«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
.

domenica 7 marzo 2010

Le primarie recuperate dal basso


Il 3 dicembre 2009 sul “Corriere della Sera” l’Associazione nazionale magistrati presentò le imminenti primarie.

Si scrisse in quell’occasione:

«Questa proposta – ha annunciato il presidente dell’Anm, Luca Palamara – è una vera e propria rivoluzione. Noi non siamo per la demonizzazione delle correnti, tuttavia è importante che ogni magistrato, da Bolzano ad Enna, possa scegliere i propri rappresentanti per il Csm».

Poi non se ne fece nulla.

Le correnti si scambiarono il solito giro di valzer sulle note del “di chi è la colpa”, ma l’effetto fu che non se ne fece niente.

Niente rivoluzione.

E il dramma di quel fallimento è che in quella occasione si era esattamente colto, come ancora scrisse il presidente dell’Anm, che:

“la magistratura deve essere capace di autoriformarsi. E il primo passo è quello di inaugurare un metodo trasparente per la scelta dei candidati in corsa per le lezioni del Csm”.

Il fallimento delle primarie, quindi, è il fallimento della capacità della magistratura di autoriformarsi.

Ma, per fortuna, ci sono magistrati che non si arrendono a quel fallimento e, dal basso, un passo alla volta, pensano che si deve avere il coraggio e l’ottimismo di tentare di innestare ugualmente quell’autoriforma.

Un’esperienza è quella che stiamo tentando di coltivare almeno nel distretto veneto, dando la possibilità a tutti i magistrati, senza adesioni preventive a nulla, di dire la loro, di indicare il nome di un magistrato di quel distretto dal quale si farebbero rappresentare al CSM.

Il meccanismo di voto

Il meccanismo è semplice ogni magistrato del distretto riceverà una email con un link, cliccando sul quale si avrà accesso ad un sito e si sarà accreditati per esprimere il proprio voto: cioè semplicemente per scrivere il nome di un magistrato del distretto che raccoglie la propria fiducia; chiunque sia.

Il voto è segreto, perché solo il possesso di un indirizzo email al quale il link è stato inviato accredita (una sola volta ovviamente) all’accesso al sistema di voto, ma il sistema informatico non abbina l’indirizzo del soggetto accreditato al voto espresso.

A cosa serve questo voto

Molti ci chiedono a cosa serve partecipare a queste votazioni.

Prima di tutto per dire che vogliamo partecipare anche al momento di selezione dei candidati per le future elezioni del CSM, senza dovere per forza aderire preventivamente a questa o quella corrente.

E che il fallimento delle primarie, per colpa di tutte le correnti, non ci sta assolutamente bene.

Poi perché è un meccanismo che, in ogni caso, consente di fare emergere figure di magistrati meritevoli di stima e di fiducia collettiva diverso dai soliti vecchi canali della partecipazione correntizia, fatta di fumose assemblee, di direttivi, di comitati ristretti ecc. o, nel migliore dei casi, di votazioni ristrette.

Magistrati, che, perché no, potrebbero trovare in quel consenso la voglia e la motivazione per partecipare anche alle competizioni per le future elezioni del CSM.

Infine, perché permette anche agli aderenti e simpatizzanti delle correnti di dare indicazioni libere sui propri associati dai quali vorrebbero essere rappresentati.

Se poi non parteciperà nessuno resterà un’esperienza utile per comprendere che di autoriforma della magistratura, di liberazione dai meccanismi triti e vecchi del correntismo interessa davvero a pochi.

Massimo Vaccari e Giorgio Piziali
Giudici del Tribunale di Verona


L’iniziativa ha un sito: http://www.leprimarie.it/


36 commenti:

Stefano ha detto...

Spero proprio che l'Associazione Magistrati si faccia sentire per difendere Asia Argento:

http://www.jusprimaenoctis.net/?x=entry:entry100307-162057

Anonimo ha detto...

asia argento è un'attrice... :)

francesco Grasso ha detto...

Moltissimi magistrati mossi esclusivamente da grande tensione morale e da elevato profilo professionale non perdono il loro tempo in intrighi perversi e pertanto non pensano a candidarsi.La scelta di questi magistrati sarebbe un messaggio preciso ed inequivocabile ai tanti traditori della Patria annidati in tutti i gangli vitali della Nazione. Una autentica riforma sarebbe il trampolino di lancio per il risorgere della nostra cara Patria

Rosa Grazia Arcifa ha detto...

La tentazione prima che assale chi analizza la situazione politica del nostro Paese è quella di concludere dicendo che siamo allo sbando.Una mole di problemi insoluti minano profondamente le radici del nostro Stato che ha abusato della sua ricchezza ed ha frainteso la libertà con il "libertarismo", la "democrazia" con l'egualitarismo, cadendo così nella pratica costante dell'abuso e dell'immoralità.I problemi sono rimasti sul tappeto e continuano a rimanerci, con l'aggravante che si vuol far credere che si sta risolvendoli. Non credo più alle riforme, tante ne sono state fatte e si sono dimostrate insufficienti nella loro definizione e nella loro proposta. I partiti gestiscono tutto, con prevaricazioni continue ed approfittano della ingenuità della massa popolare per aprirsi sempre nuovi e più ampi spazi di potere.
Dott. Grasso la riforma che Lei auspica resterà purtroppo solo una chimera.
Rosa Grazia Arcifa

Anonimo ha detto...

Spero che l'ANM si renda conto del grave rischio che stiamo correndo (vorrei dire che abbiamo corso).
E' da rileggere l'articolo del Dr.
Stefano Racheli
L'ANM è gestita democraticamente o c'è aria di regime?
del 22.9.2007
I cittadini confidano nell'indipendenza della Magistratura dal potere.
Alessandra

clementina forleo ha detto...

Ho letto sul blog di Carlo Vulpio che questo blog non ha voluto pubblicare un suo post sul doppiopesismo di politici e magistrati che rende l'Italia un paese marcio.
Ritenendo come altri molto interessante quanto narrato da Vulpio, da libera cittadina e da libero magistrato mi permetto di chiederne le ragioni, attesa la libertà di pensiero e di parola che ha costituito uno dei moventi di costituzione di questo blog ad opera di magistrati, appunto, liberi.
Ringrazio per l'attenzione.

