«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 3 giugno 2008

L'A.N.M. sul D.L. sull'emergenza rifiuti


Associazione Nazionale Magistrati
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SUL D.L. IN MATERIA DI RIFIUTI


L’associazione Nazionale Magistrati rileva che il decreto-legge varato dal Governo in materia di rifiuti in Campania, sotto la spinta di una grave emergenza certamente innegabile, finisce, tuttavia, con l’istituire un pubblico ministero ed un giudice straordinari - operanti per un tempo limitato ed in una sola Regione – per i reati riferiti alla gestione dei rifiuti, per i reati in materia ambientale e per tutti i reati connessi.

Per rispondere a questa come ad altre future emergenze la via maestra appare quella di restituire efficienza ed incisività - rafforzandoli nei mezzi e nelle strutture - agli organi della giurisdizione e non quella della creazione ad hoc di accusatori e giudici straordinari ritenuti più adatti alle contingenze.

Il divieto costituzionale di istituire giudici straordinari o speciali (art. 102 Cost.) nasce proprio dalla preoccupazione che, di emergenza in emergenza, si possa alterare o addirittura stravolgere la fisionomia del potere giudiziario ed incidere sui diritti e sulle garanzie dei cittadini.

Inoltre non si vede quali possano essere i concreti guadagni di efficienza e tempestività derivanti da norme che, accentrando i compiti, allontanano inquirenti e giudici dai territori su cui intervenire.

Segnaliamo che l’incerto e generico criterio di individuazione della competenza del giudice straordinario potrà creare non pochi problemi di applicazione.

E saranno fonte di difficoltà pratiche e giuridiche anche le procedure di trasferimento al pubblico ministero straordinario dei procedimenti già iniziati.

Ciò in evidente contrasto con le esigenze di rapido intervento poste a base del decreto-legge.

La difficile e grave emergenza in Campania richiede la consapevolezza ed il concorso di tutti quanto operano nelle istituzioni; e la magistratura ritiene di poter svolgere al meglio le sue funzioni attraverso un incisivo coordinamento degli uffici giudiziari presenti sul territorio.

Roma, 24 maggio 2008

Il Presidente – Luca Palamara

Il Segretario Generale – Giuseppe Cascini

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Sull'emergenza rifiuti in Campania abbiamo pubblicato numerosi articoli e documenti, il cui elenco si trova in fondo al post che si può leggere a questo link.




1 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo al peggio non c'è mai fine...Sentite il nostro indefesso governo quale ulteriore garbuglio ha escogitato:

"Il 1° Maggio 2008 in Italia è entrato in vigore il Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che allarga il campo d'applicazione del segreto di Stato, in nome della tutela della sicurezza nazionale, ad una lunga serie di infrastutture critiche tra le quali "gli impianti civili per produzione di energia". Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera.

Si legge nel Dpcm: "nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento" e le amministrazioni "non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione". Di fatto vengono poste sotto il segreto di Stato anche le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti e le attività attinenti alle materie di riferimento. In altre parole un vero e proprio divieto di divulgazione, in quanto chiunque dovesse rendere noto, per esempio, l'esistenza di una discarica di scorie nucleari nel proprio comune, rischierebbe fino a cinque anni di reclusione (art. 261 del Codice penale)".

Fonte: interrogazione prioritaria del'Ing. Umberto Guidoni alla commissione europea, europarlamentare. Il testo integrale si può leggere al seguente link, post del 27 maggio 2008

http://comitatoambientegualdocattaneo.blogspot.com/

(sperando che questa volta il link funzioni! :-) e a proposito, grazie per l'aiuto di ieri...e grazie anche ai Magistrati e agli Avvocati che si stanno mobilitando per impedire questo scempio).
Un saluto particolare anche all'Avvocato Falcetta, del quale leggo sempre molto volentieri i contributi.
E insomma, cordiali saluti a tutti Voi :-)

Paola Risi