«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 31 gennaio 2008

L'A.N.M. prende posizione (si siede!)


di Achille

Dopo tutte le cose gravissime che sono accadute in queste ultime settimane, che è inutile riassumere, essendo note a tutti, oggi la Giunta Escutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati ha preso posizione con coraggio, chiarezza, coerenza e determinazione (!?), inviando a tutti gli organi di stampa il comunicato che ricopio qui sotto.

Prego i lettori di credere che, per quanto stupefacente, il testo del comunicato è davvero solo e tutto quello che ricopio qui.

Tutto quello che l'A.N.M. sente di dover dire al mondo della devastazione delle istituzioni che abbiano visto succedere in questi giorni è solo questo.

Ovviamente, quindi, i sostantivi che ho usato sopra ("coraggio, chiarezza, coerenza e determinazione") sono, purtroppo, solo facile e inevitabile ironia.

La Redazione si è così tanto depressa, che non ha neppure avuto cuore di pubblicare quel comunicato e temo che anche sui giornali non lo troverete facilmente, perchè sarà ovviamente ritenuto del tutto inutile. Lo inserisco, allora, io in questo mio post.

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Associazione Nazionale Magistrati

Comunicato Stampa


Nel delicato frangente che sta vivendo il Paese, in cui è stata coinvolta suo malgrado anche l'attività giudiziaria, avvertiamo ancora più urgente la necessità del rispetto dei ruoli e del principio di leale collaborazione nei rapporti tra tutte le istituzioni impegnate nella ricerca e nella realizzazione del bene comune.

Proprio in vista di queste finalità, il doveroso controllo di legalità esercitato dalla magistratura deve essere rispettato ed anzi favorito nell'interesse esclusivo dei cittadini e delle istituzioni, in ossequio all'indipendenza, anche interna, dell'ordine giudiziario e dei singoli magistrati.

Indipendenza che deve essere garantita anche attraverso il riserbo di tutti coloro che rivestono ruoli di carattere istituzionale tanto più quando è in corso l'accertamento giurisdizionale.

L'Associazione Nazionale Magistrati ritiene quindi indispensabile ricreare un giusto clima di rispetto, riservatezza e decoro intorno al processo che deve potersi svolgere serenamente nella sede propria.

Roma, 31 gennaio 2008

La Giunta Esecutiva Centrale


15 commenti:

Avvocato delle 17,23 ha detto...

Era brutto lasciare la scritta "0 commenti", ma mi rendo conto : che vuoi commentare?

Forse Luerti e' impegnato ad adirarsi per essere stato individuato come amico e sodale (in CL) di Saladino, e Palamara stara' ancora riprendendosi dalle offese ricevute da Cossiga in silenziosa eleganza (o fara' il pesce in barile?).

Ma se non si rispettano loro, chi potra' mai rispettarli?

Allora, ho forse scelto bene io : come potrei rispettarmi avendo a che fare con persone cosi'?

Tutto cio' mi rende meno doloroso il passaggio....

Anonimo ha detto...

Tutto qui?
E meno male che il Paese sta vivendo un delicato frangente!
Delicato frangente = delicato comunicato.

Comunicato miseramente scarno! Nulla a che vedere con la chiarezza e ricchezza comunicativa di questo Blog.

Dall'ANM, visto il particolare momento della Giustizia, ci si aspettava, sinceramente, qualcosa di più e di più chiaro.

Ecco perchè De Magistris li ha mollati!

Gabriele B. ha detto...

Cosa dovrebbero dire di più, non anno ancora avuto il coraggio di chiedere scusa all'emerito presidente Cossiga per essersi lasciati insultare pubblicamente. Oltre che di rispetto si dovrebbe parlare anche di dignità.

Anonimo ha detto...

Questo paese assume, ogni giorno di più, l'aspetto di una cortina impermeabile e invalicabile.

Sarà l'ora, ma vede molto grigio.

Non ci dobbiamo abituare.

Resistere.

Anonimo ha detto...

Noto troppo pessimismo, dopo tutto il vertice A.N.M. è composto da giovani magistrati che non sono neanche espressione della maggioranza di loro. Una migliore ricomposizione dell'organismo sarebbe certamente salutare per tutti. Palamara, l'ho seguito anche ieri in un intervista, forse è inadeguato a quel ruolo ma mi sembra una persona perbene, serena e tranquilla.
bartolo iamonte

Catone il Censore ha detto...