Clementina Forleo
magistrato

centrocampo ha detto...

per Clementina Forleo
Ritenendo, come altri, molto interessante quanto accade agli utenti della Giustizia, da libero cittadino mi permetto di chiedere ad un Magistrato come Lei un commento sui miei due interventi, del 7 e dell' 8 marzo, su "e vissero tutti prescritti e contenti".
Partendo dalla barzelletta del capostazione che diceva: "In ferrovia si starebbe bene se non ci fossero i treni", non vorrei che i problemi della Giustizia, affrontati da Lei in questo blog, fossero un po' troppo i problemi dei ferrovieri, sottostimando quelli dei viaggiatori; questo anche a Sua tutela, soprattutto perché è già successo che ".....quando sono venuti a prendere me, non c'era più nessuno che potesse parlare per difendermi".
Conoscendo la Sua storia e sapendo che Lei non si è mai posta il problema di non esporsi per difendere i deboli, mi permetto di dare per scontato che interpreterà in modo giusto il mio intervento (che ha l'intento di stimolare e non di denigrare).
Ringrazio per l'attenzione.

Felice Lima ha detto...

Per Clementina Forleo (commento delle 00.11)

Cara Clementina,

sono stato sul blog di Carlo Vulpio e non sono riuscito a trovare il riferimento alla mancata "pubblicazione" del suo post sul nostro blog al quale fai riferimento.

Rispondo comunque alla domanda che ci poni.

Lo faccio io personalmente perchè, anche se da qualche tempo il mio impegno sul blog è diminuito, Carlo ha segnalato a me quel suo post e sono stato io a parlarne ai colleghi della Redazione.

E dunque:

1. L'articolo di Carlo è già pubblico (tutti possono leggerlo a questo link
a questo link). Non si trattava, quindi, di "pubblicare" o no un suo scritto, ma di "riportarlo" o no sul nostro blog.

Se lo avessimo riportato, ne avremmo "fatto nostro" l'intero contenuto, mostrando di condividerlo.

2. Ho scritto privatamente a Carlo per esporgli le ragioni per le quali non condivido alcune delle cose scritte in quel post.

Un caro saluto.

Felice Lima

clementina forleo ha detto...

Ringrazio per l'attenzione mostrata alla mia richiesta.
Prendo atto che in questo blog si riporta "quello che si condivide".
Mi auguro a questo punto che Vulpio, nell'interesse di tutti, renda pubbliche le ragioni di tale scelta.
Mi trovo pertanto d'accordo, se ne ho inteso bene il senso, su quello che obietta il sig. Centrocampo se pur con riguardo ad altro argomento e, se mi si permette, ne faccio un'amara considerazione conclusiva, da "viaggiatore" e non da "ferroviere": prima o poi ci verranno a prendere e non ci sarà nessuno, non solo che possa, ma che voglia intervenire.
E' in fondo la stessa amara conclusione de "La banalità del male" della grande Hannah Arendt.

Clementina Forleo

Felice Lima ha detto...

Per Clementina Forleo (commento delle 11.25).

Clementina,

questo blog - lo scrivo senza tema di smentita - ha dato prova inequivocabile di non tirarsi indietro nel difendere le "cause" che sono sembrate giuste.

Per convincersene è sufficiente cliccare sui link nella sidebar di destra e leggere le centinaia di scritti che abbiamo pubblicato.

La quasi totalità di essi sono decisamente "controcorrente" e ci hanno "guadagnato", come sai bene, l'ostilità di tanti.

Fra i tanti link che trovi qui a destra, mi limito a citare "Forleo: tutti gli articoli", con ben 53 articoli, "Associazione Nazionale Magistrati" con ben 94 articoli, "Consiglio Superiore della Magistratura" con ben 107 articoli, "De Magistris: tutti gli articoli" con ben 148 articoli.

Alcune cose addirittura le abbiamo scritte solo noi.

Dunque, Clementina, certamente non è questo il posto dove abbia senso citare il bellissimo libro di Hannah Arendt. Noi non siamo "cattivi"; men che meno banalmente.

E sinceramente mi sembra di non doverlo dimostrare, apparendomi assolutamente e documentalmente evidente.

Felice Lima

Anonimo ha detto...

Il commento cancellato immagino sia il mio. Posso avere una spiegazione?

Bubba

centrocampo ha detto...

per Clementina Forleo
La ringrazio per aver letto con attenzione il mio commento ma devo lamentare che, neanche Lei, abbia scritto alcunché sulla prescrizione, comportandosi, di fatto, solo da "ferroviere"; eppure l'argomento mi sembrava non banale: ad esempio la calunnia, reato odioso, è possibilissimo che sia prescritta prima che l'ingiustamente accusato possa far emergere in dibattimento le prove della sua innocenza e dare inizio, così, al procedimento per calunnia.
Ringrazio per l'attenzione ma, ancor di più, per una risposta.

clementina forleo ha detto...

Chiedo scusa se ho osato dire la mia.
Me ne vado da questo blog, come come sono entrata, in punta di piedi.

Clementina Forleo

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Bubba (commento delle 14.44)

Certo che può avere una spiegazione.

Il suo commento ha due difetti.

1. E' vilmente anonimo.

E questo potrebbe non essere un problema, perchè accettiamo anche gli anonimi.

2. E' diffamatario.

E questo è un problema, perchè della diffamazione risponderemmo noi.

Infine, non è proprio possibile accettare sfide infantili del tipo: "Se non pubblicate questa mia allora siete dei farabutti".

Il blog è questo qua. Se vi piace venite a trovarci. Se non vi piace non venite a trovarci.

Abbiamo già un sacco da fare.

Come direbbe il protagonista di "Quinto Potere", abbiamo smesso dai tempi delle medie di fare a chi ce l'ha più grosso.

Non è possibile dovere stare sempre a dimostrare qualcosa a qualcuno. A noi non interessa niente di noi. Il nostro obiettivo non è dimostrare nulla sul nostro conto. E’ dare un modesto contributo alle questioni che trattiamo. Se non vi piaciamo, pazienza.

Tanto, non siamo candidati a niente. Né l’audience né il consenso sono fra le nostre preoccupazioni.

La Redazione

Felice Lima ha detto...

Per Clementina Forleo (commento delle 15.09)

Clementina,

ci hai posto polemicamente delle domande, utilizzando un espediente consistente nel sostenere di avere letto sul blog di Carlo Vulpio una cosa che invece lì non c'è (che non avevamo pubblicato un suo scritto).

Nonostante ciò e nonostante che tu abbia posto quelle domande polemicamente, invece di telefonarmi e chiedermi notizie che ti avrei dato più in fretta e con più dettagli, ti ho garbatissimamente risposto, spiegandoti perchè non ho riportato l'articolo di Carlo.

Allora ci hai accusati di essere come i vigliacchi biasimati da Hannah Arendt.

Ti ho risposto con ancora più garbo, nonostante tutto.

Allora scrivi "Chiedo scusa se ho osato dire la mia".

Che ti devo dire?

Sei scusata! :-)

Aggiungi "Me ne vado da questo blog, come sono entrata, in punta di piedi".

Che ti devo dire?

