«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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venerdì 26 ottobre 2007

Per non "girarsi dall'altra parte"


di Uguale per Tutti

Vi proponiamo il video del filmato con il quale è iniziata ieri sera la trasmissione AnnoZero su RaiDue.

Ve lo proponiamo perché racconta ed esprime un desiderio di giustizia secondo noi molto importante.

Ve lo proponiamo sapendo che tanti diranno che farlo è retorico, che il filmato è eccessivo, che non è opportuno, che i "toni" e/o le parole non sono quelli giusti e un sacco di altre cose.

Ve lo proponiamo dicendo a chi pensa che non lo dovremmo fare che questo filmato racconta una pezzo della realtà e a nostro modesto parere un pezzo importante della realtà.

Crediamo che sia del tutto legittimo condividerlo o no, condividere o no la scelta di riproporlo qui.

Crediamo anche, però, che sia assolutamente sbagliato che la politica e una parte dei cittadini si "girino dall'altra parte" e pretendano che anche altri lo facciano, che chiudano gli occhi dinanzi al disagio e alle istanze che questo filmato racconta.

Una politica capace, un popolo maturo debbono avere una risposta a queste domande e una risposta non è sfuggire il problema né, men che meno, soffocare le domande con una serie di obiezioni pretestuose: l’opportunità, i toni, l’eleganza, la sede, il rispetto delle istituzioni, la musica di sottofondo, la tv, eccetera.

Per favore, qualunque cosa pensiate del filmato, ponetevi il problema e ponetelo a chi vi sta accanto.

Protagonisti del filmato sono Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, assassinato a Palermo il 19 luglio 1992, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti, assassinato a Campo Calabro il 9 agosto 1991, e Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, assassinato a Barcellona Pozzo di Gotto l’8 gennaio 1993.






17 commenti:

Gennaro ha detto...

ieri con grande attenzione ho seguito l'intera puntata di Anno zero e per quello che si possa pensare al di la di ogni pacata riflessione e senza facili giustizialismi ne viene fuori un quadro totalmente desolante,non volendo entrare in merito alle vicende dei magistrati presenti,in special modo De Magistris e Forleo ma anche il comportamento sia della A.N.M e del C.S.M presentano a mio modesto parere quadri inquietanti per modalità operativa,tempistica e modus operandi,in tutto questo marasma,la stragrande maggiornaza dei politici ci sguarnazza ed alla fine come sempre i maggiori danneggiati sono i comuni cittadini che senza timore posso tranquillamente affermare essere l'ultimissima ruota del carro,riguardo il disagio dei giovani calabresi è comune al disagio non solo di tutti i giovani della intera nazione ma anche delle persone più adulte. Personalmente per quello che possa valere il mio pensiero finchè vedrò in politica questi personaggi mi asterrò dal votare ( sono oramai molti anni che non mi sento rappresentato da queste persone),spero in un futuro prossimo di vedere volti nuovi,giovani e sopratutto onesti e responsabili della dignità e dei reali problemi del paese,buon lavoro a tutti Voi

Anonimo ha detto...

personalmente alibito da questo filmato. Giuro che ieri sera, mentre ascoltavo queste parole, mi sono messo a piangere. Un misto di disperazione e rabbia mi avvolgeva, mentre l'oscuro avanzava intorno a me e a questo maledetto paese.

Riccardo Arena ha detto...

Ho visto quel filmato ieri sera. Ho ascoltato molte parole in libertà e tanti pressappochismi da chi parlava da quel palco. Non ultimi, paragoni del tutto fuori luogo tra il caso De Magistris e i giudici Falcone e Borsellino. Ritengo tuttavia che quell'assemblea abbia un pregio. La voglia di avere una giustizia migliore. Negli occhi di quei ragazzi ho visto questa ambizione. Un'ambizione preziosa, ma tradita da gli stessi che l'anno mandata in onda. Anno zero. Una trasmissione che ho trovato faziosa, incompleta e fuorviante dai veri problemi. Un danno per quei ragazzi riuniti in assemblea, per il buon funzionamento della Giustizia e per noi.
Il problema non detto: La realtà degradata e indecente delle procure di Catanzaro, Potenza e Matera. Il ruolo centrale che deve assolvere il Csm e lui soltanto per risolvere questro gravissimo problema.
Il dottor De Magistris, e lo dico sapendolo Magistrato onesto, è sostituibile come qualsiasi altro pm sostituto. Quello che non si può sostituire è il corretto funzionamento di una Procura. Ma questo non sembra interessare.
Morale: la mala informazione va oggi a braccetto con la mala giustizia. E dove ci condurrà questo cammino?
Riccardo Arena
www.radiocarcere.com

Anonimo ha detto...

