«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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mercoledì 24 ottobre 2007

Ancora riflessioni sulla vicenda di Catanzaro


di Paolo Coppola
(Giudice del Tribunale di Rossano)


Rompo il silenzio impostomi sulla questione Catanzaro (o De Magistris, ma non mi piace indicare questioni con nomi di persone ed in particolare di colleghi).

Mi ero imposto il silenzio perché ogni sorta di giudizio, in uffici giudiziari quali quelli calabresi (o almeno quelli del distretto di Corte di Appello cui appartengo), sono resi difficoltosi dalla circostanza che mai le situazioni sono bianche o nere, ma attraversano il grigio in tutte le tipologie di sfumature possibili.

Alcune considerazioni sono però d'obbligo.

In termini generali si deve rilevare che il Ministro, con la sua richiesta di trasferimento cautelare ha esercitato una propria prerogativa, per cui nulla quaestio, se non la piena condivisione del giudizio negativo unanimemente espresso dalla G.E.C. della A.N.M. sulle disposizioni normative che hanno consentito ciò.

Mi sento altresì di evidenziare che dette disposizioni hanno l'ulteriore effetto di gettare una ombra di sospetto sul Ministro che volta per volta, in relazione ad inchieste di rilievo nazionale, venga ad esercitare le prerogative conferitegli dal nuovo ordinamento giudiziario.

L'effetto è un oggettivo danneggiamento della stessa credibilità della politica e dei suoi rapporti con la magistratura, in un momento dove non se ne avverte affatto il bisogno.

Indipendentemente dal giudizio che ciascuno abbia sull'operato del P.M. coinvolto, è evidente che vi sarà un pronunciamento del C.S.M., quindi in definitiva le prerogative di autonomia della Magistratura sono salve.

Ove il pronunciamento non convincesse, non vi sarebbe che da prendere atto che, siccome il C.S.M. è per i due terzi espressione della intera Magistratura, il problema sarebbe di cultura interna, ovvero di valori di autonomia e giurisdizione dai quali la magistratura si sarebbe allontanata.

Problematico è il giudizio sulla avocazione della indagine "Why Not" perché i termini sono poco chiari.

Se ciò che sembra emergere dalla stampa fosse però vero, si dovrebbe rilevare quanto segue.

Al P.M. in definitiva sarebbe stata tolta l'indagine perché, in forza del chiesto trasferimento d'ufficio cautelare, avrebbe un non meglio precisato "interesse" nel procedimento.

Invero l'interesse, ci insegna la giurisprudenza della cassazione, consiste nella possibilità per il giudice di rivolgere a proprio vantaggio l'attività giudiziaria che è chiamato a svolgere nel procedimento, vantaggio che non deve essere necessariamente economico ma che ben può essere anche solo di ordine morale e difficilmente può essere ricollegata a pretesa inimicizia originata dalla attività giudiziaria stessa.

Unica eccezione è il caso in cui la attività posta in essere dal Magistrato (P.M. in questo caso) sia abnorme ovvero non si limiti ad irregolarità nel procedimento ma presenti aspetti talmente anomali e settari da costituire momento dimostrativo di una inimicizia o comunque di un interesse.

Orbene nel caso di specie non è dato sapere, dalle notizie di stampa, quali sarebbero gli aspetti gravemente anomali che fanno ipotizzare la sussistenza dell'interesse che ha legittimato la avocazione da parte dell'Avvocato generale f.f., a pochi giorni della presa di possesso del nuovo Procuratore Generale nominato (cui, per inciso, vanno i migliori auguri di un buon lavoro, avendone bisogno).

Dalla vicenda è possibile trarre ulteriori spunti.

La preoccupazione maggiore allo stato non sembra essere il problema della indipendenza esterna della Magistratura, ma la paura (fondata o meno) che la decisione del Procuratore Generale facente funzioni abbia leso prerogative di indipendenza, quindi preoccupazione verso possibili lesioni della indipendenza interna della Magistratura: questo problema è stato sovente sopito nel dibattito associativo.

