«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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domenica 27 gennaio 2008

La censura a Mediaset


di Achille

Fra le tante favole che vengono sistematicamente raccontate a questo Paese c’è quella della libertà dei giornalisti a Mediaset.

Si tratta di favole assolutamente inverosimili: basterebbe guardare per pochi minuti (perché poi vengono le vertigini e si può stare anche molto male) il TG di Emilio Fede oppure quello di Italia Uno.

Ma vengono raccontate ugualmente, con meticolosa costanza e totale indifferenza all’evidenza, perseguendo un metodo consistente nel ripetere una cosa inverosimile così tante volte che alla fine nella testa di un certo numero di persone ci entra comunque. Come una specie di “motivo di sottofondo”.

E così alcuni credono veramente che Mentana faccia un giornalismo libero, che il TG5 sia un telegiornale vero. Si badi, non è che questo significhi che altri TG siano migliori. Sul fatto che il TG1 sia tutto meno che giornalismo nessuno ha dubbi. Ma lì nessuno prova neppure a raccontarla la favola. Lì c'è l'"editore di riferimento" (copyright Vespa).

Come che sia, in questi giorni si sono verificati due grotteschi e vergognosi episodi di squallida censura a Mediaset.

Il primo riguarda la trasmissione “Terra!”, condotta da Toni Capuozzo, l’Emilio Fede dell’approfondimento, che, fatta un’intervista a Marco Travaglio su Bettino Craxi, l’ha poi censurata perché, secondo il Capuozzo, Marco Travaglio all’epoca dei fatti era solo un ragazzino, e quindi non sarebbe attendibile (dunque, adesso Capuozzo, per parlare della prima guerra mondiale andrà in cerca di giornalisti nati nel 1880 !).

La seconda riguarda un’intervista fatta da Alessandro Sortino delle Iene al figlio di Mastella e pure censurata.

Sulla prima vicenda, vi segnalo i link a una intervista a Marco Travaglio sul sito di Articolo 21 e a un articolo di Massimo Solani su L’Unità del 21 gennaio.

Nel suo blog Marco Travaglio ha scritto:

“Contrariamente a quanto annunciato, con tanto di comunicato ufficiale, dal programma Terra di Canale5, nella puntata di questa sera dedicata a Bettino Craxi, la mia intervista sulle condanne e i soldi rubati dall'ex leader socialista non andrà in onda: richiestami espressamente dalla redazione, girata e registrata venerdì pomeriggio sul ponte di Castel Sant'Angelo dalla brava collega Anna Migotto, è stata bloccata stamane dal democraticissimo direttore del Tg5 Clemente J.Mimun, che non l'aveva nemmeno vista. Un veto ad personam, insomma, come mi ha raccontato al telefono Tony Capuozzo. Lo ringrazio comunque per aver pensato a me, ma per il futuro lo esorto a tener sempre presente per chi lavora. Così, onde evitare di perdere tempo con me e di far perdere tempo a me: tutti dovrebbero sapere che esistono degli appestati che è meglio non avvicinare, nè tantomeno intervistare, per non prendere il contagio. E io sono fra questi. Non ho mai fatto ammazzare commissari di polizia, non ho mai rubato, non ho mai avuto amici mafiosi, non ho parenti agli arresti domiciliari: insomma, sono incensurato, dunque è naturale che in casa Mediaset io debba essere censurato”.

Sull’episodio che ha coinvolto Alessandro Sortino, vi riporto qui l’audio di una intervista tratta da Repubblica.it






12 commenti:

Simona Forlano ha detto...