1. Non sei entrata in punta di piedi, ma innescando una polemica (del tutto priva di fondamento).

2. Non te ne stai andando in punta di piedi, ma proseguendo una polemica (del tutto priva di fondamento).

3. Non avrei mai pensato che il non avere riportato qui un articolo di Carlo Vulpio perché non ne condivido alcune parti e peraltro dopo avere dato all’interessato spiegazione delle ragioni, e nonostante quell’articolo possa essere tranquillamente letto da tutti al link che addirittura ho specificamente indicato nel mio commento delle 8.40, potesse essere ritenuto un crimine da processo di Norimberga (a proposito della Arendt da te citata).

Ma te lo immagini se fossimo costretti a riportare nel nostro blog tutto quello che ci viene mandato? E te lo immagini se Carlo Vulpio dovesse pubblicare sul suo blog tutti gli articoli che gli mandano, anche quelli che non condivide?

Ma ovviamente il mondo è bello perchè è vario.

Infine, tutto il tempo che abbiamo perso in questa inutile disputa conferma quanto sia del tutto sterile riproporre l’eterna sfida del "se non pubblicate questo vuol dire che siete dei venduti".

Felice Lima

clementina forleo ha detto...

Non ho mai avuto bisogno, e chi mi conosce bene lo sa, di usare "espedienti".
Ho appreso che non avete voluto riportare il post di Vulpio dalla risposta dello stesso data nel suo blog ad una commentatrice il 9.3.2010 alle ore 23.42.
Non amo le polemiche ma la verità.

Anonimo ha detto...

Diffamatorio? Balle.

L'articolo lo avete pubblicato voi, e lo condividete. Allora perchè non fate i nomi degli autori di quella "vile aggressione"? Chi è il vile, io o voi?

Inoltre, la lettera su De Magistris è firmata da Ugo Colonna, che in prima persona si è esposto e ha denunciato quei fatti. Non è anonima. Io ho solo riportato i contenuti di quel testo.
La domanda che facevo io era: non la condividete, o la censurate? Una risposta. Non mi avete risposto.

Riguardo a Ingroia e Scarpinato, l'autrice delle allusioni nei loro confronti non sono io, ma la Forleo, come potete vedere voi stessi ai commenti 15, 44, 45, a questo link:
http://antefatto.ilcannocchiale.it/allcomments/2448155

Quindi c'è sempre un'autrice con nome e cognome.

Ho qualche dubbio che vi facciano rispondere per una diffamazione fatta da altri (che c'è solo quando i fatti riportati non sono veri, ma io ha messo tutti i link), comunque... avete paura di una querela di De Magistris?

Fatemi capire, perchè fatico a crederci: voi date spazio a centinaia di articoli e video di Travaglio e company, tutta gente che per quello che dice viene citata continuamente e per somme astronomiche, ma temete di ospitare un commentino che riporta fatti veri (o comunque non smentiti, e divulgati da una persona autorevole come Ugo Colonna, mica Emilio Fede) sul mansueto De Magistris, che non è proprio noto per le sue querele milionarie? Avete paura di De Magistris e non avete alcun timore verso il "caimano"?

E la mia non era una sfida. Volevo verificare se siete una "parrocchietta" come tante altre in Italia, o se il vostro blog è coerente con i principi che voi sostenete. Nessuno vi mette sotto processo: il punto è che se mi devo informare, cerco di capire chi è che mi sta dando le informazioni, e perchè certe informazioni non le menziona nemmeno.

ps:il commento di Vulpio che diceva che vi eravate rifiutati di pubblicare l'articolo suo, c'era, l'avevo letto.

La Forleo ha perfettamente ragione a citare la Arendt:non prendete posizione, osate criticare il mostro di Arcore ma tremate per la "diffamazione" di De Magistris.
E, sapendo quanto ha detto l'autorevole Colonna, lasciate che migliaia di persone credano a quelle persone che sostenete, e che si fidano. Ma, se non voi, chi gliele dice queste cose a quelle persone?

Bubba

Anonimo ha detto...

Felice Lima ha detto:
ci hai posto polemicamente delle domande, utilizzando un espediente consistente nel sostenere di avere letto sul blog di Carlo Vulpio una cosa che invece lì non c'è

C'è eccome invece, se vi interessa:
Carlo Vulpio ha detto:
Cara Rina, conosco bene il blog “Uguale per tutti”.
E so che è nato perché alcuni magistrati che non avevano voce sui siti di categoria potessero finalmente averla, libera e senza “filtri”, insieme con tutti gli altri cittadini, su un blog, appunto, “uguale per tutti”.
Un’idea bella e giusta.
E tuttavia – sarà un segno dei tempi – i titolari di quel blog non hanno voluto pubblicare il mio post sul doppiopesismo. Le ragioni posso anche immaginarle, ma ritengo che siano un loro problema. Se vogliono, lo spieghino loro ai propri lettori.
Cordialità


http://carlovulpio.wordpress.com/2010/03/06/napolitano-di-pietro-tejero-e-il-diritto-costituzionale-di-elettorato-attivo-e-passivo-il-problema-non-e-la-riammissione-delle-liste-per-decreto-ma-la-raccolta-delle-firme-per-presentare-le-liste/#comment-714

Bubba

Felice Lima ha detto...

Per Bubba e per Clementina.

Grazie di avermi indicato dove Vulpio ha scritto che non abbiamo riportato un suo articolo. Giuro che per quanto l'avessi cercato, non l'avevo visto.

Mi scuso per l'espressione "espediente".

Confermo il resto.

E do ragione all'anonimo Bubba (mitico: accusa noi di non avere coraggio, mentre non riesce neppure a firmare ciò che scrive).

Bubba, lei ha vinto la "sfida" che dice di averci fatto.

Siamo una "parrocchietta", non riportiamo l'articolo di Vulpio perchè non ne abbiamo il coraggio, siamo essere abietti, facciamo schifo, tutto ciò che c'è scritto in questo blog non è credibile né attendibile.

Va bene così? Si è sfogato per bene? Adesso si sente meglio?

Infine, crimine ultimo e definitivo, non riportiamo gli articoli che non condividiamo.

Clementina, hai vinto anche tu: confesso la verità. Non ho riportato l'articolo di Carlo Vulpio perchè non lo condivido.

Confesso anche che non ho riportato un milione e mezzo di articoli di un sacco di altri giornalisti.

Per fortuna non ogni amico di questi giornalisti viene a insultarmi per questo, altrimenti passerei il tempo a pubblicare insulti.

Peraltro, voglio segnalare che un sacco di "cattivoni" non hanno riportato un sacco di articoli scritti da me.

E' una delle regole paradossali dei blog: ognuno pubblica un po' quello che gli pare.