"Le Istituzioni non sono fatte da muri ma da Uomini." Cosi´ disse Giorgio Ambrosoli alla fine degli anni settanta in un colloquio con l´allora direttore generale della Banca d´Italia Mario Sarcinelli. Questo per dire che ciascuno di noi, pur sempre nel rispetto del proprio ruolo nelle Istituzioni, puo´ scegliere come vivere le propria professione. C´e´ chi decide di vivere in prima persona la Costituzione e traduce nel proprio lavoro questa scelta, "chi sta a guardare la corrida" e chi si preoccupa che "le carte siano sempre a posto".

Oggi alcuni Magistrati come Luigi De Magistris e Clementina Forleo che vivono ogni giorno la Costituzione con la propria vita si sono ritrovati pesantemente isolati all´interno delle Istituzioni per questa scelta. In questo muro di indifferenza Salvatore Borsellino, Sonia Alfano e Rosanna Scopelliti hanno alzato forte la loro voce per fare capire quale e´ la posta in gioco: non si tratta di uno scontro personale tra un Magistrato ed alcuni individui che occupano abusivamente le Istituzioni, ma di affermare se tutti i cittadini sono davvero uguali di fronte alla legge oppure no. Nel 1992-93 questa uguaglianza venne negata con il tritolo, oggi con leggi contra personam e spregio delle regole (sottrazione a De Magistris delle carte dell´inchiesta e comunicazione dell´atto dopo tre giorni, roba che neanche nelle isole Cayman sarebbe praticabile).

Invito tutti i Magistrati, tutti gli Uomini e le Donne delle Istituzioni a far sentire la propria voce e a capire la posta in gioco. Se vincono adesso non avranno piu´ bisogno del piombo: si prenderanno il nostro futuro per sempre. Antonino Caponnetto invito´ tutti nel settembre 1999 a "battere in colpo" di fronte alla ritirata di larghi settori dello Stato nella lotta alla criminalita´ organizzata, in nome delle "riforme" e del quieto vivere. La politca non hai mai voluto e mai vorra´ vincere questa battaglia. Le conseguenze di quelle scellerate scelte sono oggi sotto gli occhi di tutti noi. Dobbiamo dare un segnale per far capire che ci opporremo in tutti i modi a queste meschine "trattative".

Marco Bertelli

Gabriele Di Maio ha detto...

Concordo con quanto è stato detto: la questione trascende il caso concreto, tocca un tema più generale, quello della difficoltà che incontra un magistrato nel fare il proprio lavoro quando esso va a toccare interessi e poteri forti.
Con tutti i pur possibili distinguo, e senza esprimere alcuna pregiudiziale opinione sulle capacità e sui possibili errori dei singoli, credo che ciò valesse ieri per Falcone e Borsellino, e valga ancora oggi.
Non è un caso e non è ingiustificato che chi li conosceva bene avverta delle analogie e delel preoccupazioni.

Salvatore D'Urso ha detto...

La Puntata di Annozero del 25/10 è stata perfetta.

E' giusto che il popolo sovrano sappia di quanto accade all'interno delle istituzioni, soprattutto quelle riguardanti la giustizia, e di come i PM sono costretti a lavorare, quali sono quelli che lavorano seguendo i dettami della Costituzione e quelli che invece si inginocchiano di fronte alle intimidazioni che ricevono dai poteri forti o quelli che direttamente collaborano con tali poteri forti o occulti.

Il cittadino deve sapere e poter distinguere chi tra questi serve lo Stato democratico e chi invece persegue altri fini.

Un magistrato deve essere liberissimo di poter denunciare agli organi competenti eventuali abusi o minacce e poter informare l'opinione pubblica di quanto avviene...

