«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 16 novembre 2007

Pensieri a raccolta sull’intrusione, la libertà, l’arbitrio


Pubblichiamo due scritti che consideriamo molto importanti per comprendere la gravità e l’estensione della sfida davanti alla quale ci mette la storia di questi anni e per rinnovare dinanzi a noi stessi il dovere etico di impegnarci. Tutti. Ciascuno nel suo posto. La casalinga, lo studente, il magistrato, l’avvocato, il contadino. Il dovere di pensare. Di capire. Di amare: il mondo in cui abbiamo la fortuna di vivere, i nostri “compagni di cammino”. Di cercare “soluzioni”. Di offrire generosamente “la nostra parte”.

Molti lettori ci hanno chiesto di indicare delle soluzioni. Alcuni di indicare qualcuno per cui votare. Altri addirittura di candidarci noi stessi a qualche incarico politico.

Abbiamo promesso di rispondere a queste domande.

Non l’abbiamo ancora fatto non perché vogliamo sottrarci alla sfida sottesa ad esse, ma perché si tratta di domande impegnative e vogliamo che le risposte (che, ovviamente, non consisteranno in nessuna soluzione risolutiva, in nessuna panacea, in nessuna indicazione di voto e in nessuna “candidatura” ad alcunché) siano adeguate alla sincerità e generosità di chi ci rivolge le domande.

Nell’attesa delle modeste risposte che vorremmo provare a dare, gli scritti di Gherardo Colombo e Giorgio Galli possono aiutare a prendere coscienza dello “spessore del problema”.

Li abbiamo tratti dall’archivio di “Golem, l’Indispensabile”, una rubrica di cultura del sito del Sole 24 Ore.

La homepage della rubrica è
a questo indirizzo.

I due articoli, nel sito di Golem, sono agli indirizzi seguenti:
articolo di Gherardo Colombo; articolo di Giorgio Galli.

L'articolo di Gorgio Galli può essere letto in questo blog
a questo indirizzo.

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di Gherardo Colombo


Incomincio dal libero arbitrio.

In primo luogo, serve a spiegarci che esiste differenza tra libertà e arbitrio.

Poi ci mette sulla strada per verificare come la parola, libertà, presenti come tante altre aspetti non trascurabili di ambiguità: libero da, per esempio, è ben diverso da libero di. E, in ogni caso, che esista o non esista sembra essere l’avvio di tutto: se manca il libero arbitrio, se le nostre “decisioni” sono il frutto di un processo determinato dal miscelarsi di componenti chimici nella nostra sostanza fisica, ha senso parlare di libertà?

Ecco l’importanza delle distinzioni: può darsi che non si sia davvero liberi di; può anche darsi che le nostre scelte siano obbligate, e quindi prevedibili e talvolta previste, perché risultato di processi neuronali sui quali non può incidere la volontà; se così fosse, non verrebbe meno l’importanza dell’essere liberi da.

Liberi da limitazioni del naturale evolversi di quei processi chimici o neuronali che determinerebbero il risultato di ciò che noi chiamiamo scelte. Liberi, per quel che riguarda la nostra più evidente fisicità, dalla fame, dalle malattie, dalla stanchezza, dal freddo e via dicendo. Liberi, per quel che riguarda i nostri aspetti intimi e difficilmente visibili, da restrizioni al pensiero, alla parola, alle relazioni, al credere o non credere all’esistenza del libero arbitrio.

Liberi da, guarda caso, si trasforma in liberi di.

Liberi di mangiare, curarsi, riposare, vestirsi e via dicendo. Liberi di pensare e di manifestare il proprio pensiero, liberi di riunirsi, liberi di aderire a questo o quel credo religioso, politico o scientifico che sia.

Nonostante il termine sia lo stesso, la confusione è evitata fintanto che si possa catalogare la libertà nell’ambito del decidere piuttosto che del subire decisioni (intrusioni) di altri.

E poiché la questione riguarda tutti, diventa chiara la distinzione tra libertà (le possibilità di tutti convivono e si configurano a vicenda) e arbitrio (le libertà altrui sono nella disponibilità del volere di chi lo esercita, e si trasformano in soggezione) e indissolubile il legame tra libertà e uguaglianza (che trasforma l’arbitrio in libertà).