Ma noi no, noi siamo costretti a pubblicare quello che decidono Carlo Vulpio, Clementina e Bubba.

Altrimenti, vuol dire che siamo "venduti".

E' il guaio di chi pensa che la vita sia solo una gara a dimostrare chi è più duro e puro. Come disse uno: "C'è sempre un puro più puro che ti epura"

Io, comunque, non sono in competizione, non voglio dimostrare niente a nessuno, non chiedo niente a nessuno, non obbligo nessuno a darmi ragione né a venire qui a perdere il suo tempo.

Un caro saluto.

Felice Lima

P.S. - I colleghi della Redazione che hanno letto questo commento ci tengono a precisare che "abietto" e "schifoso" sono solo io. :-)

Felice Lima ha detto...

Dimenticavo !!

Apprendo da Clementina e Bubba che Carlo Vulpio ha scritto ieri alle 23.42 sul suo blog:
"Cara Rina, conosco bene il blog “Uguale per tutti”.
E so che è nato perché alcuni magistrati che non avevano voce sui siti di categoria potessero finalmente averla, libera e senza “filtri”, insieme con tutti gli altri cittadini, su un blog, appunto, “uguale per tutti”.
Un’idea bella e giusta.
E tuttavia – sarà un segno dei tempi – i titolari di quel blog non hanno voluto pubblicare il mio post sul doppiopesismo. Le ragioni posso anche immaginarle, ma ritengo che siano un loro problema. Se vogliono, lo spieghino loro ai propri lettori.
Cordialità"

"Le ragioni posso immaginarle"???

Ho scritto a Carlo quelle ragioni in na mail di domenica 7 marzo alle 21.11. Dunque, non doveva immaginarle. Le conosceva benissimo.

Davero, il mondo non sta bene.

E' una intera giornata che spreco del tempo a spiegare a delle persone perchè io, che faccio il magistrato, non ho riportato sul mio blog un articolo che uno che fa il giornalista HA GIA' PUBBLICATO sul suo blog.

Avendo tempo da perdere, manderei cento miei articoli a tutti i giornali d'Italia e poi scriverei fiumi di parole per dire quanto sono "cattivi" perchè non li pubblicano.

Correggo ciò che ho scritto prima a Clementina ("Il mondo è bello perchè è vario").

Come dice un mio amico, il mondo è bello perchè è "avariato". :-)

Un caro saluto.

Felice Lima

P.S. - Oggi che tutto il mondo sa che non ho riportato un articolo di Carlo Vulpio la battaglia per la civiltà ha fatto un grande passo avanti.

Ho il sospetto che se si indagherà bene si potrebbe anche scoprire che i blog che non hanno riportato l'articolo di Vulpio possono essere milioni. Il mondo ce l'ha con Vulpio.

francesco Grasso ha detto...

CARISSIMA DOTT.SSA C. FORLEO
assai spiacevole è la polemica nata dalla mancata pubblicazione dell'articolo del Vulpio.
Vede, un Blog non è ne il Corriere della sera ,ne altro organo di Stampa ufficiale. Lo spaszio poi è limitatissimo. La competenza in ordine alla scelta degli articoli che si pubblicano, è della Redazione.
I lettori ,semmai,possono lagnarsi ove immotivamente censurati negli interventi,
E CIO' IN QUESTO BLOG NON SUCCEDE.
La direzione di un Blog come questo, è un impegno oltremodo oneroso e complesso,comprensibile solo da chi ha esperienza nel merito. Pubblicare articoli su richieste pressanti di terzi,
NE DETERMINEREBBE LA MORTE.
I motivi per cui si sceglie un articolo anzicchè un altro possono essere molti. Ad esempio ,se per ipotesi,io dovesi decidere la scelta di un pezzo,nonostante apprezzi moltissimo l'impegno ed il valore del Vulpio,sicuramente non pubblicherei il suo articolo del 6.3.2010 ove si giustifica l'ammissione delle Liste per decreto.
La giustificazione del mancato rispetto dell'Ordinamento(violazione dell'art. 72 Cost.),lo ritengo incompatibile con lo spirito del Blog. In uno Stato di diritto la minima mancanza di rispetto dell'ordinamento lo rende non di diritto.
Le valutazioni limitative del Blog non si possono condividere,in quanto nascono dalla scarsa capacità a comprenderne la straordinaria portata.
Carisima Clementina,spero tanto voglia rivalutare la decisione di lasciare il Blog.
Qi ci sono tantissime persone che le vogliono veramente bene, e questa è la cosa più importante. Il resto va rapidamente dimenticato.
Spero tanto di sentirla al più presto.
L'abbraccio con affetto

carlo vulpio ha detto...

Per Felice Lima.
Non volevo intervenire. Ma mi ci vedo costretto, leggendo oggi post che mi citano a proposito e a sproposito.
Rispondendo a un lettore del mio blog avevo detto che "posso immaginare le ragioni" che ti hanno indotto (legittimamente, per carità) a non pubblicare il mio post sul doppiopesismo, ma questo perché - caro Felice - mi avevi scritto una mail di "spiegazioni" in forma privata. E per rispetto della forma privata della tua mail ho dato quella risposta sintetica.
Ma hai ragione tu. E dunque, se questo è un argomento attinente alla sfera pubblica e se di conseguenza le nostre sono argomentazioni circa un discorso pubblico, è bene che i 25 famosi lettori manzoniani possano farsi un'idea autonoma, libera e indipendente di come sono andate le cose.
Perciò chi vuole può trovare sul mio blog le mail integrali di Lima e le mie risposte.
Carlo Vulpio
p.s.
Io non mai "preteso" che fosse pubblicato un mio post. Mi pareva giusto proporne la pubblicazione su un sito come questo semplicemente perché sono un giornalista censurato proprio in ragione della mia scelta di rimanere libero. Tutto qui.
In ogni caso, grazie e auguri.

Felice Lima ha detto...

Per Carlo Vulpio (commento delle 11.49)

1. Mi hai scritto PRIVATAMENTE chiedendomi di riportare il tuo articolo sul nostro blog.

2. Ti ho scritto PRIVATAMENTE una lettera privata affettuosa e amichevole per dirti le ragioni per le quali non condivido alcune parti del contenuto di quell'articolo e quindi non l'avremmo riportato nel nostro blog.

