«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
.

venerdì 6 giugno 2008

La pm e i favori del Csm





dal Manifesto del 5 giugno 2008


«Hai fatto le mosse giuste»

Ci sono anche delle intercettazioni allegate agli atti del pm della procura di Salerno che ha chiesto al gip di archiviare l’indagine su Luigi de Magistris.

In una di queste intercettazioni Felicia Genovese, sostituto procuratore di Potenza finita indagata per abuso d’ufficio nell’inchiesta di de Magistris Toghe lucane, chiede aiuto ad Antonio Patrono, componente del Consiglio Superiore della Magistratura ed ex presidente dell’Anm.

Ecco un passaggio della intercettazione del 28 febbraio 2007 trascritta agli atti:

Genovese: «Io dalla procura me ne voglio andare, ma non me ne devo andare solo io da là ... perché qua se io me ne vado ... se ne devono andare anche gli altri».

Patrono: «Gli altri chi?».

Genovese: «Eh no, gli altri che valuterete che hanno fatto cose che non dovevano fare ... che io vi dirò».

Patrono: «E va bene, ma questa è una cosa più che ragionevole».

E più avanti, Patrono: «Mi sembra che tu hai fatto tutte le mosse giuste ... adesso ne parliamo anche a Giulio Romano che sta in prima» commissione.

Genovese: «Sì, ma io a lui ne avevo già parlato».

Sia Patrono che Romano, componenti del Csm (il secondo in prima commissione quella competente per i trasferimenti), sia Genovese fanno parte della corrente di destra dell’Anm, Magistratura indipendente.

La prima commissione chiese al plenum del Csm di trasferire Genovese alla corte di appello di Reggio Calabria, sede a lei gradita.

Il plenum fermò la pratica, con l’astensione di Patrono e Romano.

Alla fine il Csm ha trasferito Genovese su richiesta della sezione disciplinare al tribunale di Roma.


7 commenti:

Anonimo ha detto...

Eravamo tre amici al bar
che volevano aggiustar le cose...
si parlava con profondità di giustizia e legalità...
tra un bicchier di coca ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò.
Eravamo due amici al bar
uno si ne è andato in 1° commissione....
si parlava in tutta onestà di individui e solidarietà...
Eravamo due amici al bar
uno è andato al csm...
Son rimasto io da solo al bar
son venuti quattro ragazzini
son seduti lì vicino a me con davanti due coche e due caffè
li sentivo chiacchierare han deciso di cambiare
tutto questo mondo che non va.
Sono qui con quattro amici al bar
che hanno voglia di cambiare il mondo.
E poi ci troveremo come le star
a bere del whisky al Roxy Bar
o forse non c'incontreremo mai
ognuno a rincorrere i suoi guai.
b

Gabriele Di Maio ha detto...

"Adatto" un commento ispiratomi da questa vicenda e che ho appena svolto in altro sito.

Nessuno, apprezzabile che sia (e anche Patrono credo rientri pienamente tra i colleghi meritevoli di stima) può arrivare a sedersi al CSM se non è immerso in colleganze correntizie. E, una volta seduto al CSM, per quanto cerchi di operare correttamente, non può liberarsene. E questo, già sul solo piano dell'immagine di indipendenza ed imparzialità, è inaccettabile. Sotto questo profilo proprio non si riesce a capire, come ci si chiede nel libro "Toghe rotte": "perché quello che fanno Temistocle Crollalanza e Aristide Fracanzani nell'esercizio delle loro funzioni di giudice costituisce un illecito disciplinare e magari anche un illecito penale (cosa di cui nessuno dubita ed anzi, se li pescano, il CSM li fa a fettine); e invece queste stesse cose, quando vengono fatte dai giudici che fanno parte dei Consigli Giudiziari e del CSM, vanno benissimo????!!!! Forse che l'assegnazione di un posto di Presidente del Tribunale di Montegioioso di Sotto non è una decisione da prendere con le stesse garanzie di imparzialità, autonomia e indipendenza che debbono essere adottate quando si decidono i processi e si scrivono le sentenze? Gli organi responsabili delle nomine dei capi degli uffici non sono forse organi di rilevanza costituzionale non meno importante del Tribunale civile di Poggiobelsito? "
Se poi pensiamo alla disciplinare, la situazione peggiora. Per le scelte dei direttivi abbiamo bisogno di amministratori imparziali, lì abbiamo bisogno di un GIUDICE che, già solo sul piano dell'immagine, deve apparire oltre che essere imparziale.
Su questo tempo fa ho fatto anche io un esempio, meno "divertente" e che forse anche per questo nessuno ha avuto voglia di leggere e commentare. Ad ogni modo, lo "incollo" nuovamente, sintetizzandolo. E ribadisco: da questo possiamo uscire solo designando a sorteggio i candidati al CSM, traendoli da una lista di magistrati disponibili ed in possesso di requisiti oggettivi e basilari di garanzia.
Buona giornata
Gabriele Di Maio