Questa indissolubilità, però, è in crisi. Tanti ne sono i sintomi illustrati, tante le cause prospettate, tante le conseguenze pronosticate.

Il potere esecutivo rafforza il suo ruolo a scapito del legislativo e del giudiziario; si assiste all’eclissi dello stato-nazione e con essa all’eclissi della libertà e dei diritti; localmente (in Italia) il sistema è autoritario a livello amministrativo e regolamentare; pubblicità, finanza e governi tendono a controllare l’informazione; l’economia si sovrappone e la persona è mercificata.

Mi chiedo se ciò non sia effetto (o causa, o vada di pari passo) di un mutamento profondo dell’idea dello stare insieme.

Il legame tra libertà ed uguaglianza è elaborazione recente, se rapportata alla storia del genere umano. Roba di un paio di secoli, due secoli e mezzo, nel corso di una non trascurabile parte dei quali è stata mantenuta, tanto per ricordare un particolare, la schiavitù.

L’uguaglianza si accompagna alla convinzione della dignità della persona, dell’individuo, in sé.

Abbiamo ancora, per davvero, questa convinzione? Non la stiamo sostituendo con un’altra, secondo la quale la persona non ha valore in sé, ma per la funzione che svolge?

Mi ha impressionato molto, in proposito, una notizia apparsa qualche tempo fa. I genitori di una bambina malata che necessitava di un trapianto di midollo spinale hanno scelto di far nascere l’embrione che aveva maggior compatibilità con la figlia vivente, fra quelli che avevano a suo tempo congelato. L’embrione viene trasformato in bambino non perché considerato per sé, ma in funzione delle esigenze della sorella.

Stiamo percorrendo una strada simile? Se così fosse, cosa ne sarebbe della libertà, nel significato che le attribuiamo oggi?

L’educazione, l’intelligenza, il pensiero, possono inserirsi in questo percorso e, se credono, modificarlo?

Si torna al libero arbitrio, questa volta collettivo. Se c’è, se i popoli, le nazioni, l’umanità godono, nel loro complesso, di libero arbitrio, pensiero ed educazione possono inserirsi in questo percorso e magari modificarlo. Se non ci fosse, non sarebbe meglio far finta di credere che ci sia?



11 commenti:

Anonimo ha detto...

Consiglio, per un approfondimento su un tema apparentemente "contemporaneo", il "De Libero Arbitrio" di Erasmo e il "De Servo Arbitrio" di Lutero, scritti quasi cinquecento anni or sono...

Gennaro ha detto...

Dopo aver visto la conferenza al parlamento europeo con grillo de magistris,travaglio e chiesa mi unisco al loro grido di aiuto rivolgendomi anche a voi magistrati,ogni consiglio dato con coscienza alla cittadinanza sarà di aiuto per un futuro migliore,non ci abbandonate pure Voi,un abbraccio e buon lavoro

Salvatore D'Urso ha detto...

Un bellissimo scritto da parte di Gherardo Colombo...

E' verissimo che c'è un attacco alla libertà e ad alcuni diritti dei cittadini, dove però non vengono mai dimenticati i doveri per la maggior parte dei cittadini, mentre per qualcuno invece vengono garantiti tutti i diritti mentre di doveri spesso o ci si dimentica o si fa in modo di nasconderli o di nascondere le mancanze...

Ora sembra che l'esecutivo stia cercando di debellare o controllare il terzo potere... sul legislativo avrei qualche perplessità... ma forse le formule di controllo sono diverse... molto più invisibili rispetto a quelle marcate sul terzo potere.

Però credo sia riduttivo parlare di libertà di e libertà da... credo piuttosto che bisogna parlare delle cause... di entrare un pò più nello specifico...

Ad esempio la libertà di stampa, di parola e d'opinione... pare che su alcuni soggetti sia restrittiva questa libertà... soprattutto per chi fa parte del ceto dei giornalisti... che a loro volta limitano il diritto all'informazione a tutto il resto dei cittadini, con informazioni propaganda... o disinformazione... o informazione spazzatura... o peggio, menzogne...

ora se questo è voluto dall'uno e dall'altro schieramento politico, perchè ne prima e ne dopo ci sono stati cambiamenti di rotta nel garantire tali libertà... cosa un cittadino, in democrazia, ha il potere di fare?...