Chi invece pensa che un PM deve stare zitto alimenta un clima di omertà e sappiamo benissimo che l'omertà non porta a nulla di buono anzi alimenta e favorisce il sistema antistato.

La mafia si rafforza quando il clima di omertà sale. Si indebolisce quando i cittadini denunciano alle istituzioni eventuali abusi e soprattutto quando l'intera opinione pubblica ne viene a conoscenza.

La lotta al male di questo paese si fa mettendo a conoscenza dell'opinione pubblica ciò che c'è di sbagliato in modo che il cittadino possa decidere secondo coscienza come e se combattere questo male, sia grazie alla rappresentanza politica e sia direttamente esponendosi in prima persona nelle piazze.

Ripeto che in Italia il solo sovrano è il popolo. Un sovrano deve sapere sempre ciò che accade nel suo paese per migliorarlo ed abbattere le eventuali minacce. Quindi il popolo deve sapere... TUTTO!!!

Non ci sono motivi giustificabili perchè la Forleo, De Magistris e Ingroia dovevano starsene zitti.

Se ci fossero più magistrati come loro che denunciano e parlano questo sistema malato crollerebbe in pochissimo tempo. Ma molti preferiscono che siano altri a fare gli eroi e nel frattempo perdono la loro dignità di uomo e di cittadino italiano.

Belinda Bruni ha detto...

Ieri sera è stato finalmente un piacere ascoltare tante persone parlare della giustizia con rispetto e coscienza. Purtroppo non siamo nel paese giusto perchè queste cose possano succedere più spesso. Ma ne avremmo tanto bisogno! La mortificazione quotidiana è di tutti se la giustizia non funziona e a volte non esiste. Meno male che, a volte, filtra un raggio di sole. Non ne posso più di gente che va in tv a massacrare la giustizia, come se fosse un nemico, come se avesse ancora bisogno di bastonate. La giustizia è sempre stata un'amica per me e per molti altri, bisogna che sia così per tutti.

Anonimo ha detto...

Michele Catalano

Guyana Francese

Buongiorno a tutti

Sto seguendo con molta attenzione le vicende Giudiziarie di questi giorni.
Sono sconcertato
Vorrei dire a tutti che purtroppo come anche tra i Preti si trovano persone non degne di quella vocazione, anche tra i Magistrati assistiamo alla presenza di gente non degna di questa vocazione.
Al di là di questo io sono con voi perché riconosco che il vostro mestiere é disgraziato e siete costretti a farlo in condizioni pietose.
Vi chiedo di continuare a lavorare per la determinazione della verità e della Giustizia per tutti noi e in onore di quelle persone morte ammazzate perché ci credevano.
Tra questi morti ammazzati non c'erano solo Magistrati ma anche, Preti, Giornalisti, Sindacalisti, Carabbinieri, Poliziotti, Politici e persone comuni.

Michele

Piero. Milano ha detto...

Ieri si è anche parlato di poteri "Occulti", la Forleo giustamente ha ricordato questa cosa, ma aimè non è da oggi che esiste. Esiste da sempre, basta guardare gli esempi più lampanti che sono le stragi impunite, con centinaia di morti in Italia dal dopoguerra a oggi. Io sono dalla parte di De Magistris e con tutti quelli come lui, che dimostrano di essere degli uomini (o donne) di valore e giustizia. Ma mi dissocio totalmente da questa giustizia che dimostra una cosa "La legge non è uguale per tutti". Ci sono magistrati che accusano direttamente persone, solo perchè i carabinieri o la polizia stendono delle false accuse e prove, questo è inaccettabile!! In questo stato sappiamo benissimo che le forze dell'ordine (non tutte) sono comandate da Generali affiliati appunto a quei poteri occulti, e non c'è modo di mandarli via, e come sparare sulla croce rossa, ma non è così. Secondo voi il proiettile a Mastella chi l'ha mandato? non sicuramente qualcuno che simpatizza per De Magistris, questo è ovvio, un gesto del genere può solamente recare danni al magistrato, e un simpatizzante per De Magistris non lo farebbe mai!! E' ovvio che il proiettile a Mastella è arrivato da quelli che li hanno mandati a De Magistris e ai suoi collaboratori, è tanto difficile da capire? Se veramente questo Blog è gestito da magistrati, faccio un appello, ad indagare, sull'arresto di quei 5 anarchici a Perugia. Uno di quelli si batteva per far conoscere all'opinione pubblica, quali torture tremende vengono perpretate in italia ad individui, che cercano di difendere i diritti della persona nel momento della loro libertà di pensiero e di denuncia. Ripeto torture inenarrabili, al punto che un ragazzo deve girare con un magnete per respingere delle onde che vanno a stimolare un chip impiantatogli nella calotta cranica, provocandogli dolori. Se volete saperne di più su questa porcheria visitate tranquillamente il sito dell' avae-m.org. Saluti a tutti quelli che sta a cuore questo paese, e GIUSTIZIA vera per tutti.

