«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 12 marzo 2010

Protezione civile Connection





di Luigi De Magistris
(Parlamentare europeo)



da Il Fatto Quotidiano del 12 marzo 2010


Le indagini espletate dalla Procura della Repubblica di Firenze evidenziano le nuove forme di corruzione.

Fatti gravi, inquietanti, diffusi, ma non certamente nuovi.

Il sistema criminale è il medesimo di quello ricostruito anche in recenti inchieste giudiziarie.

Coincidono contesti, nomi, società. Un sistema criminale che ruota, soprattutto, intorno alla gestione del denaro pubblico.

Sodalizi criminali che gestiscono finanziamenti europei, statali e regionali. Gruppi di potere criminale in grado di condizionare ogni settore destinatario di sovvenzioni pubbliche: sanità, ambiente, trasporti, infrastrutture, lavori pubblici, formazione, informatica.

Tutto, senza che venga lasciato uno spicchio alla rapacità del crimine dei colletti bianchi.

Controllano e depredano i fondi destinati per superare l’emergenza ambientale: per smaltire i rifiuti, per depurare le acque, per garantire l’acqua quale bene pubblico, per la lotta alle ecomafie. Arraffano i soldi destinati alle calamità naturali: per i terremoti, per le alluvioni, per i disastri ambientali. Si arricchiscono sulla salute dei cittadini.

Prendono soldi mentre la gente si impoverisce e/o muore. Roba da far accapponare la pelle.

Si foraggiano politici corrotti e prenditori di soldi pubblici, si alimenta illecitamente la stessa attività politica. È un sistema collaudatosi nel corso degli anni e realizzato insieme da una fetta consistente della classe politica – in modo assolutamente trasversale –, da imprenditori che si sono arricchiti attraverso un rapporto illecito preferenziale con la politica che poi, a loro volta, finanziano e rafforzano con il voto, dalla mafia imprenditrice ed istituzionale che partecipa alla ripartizione della torta pubblica, da pezzi di ceti istituzionali, anche deputati ai controlli di garanzia e di legalità.

Nei luoghi della gestione illecita del potere partecipano anche magistrati, funzionari pubblici, rappresentanti delle forze dell’ordine e della sicurezza. Nella ripartizione della torta mettono loro prestanome. Nel mercimonio delle pubbliche funzioni operano direttamente. Ne ottengono potere, incarichi, prestigio, partecipazione alla gestione di fatti politici ed istituzionali ad altissimo livello.

Non é, quindi, un caso che, nelle carte delle inchieste di Firenze e Perugia, si rinvengono nominativi di persone coinvolte anche nelle inchieste Why Not e Poseidone da me dirette, o in quelle condotte dal pm Woodkock, quando prestava servizio a Potenza.

Imprenditori, monsignori, magistrati, personale dei servizi. Un sistema criminale – corrotto e mafioso – che opera con il collante di servizi segreti (deviati?) e di massonerie deviate.

Nelle ultime inchieste un ruolo inquietante l’hanno svolto alcuni magistrati.

Uno per tutti, il Procuratore Aggiunto di Roma dr. Toro, ovviamente addetto alla sezione reati contro la pubblica amministrazione.

Un gerarca della correntocrazia.

Magistrato il cui nome comparve al disonore della cronaca per la vicenda criminale dei furbetti del quartierino.

Magistrato il cui nome emergeva nelle indagini – con intercettazioni dal contenuto imbarazzante sul piano morale, ma utili per far carriera in magistratura – effettuate dal dr Woodkock nei confronti del dr Barbieri (altro magistrato in servizio tra la Procura di Roma ed il ministero della Giustizia, un altro correntocrate).

Magistrato, sempre il Toro, il cui nome compare, unitamente ad altri – tra cui il dr Nebbioso, anche lui nelle carte dell´inchiesta di Firenze ed anche lui Caronte tra gli uffici romani ed il Ministero della Giustizia – nell’inchiesta Why Not.

Magistrato che, poi, si é occupato incredibilmente – anzi ovviamente – di indagare su Why not e su alcuni protagonisti di quella straordinaria inchiesta (bloccata con ogni mezzo illegale e con un dispiego di forze istituzionali senza precedenti).

Come scrisse Domenico Starnone, normale devianza. I deviati siamo noi, gli altri sono i normali, i normalizzatori, i conformisti, quelli che prevengono le raccomandazioni del potere prima ancora di riceverle.

Potrei continuare ancora, ma molte cose sono nelle stanze segrete di uffici giudiziari che spero ricostruiranno la verità.

La questione morale non appartiene solo alla politica. E sarebbe anche interessante comprendere perché il Toro si é dimesso così velocemente e che cosa è avvenuto quando i magistrati romani, ai più alti vertici, sono venuti al corrente degli sviluppi clamorosi ai quali stava conducendo l’indagine di Firenze.

E’ la Procura di Perugia, adesso, l’Ufficio che ha il compito più delicato. Quello di capire fino in fondo che cosa è avvenuto ai vertici del più importante ufficio giudiziario d’Italia.

E materiale, recente e meno recente, è immane.

La luce deve diradare le nebbie, il fresco profumo di libertà deve eliminare il puzzo del compromesso morale.



3 commenti:

enzomichelangeli ha detto...

Sono ormai troppo grande (di età) per avere dei miti, ma la volontà e il coraggio di persone come il dott. De Magistris, il dott. Lima, il dott. Genchi che ieri 11 marzo a Noto ha risvegliato per un paio d'ore la coscienza assopita della cittadina, mi fanno stare meglio.Questi cittadini credo possano aprire uno squarcio nella nebbia in cui è avvolta questa povera Italietta.

Anonimo ha detto...

Io francamente resto senza parole.Ma come si sa come funziona e non si fa nulla anzi si cambia casacca.E la storia che si ripete in questo paese qualcuno che senza permesso sale ai piani alti vede sente e poi chiede di entrare.Io purtroppo non condivido tante indagini fatte ed in corso perche le reputo un dispendio di risorse finaziarie e umane.Ne cito una per esempio (il processo ad ANDREOTTI) tanto vantato il risultato ma non è cambiato nulla.Mettiamola cosi io sono un contribuente e vengo a conoscenza dai mezzi di stampa che una procura giustamente cerca di fermare un'attività illecita e per questo utilizza x soldi,poi pero i colpevoli sono si colpevoli ma essendo passati gli anni non si puo far nulla.Domanda?Ma non si poteva far prima??Mi chiedo indagini a 300 gradi mai nelle prucure,chissà perche tra loro non si scornano mai.Bisogna cambiare le regole.Scusate lo sfogo.

Anonimo ha detto...

Gli unici che sono stati uomini, oggi purtroppo per questo paese non ci sono più.