«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 7 dicembre 2007

Come Giuliano Amato aiutò Craxi e i suoi a sottrarsi alla giustizia



di Uguale per Tutti


Su La Repubblica (a pag. 10 nella versione cartacea) è stato pubblicato ieri un articolo di Sebastiano Messina, che racconta sinteticamente e per cenni del contenuto di un archivio di documenti privati di Bettino Craxi.

Questo archivio è, ovviamente, una fonte preziosa di informazioni su Craxi e ancor di più su tanta politica che a lui faceva riferimento.

Particolarmente significativa è una lettera scritta a mano di proprio pugno dall’attuale Ministro dell’Interno Giuliano Amato, che allora era Presidente del Consiglio.

Sebastiano Messina ne riferisce così:

«Uno sprazzo di luce su una vicenda ancora oggi più ricca di ombre che di luci arriva invece da una lettera che Giuliano Amato scrive a Craxi il 9 febbraio 1993.

La data è importante.

Lo scandalo di Tangentopoli è al culmine della sua deflagrazione: da 24 ore Silvano Larini viene interrogato dal pool di Mani Pulite, e sta raccontando di un conto "Protezione" su cui Licio Gelli ha versato sette milioni di dollari al Psi.

Craxi è già stato raggiunto da un avviso di garanzia e tre giorni dopo si dimetterà da segretario.

Martelli darà le dimissioni entro poche ore.

In questo clima infuocato Amato, presidente del Consiglio, scrive a Craxi una lettera di suo pugno – su carta intestata di Palazzo Chigi, ma non protocollata e dunque non classificata – che sembra avere un solo obiettivo: rassicurarlo sui suoi guai giudiziari.

"Caro Segretario, prendo a calci i primi mattoni di un muro di silenzio che non vorrei calasse fra noi.

E vorrei chiederti invece di avere fiducia in quel che io sto cercando di fare.

Occorre certo che passi qualche giorno, che la situazione delle imprese, e non solo della politica, appaia (come del resto già è) insostenibile.

E' inoltre realisticamente utile che la macchia d'olio si allarghi.

Neppure a quel punto credo che sarà possibile estinguere reati di codice.

Ma credo che l'estensione per essi dei patteggiamenti e delle sospensioni condizionali sia una strada percorribile. Sto conquistando su questo preziosi consensi.

E ritengo che si ottengano così procedure non massacranti, che evitano la pubblicità devastante dei dibattimenti e forniscono possibilità di uscita (...).

Claudio mi pare ormai in pericolo.

Apprendo che, se ci fosse un riscontro a ciò che ha detto Larini, già sarebbe partito un avviso per concorso in bancarotta fraudolenta.

Io sono qua.

E continuo ad esserti grato ed amico. Giuliano"
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Il giorno dopo, al Senato, Amato dirà che "la questione morale è diventata, di prepotenza, prioritaria". E tre settimane più tardi, il 5 marzo, il suo governo varerà quello che passerà alla storia come il "decreto salva-ladri": depenalizzazione per il finanziamento illecito dei partiti ed estensione del patteggiamento ai reati di concussione e corruzione. Decreto che sarà precipitosamente ritirato dopo la clamorosa protesta in tv del pool milanese».

Ci sembrano importanti alcune precisazioni.

Prima di riportare questa notizia, ci eravamo chiesti se potesse sembrare “politica”.

Ci siamo risposti che, secondo noi, non lo è nel senso di “riferita a questo o quel partito” “a questa o quella fazione”. Se è una notizia “politica”, lo è nel senso “alto” della parola. Dunque, può stare certamente anche in un blog di magistrati.

La notizia a noi sembra di grande importanza, perché offre l’ennesima prova del pessimo rapporto (diciamo, una terribile inimicizia) con la legalità che la politica italiana ha ai suoi più alti livelli: l’autore di quella lettera scritta a mano su carta intestata della Presidenza del Consiglio era appunto il Presidente del Consiglio ed è oggi il Ministro dell’Interno.

A noi sembra che un’altra importante notizia sia che la pubblicazione di quella lettera sia passata, finora, in un totale silenzio (a parte, appunto, l’articolo di Sebastiano Messina) sui mezzi di comunicazione “importanti”.

Cercando commenti su internet se ne trovano solo nei siti e blog underground.

