«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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mercoledì 2 gennaio 2008

Malseme d'Adamo



di Silvia Tortora
(Giornalista)

e Andrea Falcetta
(Avvocato del Foro di Roma)



C’è una ragazzina che si sveglia, al mattino, nella sua cameretta con le pareti rosa, corre ad accendere il telefonino per vedere se l’amica del cuore o il suo sogno d’amore le ha mandato messaggi.

Si veste, indossa dei jeans, calzini da tennis e scarpe da ginnastica, una camicina ed un maglione colorato, poi si guarda allo specchio perché vuole sentirsi donna, desidera legittimamente, e secondo la propria acerba natura, iniziare a piacere.

Ma ha 15 anni, è quasi una bambina ancora, la chiameremo Lisa.

Prende lo zaino e scende sotto casa, dove l’attende una macchina scura con il motore acceso.

La macchina di suo padre, un uomo giovane, bello, pulito, ben vestito e pettinato, rassicurante, lo chiameremo Mario.

La macchina cammina senza fretta nel traffico fino ad arrivare alla scuola.

Lisa vede le sue amiche, vede il ragazzo che le piace, si intimidisce perché alla sua età forse non ha ancora mai baciato un ragazzo.

Si gira verso papà, buon lavoro, ci vediamo dopo a casa, lo saluta, scende, si incammina verso le prime delicate esperienze del suo lento diventare donna.

C’è una ragazzina, indossa una gonna jeans corta, calze autoreggenti, stivaletti, una camicina ed un giubbetto.

Sente freddo lì sul bordo della strada, una macchina scura le si ferma accanto, è la macchina di Mario.

La ragazzina si avvicina alla portiera, con aria decisa, sicura, ha freddo e non sente alcun desiderio ma sa che dovrà farlo anche stavolta, fa il conto dei preservativi, sa che prima che finisca la giornata dovrà averne consumati almeno 15, come i propri anni.

Le altre schiave del sesso la guardano quasi invidiose, per almeno dieci minuti non sentirà freddo nel corpo, non sarà sulla strada.

Certo, come tutte loro sanno, il freddo dell’anima non andrà via.

Ma quando si nasce schiavi non si può decidere, non si ha facoltà di sorriso: tra due freddi, quello del corpo e quello dell’anima, è meglio sentirne uno solo, anche se solo per pochi minuti.

La ragazzina sale sull’auto, girata di spalle verso le sue amiche, poi tira a sé lo sportello, presto sentirà le mani di quell’uomo sulla pelle, presto sentirà altra violenza, altro tradimento.

Quell’uomo giovane, bello, pulito, ben vestito e pettinato, rassicurante potrebbe essere suo padre, ma non si comporterà come un padre, lei già lo sa.

Lo spot di educazione sociale si conclude così: accade che Mario osserva con desiderio la ragazza che lentamente, una volta salita in auto, si sta girando verso di lui.

La ragazzina si gira del tutto, la telecamera ne inquadra il viso.

Ecco il suo viso, la ragazzina ha il viso di Lisa, la figlia di Mario.

Così finisce lo spot.

Quello che abbiamo appena descritto è uno spot pensato da Silvia Tortora per la televisione.

Il suo scopo avrebbe voluto essere quello di far capire ai clienti della cosiddette “baby prostitute” che ogni volta che ne incontrano una quella avrebbe potuto essere sua figlia se fosse nata in un posto diverso se avesse avuto meno fortuna.

Abbiamo parlato di questo problema scrivendo anche articoli su di un quotidiano nazionale Silvia Tortora ed io, mettendoci lei la sua profonda sensibilità umana di mamma e professionale di giornalista, aggiungendoci io, per quanto possibile, la mia valutazione tecnico-giuridica.

Silvia in particolare, ha contattato Istituzioni, Associazioni, personalità.

Tutti le hanno dato ragione, ma poi al momento di agire niente altro, solo parole, soltanto elogi, apprezzamenti, ma da un punto di vista pratico assolutamente nulla.

Così abbiamo pensato che fosse giunto il momento di parlarne su questo blog, nel quale si incontrano tecnici del diritto provenienti sia dalla magistratura che dall’avvocatura, senza alcuna presunzione di dare lezioni ad alcuno, ma per ricordare ancora il problema e porre delle domande prima e più che nutrire la presunzione di poter dare delle risposte o tantomeno emettere sentenze.