"Secondo la Costituzione, la funzione giurisdizionale è esercitata dai
magistrati ordinari (102 C.), distinti solo per funzioni (107 C.), mediante
il giusto processo che è a sua volta quello che si svolge, oltre che nel
contraddittorio tra le parti in condizioni di parità ed in tempi
ragionevoli, "davanti a giudice terzo e imparziale" (111 C.).

In chiave di imparzialità deve leggersi anche la previsione costituzionale
per la quale la stessa scelta dei magistrati deve avvenire per concorso (106
C., in coerenza con la ratio del 97 C.). Inoltre, per rafforzare anche la
sola immagine di indipendenza e di imparzialità dei magistrati, la
Costituzione ha previsto la possibilità di limitare il diritto degli stessi
ad iscriversi ai partiti politici (98 C.).

Normalmente, quindi, si può dire che ogni magistrato può, tramite meccanismi
obiettivi di selezione, andare a sedere con garanzie ed immagine di
imparzialità ed indipendenza in uno qualsiasi dei posti dai quali si
esercita la giurisdizione e che anche in tal senso possono dirsi propri del
"giudice naturale" (25 C.).

Sono certo che le finalità di questo impianto siano comprese e condivise da
noi tutti, che giustamente ci preoccupiamo al solo sentire parlare di
giudice elettivo.
La disciplinare è oggettivamente un punto problematico del sistema.

L'organo che giudica delle pretese mancanze dei magistrati ha natura
giurisdizionale, dovrebbe quindi rispondere agli stessi canoni.

Non nascondiamoci che già la presenza di magistrati nell'organo che deve
giudicare i magistrati pone un problema di terzietà ed imparzialità. Questo
problema è stato però risolto a monte dalla Costituzione, che ha affidato al
CSM la materia disciplinare (105 C.) ritenendo i magistrati all'altezza di
tale compito. Su come siano poi andate e stiano andando le cose non mi
soffermo, perchè è questione complessa ed eventualmente da approfondire
autonomamente. Preferisco ragionare solo in termini di sistema, non di suo
funzionamento concreto (ma su questo nel blog non manca materiale per molte riflessioni).

Un secondo problema deriva appunto dalla scelta dei magistrati che vanno a
comporre l'organo giudicante, di provenienza elettiva. Metodo opposto a
quello che come si è detto è adottato dal sistema per il reclutamento e
"collocamento" dei magistrati nelle funzioni giurisdizionali. Ed è da questa
diversa scelta che possono nascere i problemi che il sistema "ordinario"
evita.

Faccio un esempio, prendendo libero spunto da rilievi in passato largamente circolati nelle discussioni magistratura associata (nomi assolutamente di
fantasia).

