ciò ha prodotto questo stato di cose, ovvero l'enorme sviluppo in estensione e strapotere che oggi costituisce la ragnatela dell'illegalità.
Ciascuno di noi deve guardare dentro la propria casa senza pensare che vi sono organi e persone, per definizione sempre oneste o innoccenti.

Besugo ha detto...

Sento la necessità di esprimere la mia gratitudine a Lei, Dott. Francesco Graso, per la diagnosi sintetica della realtà amara nella quale sprofonda la nostra (non solo la nostra) "Democrazia" .
Analoghi pensieri si arrovellavano nella mia mente, ma non riuscivo a formularli in modo così esaustivo.

Con stima, Stefano.

Vico Spiano ha detto...

Ma contro chi volete combattere?
Come fate a combattere una popolazione con una forte percentuale di analfabetismo funzionale? Li ammazzate? Li educate?
E come li educate se si reputano, con la scusa del dipòloma o della laurea, pari vostro?

LA CASA DI MONTECARLO:
Basta una perizia storica prezzo mercato/prezzo pagato per fare chiarezza ma la gente a questo non ci arriva.

I PARADISI FISCALI.
Da quando in qua un paradiso fiscale rende noti i documenti bancari? Non sarebbero paradisi fiscali, tutti giù ad abboccare a questo fantomatico documento con tanto di sigillo di stato.
Un paradiso fiscale che rende noto a cane e porci un nominativo non si era ancora visto.

INTERCETTAZIONI PARLAMENTARI.
Ma se erano irrilevanti perchè non renderle note?

LODO ALFANO.
Siamo nel 2010 e discutiamo ancora sulla scritta posta nelle aule di tribunale?
E poi...non si riesce proprio a governare senza violare il codice penale?

SIMBOLI POLITICI NELLA SCUOLA.
Se i miei concittadini non lo capiscono da soli io che ci posso fare?

Vico Spiano ha detto...

continua.
Io sono di destra-destra e liberale ma non ho nulla da condividere con questa destra...

DESTRA PARTITICA.
Credo in un partito a vocazione leaderistica ed alla disciplina di partito.

DESTRA SOCIALE.
Legalitaria,forcaiola, con poche e ferre regole.

DESTRA POLITICA.
Liberale moderato, lo stato che fornisce un minimo di servizi essenziali perchè la storia italiana dimostra che il politico meno soldi maneggia meglio è per tutti e perchè l'italiano ha sempre un cognato che gli fa pagare poco di tasse ed un fratello che gli fa ricevere molto.

CONCLUDO:
Credete che i nostri concittadini abbiano una minimoa ma proprio minima coscenza politico/amministrativa?

francesco Grasso ha detto...

Chiedo scusa per gli errori di battuta.Spesso per la rapidità con cui scrivo e per malfunzionamento della tastiera, mi sfuggono lettere che non vengono battute.

Anonimo ha detto...

Francesco
fermo restando che la ragnatela dell'illegalità ha radici profonde, ciò non toglie che ci vogliono far passare da fessi e ingenui più di quello che siamo.
Nella sentenza Mills delle Sezioni Unite è stato accertato che le società off shore che fanno capo alla proprietà di Berlusconi sono trenta o cinquanta, se tanto mi da tanto visto l'appartamentino di Montecarlo è uno sputo in un occhio. Ma di questo tutta la stampa, l'opposizione, non ne parla.
Stamani l'"ottimo" Bea a La7 faceva l'esempio con il caso Briatore e il suo panfilo concludendo che è stato sequestrato.
Ci saranno anche grossi poteri occulti internazionali dietro questa illegalità ma la melma è arrivata così in superficie che di occulto non c'è proprio niente, c'è solo la lentezza dei provvedimenti politi, giudiziari, istituzionali.
Le leggi porcata hanno fatto comodo a tutti.
Non c'è più giustificazione ad un livello così spudorato e marcio.
Va denunciato e smascherato con ogni mezzo, col megafono tutti i giorni.
La vera rivoluzione è generazionale. Bossi lha già capito e ci impone la presenza al suo fianco del trota. Spero che la nuova generazione non si faccia scippare il futuro nella culla.
Alessandra

Anonimo ha detto...