Dunque qui di seguito alcune premesse, prima di porre le nostre domande:

- è fatto notorio che le ragazze straniere, minorenni o meno, che si trovano sulla strada, siano di fatto delle persone ridotte in schiavitù, costrette a vendersi non per libera scelta bensì sotto ricatto e minacce spesso anche gravissime e terrorizzanti;

- è pur vero che la legge italiana non punisce né le prostitute (ed è giusto, trattandosi della parte più debole dell’intera catena criminale) né i clienti, ma solo gli sfruttatori;

- queste cose sono note a tutti, non si può fingere di non saperle, e per cui qualsiasi uomo adulto della nostra società non può non sapere che la ragazzina che sta caricando in auto si trova sulla strada non per libera scelta ma per i motivi di cui sopra;

- è un concetto giuridico, quello secondo il quale si da per scontata la conoscenza di fatti che siano alla portata di un uomo di “ordinaria diligenza”, cioè di colui che secondo l’antico brocardo latino dovrebbe identificarsi con il buon “pater familias”.

Fatta la premessa, ecco la domanda: il fatto che un uomo sia consapevole di concludere il contratto di meretricio con una ragazzina che a ciò sia obbligata (sia pure da terzi soggetti diversi da esso contraente), non incide in alcun modo sulla liceità della sua condotta?

Davvero tale consapevolezza non può rilevare sotto il profilo della sindacabilità giuridica della sua condotta?

Possibile che “adoperare” una schiava, prenderne a prestito il corpo in cambio di poche decine di euro, non debba in alcun modo rilevare dal punto di vista giuridico?

L’avvocato Andrea Falcetta, considerando che quei denari finiscono nelle casse delle associazioni criminali che riducono in schiavitù le ragazze al fine di sfruttarle a scopi sessuali, vorrebbe temerariamente ipotizzare che il cliente di una di queste schiave, concludendo quel contratto di meretricio, stia consapevolmente favorendo e sostenendo economicamente l’associazione criminale in questione.

Esiste o non esiste un reato di concorso esterno rispetto ad un’associazione criminale?

La giornalista Silvia Tortora, sebbene consapevole che non tutto ciò che è eticamente sbagliato debba sempre configurare un reato, resta convinta che nessun diritto alla privacy possa essere opposto di fronte a motivi di ordine pubblico e prevenzione dei reati, e che dunque non si dovrebbero avere tanti scrupoli nell’inviare a casa multe e fotografie di chi compia atti così ripugnanti, come invece si è da più parti sostenuto nei mesi scorsi.

Silvia Tortora e Andrea Falcetta, per le loro storie personali e professionali, certamente non si possono neanche lontanamente sospettare di essere né bigotti né tantomeno forcaioli, anzi al contrario.

Hanno trovato il silenzio ovunque su questo scomodo problema, ed ecco perché oggi approdano qui.

Sperano con questo intervento di sollevare il tema tra persone che ogni mattina praticano il diritto nei tribunali, sperando di trovare risposte ma soprattutto alleati, sia dal punto di vista ideale che operativo.

Se la società non cambia da sola, si può forse sperare che la nascita di nuove impostazioni giuridiche nell’affrontare questa vergogna nazionale, possano in qualche modo sollecitare cambiamenti di condotta da parte dei nostri pater familias.

Non v’è dubbio infatti che le schiave, anche minorenni, resteranno sulla strada fintanto che ci saranno uomini disposti a trattarle come tali, capaci, come nello spot inutilmente proposto da Silvia Tortora a numerose Istituzioni, di accompagnare a scuola la figlia e subito dopo raccogliere, dal bordo della strada, una ragazzina della stessa età per impossessarsi a pagamento del suo corpo anche soltanto per qualche minuto.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti a Silvia e Andrea,
il problema della prostituzione (uguale a quello della mafia) è un problema sociale, (più aumenta il degrado sociale più aumentano offerte e domande di prestazioni sessuali) quindi, è socialmente che deve essere trattato. Il modo migliore di affrontarlo è proprio pubblicizzando spot come quello di Silvia. Qualunque altro intervento, specie se posto come inasprimento delle normative che regolano la materia, sarà scevro di effetti concreti.
bartolo iamonte

salvatore d'urso ha detto...

Complimenti davvero per lo spot, mi spiace che chi di dovere poi non abbia portato avanti questo progetto, si sa... siamo in italia...