Luca Boscolo ha detto...

ho visto la puntata di AnnoZero... se i pm De Magistris e Forleo non avessero detto una parola su questi casi, nessuno si sarebbe reso conto della gravita' della situazione. E' solo denunciando questi casi in modo sistematico che si potra' affrontare il problema... comunque se qualcuno non avesse niente da nascondere sarebbe ben lieto di collaborare e a spiegare come sono andate le cose, invece di minacciare una crisi di governo.

Speriamo che arrivino altri pm come voi, in quanto sembra che vi abbiano isolato.

Salvatore D'Urso ha detto...

Ho fatto una ricerca sul pubblico ministero che ha iscritto il dr De Magistris nel registro degli indagati e che sarà sentito sul suo caso al C.S.M. lunedì prossimo.

Sul sito internet del Movimento per la Giustizia, a questo link, ho trovato quanto segue:


"1.LA CONCLUSIONE, CON ARCHIVIAZIONE, DELLA PROCEDURA RELATIVA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI SALERNO.
Si è conclusa con l'approvazione della proposta di archiviazione formulata dal relatore Di Federico, la procedura riguardante la valutazione di condotte poste in essere dal Procuratore della Repubblica di Salerno dott. Apicella, oggetto di prolungato esame in prima commissione.
A favore hanno votato i laici del polo, il laico dell'Ulivo Schietroma ed i consiglieri di Unicost e di MI; contrari i consiglieri del Movimento e di MD; si sono astenuti il Vice Pres. Rognoni, il Primo Presidente Marvulli, il P.G. Favara ed il cons. Berlinguer.
In precedenza si era votato sulla proposta di ritorno della pratica in commissione per il completamento della procedura con l'audizione "garantita" del dott. Apicella e la proposta era stata respinta con il voto contrario dei consiglieri di Unicost, di MI, dei laici del Polo e dei laici dell'Ulivo Schietroma e Berlinguer. A favore del ritorno in commissione hanno votato il Primo Presidente Marvulli, il P.G. Favara ed i consiglieri del Movimento e di MD, astenuto il vice presidente Rognoni.
L'esito di questa procedura consegue ad un indirizzo dei componenti di Unicost, condiviso dai componenti laici del Polo (Spangher e Di Federico), diretto alla minimizzazione della gravità dei fatti con una lettura dei fatti che è stata definita da Arbasino nel suo intervento di "innocentismo a prescindere".
Nonostante ciò abbiamo insistito sino in fondo per un approfondimento della questione, unitamente ai colleghi di MD, ritenendo grave la carenza, dimostrata a nostro avviso nel caso in esame, di una magistratura che deve avere la capacità di essere severa con se stessa con la stessa forza con la quale rivendica la sua indipendenza e sottolinea non a torto, come è accaduto nelle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, le altrui responsabilità.
Riteniamo doveroso dare ai colleghi, sia pure con la necessaria sintesi, una compiuta informazione della vicenda nei suoi elementi fattuali, affinchè essi stessi possano formarsi autonomo convincimento: gli elementi di fatto sono sostanzialmente pacifici in quanto emergenti da risultanze documentali e da plurime dichiarazioni assunte sia in sede di indagini preliminari dal PM che in sede di procedimento disciplinare che in sede di procedura ex art. 2.
Allorché, verso la fine del 2000, il dott. Apicella era Procuratore aggiunto addetto alla DDA, erano emersi elementi indicativi di coinvolgimento del fratello in attività truffaldine e di ciò era stato informato il Procuratore Cornetta poi deceduto.
All'assunzione della reggenza da parte del dott. Apicella (che si era nel frattempo candidato ad assumere l'incarico di Procuratore) il PM titolare del procedimento (dott. Cavaliero) lo aveva informato genericamente delle indagini che nel frattempo erano proseguite (anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali) dalle quali erano emersi contatti tra il fratello del Procuratore ed esponenti di rilievo della camorra operante nel nocerino.
In particolare erano state registrate conversazioni dalle quali era emerso che il fratello faceva riferimento a notizie ricevute su indagini riguardanti, in particolare, il suo interlocutore definito, dai sostituti ascoltati nel corso della procedura, come uno dei più pericolosi camorristi ed indagato per omicidio.
Era altresì emerso che il fratello del Procuratore era coinvolto in truffe miliardarie ai danni dell'AIMA ed in relazione ad esse il sostituto Cavaliero, al quale il dott. Apicella aveva affiancato, per quest'indagine, il sostituto D'Alessio, aveva rappresentato la necessità di procedere ad iscrizione della notizia di reato.
