«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 31 gennaio 2008

L'"innocente" Berlusconi


La tortuosa strada dei fondi neri che la Fininvest inviò all’estero per pagare giudici e avvocati

di Marco Travaglio
(Giornalista)

da L’Unità del 31 gennaio 2008

Il processo Sme-Ariosto bis, chiuso ieri fulmineamente dal Tribunale con l’autoassoluzione dell’imputato Berlusconi Silvio («il fatto non è più previsto come reato» perché chi l’ha commesso l’ha poi depenalizzato), è l’ultima coda del filone «toghe sporche» aperto dalla Procura di Milano nell’estate del 1995 in seguito alla testimonianza di Stefania Ariosto.

E riguarda i falsi in bilancio contestati al Cavaliere, titolare del gruppo Fininvest, per far uscire clandestinamente dalle casse delle società estere il denaro necessario a corrompere, o comunque a pagare, alcuni magistrati che stavano sul libro paga del Biscione.

Inizialmente il processo Sme-Ariosto era uno solo e vedeva imputati per corruzione giudiziaria Berlusconi, i suoi avvocati Cesare Previti e Attilio Pacifico e i giudici Filippo Verde (per la presunta sentenza venduta sul caso Sme del 1988) e Renato Squillante (per una tangente di 434 mila dollari del 1991); in più Berlusconi rispondeva anche di falso in bilancio.

Poi, nel febbraio 2002, il suo governo depenalizzò di fatto i reati contabili, fissando soglie di non punibilità così alte da sanare cifre stratosferiche di fondi neri.

Su richiesta della Procura, il Tribunale stralciò il capitolo del falso in bilancio e ricorse contro la nuova legge dinanzi alla Corte di giustizia europea, che però lasciò ai giudici italiani la decisione se applicare la legge italiana o quella (più rigida e prevalente) comunitaria.

Intanto, nel processo principale, Previti, Pacifico e Squillante se la cavano con la prescrizione, solo Verde viene assolto. E così Berlusconi, ma solo per insufficienza di prove.

Le accuse

Resta, ormai sul binario morto, il processo sul falso in bilancio che s’è chiuso ieri.

Nel capo d’imputazione si legge che «Berlusconi Silvio, in concorso con gli altri amministratori e dirigenti delle spa Fininvest ed Istifi, in esecuzione di un unico disegno criminoso, quale presidente della spa Fininvest e azionista di riferimento dell’intero gruppo, fraudolentemente concorreva a esporre nei bilanci di esercizio delle precitate società, relativi agli anni 1986/‘87, ‘88, ‘89, nonché nelle relazioni allegate ai bilanci e nelle altre comunicazioni sociali, notizie false e incomplete sulle condizioni economiche delle medesime: operando perché Istifi gestisse la tesoreria del gruppo in modo tale da non consentire l’attribuzione e la ricostruzione delle operazioni finanziarie finalizzate a creare provviste di contanti nonché l’effettivo impiego in operazioni riservate ed illecite ed anche per l’esecuzione dei pagamenti di cui ai capi precedenti (le presunte tangenti ai giudici Squillante e Verde, ndr); creando, attraverso operazioni eseguite presso la Fiduciaria Orefici di Milano, delle disponibilità extracontabili utilizzate per operazioni riservate e illecite nonché per eseguire i pagamenti di cui ai capi che precedono; casi occultando, nelle diverse comunicazioni sociali, sia la creazione di disponibilità finanziarie, sia il loro impiego, sia l’esistenza di società correlate e di posizioni fiduciarie riferibili alle precitate società (nonché gli impegni perla loro capitalizzazione, i costi relativi e le plusvalenze realizzate)».

Indipendentemente dalla conclusione dei processi, i versamenti in nero della Fininvest sono documentali e incontestabili.

I primi risalgono al 1988, poco dopo la sentenza di Cassazione che chiuse la causa civile sulla mancata cessione, nel 1985, della Sme dall’Iri di Prodi alla Buitoni di De Benedetti per l’azione di disturbo inscenata dal trio Berlusconi-Barilla-Ferrero (Iar) su ordine di Bettino Craxi.

Il 2 maggio e il 26 luglio 1988, da un conto svizzero di Pietro Barilla, partono due bonifici: il primo di 750 milioni, il secondo di 1 miliardo di lire, entrambi diretti al conto Qasar Business aperto presso la Sbt di Bellinzona dall’avvocato Pacifico.