Io sono convinto però che oltre a lavorare sulle coscienze c'è bisogno di pene certe, più severe e che anche il cliente possa essere giudicato e condannato per sfruttamento della prostituzione minorile in quanto egli ne fa diretto uso ed è consapevole delle azioni che ha compiuto.

Per chi sfrutta queste baby schiave la pena non dovrebbe essere inferiore ai 30 anni, visto che un pedofilo ne becca 20 circa...

Anonimo ha detto...

Complimenti anche da parte mia. Però vorrei ricordare che lo schifo di questa vicenda deriva, in parte, anche dalla chiusura delle case di tolleranza.

Non tutti sono brave persone, al mondo. La maggioranza è, appunto, mediocre: sono quelle persone che si comportano bene non per convinzione, ma solo per paura delle sanzioni. Ecco perché esiste il diritto...

Per quelle persone, se esistesse il vecchio "casino", non sarebbe meglio ? Pensate a quante prostitute in meno sulle strade, a quanta salute guadagnata e a quanti delitti in meno connessi allo sfruttamento.

Ma non si può parlare di questo, vero ? Ci si comporta come se tutti fossero dei cittadini modello, mentre, contestualmente, e a fini prettamente commerciali, si usa il sesso in ogni modo, con i risultati che vedete, dalle moderne "donne-oggetto" della televisione al gigantesco volume d'affari della pornografia.

Quali contraddizioni, quante ipocrisie !

Mi raccontano che quasi tutti gli studenti universitari del dopoguerra, finite le lezioni, non tornavano subito a casa, ma si fermavano in appositi "luoghi", al caldo e al sicuro...contribuendo anche al benessere dello Stato !

E non credo che tutti costoro siano diventati delinquenti per questo ! Magari non sono solo persone mediocri quelle che hanno frequentato in gioventù, prima di sposarsi, le "case chiuse", magari sono anche, veramente, brave persone, anziani nonni che hanno condotto una vita del tutto onesta e corretta, e magari hanno anche festeggiato le nozze d'oro !

Giudicate voi, ma non vi scandalizzate per quello che ho detto, perché ben altre sono le cose di cui scandalizzarsi, anche se decenni di ripetizioni mass-mediatiche ve le fanno sembrare "normali", sfruttando il semplice meccanismo psicologico ben descritto da Vance Packard nel suo "I Persuasori Occulti" del 1956, che tutti dovrebbero leggere.

"Uguale per tutti" ha detto...

Ad Anonimo delle 18.46.

Non ci "scandalizziamo" per quello che ha scritto. Ci addoloriamo profondamente e Le spieghiamo il perchè.

La prima cosa da considerare è l'illogicità del Suo ragionamento.

Se esso fosse logico, Le potremmo dire: dopo la riapertura delle case di tolleranza, bisognerà prevedere "le rapine a richiesta". Seguendo il Suo ragionamento, infatti, si potrebbe dire: "Perchè essere ipocriti e negare che la rapina è un reato che si commette frequentemente e abitualmente? Riconosciamo che ci sono tante persone che hanno meno denaro di quanto ne vorrebbero e finiscono con il mettere a repentaglio la loro vita e quella altrui con le rapine. Basta. Legalizziamo le rapine. In certi orari del giorno in apposite agenzie bancarie individuate ogni mese dalla Banca d'Italia a rotazione i rapinatori vanno, senza armi, con un apposito tesserino, e chiedono cortesemente i soldi che vogliono. E il cassiere glieli dà. E nessuno si fa male".

Che ne dice?

Lei risponderà: "E no. Nella rapina c'è un danneggiato che ci rimette il denaro".

Perchè invece nella prostituzione non c'è un dannegiato, vero? Anzi, unA danneggiatA.

Anonimo, guardi, occorre distinguere due tipi di prostituzione. Quello scelto liberamente da chi, potendo fare altro, decide che gli sta bene arricchirsi vendendo il proprio corpo. E quello scelto da chi non trova altro modo per campare.

La prostituzione "di lusso", quella scelta liberamente, è già di fatto ben gestita nel nostro Paese, come in tutti. Signore (e signori) che sono "contraenti forti", offrono il proprio corpo a prezzi notevoli, utilizzando strumenti efficienti di contatto con i "clienti". Internet è pieno di queste cose.

La transazione è reciprocamente libera e il "prodotto" di qualità e con ottime garanzie sanitarie.