La politica tace. I giornalisti alla D’Avanzo tacciono.

La notizia che vogliamo darvi, quindi, è anche che per i grandi giornali e le grandi televisioni la “scoperta” e pubblicazione di quella lettera non è una notizia.

Un po’ come la condanna del senatore Andreotti per la diffamazione del collega Mario Almerighi o l’osservazione che non è vero che egli sia stato “assolto” al processo in cui era accusato di concorso in associazione mafiosa (osservazione rimasta a merito - sic! - de "Le Iene").

E’ difficile pensare che questa possa essere una democrazia.

6 commenti:

Maurizio Dati ha detto...

Informare i cittadini sul modo di pensare e di operare dell'allora Presidente del Consiglio ed attuale Ministro dell'Interno Giuliano Amato, adesso, in un contesto (cambiato?) diverso ritengo sia pur sempre opportuno e necessario. Ma mi chiedo se non è democrazia anche il rispetto di quelle regole, appunto, democratiche che hanno voluto che la maggioranza degli italiani scegliesse questo governo o almeno ne legittimasse i suoi esponenti, tra cui Amato. La democrazia si costruisce con l'informazione corretta, ma si tutela e si difenda anche col rispetto delle scelte della maggioranza di chi è chiamato a decidere. Mi si potrebbe obiettare che una corretta informazione è preliminare ad una scelta giusta, corretta, o se si vuole meno sbagliata. Ma una informazione completamente imparziale, completamente asettica dal contesto politico-sociale è una utopia. Perchè è una utopia che la notizia sia diffusa da qualcosa che non ha emozioni, sentimenti, un pensiero e una mente. L'essere umano pensa e fa trapelare il suo ego all'interno di ogni azione e parola, figuriamoci nelle notizie.
La notizia è stata riportata dal quotidiano La Repubblica. Ed allora valga ciò. Uno dei principali e più diffusi quotidiani italiani ha dato la notizia, che poi è stata ripresa e diffusa da un autorevolissimo blog. Vale più una democrazia ancora abbastanza presente, nonostante le omissioni dell'informazione pilotata e interessata o la considerazione che siamo accerchiati comunque dalle scorie di tangentopoli? Perchè se non va bene un Ministro ex seguace di Craxi, l'alternativa è Berlusconi! Mi piacerebbe che un giorno l'informazione partisse dal cuore e dalla mente dei singoli e non dalla TV, che sempre meno gente, passivamente, recepisse le notizie che altri uomini decidano di dargli, che i blog come questo si diffondessero sempre più e la persona decidesse lui di cosa parlare e di cosa dibattere con altri. Grazie

"Uguale per tutti" ha detto...

Gentile Maurizio,

grazie di cuore della Sua attenzione e ancor più della Sua partecipazione, che è la linfa della vita che vorremmo per il nostro blog.

Grazie anche per l'incoraggiamento e l'apprezzamento.

Per approfondire il dialogo su questo tema, Le vorremmo chiedere in che senso Lei dice: "Ma mi chiedo se non è democrazia anche il rispetto di quelle regole, appunto, democratiche che hanno voluto che la maggioranza degli italiani scegliesse questo governo o almeno ne legittimasse i suoi esponenti, tra cui Amato".

Questa frase, crediamo richieda un chiarimento da parte Sua, perchè a noi non sembra che la pubblicazione qui dell'articolo che stiamo commentando costituisca in alcun modo violazione di alcuna regola della democrazia, ma, al contrario, proprio affermazione delle stesse (regole).

In che senso a Lei pare il contrario?

E un'altra cosa che ci colpisce del Suo commento è il seguente passo: "Perchè se non va bene un Ministro ex seguace di Craxi, l'alternativa è Berlusconi!"

Sul punto noi pensiamo:

1) Che non abbiamo in alcun modo voluto dire cosa "ci va bene" e cosa no. Questo non è il nostro compito. Ciò che abbiamo voluto fare è: a) dare una informazione taciuta da altri che, diversamente da noi che lo facciamo per hobby, avevano IL DOVERE di dare quella informazione; b) richiamare l'attenzione dei nostri lettori sul valore della legalità; c) auspicare che chi sta al potere dia qualche spiegazione del suo stare al potere e del suo essere stato o essere ancora (dovrebbe dirlo lui) incline ad atti e fatti come quelli scritti di suo pugno sulla carta intestata della massima autorità dell'esecutivo.