I 750 milioni vengono ritirati in contanti da Pacifico, che li porta in Italia e – secondo l’accusa – ne consegna una parte (200 milioni) brevi manu al giudice Verde, che nel 1986 ha sentenziato a favore della Iar (che però viene assolto: manca la prova dell’ ultimo passaggio).

Il miliardo invece lascia tracce documentali fino al termine del suo percorso: il 29luglio ‘88 Pacifico ne bonifica 850 milioni al conto Mercier di Previti e 100 milioni al conto Rowena di Squillante, trattenendone solo 50 per sé.

Perché tutto quel denaro targato Barilla-Berlusconi (soci nella Iar) approda – secondo i pm – sui conti di due magistrati e di due avvocati che l’imprenditore parmigiano non conosce e che non hanno mai lavorato per lui?

Perché mai il socio di Berlusconi dovrebbe pagare un miliardo e 750 milioni a due avvocati di Berlusconi che neppure conosce e a un giudice di Roma, anch’egli a lui sconosciuto, se nella causa Sme fosse tutto regolare?

Il bonifico Orologio

C’è poi il versamento del 1991, sganciato dall’affare Sme, ma rientrante – per l’accusa – nello stipendio aggiuntivo che Squillante riceveva da Fininvest per la costante disponibilità al servizio del gruppo: lo attesta un’impressionante sequenza di contabili bancarie svizzere sul passaggio di 434.404 dollari (500 milioni di lire tondi tondi) dal conto Ferrido (All Iberian, cioè Fininvest) al conto Mercier (Previti) al conto Rowena (Squillante), il 5 marzo 1991.

Due bonifici diretti, della stessa identica cifra, nel giro di un’ora e mezza, siglati con il riferimento cifrato «Orologio».

Previti parla di un errore della banca.

Poi cambierà piú volte versione.

All Iberian è la tesoreria occulta del Biscione e bonifica decine di miliardi di lire sui conti svizzeri Polifemo e Ferrido, gestiti dal cassiere centrale Fininvest, Giuseppino Scabini.

Da dove arrivano i soldi? Da tre diversi sistemi.

Anzitutto dai bonifici della lussemburghese Silvio Berlusconi Finanziaria.

Poi, dall’aprile 1991, dal contante versato dalla Diba Cambi di Lugano: il denaro proveniva da due diverse operazioni effettuate grazie alla Fiduciaria Orefici di Milano.

La prima è l’operazione «Bica-Rovares», condotta dal gruppo Berlusconi con l’immobiliarista Renato Della Valle, che frutta una ventina di miliardi; la seconda è strettamente legata al «mandato 500»: un mandato personale del Cavaliere aperto presso la Fiduciaria Orefici e utilizzato per acquistare 91 miliardi in Cct.

I titoli di Stato vengono poi monetizzati a San Marino e il contante viene consegnato a Milano 2 a Scabini.

Parte di questi soldi (18 miliardi circa) finiscono sui conti esteri del gruppo.

A portarli in Svizzera provvede lo spallone Alfredo Bossert, che li consegna alla Diba Cambi di Lugano.

Insomma, i conti esteri di All Iberian dai quali partono i versamenti ai giudici (ma anche 23 miliardi a Craxi) sono alimentati da denaro della Fininvest e – lo ammettono i suoi stessi difensori – «dal patrimonio personale di Silvio Berlusconi».

E allora come può il Cavaliere non saperne nulla?

Una partita craxian-berluscaniana

La provvista del bonifico «Orologio» All Iberian-Previti-Squillante proviene da un altro conto del gruppo: il Polifemo, sempre gestito da Scabini.

L’1 marzo 1991, un venerdì, Polifemo riceve da Diba Cambi un accredito di 316.800.000 lire.

Il denaro è giunto in Svizzera in contanti quattro giorni prima, il 26 febbraio, direttamente da palazzo Donatello a Milano 2 (sede Fininvest), trasportato dagli uomini di Bossert (la somma non fa parte della provvista creata col «mandato 500», che sarà operativo solo dal luglio 1991).

Il lunedì successivo, 4 marzo, quei 316 e rotti milioni permettono a Polifemo di disporre il bonifico di 434.404 dollari a Ferrido (sempre All Iberian), dando così il via alla trafila che, attraverso Previti, approda al conto di destinazione finale: Squillante.