Il problema è quello della prostituzione "da strada", della prostituzione di chi "non sceglie", ma "si rassegna" a fare quello.

Nelle case di tolleranza, se venissero riaperte, non andrebbero queste persone.

Quindi, non è affatto vero, come dice Lei, che c'è la prostituzione da strada a causa della chiusura delle "case di tolleranza".

Questa esperienza che Lei propone della riapertura delle "case chiuse" esiste in altri paesi. In Germania notoriamente ci sono alcune grandi case di tolleranza. Sono case "di lusso", dove tutto è "di lusso" e costa.

Lei non sa proprio di cosa parla.

Scusi se La strapazziamo un po', ma c'è nelle Sue parole un cinismo che non Le fa onore e che abbisogna di essere messo in luce.

Lei non si rende conto che le prostitute delle quali si parla nell'articolo di Silvia e Andrea non potrebbero mai essere "messe in regola", perchè sono minorenni, perchè sono clandestine, perchè sono fuori dai circuiti della "legalizzabilità".

Sta in strada chi per le più diverse ragioni può stare "solo" in strada. Chi è "legalizzabile", chi potrebbe lavorare in una "casa di tolleranza" legale NON sta in strada. Sta a casa sua e mette un annuncio sul "Mercatino". Ha letto quelli: "AAA - Massaggiatrice esperta eccetera eccetera"??

Chi sta in strada non ha i requisiti per potersi neppure sognare una "casa di tolleranza".

Ma Lei se lo è mai fatto un giro per i percorsi della prostituzione nelle città? Si è reso conto o no che chi sta in strada è clandestino o comunque "marginale", fuori dai circuiti della legalità e della legalizzabilità? (e BADI che lo scriviamo con compassione e non, come fanno in tanti, per criminalizzare).

E' del tutto inaccettabile considerare, come fa Lei, i loro clienti "persone che soddisfano un bisogno". Noi siamo esseri umani ed esigiamo che anche chi vive attorno a noi lo sia. Se uno è così animale da non sapere gestire i suoi istinti, vada a vivere nella giungla.

Allo stato, chi "compra servizi" da una prostituta "da strada" è puramente e semplicemente uno "SFRUTTATORE".

E' una persona che ha più denaro della prostituta; che sa che la donna (o l'uomo) che ha davanti ha BISOGNO di denaro; che sa che è proprio perchè ha bisogno che si vende per un prezzo "da strada" (perchè le prostitute "di lusso", con il certificato medico, non costano venti euro!); che approfitta di quel bisogno e compra una cosa che giuridcamente non è disponibile.

Pensi, Anonimo, che se io rinunciassi alle mie ferie in cambio di denaro, perchè per esempio mia moglie non può andare in vacanza e io non so che fare e preferisco guadagnare qualcosa in più e non partire per quest'anno, questo contratto sarebbe per legge del tutto nullo. Perchè il legislatore ritiene le mie ferie INDISPONIBILI.

Invece, se mi vendo il corpo per venti euro, questo secondo Lei è un contratto!

Se si facesse ciò che Lei propone, potrebbe accadere che qualcuno venga in Tribunale a reclamare l'esecuzione coattiva di un contratto stipulato con una signorina, che ha intascato i soldi e non rende la "prestazione".

Anonimo, la Legge Merlin è stata una grande conquista culturale, morale e sociale.

Metterla in discussione dà la misura di quanto in basso siamo finiti.

Non abbiamo nulla contro chi vuole comprare il sesso. Ci fanno pena, ma sono fatti loro.

Pretendiamo, però, che lo comprino a un mercato libero.

Questo mercato già c'è ed è molto molto ampio. L'offerta è enorme e "di qualità".

Non occorre toccare la Legge Merlin per avere quei servizi. Basta "PAGARE".

E in un mercato veramente "libero" il prezzo è "quello di mercato". Di un mercato nel quale anche chi vende deve essere un soggetto "forte".

Quello che è inaccettabile è questo "comprare" il sesso a prezzo vile, il prezzo delle strade. Perchè lì non "compri", "sfrutti".

Infine, rilegga l'articolo di Chiara e Andrea. Parlano di prostitute minorenni.

Ce lo spiega cosa c'entrano le "case chiuse" con le minorenni?

Ce lo spiega come si può giustificare una persona che "compra" una minorenne?

La legge non consente alla minorenne di firmare contratti anche di modesto valore, perchè la ritiene incapace di "negoziare", e un "brav'uomo" si fa vendere il suo corpo e la sua anima per strada?