1) manifestare
2) votare
3) fare informazione alternativa...

Manifestare... siamo il paese dove avvengono più scioperi e manifestazioni al mondo, ma non sembrano più sortire grandi effetti, oggi anzi pare che basti ignorare tali manifestazioni...

Votare... ci sono due poli, prima provo il primo polo, si comporta da despota, provo il secondo peggio ancora... il potere se ne accorge della bufala organizzata, si mimetizza di nuovo e prova l'ennesima burla, non più un sistema bipolare ma pare che si ritorni al sistema pretangentopoli... ma i personaggi e i partiti bene o male rimangono sempre gli stessi, si prospettano anzi alleanze politiche più inquietanti... forse non rimane altro che votare un'alternativa o di disertare le urne...

L'informazione alternativa, internet, e la libertà di fare di ognuno di noi un giornalista o giù di li, dove possiamo testimoniare le nostre esperienze e contribuire ognuno di noi con le nsotre idee oltre che a riportare eventuali fatti realmente accaduti e a discutere su di essi. Internet unisce, lega... l'unità fa la forza, solo che non tutti sono pronti alla rete... molti sono pigri... altri sono un pò strafottenti di quanto accade nel nostro paese, è brutto pensarlo ma è così... ma qualcosa sta cambiando, ogni giorno che passa si avverte sempre più questo cambiamento... servirà solo capire come e quando si sarà pronti per voltare pagina.

ci sarebbe una quarta eventuale, ma che si distacca un pò credo dai concetti democratici a cui siamo sottoposti... la rivoluzione... alcuni esempi drammatici li abbiamo visti domenica scorsa, dove ultras inferociti hanno devastato una parte di Roma... e questo solo perchè è morto un ragazzo ammazzato da un poliziotto forse un pò troppo montato di testa. Se questo impulso che ha fatto scattare tanta violenza fosse sostituito da uno simile ma che coinvolgerebbe più strati e classi sociali cosa accadrebbe? Sarebbe la fine della democrazia o l'inizio di una nuova e illuminata?
Sono pericoli e possibilità troppo remote... forse... nel frattempo cerchiamo di trovare soluzioni più adeguate affinchè le libertà di tutti i cittadini vengano rispettate.

dott frosini ha detto...

Ma che Paese è ormai diventato l'Italia??
Questo è un paese da INCUBO.. un incubo popolato da un immenso blob putrido, viscido, inesplicabile, immondo.. che soffoca ogni speranza di cambiamento..
Ritengo sia una grande fortuna per la cosidetta Società Civile che occorra ancora un porto d'armi (per i ' comuni cittadini ') in questo Paese, per procurarsi una pistola.. Una fortuna che i ' comuni cittadini ' non possano procurarsi mitra ed esplosivi.. Altrimenti quelle ' follie americane ' che tanto colpiscono la nostra immaginazione, impallidirebbero.. Ormai basta infatti poco per scatenare una scintilla: il disgusto più profondo si è trasformato in odio per i comportamenti addirittura di provocatoria arroganza manifestati dalla Casta (dalle tante caste..) e milioni di ' comuni cittadini ' sono devastati dentro..
COME FA LA CASTA A NON RENDERSENE CONTO..??
Ma il problema sul tavolo -che peraltro ingigantisce ogni giorno di più- è : COSA FARE PER ESTIRPARE IL BLOB?? Che fare per favorire e assicurare una RINASCITA DEMOCRATICA DELL'ITALIA..?? Cosa fare, prima che sia troppo tardi..?? pur nel nostro piccolo, non siamo in pochi, è vero, a cercare di arginare il blob.. ma se non ci organizziamo (democraticamente parlando) potremo ben poco..
Saluti
Fabrizio Frosini

Anonimo ha detto...