3. Due giorni dopo hai scritto nel tuo blog: "Cara Rina, conosco bene il blog “Uguale per tutti”. E so che è nato perché alcuni magistrati che non avevano voce sui siti di categoria potessero finalmente averla, libera e senza “filtri”, insieme con tutti gli altri cittadini, su un blog, appunto, “uguale per tutti”. Un’idea bella e giusta. E tuttavia – sarà un segno dei tempi – i titolari di quel blog non hanno voluto pubblicare il mio post sul doppiopesismo. Le ragioni posso anche immaginarle, ma ritengo che siano un loro problema. Se vogliono, lo spieghino loro ai propri lettori. Cordialità"

4. Clementina ha scritto qui chiedendo perchè non avessimo pubblicato l'articolo.

5. Mi sono assunto la responsabilità di questa scelta dicendo che non condivido quell'articolo.

6. Clementina ha polemizzato dicendo di "prendere atto che in questo blog si pubblica solo quello che si condivide" (cosa che mi pare del tutto ovvia; nessuno pubblica facendole proprie cose che non condivide).

7. Ho messo nella mia risposta il link all'articolo in modo che ognuno che vuole possa leggerlo.

8. Tu scrivi che allora pubblicherai il contenuto della mia mail privata.

9. Come tu stesso espressamente riconosci nel tuo commento al quale rispondo, le mail che ci siamo scritti erano private e destinate a restare private. Pubblicare una corripondenza privata, scritta e ricevuta con l'intenzione che restasse privata sarebbe cosa illegale e di una scorrettezza senza uguali. Sono certo, quindi, che non farai una cosa del genere perchè non sarebbe onorevole.

10. Hai scritto: "Io non mai "preteso" che fosse pubblicato un mio post. Mi pareva giusto proporne la pubblicazione su un sito come questo semplicemente perché sono un giornalista censurato proprio in ragione della mia scelta di rimanere libero. Tutto qui".

Certo, se uno non "pretende" che gli riportino l'articolo, poi quando non glielo riportano non racconta la cosa sul suo blog nei termini che ho riportato sopra testualmente.

11. Nessuno qui ti ha censurato. Abbiamo pubblicato qui molti articoli tuoi. Quello di cui parli non l'ho riportato perchè non lo condivido. Il tuo articolo è già pubblicato sul tuo blog. Io ho anche riportato il link così ognuno lo può leggere e può farsi l'opinione che preferisce. Mi sembrava di essere libero di non condividere il tuo articolo senza che questo provocasse il commento che ho riportato sopra testualmente dal tuo blog e tutta la polemica di questi due giorni.

Auguri anche a te.

Felice Lima

clementina forleo ha detto...

Una precisazione, dal momento che nuovamente sono stata tirata in ballo e accusata di fare "polemiche" (sic!)
Credo che la pubblicazione di conversazioni o comunicazioni intervenute tra due soggetti, da parte di uno di essi, non sia "illegale".
Semmai può essere riprovevole sotto altri profili, se non sussistono ragioni di rilevanza pubblica, ma comunque non "illegali".
Se così fosse la signorina D'Addario e la giornalista Sarzanini che oggi scrive su questo blog - la quale ultima com'è noto ha raccolto e pubblicato le confidenze della prima sulla sua famosa notte con il premier - dovrebbero riponderne davanti a un giudice.

Per amore di verità.

Clementina Forleo

Felice Lima ha detto...

Ovviamente sulle questioni di diritto si possono avere opinioni diverse.

Tu pratichi il diritto penale, io quello civile.

La mia convinzione è che sotto il profilo civilistico, la pubblicazione di corrispondenza privata scritta e consapevolmente ricevuta come destinata a restare privata sia un atto illecito, produttivo di danno risarcibile.

Questa mia non è "la verità", ma solo la mia modesta opinione.

Che trova conforto, fra l'altro, nella molto nota sentenza del Tribunale di Milano, I Sez. Civile, n. 8037 del 5 giugno 2007, che ha statuito che "I contenuti di una mailing list sono da considerare posta privata e tutelati dal diritto alla riservatezza, (addirittura: n.d.r.) ANCHE IN PRESENZA DI CONSENSO DELL'INTERESSATO" e ha condannato chi aveva pubblicato una mail spedita a una mailinglist (guarda caso di una corrente dell'A.N.M.), nonostante che ci fosse addirittura il consenso di uno dei destinatari della mail.

La sentenza sta, fra gli altri posti, anche a questo link.

Ora, se è illegale la pubblicazione di una mail spedita a un folto gruppo di persone (come è una mailinglist), figurati quella spedita riservatamente a una sola persona.

Diversamente, Clementina, io avrei potuto scriverti privatamente come a un'amica, chiedendoti le tue più intime opinioni su questa o quella persona. Ricevere le tue opinioni da te affidate alla riservatezza di una conversazione fatta nella reciproca convinzione che sarebbe rimasta riservata, e poi vendermi un bello scoop a un giornale con le tue lettere private, sostenendo che la cosa è "di rilevanza pubblica", come dici tu, perchè tu sei un personaggio pubblico e le persone sulle quali ti ho chiesto le tue intime opinioni pure.

Oppure taluno potrebbe scrivermi privatamente e chiedermi perchè non vado al cinema con lui domani sera o, per esempio, perchè non riporto un suo bellssimo articolo sul mio blog. Ricevere da me in confidenza miei intimi pensieri e confidenze (per esempio, non vado al cinema perchè devo andare a farmi la dialisi o perchè ho una malattia infettiva) e poi beatamente pubblicare il tutto per smaltire un suo inatteso rancore personale per non avere visto accolto il suo invito al cinema o la sua richiesta di riportare il suo bellissimo articolo.

I casi della signora D'Addario e della signora Sarzanini sono diversi, perchè attengono a elementi di prova offerti in un processo penale.

E' ovvio che se io, in una corrispondenza privata, dico o faccio cose che possono avere rilievo in un processo penale, la parte che offre le mie lettere ALL'AUTORITA' GIUDIZIARIA COMPETENTE non commette un illecito, perchè la violazione del patto intercorso con il suo interlocutore ha una valida giustificazione ("giustificazione" nel senso legale del termine).

E francamente spero che non riportare un pur eccezionale articolo di Carlo Vulpio non intergi ancora una fattispecie di reato né comporti l'avvio di un procedimento penale.

Mentre, la conversazione con un giornalista che ti fa domande non può per nulla presumersi fatta sulla base di una comune consapevolezza della irservatezza della conversazione. Se un giornalista mi chiede qualcosa come giornalista (e non privatamente per email come amico) si presume che potrà fare della risposta ciò che preferisce.

Ma in ogni caso, al di là del presidio legale di questo elementare obbligo morale, resta l'obbligo morale, che ordinariamente costituisce per le persone onorate un vincolo più che sufficiente.

E francamente, se non è polemica anche solo discutere di cose del genere (dopo essersene andati "in punta di piedi"), è difficile ridefinire il concetto di polemica.

Felice Lima

clementina forleo ha detto...