Ci scusi se siamo stati sinceri e diretti, ma è questo non vedere più "CHI" c'è dietro i nostri interessi e i nostri discorsi che rende questa società così cattiva.

Ci perdoni la durezza, ma Lei ha scritto con cinismo e senza un briciolo di compassione per le vittime di questo vergognoso sfruttamento dei più forti sui più deboli.

Ci pensi.

La Redazione

indiano1983 ha detto...

Scusate se commento in modo assolutamente off topic.. ma avevo mandato una mail all'indirizzo indicato come utile per mettersi in contatto con Voi della Redazione e non ho ricevuto alcuna risposta.. e ritengo fondamentale comunicare quanto segue: Il movimento Libera di Don Ciotti, nelle persone che compongono il Comitato Provinciale di Bari, coadiuvati dagli Amici di Beppe Grillo di Bari - I Grilli Attivi (www.grilliattivi.org)come anche da tante altre realtà locali, organizza per il prossimo 15 marzo a Bari la Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime di tutte le mafie. Qui http://www.libera.it/public/foto/big_bannerpiccolo(304).jpg
il banner/logo che vorrei fosse pubblicato, cortesemente e se possibile.. Un caro saluto a tutti e complimenti per il servizio di grandissima qualità informativa che offrite e che apprezzo da più di un mese, da quando ho cominciato a seguirvi con stima, rispetto e simpatia..

Indiano1983

"Uguale per tutti" ha detto...

Caro Indiano1983,

ha perfettamente ragione e ci scusiamo con Lei.

Purtroppo siamo indietro con la posta e con tanti altri impegni.

Intanto, quindi, siamo contenti che Lei abbia inviato questo "commento" a un post che sarà letto da tutti.

PromettendoLe una risposta alla Sua mail, la ringraziamo di cuore per la Sua partecipazione.

La Redazione

Anonimo ha detto...

purtroppo la prostituzione in Italia è in mano alla mafia, in particolare quella calabrese, che intasca dalle varie organizzazioni, perlopiù straniere, una percentuale sul loro giro di sfruttamento delle ragazze (e anche dei ragazzi, in molti casi). queste organizzazioni distribuiscono ed affittano le piazzole sulle strade, sfidano le altre bande in una vera e propria guerra per il controllo e l'espansione del territorio, reclutano (o rapiscono) le ragazze nei loro paesi e si occupano di farle entrare in Italia e di tenerle più o meno segregate. finché sarà permesso a chiunque di offrirsi sulla pubblica strada per denaro (e qua la volontarietà c'entra poco), le strade saranno piene di prostitute.
purtroppo, finché il mercato rimarrà in mano alla criminalità organizzata, la situazione non ha speranza di cambiare, a meno che non cambi il quadro legale relativo alla prostituzione.
io non ho alcuna soluzione valida da proporre, però - posto che lo sfruttamento di minori deve comunque venire punito, e severamente, anche sul versante del cliente - non credo che sanzionare i clienti possa essere una soluzione, non più di quanto potrebbe esserlo punire le prostitute.
infatti, in questo mercato l'anello debole non è soltanto la prostituta ma, in molti casi, il cliente stesso.
chiaramente non mi riferisco a chi va con le ragazzine, sapendolo, perché è forse peggiore di chi le ragazzine le mette in strada, e nemmeno a quelli che godono nel fatto stesso di pagare una persona per certi servizi, criminali gli uni, malati gli altri.
penso invece al gran numero di persone che si rifugia in un amplesso a pagamento perché non ha di meglio nella vita, a chi deve pagare per qualcosa che dovrebbe essere dono reciproco, a chi cerca di rimediare con dieci minuti di falsa passione ore ed ore di autentico disagio che trova magari in camera da letto.
non cerco giustificazioni, non voglio giudicare. ma se tanti sono i clienti, e la maggior parte sono uomini sposati, fossi una donna italiana mi farei parecchie domande.
p.s., mi spiace veramente che il video di Silvia e Andrea non sia stato trasmesso, campagne come quella descritta, proprio per la loro crudezza, farebbero un gran bene, e demolirebbero tanti falsi moralismi. la causa, a mio parere, sta sempre in ciò che ho scritto nelle prime righe.
un saluto, e complimenti per il blog.
Bernardo Gonella

Anonimo ha detto...