Solo queste parole gesuitiche, dopo che un vice presidente del CSM, fatto inaudito perfino quando la carica era stata ricoperta dal piduista Zilletti, si è concesso, dal suo alto scranno, la libertà di criticare provvedimenti cautelari adottati in procedimenti penali ancora in corso, anzi all'inizio; per giunta a difesa della moglie di tale Mastella, per decenni suo amico di corrente (demitiana) nella vecchia DC.
In un paese normale (ahi ahi D'Alema ...) il signor Mancino dovrebbe dimettersi all'istante, e allo stesso modo la professoressa Vacca ... ma l'Italia non è un paese normale.
Quando la magistratura avrà un vero sindacato, che magari non faccia scioperi selvaggi come quelli dei TIR e dei ferrovieri, ma che si occupi precipuamente della tutela delle ragioni economiche e professionali della categoria, senza fare politica e soprattutto evitando l'assurda commistione odierna con quello che di fatto è il "padrone", col sistematico interscambio di posizioni di potere tra ANM e CSM e acconsentendo all'osmosi col potere politico di innumerevoli magistrati che siedono nelle comode sedie del Ministero?

"Uguale per tutti" ha detto...

Condividiamo le opportune osservazioni di "Catone".

Con riferimento a ciò che ha scritto Bartolo Iamonte, come sempre attento ed efficace, dobbiamo fare un paio di precisazioni:

1. Siamo assolutamente convinti delle qualità morali dei colleghi Luerti e Palamara.

2. I problemi, però, sono due:

A) che, per assumere certe responsabilità, non basta essere "per bene", bisogna anche essere "idonei";

B) che il fatto che Presidente e Segretario Generale dell'A.N.M. siano due magistrati perbene ma con evidenza inadatti al ruolo non dipende da colpe di questi ultimi, ma da scelte che noi consideriamo "politicamente scellerate" delle correnti dell'A.N.M..

Questa Giunta Esecutiva Centrale è frutto di un pasticcio correntizio (basti dire che è, assurdamente, una giunta di minoranza: l'A.N.M. è governata da una minoranza !!!???), nel quale al bene della magistratura e dell'A.N.M. sono stati anteposti, come ormai avviene da anni in questa associazione, gli interessi di potere e di carriera dei suoi principali protagonisti.

Ci dispiace moltissimo che i colleghi Luerti e Palamara subiscano giudizi negativi, ma non è possibile consentire ad altri di usarli come "scudi" per coprire gravissime responsabilità di chi, per motivi assolutamente deplorevoli, li ha messi nei posti che occupano.

La Redazione

Francesca ha detto...

Cra Redazione,

"....non è possibile consentire ad altri di usarli come "scudi" per coprire gravissime responsabilità di chi, per motivi assolutamente deplorevoli, li ha messi nei posti che occupano"

Ma questi signori sono Magistrati, e anche di rango elevato, nonostante la giovane eta', proprio perche' occupano le posizioni di vertice del sindacato dei giudici.

Questi signori, nella loro vita di tutti i giorni giudicano di fatti di altri, di molti altri, esercitano un potere delicato.

Come e' possibile che non si rendano conto appieno di cio' che a loro capita?

Come e' possibile che non si rendano conto di essere "scudo" ad altri scellerati?

Come e' possibile che semplicemente ed acriticamente subiscano il fatto altrui di dover coprire responsabilita' per ragioni assolutamente deplorevoli?

Delle due l'una : o sono del tutto privi di dignita' e avvedutezza, o invece sono perfettamente consapevoli e sono percio' complici di tale ruolo di copertura volontariamente assunto o quanto meno mantenuto.

Nell'uno e nell'altro caso, se anche fossero nella loro vita normale persone "per bene" (non basta solo questo per esercitare un potere delicato come quello del Magistrato, bisogna essere anche adeguati - e percio' un po' coraggiosi, checche' ne dica Vito D'Ambrosio... ) NON POSSONO STARE IN MAGISTRATURA, NE' NEL POSTO DI RESPONSABILITA' SINDACALE CHE OCCUPANO.

Ci sara' qualcuno che glielo dice (visto che la loro dignita' da sola non li spinge alle dimissioni immediate o anche alla sola reazione agli attacchi che ricevono quotidianamente per conto terzi!)?

Solo se si conducessero cosi', dopo i fatti che li hanno visti protagonisti e destinatari, potrei forse credere alla loro buona fede, se cioe' costringessero questi "altri" che dietro di loro si coprono, ad uscire allo scoperto.

Diversamente, non rimarrebbe che una sola opinione : non sono un giudice, ma mi pare che altre vie di diverso opinare non ne restino....

salvatore d'urso ha detto...