L'impero off shore di Berlusconi
da Il Fatto Quotidiano del 26.9.2010
E' possibile pubblicarlo?
Alessandra

Anonimo ha detto...

Il governo del fare al dire.
Di buoni propositi ( e neanche tanto) è lastricato l'inferno. E noi ci stiamo camminando sopra.
Alessandra

francesco Grasso ha detto...

"" 'NDRANGHETA: CONTRASTI INTERNI A UFFICIO DIETRO BOMBA PROCURA GENERALE REGGIO CALABRIA.
Reggio Calabria,30 set.(ADNKRONOS)-
Alla base dell'attentato dinamitardo alla Procura generale di reggio Calabria del 3 gennaio scorso ci sarebbero,secondo quanto si apprende da fonti investigative, contrasti all'interno dell'ufficio della stessa Procura generale.
Dopo l'insediamento del P.G. Salvatore Di Landro,nel novembre 2009,il magistrato avrebbe infatti revocato alcuni fascicoli al sostituto Procuratore generale Francesco Neri,successivamente sottoposto dal CSM a una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale. "

La notizia, scarna,
non consente di tracciare giudizi di colpevolezza, sufficientemente certi, nei confronti di alcuna persona.
Si argomenta, pertanto,
in via astratta.
A questo punto non si arriva perchè qualcuno improvvisamente impazzisce,
bensì
dopo un lungo percorso su una strada specifica, ben determinata, priva di ostacoli di qualsiasi genere,anche di minima entità.
Se io
in un processo per estorsione a carico di un pregiudicato con una storia criminale lunga mezzo secolo,
ignoro gli elementi storici;
le prove incontrovertibili;
opero una ricostruzione avulsa dagli elementi processuali,per giunta talmente contro ogni forma di logica, tale da essere materialmente impossibile,ovvero contro l'ordine naturale delle cose,
e questo costrutto supera il giudizio di cassazione,
non è possibile
che solo io sono un delinquente.

francesco Grasso ha detto...

.....2)continua
se nello stesso caso,un processo indiziario,(è ampiamente risaputo che l'estortore è sempre noto alla P.offesa),
io
opero come se si trattasse di un processo a "prova diretta"
ovvero
ometto di ricostruire l'elemento ignoto partendo dai fatti noti,cioè gli indizi gravi,precisi e concordanti e per giunta impedisco alle Parti di poterlo fare,
tale grado di perfidia non può essere appannaggio esclusivo della mia persona.
Se poi ancora,
approfittando dell'enorme potere che l'ordinamento,a fin di bene, mi conferisce,opero con brutale arroganza, nella consapevolezza che la controparte non ha alcuna possibilità di difesa,
io sono un miserabile che dovrebbe essere evitato persino dai suoi figli.

Besugo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Besugo ha detto...

Leggere davvero Calamandrei

di Gian Carlo Caselli

Nel suo discorso alla Camera dei deputati il premier ha citato Piero Calamandrei, padre costituente fra i più autorevoli, sui cui scritti, generazioni di giuristi si sono formati. Citazione per citazione, poiché nel suo discorso il premier ha ripetuto per l’ennesima volta lo stanco refrain dell’uso politico della giustizia, accusando i magistrati di aver alterato – negli ultimi 15 anni – l’equilibrio fra giurisdizione e politica (“l’ever green di una pedata alla magistratura”, ha commentato Mattia Feltri su La Stampa), vorrei fare appello a un passo di Calamandrei che si legge nel suo celebre Elogio dei giudici scritto da un avvocato, reperibile – nell’indice alfabetico-analitico dei nomi, degli aforismi e degli argomenti – sotto la voce “Criptocomunista (giudice considerato tale)”.