Sì lo spot anche solo raccontato è efficace e inquietante.
Ma mi chiedo se questo è un problema di sensibilizzazione o di azione.
Forse inguenuamente mi chiedo se le forze dell'ordine non siano in grado di "prelevare coattivamente" le minorenni che transitano di notte in certi luoghi seminude e senza documenti che provino la loro età unicamente dalla apparenza fisica e trattenute in centri protetti fino a prova contraria della loro reale età?
Nei processi si imputa al cliente che doveva rendersi conto di trovarsi dinanzi ad una minorenne.
Recentemente è stato affrontato il problema in questo senso per i piccoli Rom costretti all'elemosina. Interessando i centri sociali di proteggerli in strutture protette e addirittura togliendoli alla tutela dei familiari.
Leggo che già è prevista la pena per il "cliente" che, dopo avere svolto un'attività di convicimento volta a superare le inibizioni morali e ad influire sulle determinazioni di minori abbia indotto soggetti minori ad avere rapporti retribuiti con l'agente stesso.
Quindi ci si formalizza tanto sempre della ormai deprecabile violazione della privacy del cliente se fotografare o meno la targa e mandargliela a casa, ma se
appena la minorenne sale su quella macchina è già stato commesso il reato di induzione?
Alessandra

Anonimo ha detto...

Cara "irascibile" redazione, quello che voi chiamate "cinismo" è semplicemente, a mio avviso, un modo per non essere ipocriti.

Non dico che voi lo siate. Credo fermamente nella vostra buona fede ma, signori, non avete mai parlato con una persona molto anziana, che vi avesse potuto raccontare com'era la prostituzione in Italia prima della legge Merlin ? Son forse io a non sapere di cosa parlo o siete forse voi ad ignorare fatti e costumi di solo cinquant'anni fa, nonché a ignorare, apparentemente, gli effetti nefasti della "libera" prostituzione per le pubbliche vie, non solo verso le prostitute, ma verso tutti i cittadini ?

Certo che c'erano le prostitute "di lusso", un tempo e ancora oggi. Ma c'erano anche le prostitute a prezzi "popolari", molto popolari, giacché erano quelle dei militari di truppa ! Se non lo sapeste, la "retribuzione" del soldato di leva non era certo elevata..."che esseri disgustosi”, direte voi. Peccato che allora oltre il 90% dei giovani frequentava le case chiuse: tutti disgustosi ? Altri tempi, direte allora. E no, non erano così lontani: era il tempo dei nostri nonni, o dei nostri genitori ! E perché ignorate volutamente l’art. 2035 C.C. ? La prestazione è “ob turpem causam”, ma non illecita !

Le prostitute erano poi visitate regolarmente dai medici: un vecchio professore di medicina legale mi disse, molti anni fa, che la sifilide non si prendeva dalle prostitute, ma dalle signore della "buona società" !

Ma credete veramente che se la prostituzione fosse regolamentata e i prezzi fossero quelli di un tempo, ancorché rivalutati, quelli che ora girano di notte con le loro automobili - e sono tanti - preferirebbero rivolgersi ancora alle donne di strada ? Non credo proprio.

Il fenomeno della prostituzione "per strada" sarebbe, invece, di gran lunga ridimensionato e facilmente controllabile, se non estirpabile del tutto, con grave danno per gli importatori di ragazze extracomunitarie e minorenni e con grande beneficio delle stesse, perché, tolti loro i clienti, molto presumibilmente non sarebbero "importate" con l'inganno, schiavizzate, picchiate, financo uccise ! Tutte cose che, prima della legge Merlin, semplicemente non esistevano.

E vi pare che il moralismo valga più di una vita, anche di una sola ?

Per quanto riguarda la coerenza, cari signori, vorrei vedere la stessa fermezza con la quale avete cercato di stroncare il mio intervento rivolta contro chi ha iniziato, nei primi anni '70, a vendere giornali pornografici nelle edicole. Dov'era la Magistratura quando intere generazioni di ragazzi iniziarono ad acquistare le riviste pornografiche ? Era occupata in cose più "importanti" ? Aveva paura di sentirsi dare della "bacchettona" se avesse perseguito il reato di cui all'art. 528 C.P., "pubblicazioni e spettacoli osceni" ?