Insomma, Polifemo gira 2 miliardi a Previti e (tra febbraio e marzo ‘91) 10 miliardi a Craxi.

Nello stesso periodo Previti riceve un’altra provvista (2,7 miliardi) che utilizza in parte per girare a Pacifico i soldi necessari (425 milioni) a comprare la sentenza del giudice Vittorio Metta che annulla il lodo Mondadori e regala la casa editrice a Berlusconi: un altro affare che sta molto a cuore a Craxi.

Nella primavera ‘91 dunque Berlusconi completa l’occupazione dei media e paga il politico, gli avvocati e i giudici che l’hanno aiutato.

La sequenza temporale ricostruita dall’accusa è impressionante.

Il 14 febbraio ‘91 Previti versa 425 milioni al giudice Metta tramite Pacifico.

Il 6 marzo ‘91 bonifica 500 milioni a Squillante.

Il 16 aprile ‘91, ancora tramite Pacifico, dirotta 500 milioni sul conto «Master 811» di Verde (poi assolto).

Sempre con fondi Fininvest.

Non potendo negare i versamenti plurimiliardari a Previti in barba al fisco, Berlusconi li spiega così: «Normalissime parcelle professionali».

Ma non esiste una sola fattura che le dimostri.

E d’altronde: se quei soldi – come dice la difesa – erano «patrimonio personale di Berlusconi», che c’entrano con le parcelle?

Berlusconi pagava le parcelle agli avvocati del gruppo di tasca propria?

Assurdo.

Ultima perla. Dice Berlusconi che «da uno di quei conti vengono effettuati da Fininvest una serie di acconti ai vari studi legali del gruppo, fra cui lo studio Previti».

Ma altri studi non ne risultano: Polifemo finanzia solo l’avvocato Previti e poi Craxi. Anche Craxi era un legale del gruppo Fininvest?

Beh, in un certo senso ...

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Le leggi vergogna

Falso in bilancio

Una delle prime leggi approvate dal governo Berlusconi.
La legge viene approvata nei primi cento giorni del governo Berlusconi e depenalizza di fatto il reato di falso in bilancio, trasformato da “reato di pericolo” (che protegge interessi diffusi) a “reato di danno” (che protegge chi ha ricevuto un danno economico). Secondo la nuova legge, nel caso di società non quotate in Borsa il falso in bilancio può essere perseguito soltanto in seguito a querela di parte: querela assolutamente improbabile, poiché di norma i soci, che avrebbero titolo a querelare, sono coloro che traggono benefici dal reato.

Lodo Schifani

Legge ad personam per antonomasia presentata da un fedelissimo di B.
Forse la peggiore tra le leggi ad personam varate dal parlamento, perchè nemmeno in fase dibattimentale vennero utilizzati paraventi o scuse. Prende il nome da Giuseppe Schifani, che la presentò. La legge blocca i processi per le cinque più alte cariche dello Stato e venne approvata nel giugno del 2001, pochi mesi dopo che il governo Berlusconi si era insediato. La Corte Costituzionale la giudicò incompatibile con la nostra Costituzione (soprattutto nei confronti dell’articolo3) ma è bastata qualche piccola modifica e la norma è stata varata.

Salva-Previti (ex Cirielli)

La più laboriosa tra le leggi vergogna approvate.
Il senatore Previti è stato condannato a undici anni per la vicenda Imi-Sir e a cinque anni per la Sme (corruzione); la legge è stata approvata il 16 dicembre 2004 dalla Camera. Doveva dimezzare i termini di prescrizione e liberare l’ex avvocato di Berlusconi dal rischio di veder confermare in appello le sue condanne a 16 anni per tre corruzioni giudiziarie (casi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Squillante). La legge ha però spazzato via moltissimi altri processi in attesa di sentenza definitiva. Tra questi, la maggior parte dei dibattimenti puniti con una pena massima non superiore a cinque anni.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

E oggi Marini ha dichiarato che se Berlusconi non accetta l'accordo lui rifiuta il mandato. Andremo ad elezioni con una legge trappola confezionata dal solito berlusconi per far fallire qualunque governo dopo di lui consapevole che a quel giro avrebbe perso.Ora ci sarà un nuovo fuggi fuggi verso il probabile vincitore e la farsa continua. Con il solito duro attacco alla Magistratura che dovrà interpretare altre leggi sicuramente incostituzionali che verranno partorite e le ire funeste riprenderanno. E' questo quello che ci aspetta? E' proprio inevitabile?
Alessandra

korsaro ha detto...