Caro Felice,
sento il dovere di risponderti per un utile confronto sull'argomento al di là del caso specifico.
Conosco la sentenza che citi sulla diffusione delle mail sulle mailing list della nostra categoria e conosco anche molte voci contrarie al riguardo.
Ritengo tuttavia - pur occupandomi di diritto penale - che la diffusione di una conversazione o comunicazione avvenuta con qualunque mezzo da parte di uno degli interlocutori non integri alcuna fattispecie illegale sempre evidentemente che il contenuto di quanto riportato non integri di per sè un illecito.
Del resto la storia, come l'attualità, è piena di pubblicazioni di conversazioni o comuncazioni da parte di uno dei soggetti che vi aveva o vi ha preso parte.
Quanto al caso D'Addario, mi limito a ricordare che quanto la predetta riferì alla Procura depositando la bobina contenente la nota registrazione, era - e probabilmente lo è ancora - coperto da segreto istruttorio, per cui quanto dalla stessa riferito in parallela sede sempre in ordine al contenuto di detta registrazione sarebbe stato comunque "illegale" seguendo la tua tesi.
Ma il diritto, a differenza della matematica, è un'opinione.
Sarebbe dunque interessnte vedere se ci sono precedenti in termini.
Si tratta infatti, al di la del caso che ha innescato la questione, di un argomento interessante che vale la pena di approfondire e che approfondirò in questo mio periodo di riposo "coatto".
Mi spiace - per chi ne rimarrà contrariato - se sono rientrata nel blog ma ne ho sentito il dovere.
Del resto, come ha scritto il sig.Grasso - che non conosco - forse è vero che qui c'è gente che mi vuole bene e che non ostacola la mia libertà di espressione.
Un caro saluto.
Clementina Forleo

Felice Lima ha detto...

Molti amici, dopo aver letto questa pagina del blog, mi hanno telefonato oggi, molto turbati, chiedendomi cosa sia accaduto fra noi, quale sia il “retroscena” di tutto questo.

Il paradosso più grande è questo: non c’è alcun retroscena!

Lo so che non è credibile per niente, ma purtroppo è vero.

Fino a domenica ero serenamente e spensieratamente convinto che con Clementina e Carlo fossimo amici.

Abbiamo pranzato e cenato insieme. Abbiamo partecipato a dibattiti. Combattuto battaglie civili. Sono citato da Marco Travaglio nella prefazione del libro di Carlo Vulpio “Roba nostra”. Ho presentato quel libro con Carlo in diverse occasioni anche lontano da casa (in Val d’Aosta). Ho riportato in questo blog molti articoli di Carlo. Ho difeso le ragioni di Clementina senza se e senza ma in ogni dove (basta cercare su Google “Felice Lima Clementina Forleo”).

Ci siamo sentiti anche di recente. Ed è stato del tutto amichevolmente.

Poi … domenica scorsa mi sono permesso di non riportare qui un articolo di Carlo Vulpio che non mi piace e non condivido (l’articolo).

Il seguito è tutto scritto qui. Non preceduto da nessun “preavviso”. Neppure una telefonata che dice “come ti sei permesso”.

Con i colleghi della Redazione ancora ci interroghiamo se non sarebbe stato opportuno non pubblicare questa polemica che appariva dolorosa e inutile fin dal suo inizio.

Ma:

1. temo che non l’avremmo fatta franca comunque; in questo tipo di web forse è più semplice infliggere ai lettori tutto questo strazio piuttosto che rispondere a mille mail su “perché avete censurato Clementina Forleo”;

2. forse – chi lo sa! – questa è “la notizia”; forse la notizia è che tre persone con molti impegni di lavoro discutano per ore inutilmente di un articolo già pubblicato sul blog dell’autore, del quale in questo è stato citato anche il link, ma che non è stato riportato qui. Ritenendo Clementina che questo episodio (il non avere riportato qui l’articolo) meriti addirittura una citazione de “La banalità del male” della Harendt.

Forse è inevitabile che a un certo punto gli strumenti diventino – più o meno inavvertitamente – un fine e non un mezzo.

Forse è inevitabile che a furia di parlare di se stessi, delle proprie opinioni, dei propri scritti, si finisce con pensare che tutto ciò che ci riguarda sia, per ciò solo, come ha scritto Clementina, “di rilevanza pubblica”.

Così magari si spiega che abbiano tanto successo i programmi nei quali le persone raccontano la loro vita privata e mariti e mogli sembrano contenti di rinfacciarsi le corna davanti a qualche milione di spettatori.

Forse capita a tutti.

Ma forse no.

Oggi, comunque, è capitato a noi.

Secondo me ci deve fare riflettere. E molto.

Almeno non avremo sprecato il tempo impiegato a scrivere questo fiume di inutili parole che sarebbero “di rilevanza pubblica” perché … perché noi siamo di rilevanza pubblica :-(

Felice Lima

P.S. - Se questo non è reato e non comporta la pubblicazione del contenuto di tutte le conversazioni intercorse fra me, Forleo e Vulpio negli utlimi tre anni, io vorrei scendere. Domani devo lavorare molto e davvero tutto questo è stato troppo per me. Abbiate pietà, se possibile. Considerate l'ipotesi che domattina ci siano nel mondo cose più importanti di cui parlare del se pubblicare una lettera privata sia una cosa schifosa e anche illegale o solo una cosa schifosa. Se non condividere un articolo di Vulpio e non riportarlo significhe essere dei reprobi degni di essere portati via dai nazisti senza che nessuno li difenda.

Se serve una resa, io dichiaro di arrendermi.

Ho sbagliato. In tutto. Dovevo riportare l'articolo di Vulpio. Non gli dovevo scrivere in privato, perchè noi non possiamo avere un "privato", perchè siamo "pubblici", non dovevo rispondere a Clementina.

Scusate. Davvero. Ma poi, alla fine, se potete, abbiate anche pietà. In fondo è solo l'1.11 della notte di una ordinariamente pazzesca giornata di lavoro.

centrocampo ha detto...

per Clementina Forleo
Confermando che su questo blog ci sono tante persone che Le vogliono bene (io personalmente mi permisi di offrire una cena a Lei ed alla Sua scorta, anche se poi la cosa non avvenne perché Lei andò via di corsa), Le chiedo di non lasciarci; sono sicuro che anche questa nottata passerà e che l'alba spazzerà via le incomprensioni.
Provando a dire la mia sull'accaduto, noto che:
-questo blog non ha pubblicato i verbali della D'Addario (perlomeno io non li ho visti), quindi Lei non ha elementi per presumere che Felice Lima approvi la pubblicazione di atti coperti dal segreto istruttorio;
-Lei non è entrata in punta di piedi: pur essendo io un semplicissimo lettore (non conosco e non ho mai telefonato a nessuno della Redazione), avevo provato un leggero fastidio per il tono del Suo primo intervento, tanto che, nella mia risposta, rivolta a Lei, avevo usato le Sue identiche parole, affinché Lei si potesse accorgere e potesse mitigare i toni, cosa purtroppo non avvenuta;
- tutti i Suoi interventi, anche relativi ad altri articoli, riguardavano argomenti che La toccano personalmente (che comunque stanno a cuore a praticamente tutti i frequentatori questo blog), senza alcun intervento su altri articoli (atteggiamento ovviamente legittimo, pur aspettandomi io, senza alcun diritto, interventi a più ampio raggio);
- non ha commentato in alcun modo la prescrizione (senza alcun dovere), privandoci della Sua competenza penale (a cui non avevo/avevamo diritto), limitandosi alle questioni tra "ferrovieri" ed attenzionando i "viaggiatori" solo il giorno in cui, anche Lei, prende il treno.
Ringrazio per l'attenzione, rinnovando il pressante invito a non lasciarci.