Il Procuratore richiedeva loro, prima di esprimersi sull'apposizione del visto, "una relazione sugli elementi indizianti che consentono l'iscrizione per gli indagati e per i reati ipotizzati" specificando che le relazioni dovevano essere due: una per la posizione del fratello ed altri due coindagati "che sarà depositata in busta chiusa presso la segreteria del direttore XY (ndr) che apporrà la sua sigla sulla stessa, mentre per le altre posizioni sarà consegnata al dr.ZM (ndr) per l'inoltro a me".
I due sostituti rispondevano inviando in busta chiusa un'unica relazione su tutti gli indagati accompagnata da una nota con la quale rilevavano che:
-- "è la prima volta che il sig. Procuratore della Repubblica per una proposta afferente alla sola doverosa necessità di esperire indagini nei confronti di persona oggetto di accertamenti preliminarmente acquisiti in tema di criminalità organizzata, ritiene di dover effettuare una verifica degli elementi indizianti al solo fine dell'iscrizione delle persone da sottoporre ad indagini";
-- che "il visto del sig. Procuratore sulle proposte di iscrizione è sempre stato inteso sino ad oggi quale mera presa di conoscenza…";
-- che "siamo consapevoli della difficoltà in cui viene a trovarsi la S.V. nella verifica degli atti in questione……al punto che noi stessi rimaniamo dubbiosi circa l'opportunità che Lei possa occuparsi della procedura del visto sulla iscrizione per ragioni di palmare evidenza";
-- che "avevamo ritenuto, nel rispetto della vigente circolare, di notiziarLa della proposta di iscrizione, certi - anche sulla base di quanto assicurato espressamente dalla S.V. agli scriventi e ribadito recentemente in occasione dell'affidamento in codelega del fascicolo al dott. D'Alessio - che alcuna interferenza la S.V. avrebbe operato sulle scelte dei sostituti delegati fatte del resto in massima serenità di valutazione. Reputavamo di conseguenza che Lei avrebbe affidato il visto sulla proposta di iscrizione e gli eventuali ulteriori esami del procedimento in questione (la codelega al dott. D'Alessio era finalizzata anche ad una verifica < a due mani> degli elementi accusatori) ad un procuratore aggiunto - come noi stessi, ricorderà, Le avevamo consigliato di fare - proprio per evitare che Lei si venisse a trovare nella incresciosa situazione di vistare l'iscrizione a mod. 21 concernente Suo fratello"; si deduceva che la richiesta della doppia busta "appare oscura agli scriventi ed assolutamente non condivisibile e pertanto Le inviamo in busta chiusa l'allegata sintetica relazione riguardante gli elementi indizianti a carico di tutti gli indagati non essendovi motivo per differenziare le posizioni";
-- che "abbiamo necessità di immediato riscontro alla presente al fine di evitare che le indagini risultino pregiudicate irrimediabilmente da ulteriori ritardi, La invitiamo a determinarsi al più presto".
Dopo una decina di giorni, il 5.2.2001, il Procuratore comunicava ai due sostituti che essendo previsto dal programma organizzativo dell'ufficio il visto preventivo e non autorizzativo sulle iscrizioni, poteva darsi corso alle iscrizioni proposte, atteso che la richiesta di relazione era diretta ad acquisire elementi conoscibili sulle vicende oggetto di indagini e non funzionale alle iscrizioni; richiedendo altresì l'applicazione altro magistrato della D.N.A.
Il 16.2.2001 il Procuratore (dopo oltre nove mesi) formulava al PG di Salerno la richiesta di astensione segnalando, nella stessa, "l'opportunità di non essere sostituito per detto procedimento penale dal Procuratore aggiunto dr. Luciano Santoro, in quanto suoi comportamenti sulla vicenda (tra l'altro dichiarazioni nell'assemblea della Associazione Nazionale Magistrati del 30.11.2000) mi fanno avvertire una sua non adeguata serenità".
Va precisato, relativamente a questi fatti, che il Procuratore in una sua memoria difensiva inviata alla sezione disciplinare (presso la quale non vi era procedimento relativamente alla vicenda della iscrizione sopra descritta) ha affermato (come aveva già fatto un consigliere di Unicost componente della commissione dopo la prima relazione sui fatti operata dall'allora relatore Arbasino) che la busta a lui inviata dai due sostituti non era stata in realtà mai aperta e che il sistema della doppia busta era stato adottato proprio per garantire la segretezza delle notizie relative al fratello non essendo sua intenzione procedere alla sua apertura (ma allora, vi è da chiedersi, come avrebbe inteso procedere relativamente alla iscrizione del fratello?).