CALAMANDREI narra di quel miliardario il cui figlio, guidando a velocità pazzesca, aveva sfracellato contro il muro un passante che andava per i fatti suoi sul marciapiede. Il padre corre dal primo avvocato della città, tacita con un forte indennizzo la famiglia dell’ucciso, ma c’è quel fastidio dell’istruttoria penale che continua ad andare avanti: uno sconcio che l’avvocato deve far finire senza badare a spese. Alla spiegazione dell’avvocato, che la giustizia non è una merce in vendita, il miliardario – sdegnato – reagisce infine con la frase “ho capito, lei non me lo vuole confessare: abbiamo avuto la sfortuna di cadere in mano di un giudice criptocomunista”.

ROBA di settant’anni fa, ma da rileggere oggi per constatare come sia decisamente vecchia e sorpassata l’ossessione vittimistica di chi tende a buttare “in politica” i propri guai giudiziari, esibendosi in offese senza l’ombra di una prova e in gratuiti attacchi all’autonomia della funzione giurisdizionale; offese e attacchi che fanno temere la propensione per un sistema (poco rispettoso dell’ordine costituzionale dei poteri) dove le sentenze ‘giuste’ sono soltanto quelle gradite “in alto loco” e dove si aprono ampie piste a riforme lesive del principio dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.Chissà mai. Forse una rilettura di Calamandrei potrebbe riportare il dibattito sui problemi della giustizia nel perimetro degli interessi generali, abbandonando finalmente la logica degli interventi pensati con un occhio di riguardo a certi particolari interessi. Sperare che ciò avvenga può essere da ingenui, ma è anche fiducia in un futuro possibile, che riparta dalla Costituzione per lavorare a una comunità più capace di rompere le ingiustizie.


(il fatto quotidiano - 1 ottobre 2010)

Besugo ha detto...

Il riso abbonda sulla bocca degli stolti

Besugo ha detto...

‘Ndrangheta, Di Landro: “Sulla bomba conferma delle ipotesi”

salvatore-di-landro

‘Quanto sta emergendo conferma le ipotesi che erano state fatte nell’immediatezza in merito al movente dell’attentato del 3 gennaio contro la Procura generale”. Lo ha detto all’Ansa il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, commentando le informazioni di garanzia notificate a quattro affiliati alla cosca Serraino per attentato e l’ipotesi che l’episodio si collegherebbe ai contrasti col sostituto procuratore generale Francesco Neri.

‘Si tratta di congetture – ha aggiunto Di Landro – che furono fatte non soltanto da me, ma anche dai partecipanti ad una riunione di coordinamento in Prefettura. Frutto, dunque, di una riflessione collegiale. Congetture che riguardavano i contrasti all’interno dell’ufficio, con particolare riferimento alla sostituzione del rappresentante della pubblica accusa nel processo d’appello per l’omicidio della guardia giurata Luigi Rende”.

”Alla luce di quanto é accaduto oggi – ha detto ancora Di Landro - devo dire che quelle ipotesi registrano oggi più in forza e consistenza. Devo dire, inoltre, che proprio per il fatto che quelle ipotesi, ritenute subito credibili, non erano soltanto mie, non ho mai capito il perché della personalizzazione nei miei confronti della reazione. Quasi come se a fare quelle congetture fossi stato soltanto io”.

”In ogni caso – ha aggiunto il pg di Reggio Calabria – ritengo giusto avere contezza completa delle carte processuali per esprimere un giudizio definitivo. Mi auguro inoltre che i primi esiti dell’inchiesta sull’attentato rappresentino un primo passo per l’accertamento della verita”. ‘

‘Prendo atto, inoltre, con grande compiacimento – ha concluso Di Landro - del massimo l’impegno profuso nelle indagini dai carabinieri e dalla magistratura”.

Besugo ha detto...

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)


Queste parole ingiuriose possono trovare linimento in queste altre parole?

francesco Grasso ha detto...