Una riflessione ed una domanda per il Dr. Colombo, dal quale io come molti altri vorremmo una "voce".
Abbiamo seguito con passione e con qualche trepida attesa l'intervista di Lucia Annunziata. Abbiamo colto anche l'imbarazzo e la difficolta' di esprimere un'opinione sui temi attuali che hanno riguardato i suoi giovani colleghi magistrati all'attenzione dei media in quest'ultimo periodo.
Abbiamo atteso.....
E poi ci siamo sorpresi, noi lettori appassionati con il ... vizio della memoria, di non trovare una presa di posizione, benche' tanta prudenza non si giustificasse nell'intervistato con l'obbligo di continenza, richiamato come dovere deontologico per chi ancora sia in Magistratura (lo ha ricordato anche la giornalista).
Dobbiamo ricavarne una critica implicita ai due Magistrati "avocati"? (De Magistris lo e' davvero, alla Forleo ricordano a mezzo stampa l'obbligo di cambiare ufficio alla scdenza del decennio, norma sconosciuta e sinora spesso ignorata....).
Ora, certo puo' provarsi un po' di disagio nel vedere in tv i magistrati, -e per quale ragione, poi!- ma questo dovrebbe essere anche di stimolo alla riflessione, come lo fu al tempo di Mani Pulite, allorche' la pubblica opinione sostenne convinta l'opera legalizzatrice dei magistrati esposti, allora piu' numerosi dello sparuto gruppo odierno.
E' vero che le cose non sono mai uguali, ma da allora ad oggi, e' communis opinio, il senso del rispetto della legge e' molto degradato e si sono affinate assai le tecniche di aggiramento delle regole a danno della collettivita'; ed il momento poi e' critico sotto ogni profilo.
Per questo, forse, ci aspettavamo un lume, una critica anche, ma che ci aiutasse a capire meglio, noi non esperti, noi che riconosciamo l'auctoritas, nel senso latino di autorevolezza, di certe voci.
Aspettiamo ancora, con fiducia.....

Anonimo ha detto...

Scrive il Dott. Frosini:

"Ma che Paese è ormai diventato l'Italia??
Questo è un paese da INCUBO.. un incubo popolato da un immenso blob putrido, viscido, inesplicabile, immondo.. che soffoca ogni speranza di cambiamento.."

Scusi, caro Dottore, ma l'Italia è composta dagli Italiani, e la sua classe politica ne è la vera, autentica, espressione.

Difatti, quelli che fanno parte della "casta" sono stati prescelti proprio dalla maggioranza popolo italiano, che in realtà non li disprezza, ma si rode solo dall'INVIDIA per non poter essere come loro !

In poche parole, ognuno ha il governo che si merita. Se non li avessero voluti, non li avrebbero votati !

L'Italia è "un incubo" non tanto perché ha tali politici. E' "un incubo" perché ci sono TANTI italiani che li votano !

Quindi, caro Dottore, per favorire una "rinascita democratica" l'unica cosa veramente utile sarebbe mettere su una zattera gigantesca la maggior parte degli italiani e spedirli altrove...

Altro che discorsi, altro che "caste"...se non eravamo così, la "casta" non sarebbe mai nata !

Anonimo ha detto...

Caro, omonimo, "Anonimo dellle 21.15", attenda pure, se crede.

Io ho smesso da tempo.

dott frosini ha detto...

Anonimo delle 22.22 del 16.11 scrive:
L'Italia è "un incubo" non tanto perché ha tali politici. E' "un incubo" perché ci sono TANTI italiani che li votano !
Quindi, caro Dottore, per favorire una "rinascita democratica" l'unica cosa veramente utile sarebbe mettere su una zattera gigantesca la maggior parte degli italiani e spedirli altrove...

