«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 13 marzo 2008

Ingiustizia è fatta



di Antonio Di Pietro
(Ministro delle Infrastrutture)


da www.antoniodipietro.com

Nulla da eccepire sul piano formale alla decisione del Procuratore generale della Corte di Cassazione di mettere sotto indagine disciplinare il giudice di Milano Clementina Forleo, pubblico ministero nell’indagine Unipol-Bnl.

Tutto formalmente corretto … e tutto come da copione.

Resta, però, l’amaro in bocca nel constatare ancora una volta che a farne le spese è sempre, e solo, chi tenta di fare il proprio dovere, senza aver “un occhio di riguardo” e timore riverenziale per alcuno.

Allora, in questi rari casi, accade che un folto numero di personalità, organi ed istituzioni si muovano all’unisono per spulciare, tagliuzzare ogni frase detta e scritta, analizzare con la lente d’ingrandimento ogni comportamento alla ricerca della pagliuzza, del cavillo per muovere una critica nei confronti di chi, alla fine, “deve” risultare incapace ed inaffidabile.

Il punto di arrivo, indipendentemente dalla reale volontà di chi, anche in buona fede, si attiva in quest’opera di demolizione personale, è altrettanto scontato: per logica conseguenza e per proprietà transitiva, tutto ciò che fa o ha fatto quel giudice coraggioso (e perciò contestato) è poco credibile e quindi va archiviato.

Non tutti i mali vengono per nuocere.

Al giudice Forleo, come al P.M. De Magistris, rimane ancora la possibilità di far sentire alta la voce nelle sedi istituzionali (a cominciare dal C.S.M.) e difendere il proprio operato.

L’obiettivo è riaffermare il diritto-dovere che ogni giudice ha di motivare i propri provvedimenti secondo coscienza e libera convinzione, e non in base alle convenienze o alle persone coinvolte.

Per intenderci, se si spulciassero migliaia di provvedimenti giudiziari riguardanti cittadini comuni, troveremmo un’infinità di espressioni o affermazioni usate dai giudici su cui si potrebbero sollevare le medesime critiche mosse al caso Forleo.

A nessuno, nel caso di cittadini comuni, verrebbe in mente di mettere sotto accusa i giudici per le espressioni utilizzate nel motivare i loro provvedimenti.

Invece, in questo caso, come in ogni altro caso riguardante il Palazzo e la casta, si sono mossi i più alti poteri dello Stato (a cominciare dal Parlamento).

L’attenzione, con la complicità dei media, è stata astutamente distolta dall’oggetto delle indagini, la colpa di tutti gli intrecci emersi dalle intercettazioni è del giudice che le voleva leggere e valutare, non dei furbetti del quartierino che cercavano sponsor e protezione per le loro scalate finanziarie.


I processi scomparsi.

Quello che più colpisce nelle vicende legate ai magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo è che sono state oscurate completamente le inchieste che stavano conducendo.

Di Why Not e di Unipol non parla più nessuno.

Stiamo andando oltre alla metafora del dito che indica la luna.

Qui hanno fatto scomparire direttamente la luna e ci hanno lasciato solo il dito da guardare.

Ho, come sempre, il massimo rispetto per le decisioni prese dagli organi della magistratura, ma anche il legittimo sospetto che ci sia un’influenza da parte della politica nell’accanimento verso due magistrati scomodi.

Il problema non è più soltanto giudiziario, è soprattutto politico.

Ai cittadini ormai non interessa sapere per via giudiziaria se dei politici sono colpevoli di qualche reato, per i cittadini l’allontanamento dei magistrati che indagavano su di loro è di per sé un’ammissione della colpevolezza dei politici e l’ennesima affermazione dell’utilizzo di due pesi e due misure tra eletti e elettori.

L’opinione pubblica ha la certezza che gli eletti non si possono processare.

Va francamente ammesso che la gestione dei casi De Magistris e Forleo, foss’anche ineccepibile dal punto di vista formale, è una grave sconfitta politica di cui dovremo pagare le conseguenze.


2 commenti:

Vincenzo Scavello ha detto...

Onorevole Ministro, meglio, Carissimo Tonino,

Mi colpisce, non poco, la conclusione del Suo intervento:

"Va francamente ammesso che la gestione dei casi De Magistris e Forleo, foss’anche ineccepibile dal punto di vista formale, è una grave sconfitta politica di cui dovremo pagare le conseguenze."

Perchè la vicenda dei due Magistrati dovrebbe determinare una sconfitta politica? Forse perchè le due vicende sono un regolamento di conti tra chi, troppo potente, ha strumenti e mezzi per irretire e mettere in un angolo Magistrati che volevano, anzi vogliono, fare soltanto i Magistrati?
E' mai possibile che in Italia vi siano persone potenti a tal punto da soffocare le Alte prerogative della Magistratura operante?
Siamo in campagna elettorale e solo per senso di nausea non mi va di elencare lo stuolo di notabili politici capitati "casualmente" tra le carte della Dott.ssa Forleo e del Dott. De Magistris. Perchè tal Signori non si sono affidati serenamente al giudizio? Perchè non hanno "collaborato" come dovrebbe fare chiunque non abbia nulla da temere? Invece, come Lei dice, Onorevole Ministro, siamo costretti a guardare il dito che indica la Luna, mentre questa è miracolosamente scomparsa, nascosta dai bagliori di paglia di una campagna elettorale che dimentica la Questione Morale, la Mafia, il Malaffare diffuso. E' scomparsa anche la lunga lista di Italiani che aveva corposi depositi nel Liechtenstein, alla faccia di chi paga le tasse fino all'ultimo centesimo.

Ci vuole davvero tanto coraggio e tanta onestà per cambiare le cose, ma a quanto pare nulla cambia nello scenario dei buoni propositi della Campagna 2008. Nella bolgia dei salvatori della Patria Lei, Onorevole Ministro, è l'unica voce dissonante che tenta di rimettere in gioco questioni che contano. Temo, però, che il paventato prezzo politico che si dovrà pagare - da Lei paventato - possa colpire anche la sua compagine, proprio perchè nella bolgia c'è anche Lei. Le auguro che non Le succeda quello che Le è successo ai tempi di Tangentopoli, allorquando è stato costretto a "fermare" il suo "pedinamento" nei confronti di una "ricca" valigetta diretta in Via delle Botteghe Oscure.

Mi dispiace farLe notare, carissimo Tonino, che oggi Lei è solo come allora, solo perchè nessuno La sostiene quando cerca di vedere la Luna sparita!

Le auguro ogni bene, soprattutto di non pagare un doloroso tributo, in termini elettorali, per colpe certamente non Sue, ma di molti suoi compagni di coalizione.

W Clementina Forleo
W Luigi De Magistris
Sono più che sicuro della sua simpatia per questi due valenti Magistrati, per essere stato l'unico a sostenerli di fronte all'Italia intera, anche con veemenza.

Un abbraccio

salvatore d'urso ha detto...

Sono perfettamente daccordo con il ministro di pietro, è esattamente ciò che è accaduto e sta continuando ad accadere.

E sono daccordo anche con il commento di vincenzo scavello.

Spero che IDV quindi cresca, difatti molti movimenti civici ed associazioni varie si stanno aggregando ad IDV per garantirgli maggior sostegno durante questa difficile campagna elettorale, è molto probabile che raddoppi i risultati elettorali rispetto all'ultima campagna elettorale, io spero che raggiunga il 10% almeno e che in futuro continui a crescere.

Apporterò il mio contributo alla causa di IDV, agli altri non credo più, che siano di sinistra o di destra... con quegli stessi leader non ci si può aspettare nulla di positivo.