L'informazione di mediaset (con rispetto scrivendo) è servilismo allo stato brado.Non guardo i tg di casa berlusconi da almeno un decennio, a volte erano divertenti le travisazioni di fede o la falsa neutralità di mentana, ma poi col tempo sentivo l'irritazione montare sempre di più ed ho deciso di farmi un regalo.. smettere di guardare sterco "informativo!.Non reputo il giornalismo Rai migliore, sia chiaro, ma qua e là qualche sillaba fuori dagli osanna servili a berlusoni si riesce a captare ancora (per poco, temo). I cosidetti giornalisti mediaset e Rai non sono però degli ostaggi del potere, per carità.. ci campano e anche bene con il teatrino che inscenano quotidianamente. A loro non costa minima fatica e di certo non hanno pudore nell'affannarsi a travisare fatti e circostanze, a nasconderli, a parlare di cucina o di malattie veterinarie o dell'ultima copula fra il calciatore tizio e la modella sempronia invece che non so .. parlare delle vicende giudiziarie del loro signore e padrone berlusconi silvio.All'inizio dello scempio non potevo mica credere che "i giornalisti" cambiassero tutti misteriosamente rotta.. così in fretta poi. Deve essere intercorsa una fattispecie nuova di corrutela.. strutturale sta volta, ho cominciato a chiedermi quanto denaro abbia in disponibilità questo individuo per poter permettersi di comprare le persone.. (quasi tutte quelle che avrebbero potuto nuocergli) e soprattutto dove se li è procurati? Quanto avrà accantonato nei paradisi fiscali ? Quei soldi da dove provengono? Mah! Ha quasi tutta Italia ai suoi piedi, COMPRESI I POLITICI DEL COSIDETTO CENTRO-SINISTRA.. che prospettive ci sono per gli italiani? Io direi nessuna, in fin dei conti che possiamo fare noi? Il marcio sappiamo che c'è e dove è, ma non abbiamo nessun potere per estirparlo, abbiamo per ora solo la libertà di dire che c'è , magari per poco tempo ancora e poi ci faranno tacere, promulgheranno qualche legge lampo che imbavagli la rete.. chissà , è ciò che riteniamo impossibile ora.. che bisogna temere, perchè magari domani non sarà più un incubo ma sarà realtà. Il berlusconismo MA SOPRATTUTTO LA COLLUSIONE CON ESSO ci ha portato a tutto ciò. Ok, il piccolo sfogo domenicale l'ho fatto.
Saluti.

Anonimo ha detto...

buon articoletto, senonché il titolo è ridondante per le ultime due parole.
basterebbe "la censura", e si capirebbe subito che è implicitamente riferito all'informazione in Italia.
e - a mio parere - non se ne salva nessuno, ma nessuno veramente. i pochi acuti d apparente dissenso o libertà di espressione mi paiono volti perlopiù a cercare una momentanea ribalta, da monetizzare fruttuosamente nelle settimane successive.
da tempo ho smesso di cercare notizie nei media italiani, su carta, per etere o in rete. li uso per avere conferme e nulla più. e le conferme giungono sempre puntualissime: venendo a sapere di un fatto qualsiasi si può andare a colpo sicuro su come verrà presentato, commentato o taciuto dai diversi esponenti della gilda giornalistica, ciascuno chiaramente pro domo sua.
disperante, ma d'altronde basta non farsi illusioni per non dover vedere che crollano miseramente alla prova dei fatti. sempre meglio disillusi che delusi, si risparmia in bile e sofferenza
baron litron

Anonimo ha detto...

Sintesi:

SILVIUS AD PORTAS !

N.B. - Ho forse capito male ? :-)

Anonimo ha detto...