Anonimo ha detto...

Francesco Grasso
ha condensato perfettamente quello che è anche il mio pensiero.
Rilevo anche che nessuno ha mai pubblicato i numerosi articoli e analisi in difesa di Clementina Forleo e non solo che qui sono stati dibattuti, ma il fine era altro.
Mi chiedo anche se Falcone e Borsellino fossero stati così attenzionati sarebbero ancora vivi.
Mi ricordo la "sorpresa" e la fuga da uscite secondarie del "potere" ai funerali quando sentitosi accerchiato dall'opinione pubblica ne avvertì la forza.
Scusate lo sfogo.
Alessandra

Opinio iuris ha detto...

Il pur formalmente educatissimo dibattito tra Felice Lima e Clementina Forleo dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, come sia del tutto INOPPORTUNO che Magistrati della Repubblica dibattano tra loro - pubblicamente - sovra qualsiasi argomento politico, anche in senso lato.

Mi rendo conto di sognare l'impossibile, ma come sarebbe bello se i Magistrati si attenessero tutti alla regola di fare soltanto ed esclusivamente il loro - prezioso - lavoro di dipendenti dello Stato, senza intraprendere "battaglie" di sorta, tantomeno politiche, lasciando agli eletti dal popolo il compito di intraprenderle, siano questi ultimi di una parte ovvero dell'altra.

Ne guadagnerebbe senz'altro il prestigio dell'intera Magistratura, lo stesso prestigio che aveva una volta, quando nessuno avrebbe mai osato incolpare un Giudice di "partigianeria", e quando il Giudice era veramente PERCEPITO da tutti come IMPARZIALE.

"Esse est percipi"!

La qual frase significa, con buona pace dei "fans" da una parte, e dei "detrattori" dall'altra, che non solo i Magistrati non debbono schierarsi ma neppure FAR INTENDERE di essere schierati a favore di qualcuno - o anche solo di loro stessi -, e che dovrebbero adottare sempre e ovunque la massima RISERVATEZZA nel manifestare le proprie opinioni su questioni politicamente rilevanti, direttamente o anche solo indirettamente.

Appare tuttavia evidente che chi ha, invece, INTERESSE, provi sempre a suscitare in loro sentimenti e ambizioni estranee alla loro funzioni. Qualora taluni sentissero tali - lecite - ambizioni, sarebbe però il caso che valutassero le scelte fondamentali della loro vita e optassero una volta per tutte per la poltica attiva, non tenendo il piede in due scarpe e, soprattutto, non DANDO L'IMPRESSIONE DI TENERLO, anche se non fosse vero.

Ogni manifestazione pubblica delle proprie idee è tutelata dalla Costituzione, ma è anche vero che un Magistrato non è un cittadino qualsiasi! La legge gli fa disporre della vita delle persone e dei loro beni primari, primo fra tutti la libertà personale.

Pertanto, se non è vietato, appare quantomeno OPPORTUNO che le "idee" del Magistrato siano tenute per sé e manifestate soltanto nel segreto dell'urna, a garanzia della credibilità e dell'autorevolezza dell'intero Ordine Giudiziario.

Mauro C ha detto...

Resto allibito, attonito, stupefatto, sconcertato, smarrito,... ho perso la bussola? (e non possiedo il Gps, anzi da 10 anni nemmeno l'auto... ma che faccio, mi lascio andare a parlare di fatti privati, anche se poi sono conseguenti ad atti pubblici... difficile da scindere: questione complicatissima da poterne venire fuori, da poter dipanare in quella in-garbuglia-ta
"mat(t)a-ssa" legge sulla c.d. privacy, e se poi il diritto - penale - è "opinabile" succede, appunto. ciò che qui si sta verificando e alla massima potenza?). Non riesco a capire e quindi ammutolito.
Ma anche se confuso, tra imbarazzo e incertezza, provo a balbettare (non dico "tartaglia-re", si potrebbe malignare...) qualcosa, diciamo, sul piano umano e "in punta di piedi" (come la Lecciso chiusa nel silenzio o come la D'Addario aperta a tutti? persino offerta-si o spedita"porto franco" in un'alcova d'alto bordo ma di basso profilo etico-morale).
come "la Forleo" - così usavo citarla quando ieri, come oggi, l'sprimevo solidarietà a 360° sui forum, al Corriere e alla Gazzetta di Bari... ho persino parlato con la sua segretaria-filtro(intasato?) dell'ufficio a Milano,... - che però è rientrata in campo a "gamba tesa". Del tutto comprensibile l'"essere" sotto tensione e senza protezione, se non fosse che così rinunci anche a quella solidarietà dimostrata qui durante la bufera... che l' ha toccata anche sul piano familiare e personale.
Ciò che si sta verificando a me pare un complotto: Vulpio se la prende con Travaglio (& altri
"suoi amici") che a sua volta (con altri suoi amici) prende le distanze da Di Pietro che induce de Magistris a rivedere la sua posizione (tutto per il caso De Luca?) e tutti messi insieme non sono ben visti da Paolo Barnard che si ritiene coerente e libero da... poter fare la morale a tutti e per di più a Vulpio che a suo giudizio non doveva restare in quel "letamaio"....
Ma il vero mistero che, nel caso N/S di specie, ha scatenato questa accesa e incomprensibile discussione (da far perdere tempo e sonno a chi lavora seriamente, e sodo) è "Ri(i)na" che – e perché mai s'insinua con quella domanda? -- insiste (...) e forse è questo l'obiettivo, il risultato che mirava ottenere?
Ho notato che la Forleo saluta usando la stessa frase tipica del collega “Felice” (di risentirla), che mi pare, anche dai toni, ridimensionati, di già un buon segnale di chiarimento e riconciliazione. Spero! Altrimenti dovremmo dar ragione a Ennio Flaiano, in questi giorni ricordato, con quella fatidica frase: “...la situazione è grave ma non seria”? Con immutata stima, Mauro

Felice Lima ha detto...