GRAZIE PAPA RATZINGER
per gli onori resi a Giovanni Falcone.
In quel luogo è presente il Cristo,il Cristo sofferente.
Colui che accettando la giustizia degli uomini, viene condannato a morte.
Colui che ha accettato la decisione del popolo,
che chiamato a decidere chi era meritevole di grazia,
ha scelto il ladri,anzi i ladroni.
Lui che era solamente colpevole di predicare l'amore ,la giustizia, la verità.
Grazie ancora,
per l'insegnamento,
prima da alcuno mai dato,
di guardare in casa nostra.

Anonimo ha detto...

Mi pare che la tesi che vuole vedere negli Ebrei un popolo deicida sia stata scartata da tempo.
Ognuno di noi alberga nel profondo del suo animo una belva che quando si risveglia vuole sangue. Non mi stupisce che la folla voglia uccudere, non per un giudizio meditato, ma per istinto, istinto che noi, dall'essere più sprovveduto, fino ai più alti spiriti, alberghiamo e che talvolta si manifesta atrocemente.
Noi, dico bene:noi, spesso agiamo animalescamente: basta ricordarsi degli eccidi che avvenivano quando il tetto di una chiesa minacciava di crollare e tutti, dico tutti, presi da uno spaventoso panico non esitavano, buoni figli di Cristo, a calpestarsi vicendevolmente con ferocia per cercare di salvare la pelle.
Cercare di giudicare il comportamento dei cittadini basandosi esclusivamente sulle reazioni della folla rischia di portarci fuori strada.
E ora una personalissima opinione. Di questi tempi molti vogliono togliere dai luoghi pubblici l'immagine della croce. Io spero che ciò non sia mai fatto. Per me la Croce è il simbolo di quanto male possiamo fare al nostro prossimo e di quanto si sia responsabili delle sofferenze che infliggiamo ai nostri simili. La Croce è un simbolo universale che trascende questa o quella religione e che sta lì come un perenne monito che deve toccare ogni coscienza.

Besugo ha detto...

La cena degli orrori

Anonimo ha detto...

Europa contro mafia e corruzione.
di Luigi De Magistris - L'Unità 6.10.2010
Alessandra

Anonimo ha detto...

Questo bolg rischia di diventare quasi del tutto inutile ( ho detto quasi). Almeno , invece di rimestare sempre nella stessa stanca retorica , chi conosce i fatti , anche quelli minuti , che riguardano la realtà calabrese ndranghetizzata , li racconti agli altri (che non li conoscono).
Almeno ,invece di deprimervi o di pavoneggiarvi , fate quanto più possibile seria informazione e autentica riflessione. Cristina

Besugo ha detto...

Solidarietà incondizionata a Nino Di Matteo

Besugo ha detto...

Non me ne vogliate, ma sento aria di smobilitazione.
Consapevole di correre il rischio di monopolizzare l'area commenti, propongo questa lettura.

Le 10 Strategie della Manipolazione Mediatica

Cordiali saluti
Stefano

francesco Grasso ha detto...

Con nota, resa pubblica in data 13 ottobre 2010,il Procuratore della Repubblica di Catania lamenta l'assunzione da parte di ambiti giudiziari locali di iniziative tendenti a stimolare le sue dimissioni.
Riferisce:
" ............senza avere la sensibilità di informarmi,così da potermi consentire di rappresentare in maniera corretta la mia posizione. Resto profondamente sorpreso per il fatto che il presidente e i componenti della sezione distrettuale hanno trattato l'argomento come se fosse questione di esclusivo interesse della sezione e del dott. Papa,senza che il presidente abbia avvertito la necessità di accertare compiutamente i fatti che nel deliberato vengono riferiti in maniera assolutamente inesatta. Basti ricordare che era stata chiesta l'archiviazione dal procuratore di Messina e che è stato il sottoscritto a chiedere il giudizio immediato per essere giudicato da un Tribunale in un momento in cui è diffusa nel Paese invece la tentazione di sottrarsi ai giudici. Rilevo inoltre che è stato celebrato un giudizio a mio carico da parte dell'Associazione che dovrebbe asicurare un'obiettiva tutela a tutti gli associati,in condizioni per me ancora più svantagiose del giudizio in contumacia perchè in quel caso l'imputato è avvertito e non partecipa volontariamente; io non ho avuto alcuna notizia dell'esistenza di un giudizio a mio carico da parte dell' Anm di Catania e sono stato garbatamente invitato a fare un "passo indietro inaudita altera parte"

francesco Grasso ha detto...

