«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 15 agosto 2008

“Quando le lacrime sono rugiada e le parole profumano di speranza”








di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)




Alcune settimane fa, Aldo Pecora, uno dei leader del movimento Ammazzateci tutti, mi ha invitato a partecipare al meeting Legalitàlia ‘08, che si è svolto a Reggio Calabria dall’8 al 10 agosto 2008.

Ho accettato “per dare un contributo” e ci sono andato. E come mi accade sempre in questi casi, più che dare ho ricevuto.

Quello che ho visto mi ha commosso e mi commuove ancora.

E’ troppo per riuscire a raccontarvelo adesso (magari fra un po’ troverò l’ispirazione per una sintesi).

Intanto voglio solo riportare qui sotto le parole pronunciate da Rosanna Scopelliti – figlia del nostro collega Antonino Scopelliti, ucciso da vili assassini mafiosi il 9 agosto del 1991 – alla fine della Messa solenne celebrata nel duomo di Reggio Calabria il 9 agosto 2008, in occasione del 17° anniversario della morte di suo padre.

La magistratura e l’intero Paese hanno un debito grande con Rosanna e con sua madre. La magistratura e l’intero Paese non hanno fatto quello che dovevano per il loro padre e marito.

Io sono molto molto grato a Rosanna. Perché il suo esempio è una lezione dolcissima e ad un tempo imperativa.

Questa donna così giovane e così tanto ferita e danneggiata dall’ingiustizia ci dà una lezione bellissima di pace e di giustizia.

Nel contrasto fra la sua dolcezza e la forza delle sue parole c’è la prova della verità di esse e della diffusività intrinseca del bene.

Rosanna non è “arrabbiata” e non recrimina.

Rosanna non chiede nulla per sé, e ne avrebbe diritto.

Rosanna non insulta e non “divide”.

Rosanna, con dolcezza ma con sincerità ricorda suo padre e tutti i valori per i quali egli si è sacrificato e ha sacrificato i suoi cari.

Rosanna è terribilmente efficace e la sua efficacia dimostra che la convinzione che “non ce la possiamo fare” e solo un alibi per non impegnarci.

Ce la possiamo fare sicuramente. Non è certo che ce la faremo. Ma è certo che ce la potremmo fare. Se ci impegnassimo davvero e tutti.

Domenica sera a Reggio Calabria mi è stato dato tanto. Da tanti.

Rivedo i visi splendidi e pieni di speranza di Rosanna, di Aldo, di Annalisa, di Silvio, di Maria Grazia, di tanti ragazzi venuti da ogni parte d’Italia a testimoniare e a impegnarsi.

Risento le parole serene e giuste di Luigi De Magistris. Le denuncie coraggiose di Salvatore Borsellino. Rivedo gli sguardi affettuosi delle nostre mogli. Il bimbo di Luigi giustamente stanco.

Cari amici, grazie! Grazie dal profondo del cuore.

Io non so se i cinici, gli opportunisti, i vili, i disonesti, i “prudenti” avranno infine ciò per cui hanno svenduto l’onore e la dignità. So che noi abbiamo già avuto un’enormità di cose più belle e che nessuno ce le potrà togliere.

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Il link al sito di Legalitàlia ‘08.

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Il link a un bell'articolo di Rete per la Calabria dal quale ho tratto il titolo di questo post.

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Le parole di Rosanna Scopelliti alla fine della Messa del 9 agosto:


“La buona battaglia”

Scrisse San Paolo a Timoteo: “Quanto a me, ormai è giunta l’ora di offrire la mia vita come sacrificio a Dio. È il momento di iniziare il mio ultimo viaggio. Ho combattuto la buona battaglia, sono arrivato fino al termine della mia corsa e ho conservato la fede. Ora mi aspetta il premio della vittoria: il Signore, che è giudice giusto, mi consegnerà la corona di uomo giusto”.

Diciassette anni fa anche mio padre, il sostituto procuratore della Suprema Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, ha combattuto la buona battaglia conservando la sua incrollabile fede nei principi dell’onestà, della legalità e della Giustizia, e per la fedeltà a quei principi non ha esitato a mettere a rischio la sua stessa vita, pur sapendo di esporsi al martirio, come fecero prima di lui e dopo di lui altri magistrati, carabinieri, poliziotti, finanzieri, servitori dello Stato e delle Istituzioni democratiche, in tutte le sue forme.

Ecco, oggi ed in questo momento il mio pensiero ed il pensiero di tutti noi qui presenti si faccia memoria di mio padre e di tutti questi eroi, e la memoria di questi testimoni diventi a sua volta testimonianza nella nostra vita.

Solo così essi non saranno morti invano, e soprattutto la fiaccola della legalità passi dalle loro mani alle nostre, per camminare sulle nostre gambe e parlare con le nostre voci.