Anno 2020 (o XII della Terza Repubblica, dovesse cambiare il calendario)

Si delibera la nomina di Caio (noto esponente della corrente A) a dirigente
di un ufficio, con la maggioranza delle correnti A e B e dei laici di
provenienza X e Y. Nei resoconti consiliari, le correnti C e D affermano
chiaramente che Caio, criticabile sotto vari aspetti, non meritava la
nomina, e che essa è frutto di una ricorrente alleanza, a sfondo politico o
di mere convenienze, tra quelle componenti. Secondo C e D (appoggiate, nel
voto di minoranza, dal laico di provenienza Z) avrebbe meritato la nomina
uno dei magistrati dell'ufficio, Tizio (noto esponente della corrente C).

Qualche tempo dopo, Tizio entra in forte contrasto con Caio, in relazione
alla gestione dell'ufficio. Entrambi vengono trascinati innanzi alla
Disciplinare, la quale dovrà verificare se vi siano infrazioni derivanti,
per Caio, dall'effettivo rispetto o meno delle disposizioni tabellari, e,
per Tizio, dalle modalità con le quali è stato posto il contrasto. In ambito
locale, le componenti associative prendono anche posizione sulla vicenda, A
e B difendendo Caio dalle aggressioni subite, C e D solidarizzando con Tizio
nella denunzia dei rilievi gestionali. Sono anche prossime elezioni
associative ed istituzionali, ed il tema diventa occasione di confronto
elettorale.

In Commissione vi sono componenti provenienti dalle correnti A, B, C e D.

Quanto peseranno, sul piano dell'immagine di imparzialità del giudice, il
precedente scontro sull'attitudine di Caio e le provenienze correntizie?

Ecco, queste sono domande che piacerebbe non doversi nemmeno porre"

Annalisa ha detto...

Ma c’è qualche reazione da parte della magistratura associata ai gravissimi fatti che sono emersi dalla richiesta di archiviazione della Procura di Salerno?

"Uguale per tutti" ha detto...

Ad Annalisa:

Silenzio di tomba !

La Redazione

Anonimo ha detto...

csm: casta superiore della magistratura.
una delle tante maledette caste di questo paese marcio. :-(

Anonimo ha detto...

mi chiedo, essendo un semplice praticante avvocato che ha un rispetto a priori verso la magistratura, come da insegnamenti di Calamandrei, cosa possiate fare Voi per ripristinare il potere giudiziario a come dovrebbe essere.
Ho letto ed assistito ad una conferenza del Dott. Tinti, dove veniva messa in luce, come nel libro "toghe rotte", la degenerazione dell'ANM ed il lobbismo delle sue correnti.
Di fatto, tolti i procedimenti ove sono in gioco i destini dei "normali" cittadini, sembra che per quelli di maggior gravità esista già un tacito controllo da parte del potere politico, il tutto a dispetto dell'indipendenza della magistratura, tanto ribadita e difesa contro possibili riforme per un ufficiale controllo da parte dell'esecutivo.
Siete per i cittadini l'ultimo argine all'illegalità che riversa in tutti i settori della società, mi auguro che si sia toccato il fondo con il caso De Magistris ed ora si possa ricominciare con il piede giusto.
In fondo questo intervento potrebbe essere letto come una generalizzazione di problemi più sottesi e di difficile compresione ai non addetti ai lavori; allo stesso tempo credo che tra i diecimila magistrati in servizio la volontà dei più potrebbe far tentare un'azione, anche a costo di subire mancati progressi di carriera o trasferimenti in zone disagevoli.
matteo r.

Michele ha detto...

Sono residente e nato in Basilicata regione nella quale ogni giorno viene uccisa la giustizia. Dove la giustizia non è una dea bendata, è una dea che guarda e sceglie chi deve vincere il contendere: viene scelto sempre il più forte.
Regione dove vi è un mix esplosivo tra politica, affari, economia, magistratura.

(...) nonostante le reiterate denunce (...) non interviene il CSM (..)

E' una situazione insostenibile qualcuno deve intervenire; siamo esasperati, non sappiamo a chi santo votarci per avere giustizia.