«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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sabato 28 giugno 2008

“Siamo beceri forte …”



di Riccardo Paternò


dal blog Cose di tutti i giorni


Clementina Forleo non sarà trasferita.

Il CSM ha deciso contro l’accusa che la riteneva colpevole di volere utilizzare per il caso Unipol intercettazioni in cui comparivano D’Alema, Fassino e Latorre.

Ebbe persino l’ardire di definire i suddetti complici degli intrallazzi bancari di quella stagione avventuriera.

Apriti cielo!

Da quel momento la poveretta ne ha passate di tutti i colori e altrettante gliene hanno dette, da indegna a matta delirante.

I tre moschettieri ebbero il sostegno di tutto il mondo politico, Berlusconi incluso (finalmente nella stessa barca! Non ci poteva credere, in fondo era la conferma di quanto lui diceva da sempre, e ancora oggi dice).

Invece niente, le accuse di protagonismo e malafede erano baggianate, il livore del potere tradotto in efficaci titoli mediatici. La Forleo aveva semplicemente formulato una legittima ipotesi accusatoria che sarebbe stata poi vagliata nelle sedi opportune.

L’ho vista prima in tv, Clementina. Sorridente e rilassata, una voce fresca ed emozionata, una bella donna.

Quello che il sistema si è permesso con lei non l’avrebbe fatto con un maschio.

La nostra è una società maschilista sverniciata di rosa pallido, quanto basta per essere progressisti.

Donne prese in mezzo.

Mi vengono in mente la coraggiosissima teste Omega e quell’altra donna che lavorava in segreteria alla facoltà dove uccisero Marta Russo.

Ebbe contro tutto il sistema accademico per avere testimoniato contro gli assassini Scattone e Ferraro.

Siamo beceri forte, altroché.

Tornando a noi, francamente non vedo gran differenza tra il fumus persecutionis di Previti & Co. e il modus operandi di D’Alema e soci.

Sfumature a parte, il succo è che questi signori sono in grado di interrompere la normale procedura processuale, una cosa che io non potrei mai fare.

Certo, i toni di D’Alema sono più british, ma poi neanche tanto.

Perché quando uno si comporta così, col cipiglio di lesa maestà, alla fine finisce comunque per assomigliare ad un indignato generale sudamericano.

La verità è che il potere è potere e non tollera l’insubordinazione, né tanto meno di essere messo sotto scacco.

Ringraziamo, dunque, queste donne che ci aiutano ad essere una società più civile, erigiamo loro un monumento.

(…)


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Vede Dott. Paternò,il problema non sono i politici ma chi li elegge,chi li ha portati in parlamento dopo averne dimenticato (anche se dimenticare è attività posteriore al prendere atto e forse è proprio questo prius che manca)l'operato.Chi si rifuggia dietro il meno peggio,chi si chi convince che le elezioni siano uno strumento utile ad impedire l'elezione dell'altro,chi vota perchè è "dovere civico" e guida nella corsia preferenziale degli autobus o parcheggia in doppia fila.Caro Dott. Paternò,io mi rendo sempre più conto che il problema dell'italia non sono i politici,ma il corpo sociale che li esprime.Non è questione di legge elettorale truffa,avremmo avuto gli stessi anche con un maggioritario puro a preferenza nominale.Il problema dell'italia (scusi ma non ce la faccio proprio ad usare l'I maiuscola per questo piccolo paese) è l'italia.

Pierluigi Fauzia

Anonimo ha detto...

Sì la nostra è una società maschilista verniciata di rosa pallido che non conosce la forza vera delle donne, specialmente quella che cacciano quando devono affermare la verità. Sono disposte a farsi bruciare ma non mollano.La Dr.ssa Forleo è un esempio di coraggio e tenacia.
Forse, in fondo, lo sa questa società maschilista, e questo forse è il motivo per cui non lasciano spazio alle donne. Forse metterebbero in risalto la debolezza degli uomini. Il loro eterno giochino del potere.
(Non sono mai stata una "femminista").
Alessandra

Anonimo ha detto...

...Figurarsi se eri femminista !!!
:)

Anonimo ha detto...

Adesso la dottoressa Forleo à tutto il diritto di vedere questi “signori” sul banco degl’imputati. So che questo sarà impossibile che avvenga, ma solo in questo caso si potrebbe cominciare a pensare che l’Italia stia diventando un paese libero e democratico e con una magstratura non politicizata

Anonimo ha detto...

Complimenti Alessandra!
Concordo!
b

io speriamo che :) ha detto...

Scusami Alessandra ma questa volta non concordo con te.

La forza ed il coraggio di sostenere le proprie idee (se sono corrette e rispondono ad un ideale condiviso, è meglio) non ha padri, non ha madri e non ha sesso.
E' una cosa che ci si nasce, e purtroppo anche se ti sforzi di buttarla via, perchè ti rendi conto che ti fa male, che ti crea solo guai e ti fa vivere una vita di retrovia, non ci riesci: è più forte di te, uomo o donna che tu sia.
E le ultime pubblicazioni in questo BLOG dovrebbero esserne una dimostrazione.
Forleo, De Magistris, Lima ... hanno forse un sesso le loro scomode scelte? Oppure sono figlie di un gene comune?
Pochi giorni fa parlando con una persona che mi ha dato l'onore di confrontarsi con me su questi temi, gli ho detto: "vada avanti non siamo pochi".
Ho commesso due errori:
1) Mi sono messo ad un livello che non mi compete (avrei dovuto dire: vada avanti: non siete pochi);
2) mi sono lasciato trascinare dall'entusiasmo. In realtà sono pochi.
Però devono andare avanti lo stesso: e magari noi gli diamo una mano: nel nostro piccolo.