..........2)continua 14 ott. h.23,12, in ritardo per problemi di invio.

Mi lascia ancora più sorpreso e perplesso che,in maniera del tutto inusuale, di un deliberato associativo si sia sentita la necessità di darne immediata diffusione alla stampa. ............
Aggiungo infine, ma si tratta soltanto di un cattivo pensiero che se qualcuno per proprie strategie che riesco a immaginare avesse interesse ad anticipare la liberazione del posto che occupo sappia che la data in cui lascerò l'incarico, salvo incidenti, sarà quella fissata dal calendario: il 27 febbraio 2011.

SI OSSERVA
E' evidente che il Procuratore della Repubblica ritiene l'azione nei suoi confronti viziata in ambito deontologico, con violazione dell'art.10, prescr. art.58bis d. lgs 29/23,intr. d. lgs 546/93.
Va ricordato che in questo Paese opera,da tempi lunghissimi, una "ragnatela dell'illegalità " di oltremodo smisurato potere,con estensione vastissima ,in grado di infiltrare tutte le Istituzioni,sia pubbliche che private, nessuna esclusa.
Un'organizzazione che ha reso questo popolo in stato comatoso,privo della capacità di saper discernere tra le cose gravissime e quelle banali,senza memoria,senza cultura,senza dignità,senza verità,
e pertanto senza giustizia.
Si ritiene
che in relazione
- alla scarsa entità degli addebiti a carico del procuratore,
soprattutto
- alla rilevante circostanza che il procedimento per cui si argomenta è stato promosso dallo stesso procuratore,
non sussista pericolo in ordine alla permanenza del procuratore nell'incarico che ricopre,
peraltro ancora per tempi brevissimi.

AGLI ORGANI DI SORVEGLIANZA
si chiede
e con fermezza,
una maggiore attenzione in ordine
a
- richieste di archiviazione nei confronti di incalliti criminali,che operano nel territorio,detenendone il controllo da svariati decenni,impunemente.
- attività giurisdizionali nei confronti degli stessi, idonee ad assicurare loro una vera e propria immunità giudiziaria.
In grado di mortificare e terrorizzare il territorio,con ripercussione di pericolo sulla frangia migliore della magistratura.

siu ha detto...

@Stefano/Besugo:
i commenti che posti sono sempre utili e assai graditi, spero perciò che continuerai a mandarli, e ti ringrazio.
Per quanto mi riguarda, a tutto penso meno che a smobilitare: non sono mai stata più lucidamente incazzata di adesso.

@Francesco Grasso (14 ottobre 2010 23:22):
è possibile avere qualche ulteriore chiarimento?

menici60d15 ha detto...

I magistrati “business friendly” e la mafia come sineddoche tendenziosa

Forse lo Zù Ntònu, il contadino calabrese retto e faticatore descritto dall’avvocato Siciliano, non sarebbe così restìo a battersi per la giustizia se davvero vedesse un gruppo col quale schierarsi: da un lato c’è un esercito di mafiosi, di collusi, di appaltatori di business sterminati alla mafia; ma nell’ampio campo non mafioso Zù Ntò non vede una brigata di galatuomini. E nemmeno un reggimento o una compagnia.

A proposito delle forze sane e della fiducia nella giustizia, segnalo l’ articolo “Usa, si può comprare il giudice” di Marcello Foa, Il Giornale, 14 ott 2010. In USA la doppiezza della democrazia traspare più chiaramente che in Europa. Col sistema delle lobbies si tende a legalizzare ciò che da noi si fa sottobanco. Lì i magistrati li elegge il popolo, nominalmente; all’atto pratico le multinazionali sono grandi elettori dei magistrati, finanziando legalmente le campagne elettorali di candidati graditi. In futuro le multinazionali potranno comprarsi i magistrati, riferisce l’articolo, grazie a una recente sentenza della Corte suprema che abolisce il tetto dei finanziamenti. Si prevede che il volume della campagna acquisti passerà dai 100 milioni al miliardo di dollari.