A noi sembra che questo possano e debbano fare i cittadini/elettori, quali noi siamo.

2) A noi sembra molto pericoloso per la democrazia un ragionamento consistente nel dire: "Siccome il mio antagonista non ha rispetto per la legalità all'x %, state zitti sulla mia mancanza di rispetto della legalità, perchè comunque è percentualmente inferiore a quella del mio antagonista.

A noi pare, in sostanza, che i cittadini possano legittimamente e forse doverosamente pretendere che chi occupa cariche istituzionali e di potere di primissimo piano abbia con la legalità un rapporto almento decente e non solo meno indecente di altri.

In attesa di una Sua opinione che sviluppi questo tema, le mandiamo un saluto cordiale e grato.

La Redazione

salvatore d'urso ha detto...

Vorrei porre all'attenzione di tutti una notizia a mio parere molto più inquietante.

Circondata dalla più assoluta riservatezza sta per essere varata al ministero degli Interni la modifica alle leggi sulla pubblica sicurezza che aprirebbe la strada alla nascita di polizie private mercenarie, con più ampi poteri, sull’onda delle diverse emergenze, dal terrorismo al tifo violento fino ai reati commessi da extracomunitari. Scenari da paura, con un’Italia sempre più simile all’Iraq.

La notizia potete leggerla sul sito della Voce della Campania.

http://www.lavocedellacampania.it/detteditoriale.asp?tipo=inchiesta1&id=68

Maurizio Dati ha detto...

In merito al cordiale sollecito della Redazione su quanto da me scritto, voglio precisare che anche io sono d'accordo sul fatto che una notizia così importante, poco diffusa dai media, e da voi ripresa, in un Paese meno distratto doveva essere fatta oggetto di maggiore attenzione, vuoi per il soggetto coinvolto che per il fatto, orami di rilevanza storica. Volevo sollecitare un aspetto (ma forse non mi sono espresso bene): tutti contribuiscano a diffondere e a sostenere un valore che si sta perdendo, il riconoscimento della sconfitta o, se si vuole, il rispetto della scelta maggioritaria diversa dalla nostra. Voglio dire che le ultime elezioni politiche hanno determinato una maggioranza e quest'ultima ha voluto quei Ministri che come tali, come organi costituzionali, vanno rispettati, anche se non ci piacciono, e anche a me, sottolineo, non piacciono alcuni di essi. Ma il popolo è sovrano.
Una sentenza è scritta in nome del popolo italiano, e va accettata anche e soprattutto per questo. Un organo istituzionale (Parlamento, Governo, Ministro, etc.) è tale e va accettato.
Ad un bambino bisognerebbe insegnare innanzitutto a saper perdere; un bambino deve sapere che esiste anche la sconfitta; e deve stringere la mano a chi è più forte di lui. Ecco, io penso che la nostra società ha dimenticato il saper perdere, ed è per questo che diventa violenta, poco attenta, frettolosa, mal disposta ad ogni pur minimo sacrifico. Abbiamo una società civile che ha espresso il Ministro Aamato e dobbiamo a malincuore tenercelo. Abbiamo un sistema elettorale che non ci consente di scegliere le persone ed abbiamo un sistema informativo condizionato e pilotato, e che possiamo fare noi semplici cittadini? Poco.
Non volevo intendere che il vostro post abbia violato regole democratiche o di altro genere e se ho dato questa lettura me ne scuso.
Quanto al secondo punto, è vero che ogni cittadino deve pretendere che un rappresentante di Stato abbia un rapporto almeno decente con la legalità, ma ciò è forse oggi possibile? Ritengo che in un sistema bipolare, ragionare sul "meglio il meno peggio" sia a volte una scelta obbligata. L'alternativa è non esprimere il voto, ma così facendo la rappresentatività cala e i pseudo-potenti diventano più potenti.
E' la società civile che deve maturare, essere più istruita, attenta, critica, meno manipolata e omologata; siamo ognuno di noi che nel nostro lavoro e in tutti i gesti quotidiani dobbiamo sempre interrogarci sul cosa è giusto o meno, dove il concetto di giustizia, come ben sapete, non coincide solo con quello di legalità a tutti i costi. Il discorso porterebbe lontano.
Tutto parte dalla politica. Ma se non si fa capire alla gente che anche votare sotto un gazebo o ricevere una tessera di partito è l'inizio del conferimento di un potere in mano ad altri, che se non fatto correttamente sviluppa mostri, disastri e tragedie per tutti, non si va da nessuna parte.
Purtroppo riscopriamo la politica solo quando si deve votare e poi ci rifugiamo nell'idea del "tanto andrà sempre così" "sono tutti uguali quando arriveranno lì". Cominciamo dalle piccole cose e anche partendo da un blog serio e pacato come questo potremmo dire di aver contribuito ad aprire la mente degli altri a prospettive diverse dal solito.
Cordiali saluti.