La questione è invece nodale nella cultura della giurisdizione, ma la passata emergenza sulla riforma dell'Ordinamento giudiziario lo ha fatto spesso dimenticare.

Mai come in questo momento, a fronte di una radicale riforma, che ridisegna carriera e status del magistrato, quindi la sua stessa figura, il dibattito è nodale, perché si tratta di comprendere come ciascuno di noi intende ed intenderà, alla luce della riforma, la figura del magistrato.

Sul punto, visto che la vicenda è emblematica, sarebbe stato gradito un ancor più vivace dibattito.

Su questi aspetti le correnti si divideranno necessariamente (altrimenti non avrebbero ragione di esistere) e finirà la pax associativa anti "Mastelli".

Dalla vicenda è possibile trarre la convinzione che il dibattito sull'Ordinamento giudiziario è appena agli inizi, perché con i suoi peggiori aspetti, le sue più profonde disfunzioni ci troveremo d'ora in avanti a confrontarci.

Altro spunto riguarda il sistema Calabria, ma forse il sistema Italia nel suo complesso.

In Calabria sono arrivati miliardi di euro di finanziamenti a vario titolo e sono in parte spariti. Non si tratterebbe di una gestione clientelare degli stessi (magari!) ma appropriativa, ove fosse riscontrato che il P.I.L. della Calabria è aumentato in misura davvero scarsa.

Si deve altresì rilevare che la Corte dei Conti, nella sua relazione del 27.6.2006 sul funzionamento dei controlli regionali sui POR Calabria, ha puntato il dito su "la realizzazione del principio di separazione tra politica e gestione, tra politici e manager, sempre postulata, sin dal 1993, ma mai effettivamente realizzata nella Regione Calabria".

Da segnalarsi che il Commissario UE per i fondi regionali Danuta Hubner ha rifiutato più volte l'incontro con la Amministrazione regionale (Il Sole 24 Ore del 3.4.2007).

Personalmente mi consta di numerose ipotesi di c.d. truffe comunitarie ove la assegnazione dei fondi non è stata revocata dal ministero competente.

In effetti opero in quella zona (la piana di Sibari) che un mensile, qualche mese fa, dipingeva come quella che era sulla carta una delle zone più industrializzate di Italia (salvo a non trovarvi le industrie che ci dovevano essere).

Vi sono casi in cui i capannoni industriali non sono stati proprio costruiti, ma di ciò si è accorta la sola G.D.F..

A fronte di ciò e della generalizzata estensione del fenomeno, mi sembra evidente che delle due l'una: o i politici non solo locali non sapevano, per cui non si sono resi conto di fenomeni di questa portata (fatto peculiare e dimostrativo quantomeno di assoluta sconoscenza della società che pretendono di rappresentare) o sapevano.

Ovviamente la circostanza che ne fossero a conoscenza non determina certo responsabilità penale: non pare però strano che qualche P.M. si sia trovato a indagare anche su politici nazionali da definirsi più capaci, perché si sono accorti di un fenomeno così generalizzato.

Qualche P.M. magari si è accorto della generalizzata diffusione del fenomeno, mancata rimozione dei dirigenti responsabili delle truffe o perché erano conniventi o perché hanno omesso i prescritti controlli, mancata apertura di indagini interne sull'operato di detti dirigenti, mancata revoca dei finanziamenti ed infine restituzione dei beni, asseritamene provento di truffa agli stessi asseriti truffatori, all'esito magari di processi prescrittisi.

È evidente che ciò non è e non può rappresentare in termini generali patente che consenta al P.M. di operare arbitri (dobbiamo pur sempre rispettare le regole che legittimano il nostro operato), per cui abusi rilevanti coscienti e reiterati devono essere valutati e perseguiti nelle dovute sedi.