L'A.N.M. e tutti gli altri organi e istituzioni varie ancora non hanno capito forse una cosa:

ke ci hanno rotto...

scusate l'espressione se non è completa ma lascio ai lettori immaginare cosa.

In pratica il comunicato dice di tornare alla normalità , dice che non è successo nulla di talmente grave, che siamo un paese ancora democratico...

Non vogliono cambiare e apportare alcun cambiamento...

Tutti dicono e ripetono da un pò di tempo a questa parte che deve essere la società civile a muoversi ed apportare il cambiamento... ma non sanno forse che chiedere ciò alla società civile è si giusto ma anche rischioso, poichè se la società si impegna e reclama fortemente il cambiamento e poi nota che i politici continuano a difendere i loro colleghi condannati e a premiarli, che le cosiddette 'toghe sporche' continuano ad esercitare la loro professione senza incorrere in severe sanzioni o perdita del loro posto di lavoro, che i magistrati onesti e dediti al cambiamento vengono perseguitati e puniti severamente... beh la società civile che lotta per il cambiamento può trasformarsi in qualcosa di ben più preoccupante, ma come in tutti i regimi le varie caste sottovalutano questa ipotesi.

La società civile dovrebbe chiedere lo scioglimento dell'A.N.M. dopo tali affermazioni visto tutto ciò che è accaduto e sta accadendo.

salvatore d'urso ha detto...

X Francesca...

Forse non lo fanno perchè li dove sono ce li hanno messi quelli che si nascondono dietro le quinte... e per averci messo loro vuol dire che questi due signori molto probabilmente fan parte di quel gruppetto, avran pure meno potere oggi, ma per aumentare tale potere oggi devono sottostare a tale potere.

In pratica non sono, a mio parere, ciò che devono essere.

centrocampo (ex aapp) ha detto...

Se io fossi un Magistrato, valuterei l'opportunità di promuovere la fondazione di una nuova associazione: come minimo, indipendentemente dai numeri, darebbe voce a coloro che oggi non possono parlare, per non essere accusati di inopportune esternazioni et similia; inoltre, forse, potrebbe funzionare anche da benefico pungolo nei confronti dell'ANM.

Anonimo ha detto...

Come si può avere fiducia... se nemmeno la magistratura sa difendersi da se stessa?

Anche nel privato spesso i meno dotati vengono messi a ricoprire posizioni "importanti"... e non credo per caso.

Onelio P. - Vr
ps Vi leggo da un pò... un sentito grazie alla redazione e ai partecipanti.

Francesca ha detto...

trovato sul blog societasparente.blogspot.com


Le vicende dei coniugi Mastella riportano al caso dei magistrati De Magistris e Forleo. Lo scrivono in una lettera vari esponenti dell'antimafia