Grande Mauro!

Approccio ironico e leggero (che è proprio quello che ci vuole), ma sguardo acutissimo (qui e altrove) e intuizioni fulminanti.

Ogni volta che dedico attenzione a questo blog, mi riconvinco sempre che la cosa più bella e interessante sono i lettori (ovviamente anche Centrocampo e tutti).

Complimenti davvero.

Felice Lima

P.S. - Flaiano ha certissimamente ragione. Quella frase è un faro che illumina sempre le nostre sorti italiche. Ce la dovremmo ricordare più spesso.

clementina forleo ha detto...

Vi ringrazio della solidarietà ma, vista la situazione, che è davvero grave, la respingo al mittente.
Semmai dovesse accadermi qualcosa, vi prego di restarvene in disparte.
Non mi sono venduta ai politicanti di turno e non mi pento, anzi vado orgogliosa, oggi come ieri, del rispetto della mia dignità e del mio coraggio.
L'ipocrisia delle verità a metà non mi è mai piaciuta.
Buon lavoro a tutti.

francesco Grasso ha detto...

Come più volte ribadito ritengo che reggere un Blog,soprattutto come questo,è cosa complesa ed onerosa.Sono sempre in agguato circotanze come questa. Il Blog non è un Giornale,chi lo regge non è un giornalista,non ne possiede gli strumenti ne la dotazione in tempo,essendo impegnato altrove.
In relazione alla pubblicazione di conversazioni intervenute tra due soggetti da parte di uno di essi, senza autorizzazione di una parte,il dott. Lima scrive, trattarsi di " cosa illegale e di una scorrettezza senza ugali. COSA ILLEGALE dice,non parla di comportamento delittuoso idoneo ad integrare una qualunque fattispecie penale.
INVERO sostanziali differenze sussistono tra l'ambito penale e quello civile. Nel primo rileva in via prioritaria il comportamento,nel secondo l'evento derivante,ovvero il danno che secondo il principio del "neminem laedere(a fondamento della responabilità extracontrattuale ,2043c.c.) va risarcito.
Benchè medesimi " i principi che regolano il procedimento logico-giuridico ai fini della ricotruzione del nesso cauale,ciò che muta sostanzialmente tra il proceso penale e quello civile è la regola probatoria,in quanto nel primo vige la regola della prova oltre il ragionevole dubbio(cfrCa. pen. S.U. 11 settembre 2002,n.30328,Franzese),mentre nel secondo vige la regola della preponderanza dell'evidenza o del più probabile che non(Cass. civ. S.U. n.576/08)"
Già da tempo la giurisprudenza di legittimità ritiene possibile la risarcibilità del danno non patrimoniale,anche a precindere dal limite derivante dalla riserva di legge correlata all'art. 185 del codice penale allorchè vengano lesi valori personali di rilievo costituzionali(cfr. Cass 31 maggio n2003,n. 8827 e n. 8828).
CONTINUA..........

francesco Grasso ha detto...

......CONTINUA
Allo stato, la giurisprudenza costituzionale e quella delle Sezioni Unite della Cassazione ha sancito che il danno non patrimoniale alla luce dell'art. 2 Cost.,che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,non può più essere identificato,secondo la tradizionale restrittiva lettura del'art.2059 c.c. in relazione all'art.185 c.p.
A mio avviso l'aspetto più rilevante è la "scorrettezza così come denunciata dal dott. Lima.
Le sopraddette comunicazioni sempre caratterizzate dall'immediatezza sono per ciò, prive del requisito della " più attenta valutazione" che si riserva ai comunicati destinati al pubblico.
Si viola ancora l'importantissmo sentimento della fiducia.
e Ciò ne fa un atto particolarmente riprovevole, ove fatto non per asoluta necessità ,ossia eclusivamente per motivi di giustizia.

francesco Grasso ha detto...

DOTT.SSA FORLEO
lei dice

" Semmai dovese accadermi qualcosa,vi prego di restarvene in disparte."

Non sono qui per contrastare i suoi sentimenti e il modo di esprimerli.
Penso di ben comprendere il suo stato d'animo. Gravemente ferita da quelle istituzioni che avrebbero dovuto garantirla,qui sempre accolta con i sensi della più elevata solidarietà,l'ha ritenuta acqisita in forma incondizionata,ovvero senza se,senza no e senza ma.
Purtroppo una serie di circostanze avverse ed imprevedibili(basti pensare che L'ARTICOLO NON PUBBLICATO APPARTENEVA AD ALTRA PERSONA, E NON A LEI) hanno creato una serie di scollamenti, causa di un terremoto che ritengo solo di assestamento.
Sicuramente nessuno ha voluto sminuire i suoi valori e le tante avverse circostanze che l'hanno ferita.
Nessuno ha dimenticato che mentre il P.C.M ricoverato a seguito del'attentato di Milano riceveva la solidarietà di padre Verza con espressioni quali " Silvio perdoni tu? " e di rimando " si Padre perdono loro perchè non sanno quel che fanno " e mentre le masse stimolate dalla Stampa, versavano fiumi di lagrime,
lei
si trovava ricoverata per una grave frattura della mandibola riportata in un incidente che presenta aspetti assai poco chiari,per non dire sinistri,
che
la circostanza è stata caratterizzata da un silenzio Stampa totale.
Un silenzio Stampa PERICOLOSO!!!
CHE
mentre il P.C.M. dispone di sistemi di sicurezza enormi,disponibili a suo piacimento e sicuramente idonei a fronteggiare circostanze di quel genere,
a lei
era stata sospesa la scorta,e a seguito dell'incidente
DEFINITIVAMENTE REVOCATA.
Come vede ,anche se non mi conosce,seguo con attenzione la sua vicenda.
AMPIA SOLIDARIETA' MERITA LA SUA PERSONA.
Ma una vera solidarietà non coincide con la soppressione della naturale dialettica,che a mio avviso può essere perfino controproducente.
Da un'attenta rilettura degli interventienti a fondamento del "terremoto" trovo che non si riscontrano elementi,seppur vivaci, che vanno oltre una naturale dialettica tra persone che si stimano.
Sicuramente
lei resta libera di pensarla come vuole e di fare affermazioni come quelle sopraddette.
TUTTAVIA,
e mi rivolgo a quanti, per grave insipienza, dovessero ritenere che si è determinata una frattura tra persone dello stesso schieramento,idonea a rafforzare i disegni dei traditori della Patria,
DICO CHE
LEI RIMANE UN OBBIETTIVO DA PROTEGGERE,OGGI PIU' DI PRIMA!!!
e chi ha orecchie per intendere, intenda!