Non si può però ritenere che vi siano ragioni ostative a seguire filoni investigativi, magari all'esito si potranno rivelare infondati, su esponenti politici nazionali, con magari iscrizione obbligatoria nel registro degli indagati ed attivazione delle necessarie garanzie a loro tutela, in occasione di specifici atti investigativi (avvisi di garanzia).

L'attività associativa è funzionale all'esercizio della giurisdizione, è il mezzo per perseguire il fine del nostro lavoro altrimenti non serve a nulla: spero che altri colleghi del distretto e in primis la Giunta distrettuale vogliano rompere il silenzio impostosi.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Chiaro come il sole!
Perchè allora tanta timidezza?
Perche' nessuno parla?
E intanto le delicate carte vanno in giro per l'Italia, con buona pace della segretezza dell'istruttoria e della tanto acclamata speditezza dell'azione penale....
Quo usque tandem abutere......?
E' davvero assordante il silenzio di tanta parte della Magistratura che certo non puo' condividere quanto sta accadendo in Italia!
Non puo' essere caricata sulle spalle dei soli ragazzi di Locri e di qualche altro gruppo di persone di buona volonta' la difesa di uno dei valori fondanti delle moderne democrazie.....

Anonimo ha detto...

Leggere per credere!

WHY NOT, CSM CONVOCA PER LUNEDI' DE MAGISTRIS:AVVIATA ISTRUTTORIA
Roma, 24 ott. (APCom) - Sarà ascoltato lunedì al Csm il pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Un'audizione decisa nell'ambito dell'istruttoria che la Prima Commissione ha deciso di avviare sul caso, anche per verificare la situazione negli uffici di Catanzaro. Tra lunedì e martedì, oltre a De Magistris, i consiglieri di Palazzo dei Marescialli sentiranno il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro, uno dei procuratori aggiunti e il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati. La decisione è passata con il voto contrario del laico di An Gianfranco Anedda, secondo il quale ci sarebbero già gli estremi per avviare nei confronti di De Magistris la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale: apriamo il procedimento e poi decidiamo le audizioni, è stata la proposta avanzata in Commissione, che però non ha trovato d'accordo i colleghi.

Gennaro ha detto...

Buonasera Dott Coppola,da quando si è aperto questo blog seguo sempre con tanto interesse l'intervento di tutti coloro che vi partecipano ad iniziare dai Magistrati e il fatto di potermi rapportare attraverso la scrittura con la Vs categoria con parole semplici mi aiuta a stare bene con me stesso,ora non essendo io una persona inoltrata nel settore della magistratura ma da semplice cittadino mi pongo e rivolgo a Voi questo semplice quesito,ma indipendentemente dai soggetti siano essi politici,semplici operai insomma gente comune se il soggetto medesimo ha la coscienza apposto e nulla da temere per quale motivo ci si dovrebbe rifiutare di andare a colloquio da un magistrato ? Se non ho fatto nulla di irregolare perchè mi devo complicare l'esistenza con dei sotterfugi per non affrontare il colloquio stesso ? Mi scusi per la elementarità del concetto

Maurizio Bolognetti ha detto...

“Caso De Magistris”: Qualche considerazione sulla puntata di Porta a Porta andata in onda lunedì 22 ottobre.