Sì, so bene che a un certo punto, chissà mai per quale motivo, è stata introdotta la Legge 355/75, che rende non punibili gli edicolanti per il solo fatto di rivendere quelle pubblicazioni. Domando ancora: perché è stata introdotta quella norma ? Ho dei sospetti...forse perché prevedevano, quelli che l'hanno introdotta, l'enorme "business" che sarebbe nato grazie al sesso mercificato a ritmi industriali. Forse presagivano già, addirittura, le lucrose interviste televisive a quegli "attori" e/o produttori di film porno che regolarmente appaiono anche sulla Rai, magari all’ora di cena (strano, poi, che vi lasci apparentemente indifferenti l'assistere allo spettacolo di prostitute e prostituti che pontificano e blaterano davanti a dei bambini che li osservano dal televisore...). In ogni caso, quale legge consentiva, prima del 1975, la vendita dei giornali osceni ?

Come sono cresciuti quei bambini, quei ragazzi delle ultime generazioni lo vede ogni giorno il Presidente, nelle aule di Tribunale !

In sintesi, non potete sostenere che vi sarebbe egualmente lo stesso traffico, disumano, di persone per la strada se la prostituzione fosse disciplinata e i prezzi calmierati, com'era una volta. E tra due mali, è sempre opportuno scegliere il minore.

Vi ricordo, infine, cosa disse Sant'Agostino, Dottore della Chiesa: "aufer meretrices de rebus humanis, turbaveris omnia libidinibus", ossia (per chi non sapesse il latino): "sottrai le prostitute al genere umano e ogni cosa sarà sconvolta dalla lussuria".

E' la celebre teoria del "male minore". Allora il male "maggiore" era solo la lussuria. Oggi si aggiungono la droga, la schiavitù, lo sfruttamento più crudele, la violenza, la morte !

Pertanto, laddove si devono educare i bambini e poi i ragazzi ad avere un atteggiamento sano verso l'amore e il sesso, e soprattutto a non vederli disgiunti, non per questo bisogna chiudere gli occhi davanti alle scene di vita notturna di ogni borgo, città e paese, pensando: "questo non mi riguarda, sono affari loro...".

Sarebbe invece il caso di pensare a come eliminare la violenza, lo sconcio, la droga, la schiavitù, lo sfruttamento selvaggio che ogni sera si ripete, "grazie" anche alla legge Merlin, per la quale basta che una prostituta non “adeschi” e può benissimo restare sulla strada, coram populo ! Per chi crede, sarebbe infine opportuno ricordare cosa disse Nostro Signore: "Guai a chi scandalizzerà anche il più piccolo di questi bambini ! Meglio sarebbe per lui che non fosse mai nato...".

Sempre con la massima stima nei vostri confronti e sperando di aver spiegato il senso ultimo del mio intervento, pur sapendo che non lo condividerete. Ma se pensate che sono “cinico”, avete preso una solenne cantonata ! Giudicate i fatti, giudicate anche le opinioni ma, per favore, non date mai più giudizi morali sulle persone che non conoscete.

Grazie.

Anonimo ha detto...

Caro anonimo delle 15 e 30,
complimenti per la tua chiarificazione, però monca della parte più preoccupante: sfruttamento di minori!
Che forse il Gesù da lei citato non si riferisse alle minorenne sfruttate per mercimonio?!?
bartolo iamonte

Anonimo ha detto...

Caro Bartolo,

Se leggi attentamente vedrai che ho parlato anche di sfruttamento di minori, che è la cosa più disgustosa di tutte !

dopobarba ha detto...