Un secondo episodio sul quale, a differenza del primo, vi è stato procedimento penale conclusosi con archiviazione e giudizio disciplinare conclusosi con assoluzione per esclusione degli addebiti, ( sempre riferibile al procedimento relativo al fratello) è avvenuto verso la fine del 2000 allorché era in atto la procedura per la nomina del nuovo Procuratore della Repubblica di Salerno dopo il decesso del dott. Cornetta.
Il dott. Apicella convocava l'ufficiale dei CC responsabile della DIA di Salerno, manifestando la sua preoccupazione che la vicenda coinvolgente il fratello ed emergente dalle indagini della DIA potesse gravemente danneggiare la sua carriera, invitandolo a regolarsi con lealtà ed equilibrio, precisando che nello stesso modo egli si era comportato con riferimento a due procedimenti interessanti il colonnello stesso ("mi mostrò pertanto due fascicoli processuali che effettivamente erano sulla sua scrivania, insieme ad altri incartamenti" - come dichiarato dall'ufficiale al PM di Napoli).
Altri episodi, del quale non vi è stata menzione alcuna nella delibera di archiviazione approvata dal plenum nonostante ciò sia stato da noi segnalato nel corso della discussione, riguardavano un rapporto economico intercorso tra il Procuratore ed il fratello ed accertato dalla DIA nella ricostruzione dei flussi di denaro interessanti il fratello dopo la percezione di oltre due miliardi provenienti dalle truffe AIMA.
E' risultato, in sostanza che il dott. Apicella aveva erogato un prestito al fratello di 50 milioni di lire fruendo di uno scoperto di conto corrente e che il fratello aveva riscosso l'assegno per versarne il corrispondente importo sul conto di una società coinvolta nelle truffe.
La restituzione, come accertato dalla PG, è avvenuta con assegno di pari importo tratto su conto alimentato coi proventi delle truffe. Il procedimento penale si era concluso con archiviazione, riferita, in alternativa, a concorso in delitto di riciclaggio ovvero truffa aggravata, per carenza di prove sull'elemento soggettivo.
E' anche emerso nel corso della attività svolta dalla prima commissione che il dott. Apicella non aveva mai dichiarato la potenziale incompatibilità coi due figli esercenti la professione legale nell'ambito del distretto, e che il Procuratore aveva di recente rinfacciato all'aggiunto Russo (autore della trasmissione di una segnalazione al CSM), nel corso di una riunione dell'ufficio, di aver reso dichiarazioni su questi fatti al PM di Napoli.
Il dibattito di plenum ha registrato gli interventi dei consiglieri Riello, Primicerio, Mammone e Buccico a favore della archiviazione, e dei consiglieri Salvi, Arbasino, Aghina, Marini, Menditto a favore del ritorno della pratica in commissione.
Sotto il profilo procedimentale è stato sostenuto che la libera audizione disposta dalla commissione a maggioranza del dott. Apicella integrava una grave violazione della procedura prevista dalla circolare, secondo la quale il magistrato va informato succintamente e per iscritto dei fatti e può essere ascoltato con un'assistenza di difensore.
Unica possibilità quindi di utilizzare le dichiarazioni rese in commissione "a favore" (come operato nel corpo della proposta di archiviazione) e non certo a carico, determinando così un inusuale trattamento di privilegio del dott. Apicella.
Nel corso della discussione Arbasino ha espressamente indicato i vizi della proposta di archiviazione, evidenziando la necessità di acquisire approfondimenti, mediante un'audizione garantita del dott. Apicella, enumerando una lunga serie di interrogativi rimasti senza risposta.
Gli interventi a favore della archiviazione hanno insistito essenzialmente sull'esito dei procedimenti penali e su quello del disciplinare (ancorché non pregiudiziali e non sovrapponibili in punto di fatto), nonché sulla mancanza di attualità di uno "strepitus" tale da rendere concreta la lesione del prestigio della funzione.
In realtà sul concetto di "strepitus" andrebbe svolta una serena riflessione in quanto nei termini in cui il requisito è stato prospettato dai sostenitori della impostazione archiviatoria (mancanza di eco all'esterno della vicenda) verrebbe premiata la capacità del magistrato interessato di controllare la diffusione della notizia, trascurandosi l'aspetto relativo all'incidenza sulla credibilità del magistrato all'interno dell'ufficio (ove la notizia era risaputa non solo dai sostituti interessati alle indagini), rimettendosi quindi al verificarsi di fattori esterni la sussistenza della incompatibilità.
Troppo peculiare l'articolazione della procedura per non imporre il ritorno della pratica in commissione per un adempimento istruttorio omesso, condiviso "soltanto" da 10 componenti del Consiglio, che ha quindi portato alla successiva archiviazione della pratica, ma a non fugare le nostre motivate perplessità sulla vicenda".