Gentile Achille,
sicuramente in Italia abbiamo una informazione simile a quella dei regimi. Ma a mio avviso, cosa molto grave è che chi si distingue, lo fa in maniera aggressiva, affrontando il problema per come lo stesso regime democratico lo propina al Paese, contribuendo così a portare acqua al loro mulino. Cerco di spiegarmi. Con L'inaugurazione dell'anno giudiziario a partire dalla Cassazione all'ingiù fino al distretto reggino, è stato un continuo rimarcare l'assoluta indipendenza dell'Ordine Giudiziario dal potere politico e il richiamo alla magistratura affinché si attenga nelle indagini svolte allo scrupoloso rispetto delle norme. Delli Priscoli a Roma a intimato ai magistrati di stare lontani dalla ribalta televisiva; Mancino a Napoli ha dichiarato che l'arresto della Signora Lonardo è illegittimo; il PG di Potenza che alcuni magistrati non conoscono l'a,b,c, del diritto; il presidente della Corte d'Appello reggina che la 'ndrangheta sta divenendo sempre più pericolosa. Se la frangia di giornalisti non conformi alla democrazia regime, anziché accusare in maniera erronea i vertici al potere di collusioni con le diverse mafie, li smascherassero nei loro eterni giochetti, sarebbe questo un contributo importante alla scoperta del “GRANDE IMBROGLIO” (le mafie governano l'Italia). Infatti, gli italiani in sostanza rilevano che sia la stampa di regime come quella che si contrappone sono concordi che le mafie sono sempre più potenti è lì quindi che bisogna concentrare tutte le energie di uno stato democratico. Così succede che, se de Magistris senza alcun rispetto della norma, arresta 5.000 'ndranghetisti in un anno, diventa eroe nazionale; se appena appena forza la norma di fronte a una gravissima ipotesi di reato riguardante un membro dell'onorato parlamento o dello stesso Ordine Giudiziario apriti cielo: diviene in ordine, cattivo magistrato, missionario, protettore della 'ndrangheta.
Disconosco se Achille è magistrato o giornalista, comunque mi scuso in anticipo se ho forzato un po' nella mia visione della realtà.
Grazie, bartolo iamonte.

Anonimo ha detto...

Come disse qualcuno con felice intuizione: "Non temo Berlusconi in sé, ma Berlusconi in me"!

Anonimo ha detto...

A ben vedere non si puo' dar torto a chi sostiene che le informazioni rese dai media o dai i programmi di approfondimento, lascino trapelare una certa parzialita'...e' anche vero pero' che per nostra natura siamo portati a schierarci e mai ad essere super partes( voi parlate del simpatico Fede che col suo modo di fare mi fa ridere, piuttosto che di Mentana ma non mi sembra, per par condicio, che una trasmissione come Ballaro' o Annozero et simila siano migliori dal punto di vista dell'imparzialita')Ognuno di noi tira acqua al suo mulino e lo fa con gli strumenti che ritiene piu' idonei.. se questo sia corretto o meno e' un altro discorso. La "tifoseria" esiste in ogni aspetto della societa'.. dalla politica alla magistratura( mi perdonino i ragazzi del blog ma non ritengo questa istituzione immune da idee di parte.. del tutto lecite per altro)all' informazione.. al calcio. Personalmente seguo tutti i telegiornali e tutti i vari porta a porta e simili.Mi basta la semplice notizia.. ascolto cio' che dicono.. saro' poi io a trarre ovviamente le mie conclusioni.. sulla scorta dei miei personali convincimenti. che sia di parte anche io?

Anonimo ha detto...

Mi sembra azzardato definire Sortino vittima di una censura ed equipararlo ad altri giornalisti che hanno veramente patito questa sofferenza.
A Sortino, il figlio di Mastella ha solo chiesto quanto fosse il suo guadagno annuo (che poi è risultato oscillare fra i 100.000,00 e i 200.000,00 Euro annui: bella sommetta!) e ha poi ricordato che era figlio di un autorevole esponente dirigente, sempre collocato ai vertici del giornalismo (FIEG prima e Autority dopo),
Sicuramente il Sortino sarà bravo, si sarà fatto da solo, ecc. ecc.: ma quando andava in un posto e si sapeva di chi era figlio…. tutto quello che volete; ma che forse il padre abbia potuto dargli un aiutino...
Ricordo, poi, la pessima figura fatta da Sortino nell’intervista resa al giornalista del Corriere della Sera al quale, chiedendogli del padre, rispose che si trattava di una domanda illegittima e che lui non rispondeva alle domande illegittime.
Talvolta le iene graffiano con una piuma..
Buonasera

Anonimo ha detto...