Francesca ha detto...

Sulla Voce della Campania segnalo anche un articolo di Imposimato sugli avvenimenti e gli inciuci che hanno condotto a questo segno il nostro Paese.
Ora il Dr. Imposimato potrebbe avere avuto qualche timidezza in sede di audizione dinanzi al CSM (del resto, se fosse stato trattato con lo stesso delicato tatto che hanno riservato alla Forleo La Vacca e i cavalli di Anedda non sarebbe da stupirsi), ma sugli accordi sottobanco e le pressioni che da certi poteri si esercitano l'articolo e' eloquente.

Non ricordo se avevo segnalato anche www.volontapopolare.it con il video con la confessione di Violante in Parlamento sugli accordi con il Cavaliere.
La lettura della risposta di Amato su Repubblica di oggi ( ahime', l'ho ricomprata) alle rivelazioni del suo impegno pro Craxi, la visione di quel brano di reportage parlamentare e la lettura dell'articolo di Imposimato completano un quadro desolante al quale conviene dar risposte pronte ed inequivoche per uscire da una palude di ipocrisia che sta divorando ogni forma di decenza.

P.S. Sempre Repubblica, in piccolissimo, edita la smentita del Quirinale alla notizia apparsa sul blog di Beha, senza aver mai dato prima la notizia : grandioso!
E cosi' mi sono ricordata di un lontano articolo che riguardava la Basilicata in cui si ipotizzava un fattivo interesse dell'attuale Presidente nelle vicende su cui poi ha indagato Catanzaro.
Allora, riepiloghiamo : alla Presidenza della Repubblica e' approdato Napolitano, dopo il fallimento delle candidature di D'Alema e D'Amato......
Poveri noi!

Eppure credo che il Paese saprebbe esprimere molto di meglio perche' la societa' civile e' certo migliore dei suoi rappresentanti

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Maurizio Dati.

Caro Maurizio, grazie del Suo ulteriore contributo che chiarisce meglio il Suo pensiero.

Nel condividere una parte delle Sue opinioni, ci teniamo a dire che noi pensiamo - e in questo ci sembra di capire che siamo pienamente d'accordo - che la democrazia non è solo votare e basta.

Ma è anche adoperarsi, con l'informazione, la protesta, le richieste, le interlocuzioni di ogni genere perchè coloro che comunque, chiunque li abbia votati, stanno al potere rispettino i doveri che il loro ruolo impone.

In questo senso, noi non prendiamo proprio in considerazione la questione del "vincere" e "perdere".

Questo blog è promosso da persone con diverse idee politiche, che hanno votato in modo diverso alle elezioni e tutte ritengono di avere il diritto e il dovere di chiedere conto a chi governa di come esercita il suo mandato.

Chi ha votato per chi è al governo crede di avere il diritto di chiedere conto a coloro che ha votato di come utilizza il suo voto.

Chi ha votato per chi è all'opposizione crede di avere il diritto di chiedere conto a chi governa di come lo fa.

Nessuno crede di doversi "rassegnare" a "perdere", perchè questa non è una "partita"; in gioco non ci sono interessi privati, ma il destino di un intero Paese; le regole non sono quelle di un "gioco" ma quelle dettate dalla Costituzione.

Ciò precisiamo non perchè pensiamo che Lei non sia d'accordo (perchè sembra di capire che nella sostanza siamo d'accordo), ma perchè ci sembra che si tratti di questioni importanti.

Un caro saluto.

La Redazione