Werner Sylten, pastore luterano di origine ebraica, nel campo di concentramento di Dachau mentre lo conducevano a morte pregò così: “O Dio mio, anche nelle tenebre della nostra vita presente, possano la miseria e la solitudine non essere invano. Strappaci all’angoscia e alla paura. Fatti trovare sulla croce. Vieni vicino a noi e salvaci”.

Il mistero dell’iniquità ha trovato anche nella storia della nostra terra tanti varchi, e troppe volte ha sfigurato l’immagine dell’uomo, cercando di abbrutirlo, negandogli la dignità, annientandone la fede, spezzando il suo rapporto con Dio, uccidendo in lui le risorse di bene e poi il corpo.

Eppure, dal profondo dell’abisso si sono accese delle luci di speranza, di resistenza al male. Si sono levate delle voci che non hanno cessato di lottare nello sfinimento e nella debolezza: uomini, donne, giovani che hanno provato angoscia e paura, ma che non desiderano salvare la propria vita a costo di perderla.

Questi uomini e donne, questi giovani, non hanno amato la loro vita più delle scelte di amore e di fede che l’hanno resa feconda.

Essi sono i nuovi testimoni di una Calabria che vuole cambiare, e che sta già cambiando. A tutti loro, alla “forza debole” che da essi promana, alla loro meravigliosa testardaggine di cercare a tutti i costi di spezzare le catene del giogo mafioso, nonostante tutto e tutti, siamo debitori.

Anche noi, insieme a loro, combattiamo come scriveva San Paolo, la buona battaglia. Insieme, tutti insieme possiamo vincere.

Ringrazio tutte le Autorità Civili, Militari e Religiose qui presenti, e tutti i cittadini, calabresi e non, che hanno aderito al nostro invito quest’oggi, in quest’ora che appare un tramonto ed invece è un’alba di Speranza per il nostro popolo.

Che il Signore, nella Sua immensa misericordia, doni la corona del Giusto a mio padre ed a tutti i martiri della legalità, e ci benedica tutti.

Rosanna Scopelliti



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Il manifesto di Legalitàlia ‘08:





5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Giudice Scopelliti ha provato un'immensa gioia a leggere questo post, resa ancora più grande dal fatto che a scriverlo è stato Felice Lima.

graziella ha detto...

"Se la mente degli uomini è impura,anche la loro terra è impura,ma se la loro mente è pura lo è anche la loro terra;non ci sono terre pure e terre impure di per sè:la differenza sta unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente" (Nichiren 1255)
Le profonde e semplici parole della figlia del Giudice Scopelliti e le sue dott.Lima dimostrano che questo vecchio monaco buddista aveva ragione.E' una grande fortuna per le nostre vite che esista ancora.."la bontà della nostra mente"
Con profondo rispetto
Graziella

pulicane ha detto...

Ho appena ascoltato il replay della tavola rotonda alla radio, davvero bella. Chi vuole può sentirla o scaricarla a questo link:
http://www.radioradicale.it/scheda/260248/dove-va-a-finire-la-giustizia

ali ha detto...

Cara Rosanna,
non posso che piangere leggendo le tue parole e però attingere forza al tuo dolore che si è fatta forza granitica.
Sicura che nei luoghi più diversi questa condivisione ci sosterrà e ci sostenterà, grazie.
Nel ricordo di un uomo giusto e martire come tuo papà.
alina

indiano ha detto...

Caro dott. lima

avrò riletto questo intervento almeno dieci volte non solo per l'emozione tratta dalle parole da lei usate o in quelle relative all'intervento di rosanna, ma anche perchè io dovevo esserci a quell'evento facendo parte tra le altre cose del movimento "E adesso ammazzateci tutti" e conoscendo di persona, ormai da un pò di tempo, aldo e rosanna. Un'assenza dovuta al fatto che ero prossimo a lasciare l'italia per le ferie e che sapevo mi avrebbe tranciato l'animo nell'immaginarmi quanto sarebbe accaduto e quanto mi sarei perso. Tutti ormai riconoscono in Aldo una persona speciale e integerrima, ma non me ne voglia in questo momento, tutti dovrebbero riconoscere che rosanna ha quella magia negli occhi che seduce, quella tempra e quella dolcezza che si fanno grinta e determinazione quando ci sono da affrontare gli impegni nel nome del padre e della legalità, quella voce, che nel suo tono leggero, sa essere incisiva più di mille lame affilate. Non ci possiamo, nessuno di noi, permettere che un simile dono di Dio venga ancora vilipeso dallo stato per la sua ignobile noncuranza e incapacità di preservare la memoria di un uomo giusto e di un padre che oggi sarebbe con fierezza commosso, tanto quanto noi, nel vedere sua figlia cosi leggiadra e cosi nobile nell'affrontare le battaglie che lui non ha potuto portare a termine..

Indiano