Salvatore D'Urso

Alessandro ha detto...

Da semplice popolano... la puntata di AnnoZero di ieri sera ma ha lasciato allibito...
A parte le croniche deficenze strutturali evidenziate in varie altre trasmissioni come "W l' Italia Diretta", in cui si fanno vedere cataste di fascicoli e faldoni abbandonate in prefabbricati fatiscenti e trasportate con carriole, auto senza benzina o guaste e via inorridendo...
cio' che mi ha colpito e' la facilita' con cui e' possibile entrare negli uffici dei pm... La Forleo (che ringrazio sentitament per la sua preziosa testimonianza e ovviamente il suo lavoro) che lamentava la pericolosita' di allontanarsi dagli uffici, pena la possibilita' di sottrazione di importanti documenti, sistemi di sicurezza per le serrature delle porte (costati svariati milioni di euro) praticamente INUTILI...
Insomma in un ambiente dove la riservatezza dovrebbe essere una colonna portante si scopre che ci sono piu' o meno da sempre falle grossolane nella sicurezza.... ecco perche' e' cosi' facile che escano e si propaghino per tutto il circuito mediatico informazioni riservate!
IO da cittadino mi sento OFFESO per il modo in cui la Giustizia viene trattata, per il modo in cui i nostri soldi vengono BUTTATI..., per il silenzio assordante delle istituzioni, specialmente della stessa magistratura che a quanto pare deve tenere sempre la bocca cucita e subire per un malinteso senso del dovere e una malintesa una deontologia professionale che NON dovrebbe impedire di esternare le difficolta' anche alla pubblica opinione quando queste si fanno sistematicamente GRAVI.. perche' alla fine NON e' ai ministri e ai politici che i magistrati devono rendere conto ma al POPOLO ITALIANO che necessariamente HA IL DIRITTO di sapere in che condizioni opera la Magistratura, almeno in uno stato veramente Democratico...