Ancora una volta sua eminenza reverendissima Bruno Vespa non ha reso un buon servizio al sacrosanto diritti dei cittadini italiani a conoscere per poter deliberare. Il dr. Bruno Vespa nel "Porta a Porta" andato in onda lunedì 22 ottobre ha ancora una volta dato buona prova di sé, prestandosi al ruolo di sparring partner dell’ineffabile Ministro Mastella.
Il signor Ministro della Giustizia, grazie alla sapiente opera del “sarto” di viale Mazzini, è riuscito a spacciarsi per una sorta di perseguitato e martire di non si sa quale causa.
In un Paese normale, uno come Vespa, soprattutto dopo le sue performance “telefoniche” con Sottile, non potrebbe vendere nemmeno i detersivi su una TV a diffusione condominiale, ed invece la Rai , che al pari di Mediaset della credibilità se ne fotte, ancora gli consente di gestire uno spazio di sedicente informazione a spese del contribuente.
Per il dr. Bruno Vespa nessuna avocazione all’orizzonte.
Trovo davvero incredibile che nessuno abbia voluto sottolineare una questione non irrilevante: il dr. Vespa, il Vespa che lunedì sera(22 ottobre) ha intervistato Mastella, ha offerto per la seconda volta in pochi giorni il megafono/manganello rai al datore di lavoro della sua consorte, la dr.ssa Augusta Iannini.
E forse in omaggio alla personalissima concezione che il dr. Vespa ha della “par condicio”, ha invitato negli studi di Porta a Porta anche Roberto Castelli, cioè l’ex datore di lavoro della dr.ssa Augusta Iannini.
E’ troppo affermare che ci troviamo di fronte ad un palese conflitto di interessi?
Naturalmente, il dr. Vespa in Iannini, ancora una volta, ha ritenuto di non dover ascoltare la voce di chi, come i Radicali, propone l’abolizione degli incarichi extragiudiziari per i magistrati.
“Domani è un altro giorno”, e noi continueremo a bere olio di ricino e ad interrogarci sulla funzione del servizio pubblico e sui ladri di legalità, di verità, di giustizia e democrazia che appestano questo Paese

Anonimo ha detto...

x gennaro:

se il magistrato ancora non mi ha accusato di niente, che potrei andargli a dire? cose generiche tipo "sono una brava persona... non ho mai fatto niente di male...". si renderà conto che non servirebbe a niente. Per potersi difendere bisogna prima essere accusati di un fatto specifico, no?

Gennaro ha detto...

Anonimo ha detto...
x gennaro:

se il magistrato ancora non mi ha accusato di niente, che potrei andargli a dire? cose generiche tipo "sono una brava persona... non ho mai fatto niente di male...". si renderà conto che non servirebbe a niente. Per potersi difendere bisogna prima essere accusati di un fatto specifico, no?

Lei ha perfettamente ragione,ma a me risulta che De Magistris sia stato bloccato proprio al momento che stava scrivendo nel registro degli indagati i soggetti interessati,da qui poi è partito tutto l'ambaradan di ostruzionismo ( solo con onestà devo ricercare la info in rete per correttezza) e se riesco a trovarla la posto qui sul blog

Gennaro ha detto...

Anonimo ha detto...
x gennaro:

se il magistrato ancora non mi ha accusato di niente, che potrei andargli a dire? cose generiche tipo "sono una brava persona... non ho mai fatto niente di male...". si renderà conto che non servirebbe a niente. Per potersi difendere bisogna prima essere accusati di un fatto specifico, no?


http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_19/mastella_indagato.shtml

Questa è una delle fonti ( come può leggere si parla al condizionale ma cmq risulta una data di registrazione in questo registro,poi è uscita la notizia,oppure hanno voluto di proposito farla uscire questo non le so dire) e da qui poi tutto il resto penso di sua conoscenza

Gennaro ha detto...

Buongiorno bloggers,vi lascio questa notizia da approfondire ( che sicuramente molti di voi già avranno letto)

http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_25/vulpio.shtml

Non mollare De Magistris, la cittadinanza onesta da nord a sud è con la tua onestà

Anonimo ha detto...

Per Gennaro:
"ma a me risulta che De Magistris sia stato bloccato proprio al momento che stava scrivendo nel registro degli indagati i soggetti interessati,da qui poi è partito tutto l'ambaradan di ostruzionismo ( solo con onestà devo ricercare la info in rete per correttezza) e se riesco a trovarla la posto qui sul blog"

A lei, caro Gennaro, le risulta da che ?