«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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lunedì 2 giugno 2008

Clandestini. Il Vaticano : “No all’arresto per un’infrazione”


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da La Repubblica del 2 giugno 2008


Clandestini, nuovo stop vaticano “No all’arresto per un’infrazione”.
Il segretario del Pontificio consiglio per i migranti interviene sulla questione sicurezza.
Infrangere una legge amministrativa non deve portare alla detenzione.


Città del Vaticano - “I cittadini di Paesi terzi, come i cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un’infrazione amministrativa”.

E’ quanto sostiene il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, mons. Agostino Marchetto.

Così il Vaticano stamattina è tornato a intervenire sul dibattito in corso in Italia sul tema dell’immigrazione clandestina, dopo le parole del cardinale Bagnasco, presidente della Cei, contro la permanenza prolungata nei cpt prevista dal pacchetto sicurezza del governo.

Il prelato, che si trova a Nairobi per il congresso panafricano dei delegati delle Commissioni episcopali per le migrazioni, ha risposto a una domanda relativa alla questione immigrazione ai microfoni della Radio Vaticana.

E ha aggiunto: “Mi ritrovo personalmente nell’ opinione espressa dalla minoranza a Bruxelles”. E cioè che gli stranieri, come i cittadini dei Paesi Ue, non debbano essere arrestati per aver infranto una legge amministrativa.

Il prelato ha aggiunto: “Ho appena studiato il Progetto di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di Paesi terzi soggiornanti illegalmente attualmente in fase di elaborazione”.

Monsignor Marchetto ha poi detto che la Chiesa deve insistere sulla “linea dell’accoglienza”.

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da Ad Basilicata del 12 luglio 2007


Vaticano: non è criminale l’immigrato clandestino

Essere un immigrato clandestino non significa essere “un criminale”.

Anzi, i diritti di chi si trova in una “situazione irregolare” devono “essere salvaguardati e non ignorati o violati”.

La posizione del Vaticano sullo status dei migranti è stata riaffermata su una ribalta internazionale dall’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, intervenuto al “Forum globale su Migrazione e Sviluppo”, in corso a Bruxelles dal 9 all’11 luglio.

La soluzione prospettata dal capo delegazione della Santa Sede al problema delle migrazioni irregolari è quella “della migliore cooperazione internazionale, che scoraggi la clandestinità con aumento di canali legali per la migrazione”.

“I migranti contribuiscono al benessere del paese di accoglienza – ha detto mons. Marchetto – e, anche in ragione della loro dignità umana, devono essere rispettati e vedersi garantite le loro libertà: il diritto ad una vita dignitosa, ad un equo trattamento sul luogo di lavoro, ad avere accesso all’istruzione, alla salute ed altri benefici sociali, a sviluppare la propria competenza, a crescere da un punto di vista umano, a manifestare liberamente la propria cultura e a mettere in pratica la loro religione”.

Per il Vaticano, però, “diritti e doveri vanno di pari passo”.

Marchetto ha ribadito che “i migranti hanno il dovere di rispettare l’identità e le leggi del paese di residenza, di lottare per una giusta integrazione (non assimilazione) nella società di accoglienza ed apprenderne la lingua. Essi devono favorire la stima e il rispetto per il Paese ospitante, fino a giungere ad amarlo e difenderlo”.

“Purtroppo – ha proseguito –, tra di loro, vi sono migranti in situazione irregolare, i quali, tuttavia, indipendentemente dal loro status legale, hanno una dignità umana inalienabile. Di conseguenza, i loro diritti devono essere salvaguardati e non ignorati o violati. Lo status di migrante irregolare, infatti, non significa criminalità”.

Ricordando anche che “le famiglie non devono essere disperse ed indebolite, lasciando i loro componenti in uno stato di vulnerabilità, in particolar modo le donne e i bambini”, mons. Marchetto ha concluso richiamando l’appello del Papa ai governi per la ratifica della Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti di tutti i Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro Famiglie.

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Segnaliamo anche, sul nostro blog, i seguenti due articoli:

Carlo Maria Martini, “Ma siamo divenuti un popolo di razzisti?

Enzo Bianchi, “Il vero cristiano si vede con i clandestini

Inoltre, a questo link tutti gli articoli del nostro blog su “Immigrazione e xenofobia”.



3 commenti:

Anonimo ha detto...

forse ora il governo dirà che pure il vaticano è comunista! :-)

Anonimo ha detto...

questo non lo so, mi aspetto invece un drastico calo delle urla offese sull'"ingerenza vaticana nella laicità dallo stato".
solito, scontato esempio di scelta opportunista e di principi flessibili.

baron litron

p.s., per me oggi è stata giornata di lutto.
i motivi dovrebbero essere chiari a chi avesse ancora a cuore correttezza e democrazia.

Anonimo ha detto...

il vaticano ha detto una cosa di semplice buonsenso e io, che sono laico, ne prendo atto con piacere.