Non posso dire che il punto di vista è sbagliato sic et simpliciter, perché i parlamentari sono eletti dal popolo.. quindi da tutti noi..
Ma non mi piace essere assimilato a comportamenti di presunte maggioranze. In fondo è come colpevolizzare tutti se la Terra è inquinata, perché tutti noi (con ben poche eccezioni) usiamo l'auto, mangiamo prodotti alimentari la cui produzione è spesso ottenuta impiegando quantità di energia esorbitante,etc.. O accusare tutti noi di sfruttare il lavoro di bambini in Asia e Sud America, perché la frenesia consumista ci fa acquistare 10 paia di scarpe all'anno invece di 2 o che altro.. Bene. Io mi tiro fuori da questa logica. Semplicemente perché uso (pochissimo) un'auto a gas che ha 13 anni di vita (una BMW che ha percorso appena 120000 km in tutto questo tempo). Uso 2 paia di scarpe all'anno, evito di acquistare cose inutili, cerco di aiutare gli organismi internazionali che a loro volta aiutano popolazioni oppresse, affamate e in tristi condizioni sanitarie.. Dò io stesso il mio contributo personale "sul campo", quando e come posso.. etc..etc.. Ma più in particolare: metto la mia faccia, il mio nome e il poco che ho, nella battaglia di ogni giorno contro quel sistema di potere politico affaristico che soffoca ogni aspetto della vita di questo Paese..
Se Anonimo delle 22.22 vuol verificare, può visionare il mio blog: http://storiadiordinariapoliticatoscana.blogspot.com .
Se ha pazienza, potrà rendersi così conto che mi sarebbe convenuto accodarmi ai tanti collusi col "sistema" per vivere un vita migliore.. Ma se l'avessi fatto, non avrei più potuto guardarmi allo specchio..
Dire COSI' FAN TUTTI, significa semplicemente affermare che è INUTILE CERCARE DI CAMBIARE.. No. Non accetto questa logica. C'è una maggioranza di italiani che sta zitta, è vero. E stando zitta consente ad una minoranza (anche se moltitudine)di degradare il Paese.. Ma se cominciamo in tanti a dare l'esempio, se in tanti cominciamo a metterci in piedi.. e soprattutto: se ci organizziamo e dimostriamo alla maggioranza che l'alternativa c'é, allora il silenzio cesserà..
Non è una strada facile, certo. Ma dobbiamo avere la costanza di seguirla.
Allora anche gli Anonimi avranno un Nome e saranno fieri di mostrarlo.
Grazie agli Autori del Blog per l'ospitalità. Grazie per esistere!
Fabrizio Frosini

Anonimo ha detto...

Caro Dott. Frosini,

Vorrei che lei avesse ragione; non è mia intenzione tarpare le ali ad alcuno.

La mia impressione, tuttavia, è che non sia una MINORANZA di italiani a comportarsi male, per azione o per omissione, ma sia proprio la MAGGIORANZA degli stessi.

E' un'impressione, non un giudizio, ma, creda, è un'impressione molto fondata !

Sarei felice di sbagliarmi.

Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

"Allora anche gli Anonimi avranno un Nome e saranno fieri di mostrarlo".

Se questa frase è riferita a chi Le sta scrivendo, permetta, caro Dottore, un'aggiunta al mio precedente post, per precisare che ho un nome e sono fiero di mostrarlo, ma non in pubblico, su questo sito.

E sa perché? Perché non ho MOTIVI per mostrarlo, a differenza di tanti altri.

Lei potrebbe biasimarmi se usassi l'anonimato per calunniare, diffamare e quant'altro. Poiché non faccio nulla di questo, e non ho BISOGNO di farmi PUBBLICITA', preferisco rimanere anonimo.

Di nuovo, La saluto cordialmente.

lorenzos ha detto...

A proposito di libertà mi permetto di segnalare di Rudolf Steiner il fondamentale “Filosofia della Libertà” (esiste anche negli Oscar Mondadori) attraverso il quale si può fare l’esperienza dell’ambito nel quale all’uomo è dato di vivere la libertà.
Poiché nell’articolo di Colombo si accenna anche all’uguaglianza, mi siano concesse due righe sulla triade libertà-uguaglianza-fraternità, che si tende spesso ad invocare indistintamente.
In realtà ciascuno dei tre ideali si applica ad una distinta sfera del vivere sociale:
- la libertà alla sfera dello spirito (arte, iniziativa, religione ecc). In questo ambito ognuno dev’essere libero, e non è affatto uguale;
- l’uguaglianza a quella del diritto, dove tutti si è uguali davanti alla legge (il semaforo è rosso per me come per Umberto Eco);
- la fratellanza alla sfera economica, dove dovremmo tutti essere fratelli.
Aver distinto questi tre ambiti è sempre merito di Steiner e della sua triarticolazione sociale.