IO Cittadino ITALIANO ho il diritto di SAPERE come stanno le cose, se ci sono problemi perche' questi mi riguardano direttamente e direttamente condizionano la MIA VITA.
Grazie per la cortese attenzione e Grazie per il lavoro che state facendo per tutti noi.

Anonimo ha detto...

1) che fine ha fatto il ricorso di De Magistris contro l'avocazione ?
2) con chi si candiderà De Magistris alle prossime elezioni ?

"Uguale per tutti" ha detto...

Anonimo ha scritto:
"1) che fine ha fatto il ricorso di De Magistris contro l'avocazione?
2) con chi si candiderà De Magistris alle prossime elezioni?"

Le risposte sono:

1) Non ha fatto ancora alcuna "fine", perchè quella procedura è solo all'"inizio". Appena farà una fine gliela comunicheremo.

2) Ma in questo Paese tutti pensano come Lei che l'unica cosa "allettante" da fare sia "candidarsi"? Ci rendiamo conto che di certo andare a fare un "lavoro" nel quale ti danno la pensione dopo due anni e mezzo è molto allettante, ma, creda, c'è un sacco di gente che pensa di potere essere utile facendo ciò che sa fare, di solito professionalmente. Sperando, ovviamente, che glielo lasciano fare!

La Redazione

Anna Di Campli ha detto...

Credo nei più grandi valori della democrazia,valori che ho dentro il mio DNA,che però non vedo in questa classe politica e dai quali non mi sento assolutamente rappresentata.
Non hanno a cuore il bene,"la felicità"del popolo italiano:il loro unico pensiero è il potere e il denaro.
Nella mia grande ignoranza non mi sono stupita delle parole che ho sentito in studio ad AnnoZero.
E' tristissimo vedere fino a che punto è disposto ad arrivare questo sistema politico pur di mantere il controllo del potere.
Potere che controlla anche l'informazione,ma voglio che sappiate che quello che dicono non è la verità,a noi quello che sta continuando ad accadere non ci va bene,che non siamo tranquilli e soprattutto ne abbiamo le tasche piene di questa casta che ha le mani sporche di sangue.
Il popolo italiano è con la giustizia,siamo con De Magistris e con tutti i magistrati che credono nella costituzione,nei valori della democrazia e la fanno rispettare.
Come ha detto il fratello di Paolo Borsellino non è più ora di piangere,adesso è il tempo di essere arrabbiati!E il popolo italiano adesso è veramente tanto arrabbiato con questa casta!
Voglio aggiungere anche una frase di Falcone che ho nel cuore...che la mafia è un evento umano e che come tale è destinato a finire.
Carissimi giudici voi siete il vero volto della democrazia nella quale ci riconosciamo.
Siamo tanti ad avere preso consapevolezza,forse non ancora abbastanza,ma come tante piccole gocce arriveremo a decimare questa montagna di corruzione fatta di poteri occulti e di potere politico!
Un grande abbraccio di cuore a tutti Voi!

Anonimo ha detto...

Per la redazione:
sono sicuro ci terrete infomati sia sul ricorso dell'avocazione sia sulla candidatura

"Uguale per tutti" ha detto...

Anonimo ha scritto:

"Per la redazione:
sono sicuro ci terrete infomati sia sul ricorso dell'avocazione sia sulla candidatura"

Gentile Anonimo, le abbiamo già detto che non ci sarà nessuna candidatura. Dorma tranquillo. Non ci sarà. Comunque, ove mai ci fosse, sarà il primo a saperlo.

Ce la toglie una curiosità?

Ma perchè ha così tanto bisogno di credere che il nostro collega Luigi non possa essere una persona che fa il suo dovere perchè "ci crede"? Disinteressatamente?

Perchè ha così tanto bisogno di credere che tutti siano "compromessi"?

Guardi che c'è una sacco di brava gente, un sacco di persone oneste (non solo fra i magistrati: in tutti gli ambiti della società) che fanno il loro dovere per senso di responsabilità, perchè hanno una coscienza. Provi a frequentare altre persone, cambi amicizie. Vedrà che sarà meno rancoroso e meno cinico. Guardi il mondo con altri occhi. Sia migliore. Alla fine ci proverà anche piacere.

Un caro saluto.

La Redazione