Arrivo qui per caso, catapultato da un link posto in un sito meno tecnico di questo. Ignorerò la differente conoscenza tecnica in merito al diritto e mi limiterò ad esprimere il mio punto di vista basato solamente sull'esperienza del convivere e del vivere. Spero che quello spot pubblicitario non venga trasmesso mai, lo trovo codardo e quindi anche vigliacco. Invece di una macchina con un padre borghese benpensante e falso che dopo aver depositato la figliola alla scuola privata delle suore va, di primo mattino, con una prostituta minorenne, io farei passare la macchina della polizia con seduto dietro un magistrato, perchè se quella è una schiava, a loro spetta tutelare le libertà dei cittadini affinchè questi possano anche decidere liberamente di prostituirsi. Colpevolizzare il padre borghese benpensante e falso non serve alla ragazzina schiava (cosa volete che ci vadano solamente quelli brutti e sporchi?), serve a un'ideologia; se è legittimo prostituirsi a 18 anni sarà difficile dimostrare che è una cosa orrenda farlo a 17. Colpevolizzare il padre borghese benpensante serve all'istituzione per discolparsi di una sua incapacità e a modificare il ruolo delle istituzioni verso obbiettivi diversi da quelli specifici. Mi si dovrebbe spiegare con quale logica se non si riesce a portare a compimento le incombenze che si hanno, si va a cercarne delle altre, è una cosa che proprio non capisco. Nell’ambiente di lavoro normale uno che fa così gli danno na tirata di orecchie di quelle che si sentono per un po’. Istituzioni moralizzatrici che non hanno più voglia di fare il loro lavoro e cercano di ritagliarsi ruoli nuovi, meno impegnativi, forse meno noiosi, non so… Le istituzioni moralizzatrici non mi piacciono, sono invadenti e sopratutto non fanno fatica nello svolgere questo compito. Invece di punire gli schiavisti mirano al padre borghese benpensante; è più facile farlo e non fa parte del proprio dovere di difendere la società, si starebbe, insomma, cercando nuovi spazi di azione per rinunciare ai fallimenti. Non a caso si legge anche in un commento a questo post l’espressione “lavorare sulle coscienze”, a quel signore dico, mi scusi signore ma si lavori la sua di coscienza che alla mia ci penso io, lavori invece sulle coscienze di chi deve andare a liberare gli schiavi. Comunque con stima (ai moralizzatori è sempre bene esprimere un certo ossequio, non fa mai male).

Andrea Falcetta ha detto...

Caro dopobarba
il suo intervento dimostra che c'è davvero ancora molto da fare in Italia, quando la colpa di un reato si tenta di addebitarla non a chi lo commette ma a chi dovrebbe reprimerlo.
Sarebbe come dire che quelli che vanno con le minorenni sono soltanto cattivi bambini che fanno una "ragazzata" e che la colpa deve quindi ricadere sui genitori che non gli hanno dato abbastanza ceffoni.
Ma davvero vogliamo essere un popolo incapace di autoregolarsi? Sarebbe il fallimento della mia Professione, giacchè in questo caso dovrei io stesso riconoscere la necessità di applicare il tanto vituperato "Stato di Polizia".
Se serve uno Stato capace di dare ceffoni a chi non rispetta neanche i diritti più elementari dei deboli, ben venga.
Getterò via la Toga in attesa di vivere in un Paese dotato di sufficiente cultura democratica e sociale, al punto che i cittadini sappiano comprendere che differenza esiste tra il diritto alla Difesa e il diritto alla connivenza.
Credo a questo punto che quello spot sarebbe davvero tanto utile a tutti.
Saluti

Andrea Falcetta

dopobarba ha detto...

Fate un po' come volete voi, ma sappiate che le chiacchiere si sanno distinguere dalla sostanza e non c'è spot o lavaggio del cervello che tenga. E' più dignitoso riconsocere l'impossibilità a fare delle cose che non cercare di confondere le acque spostando l'oggetto del problema. Prima di adempiere ai doveri del ruolo si adempie ai doveri d'esser uomini e raccontarsi le palle non è da uomini. Faccia pure tutto quello che c'è da fare in Italia ma non mi chieda di condividerlo a queste condizioni.

Pavel ha detto...

Il fatto che il cliente abbia la sua parte di colpa è vero ma il problema dovrebbe essere affrontato alla radice, e per questo basterebbe applicare la legge.
Pedinare e scoprie, o farsi dire a chi portano i soldi del loro guadagno di prostitute, arrestare gli sfruttatori, poi organizzare il reimpatrio delle ragazze, le quali non possono e non devono essere in italia in quanto minorenni e senza documenti.
Questa realtà fa comodo a una cerchia di persone che ci guadagnano(per esempio le questure che organizzano i falsi permessi di soggiorno e false sanatorie in cambio di denaro: ci sono stati già scandali a questo proposito ma il giorno dopo era tutto come prima) ,perciò il problema non si vuole risolvere, ma vogliamo aprire gli occhi, invece di prendersela con i clienti che fra tutti quegli che sfruttano e alimentano la prostituzione sono quegli che anno meno colpa.
I mafiosi protetti dallo stato coluso con loro, i poliziotti venduti, quelli sono i colpevoli, altre che clienti.
Se lo stato volesse la prostituzione sulle strade finirebbe in pochi giorni completamente, e capitelo una buona volta.
Fabio Firenze