Pessimo, veramente pessimo "gusto" quello di andare a fare illazioni ironiche a un figlio sul conto del padre.

Anche se il padre avesse commesso chissà quale delitto, è comunque e semplicemente meschino rinfacciare al figlio le colpe del padre.

A maggior ragione se il "pulpito" da cui proviene la predica è quello ora descritto dall'anonimo che mi ha preceduto.

Anonimo ha detto...

Secondo me tutta l'informazione è parziale nei nostri confronti e ciò è dimostrato dalla equilibrata lottizzazione di cui è preda.Quello che interessa agli organi di informazione è soltanto reggere la parte o la faccia dei loro datori di lavoro: Hanno pure il contratto bloccato da tre anni.
Tutti i partiti hanno speso energie in questi decenni per asservire a se stessi ogni minuscola fonte di informazione.
Ultimamente ho rilevato qua e là con un certo allarme, la preoccupazione suscitata dal "turpiloquio in libertà" esistente in rete.
Come sappiamo ancora non esiste regolamentazione per internet.
Dopo gli sforzi fatti dalla politica per asservire l'informazione dimodochè l'opinione pubblica sa soltanto quello che interessa loro, questo diventa il loro problema.
Qualcuno si permette di manifestare in libertà la propria opinione.
Hanno messo in rilievo non la libertà di espressione ma il "turpiloquio" e la Cassazione ne ha già condannato l'utilizzoin pubblico e nei media. Quindi aspettiamoci prossimamente la censura ache qui mentre per il senatore è stata sufficiente una lettera di scuse già diffusa da qualche tg senza alcun commento.
Alessandra

korsaro ha detto...

Sortino mi piace ma un po gli sta bene lavora per una di quelle trasmissioni che servono a dare una parvenza di libertà in mediaset che non c'è, che non ha, quindi caro Sortino sei una marionetta monovravata usata dal puparo Silvio.. lo dovresti sapere che dentro i gabibbo c'è un ometto piccolo piccolo. Mentana Vespa ecc.. sono poca roba contano poco vengo guardati da pochi, i soliti tre milioni che girano di qui girano di la, basta guardare l'auditel.. sono le veline i conduttori di quiz le fictions le buone domeniche le domeniche in i telegiornali i tgcom ripetuti incessantemente programmi pomeridiani a formare incanalare il popolino... VIVA IL VARIETA' :(

Anonimo ha detto...

a Korsaro:
mi spiace contraddirla, ma a "formare incanalare il popolino..." è principalmente la scuola, in primis elementare e media.
quella che è in condizioni tragiche da decenni, da ben prima che uscisse Berlusconi con le sue TV.
Là dove si assiste all'appiattimento più banale, al pressapochismo più becero (anche e soprattutto da parte del corpo docente), alla sistematica demolizione delle capacità di analisi e di critica, all'elisione dei principi di autorità (magistrale) e di correttezza (studentesca), alla rinuncia a disciplina ed onestà, per un piatto di lenticchie (ai docenti) ed un'illusione di libbertà (degli studenti).
L'essere succubi di tale stampa cartacea e televisiva, spettatori passivi, e acritici tifosi di questo o quel (tele)giornale è la diretta e voluta conseguenza di decenni di mala educazione.
Beato, e dannato, chi se ne accorge, e cerca di tener fuori i propri figli dal pantano, sapendo che comunque qualsiasi loro merito verrà visto (se va male) con grande sospetto. Se va bene invece, se va come si vuol che vada, il merito non verrà nemmeno riconosciuto. E la missione sarà allora da considerarsi compiuta.
baron litron

Anonimo ha detto...

BRAVO, baron litron: sottoscrivo in pieno tutto quello che hai appena detto ! E meno male che c'è ancora qualcuno a dirlo e a ricordarlo ...