Il tema dei rapporti tra magistratura e multinazionali è in genere risparmiato dall’infuocato dibattito nostrano sulla giustizia; nella lotta furibonda che vediamo sui media tutti i contendenti stanno attenti a rispettare davanti al pubblico il canone teatrale per il quale il massimo livello di potere equivale a quello oggi impersonato magistralmente da un bravo caratterista come Berlusconi; e Il Male sono le mafie, che sono come un Kilimangiaro solitario, anziché una vetta ben integrata nella catena imalaiana delle grandi forze criminali che menomano la vita degli Zù Ntò. Gli altri “8000” essendo dati, tra gli altri, dai business che portano le corporations ad ottenere di investire nell' acquisto di magistrati. Zù Ntòni, che è un po’ avanti con l’età, statisticamente ha da temere più da qualche sofisticato schema diagnostico-terapeutico nato a Boston o a Basilea e imposto su scala mondiale con le buone e con le cattive, che dal cannemozze del mafioso a cento passi da casa. E forse anche l’omicidio del moroteo dr Fortugno, avvenuto fanno oggi 5 anni, non è solo una questione locale.

Al contrario di Zù Ntòni, che non ha perso del tutto il legame con la visione contadina del mondo spazzata via dall’omologazione, chi si appassiona alla Commedia dell’arte recitata dalla politica, e ai suoi canoni, non si sente sovrastato da poteri senza volto che hanno una consistenza quasi ontologica; ma accetta la finzione secondo la quale viviamo in un Paese sovrano, dove a comandare sono comunque le strutture descritte nella Costituzione; e accetta la sineddoche tendenziosa che identifica tutto il grande crimine con le mafie.

Credo che i rapporti tra magistratura e i potentati economici, nazionali e internazionali, che in buona parte coincidono con le multinazionali, siano rilevanti per la comprensione del cattivo stato di cose attuale, e che le conseguenze di tali rapporti contribuiscano a spingere gli Zù Ntòni a non accordare alle istituzioni il credito che sarebbe necessario. Segnalo anche un mio scritto, che un poco parla dei magistrati, o della magistratura, “business friendly” in Italia:  “Leopardi, Unabomber, e altri eversori”; postato il 12 u.s. sul mio sito menici60d15.

francesco siciliano ha detto...

Zù Ntonu è soprattutto la mentalità di chi ha visto perpetuarsi i sorprusi e la propria condizione disuddito che non è mai mutata dal buon vespero al latifondista del primo dopoguerra e i nuovi nazareni. Una mentalità che non trova e non ha mai trovato via di emancipazione e di affrancamento nemmeno nella lotta per i propri figli costretti o meglio "naturalmente" emigrati anche per affermare la propria emancipazione

Besugo ha detto...

La locuzione fatti del G8 di Genova è comunemente utilizzata per riferirsi agli episodi di violenza che hanno avuto luogo a Genova da giovedì 19 luglio a domenica 22 luglio 2001, in concomitanza con la riunione del G8, e in particolare agli scontri tra le forze dell'ordine e i manifestanti che contestavano il vertice. Gli avvenimenti di quei giorni costituiscono una delle pagine più dolorose della recente storia di Genova e, più in generale, italiana.

In quei giorni, da incubo, ho avuto l'inpressione che si stesse allestendo un set cinematografico per girare un film fantasy del terrore.

Vagabondando sulla rete, a volte si leggono cose sconcertanti che fanno riflettere anche un vegliardo come me.

Ciò che leggerete di seguito, potrebbe essere uno scenario convincente per la trama di una fiction stile "Survivors", oppure... .


Rapporto Urban Operations in the Year 2020 (sintesi commentata in italiano)

TR-071-$$TOC.pdf

TR-071-$$ALL.pdf