Non ci si può rassegnare, non voglio rassegnarmi a questa indecenza, ma ci rendiamo conto che quando andiamo a fare un colloquio di lavoro ci ribaltano come un calzino, in certi casi c'è d'aver paura a dire che si è fumatori.. ditemi che è un sogno ditemi che è un brutto sogno svegliatemi..

Anonimo ha detto...

Basta politica, per carità di Patria, per amor di Dio, per amore del Grande Architetto dell'Universo, per amore di chi volete...BASTA POLITICA !!!

Anonimo ha detto...

Alla Gentile Redazione.
E' possibile avere gli estremi del c.d. Lodo Schifani?
Alessandra

"Uguale per tutti" ha detto...

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Per Anonimo delle 18.37

Gentile Lettore,

questo è un blog che si occupa di temi della giustizia.

L'articolo che abbiamo riportato qui riguarda un processo penale, avente ad oggetto ipotesi di corruzione di magistrati, conclusosi con l'assoluzione di uno degli imputati per la sopravvenienza di una legge, proposta e fatta approvare DA LUI e NEL CORSO DEL GIUDIZIO a suo carico.

Visto che ci invia il Suo accorato appello, per favore risponda a queste due semplici domande:

1. è tutto questo qui riassunto "cosa che interessa la giustizia" o no?

2. se, per ipotesi, un uomo politico assassina la moglie, sarà vietato parlarne nei luoghi che si occupano di giustizia perchè sarebbe "fare politica"?

Gentile Lettore, fermo restando il pieno rispetto delle Sue idee, ci permetta di dirLe che noi riteniamo il Suo appello del tutto privo di senso e Le chiediamo di unirsi a noi nel seguente contro-appello: "Cittadini impegnati attivamente nella politica, per favore, smettetela di commettere reati. E, se proprio non riuscite a trattenervi dal delinquere, per favore non distruggete l'amministrazione della giustizia al solo fine di ottenere l'impunità vostra e dei vostri complici".

Per tutti i nostri Lettori: abbiamo scritto ripetutamente fino alla noia che questo blog non ha alcuna "coloritura" politica di parte e non simpatizza per alcun "partito", "gruppo", "movimento" e simili.

Di ciò diamo incondizionata garanzia ai nostri Lettori.

Ci sembra di non avere il dovere di dimostrare niente a nessuno e, tuttavia, ci sembra anche che una semplice lettura di tutto ciò che in questi quattro mesi di vita del blog abbiamo scritto qui dimostri con certezza che non abbiamo "difeso" o "coperto" alcuno e che abbiamo con franchezza detto ciò che ci pareva giusto, quando conveniva a questo o a quello e quando non conveniva a questo o a quello.

Tutto ciò posto, rivendichiamo il nostro diritto di parlare di tutto ciò che ci interessa, senza sentirci costretti all'autocensura per dimostrare a chi non riesce a vivere se non come "appartenente a un branco" - di destra, di sinistra, di centro, della Roma, della Lazio, dell'Inter, della magistratura, dell'avvocatura, dei proletari, dei borghesi, dei ricchi, dei poveri, eccetera - che non "facciamo politica", nel senso inteso da Anonimo delle 18.37.

Questa lettura di tutti i fatti della vita come "di destra" o "di sinistra" o "di centro" a noi sembra una cosa ottusa oltre ogni limite della ragionevolezza, dannosissima per la vita democratica del Paese, alimentata in malafede da chi ottunde le menti dei suoi seguaci condizionandoli a un fanatismo privo di senso e logica.

Sfidando le convenienze sociali e l'ottusità di questi tempi, ci spingiamo anche a dire che rivendichiamo il nostro pieno diritto di esseri umani e di cittadini di "fare politica", nel senso di "contribuire alla vita comune" del Paese, astenendoci soltanto, non per ragioni formali che non esistono, ma di opportunità - essendo molti di noi magistrati ed essendo noi fermamente convinti che in questi tempi i magistrati si debbano tenere visibilmente separati dalla politica intesa come partecipazione all'esercizio del potere politico - dal dire o fare cose che possano essere qualificate da parte nostra come "schieramento" in favore di una "parte" politica.

Siamo certi - e ne abbiamo già avuto ampia dimostrazione - che i nostri Lettori sono in grado di capire bene questa cosa.

La Redazione

Anonimo ha detto...

Carissima Redazione,

Sarà pur lecito dire, in termini non offensivi per alcuno, quello che si pensa !

Personalmente, ho la NAUSEA della politica. Sarà perché non ho mai avuto in tasca la tessera di ALCUN partito. Sarà perché non ho mai chiesto favori a qualsivoglia politico. Sarà perché ... fate voi.

Fintanto che esisteranno persone le quali, sin dalla più tenera età, costruiranno la loro intera VITA sulla base della politica, intesa come squallido mercimonio di voti e di favori, mi asterrò dal votare, lieto di essere SUDDITO, ma LIBERO, anziché CITTADINO, ma SPONSORIZZATO.

Questo era il senso del mio intervento.

Cordiali saluti dal vostro affezionato "anonimo".

Anonimo ha detto...

Cosa significa basta politica?!?
La politica coincide con l'impegno civico cui è tenuto ogni cittadino che si voglia considerare essere pensante. Se ognuno di noi fosse consapevole di aver eletto al potere una classe politica di criminali, alle prossime elezione pretenderebbe dei candidati di specchiata moralità. Invece grazie a gente come lei ci ritroveremo gli stessi delinquenti.
bartolo iamonte

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Anonimo delle 20.29.

Gentile Lettore:

1. Lei è qui davvero graditissimo e La preghiamo di cuore di continuare a esprimere nella più assoluta libertà (e ferme restando le forme cortesi, che caratterizzano i Suoi messaggi) le Sue opinioni qualunque esse siano;

2. ci scusi se su alcuni temi "caldi" siamo un po' reattivi, ma il blog è giovane e alcuni interventi servono a delinearne una identità;

3. grazie di cuore per la Sua attenzione e partecipazione.

La Redazione

"Uguale per tutti" ha detto...

Per Alessandra (commento delle 18.46)

La legge cosiddetta "lodo Schifani" è la legge 20 giugno 2003 n. 140.

La Corte Costituzionale, con la sentenza 20 gennaio 2004, n. 49, ha statuito che l'art. 1 di essa era incostituzionale per violazione dell'art. 3 della Costituzione, che stabilisce la cosidetta uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, alla quale si ispira il titolo del nostro blog.

La Redazione

Anonimo ha detto...

Ringrazio la Redazione.
Ho potuto leggere per intero la L.140/03. Ne sentivo parlare a frammenti qua e là.
Ora capisco perchè le famigerate "leggi vergogna" "da cancellare" poi non sono state cancellate.
Un caro saluto Alessandra

Annalisa ha detto...

Vorrei sapere che ne è dei giudici Filippo Verde e Renato Squillante, continuano ad esercitare le loro funzioni o cosa? E l’avvocato Attilio Pacifico? Continua ad esercitare la professione forense senza che nessuno abbia da ridire? (ad esempio il Consiglio Nazionale Forense che è “organo di rappresentanza istituzionale e generale dell’Avvocatura … teso a rappresentare il dinamismo degli Ordini forensi e dell’Avvocatura per garantire la qualità professionale degli avvocati e il loro livello etico, nel quadro dell’area europea”.)
Saluti.

Riccardo ha detto...

X Alessandra:

Non sono della redazione, ma spero di essere comunque utile:

http://www.parlamento.it/parlam/leggi/03140l.htm

Anonimo ha detto...

Per Riccardo
Con il numero l'ho potuta trovare nella Banche Dati.
Ma l'indirizzo fornito è utile per i lettori del blog.
Grazie Alessandra

300705 ha detto...

il problema è che oggi, in Italia, "il più pulito ha la rogna". Credo sia necessaria una nuova costituente che ridisegni tutto. Dalla costituzione al codice, emendandoli da tutte le porcherie di questo ultimo tretennio, in cui sono state fatte leggi ad hoc per tutti.
Questo potrebbe servire per uscire dallo stallo in cui siamo e potrebbe ridare fiducia ai cittadini, alle istituzioni e a chi onestamente le sostiene.