Speriamo che anche questa volta la nostra voce non venga ignorata. Anzitutto perché, piaccia o no, ciascuno di noi s’è assunto responsabilità e rischi, senza vie di fuga, facendo antimafia con le proprie forze. Dopo la «love story di Celemente & Alessandrina», come Stella ha definito il matrimonio integrale dei coniugi di Ceppaloni sul Corriere di oggi, non possiamo affatto restare in silenzio. Considereremo non rispettosa del pluralismo necessario all’informazione quella stampa che vorrà tacere su questo nostro documento. E riterremo complici quelle testate che ci negheranno spazio, dal momento che tra i firmatari della presente nota ci sono parenti di vittime della mafia, spesso non riconosciuti dallo Stato e provocati dal potere istituzionale: Salvatore Borsellino con le complicità di vertice per l’omicidio del fratello Paolo, con la richiesta di grazia a Contrada e con la storia d’un risarcimento osteggiato e ritenuto consolatorio dall’alto; ancora, Rosanna Scopelliti e Sonia Alfano per le ingiustizie patite dall’uccisione dei loro padri.
In ordine alla bufera giudiziaria, politica e mediatica nata ieri, c’è un fatto, ed è gravissimo: la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha descritto il Sistema campano e l’Udeur dei Mastella come «un’associazione per delinquere». Una corposa ordinanza firmata dal gip Francesco Chiaromonte mostra uno scenario di corruzione che interessa, oltre alla moglie del Guardasigilli, due assessori regionali della Campania, un presidente di sezione del Tar, il prefetto di Benevento, amministratori e funzionari pubblici, professionisti e docenti universitari. Lo stesso gip ha scritto: «Senza tema di smentite, può essere sostenuto che risultasse strutturato un vero e proprio “sistema” illecito, che lascia fortemente basiti per i metodi sfacciatamente irregolari con cui veniva esercitato. Con modalità evidentemente funzionali all’acquisto di posizioni di potere e/o assegnazioni di lavori pubblici e, più in generale, di profitti economici».
La cronaca di oggi riferisce i dettagli dell’accusa, per cui ci sarebbe stato anche un tentativo di concussione dei coniugi Mastella nei confronti del governatore campano Bassolino. In ogni caso, per i giudici, il ministro della Giustizia sarebbe stato il punto di riferimento d’una politica tutta all’italiana - o alla meridionale, come lascia intendere Stella nell’articolo di oggi, in cui dice di regali e cene mirati, nonché del manifesto disbrigo di pratiche clientelari della coppia ultracattolica, utili alla loro fabbrica di voti. Il senatore Mastella - lo stesso che, a tutela della sua «famiglia per bene», minacciò querele a Sonia Alfano, in una conversazione telefonica pubblicata da Micromega, per aver ricordato la sua particolare amicizia col mafioso Francesco Campanella - dirigendo i suoi adepti dell’Udeur avrebbe condotto, secondo l’accusa, la strategia dell’«associazione a delinquere» in Campania. Rimanendone, dunque, formalmente esterno.
Di questo intreccio - di cui si saprà meglio nei prossimi giorni e del quale si vedranno le ripercussioni politiche, già annunciandosi gli stessi ricatti cui assistemmo all’indomani dell’iscrizione nel registro degli indagati del ministro Mastella da parte del pm Luigi De Magistris - ci interessano gli aspetti etici, che sono assolutamente trascurati da tanti commentatori, parlamentari e giornalisti.
La giustizia è per Costituzione amministrata in nome del popolo; il quale è rappresentato in primo luogo in sede parlamentare. La magistratura è indipendente e la legge è uguale per tutti. Questi sono princìpi inderogabili.
Le dichiarazioni di Clemente Mastella contro la magistratura, sostanzialmente identiche a quelle successive al suo coinvolgimento formale nell’inchiesta Why not, sono d’una gravità senza precedenti; tanto più in quanto rese dal ministro cui per delega è affidato il funzionamento degli organi della giustizia. Le solidarietà espresse a Mastella da deputati, senatori, colleghi di governo e, in primo luogo, dal presidente del Consiglio, sono la prova evidente del fatto che lo Stato non ha alcun senso dello Stato. E non perché si dia per scontata la colpevolezza del ministro accusato. In democrazia, si attende la conclusione dei procedimenti senza manipolare il loro corretto svolgimento. L’Italia, pertanto, non è una Repubblica democratica. La nazione sta morendo e il Mezzogiorno si sta popolando solo di rifiuti, continuando quell’affarismo criminale che fa sparire la società buona e le risorse per lo sviluppo.
Come cittadini italiani e coscienze che intendono vigilare sul rispetto della Costituzione, chiediamo al presidente della Repubblica che adesso vigili sul trasferimento del pm De Magistris da Catanzaro. Non è strano che ci si opponga alla giustizia di Stato tutte le volte che questa cerca la verità? Le accuse della Procura di Santa Maria Capua Vetere e le reazioni dei destinatari generano il dubbio, ma non è una novità in Italia, che alla magistratura si debba politicamente impedire di svolgere il proprio ruolo. Noi non dimentichiamo il caso di Luigi De Magistris né quello di Clementina Forleo. E, proprio in questo momento delicatissimo, ci appelliamo al Capo dello Stato, che è il primo garante della Costituzione, perché non si commettano errori e perché siano bandite pressioni di sorta rispetto alle imminenti decisioni del Csm sul futuro dei due magistrati. Abbiamo bisogno di fatti concreti, che dimostrino agli italiani che lo Stato non è mafia. Diversamente, siamo pronti a ritorsioni contro la nostra stessa vita.

Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo
Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe
Chicco Alfano, figlio del giornalista Beppe
Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonio
Aldo Pecora, portavoce di “Ammazzateci tutti”
Emiliano Morrone, autore di “La società sparente”
Giovanni Pecora, coordinatore “Rete per la Calabria”
Giorgio Durante, presidente “Calabria libre”
Francesco Saverio Alessio, autore di “La società sparente”
Francesco Precenzano, presidente “Gens”
Francesco Siciliano, legale di “Ammazzateci tutti”

Simona Forlano ha detto...

Il titolo del post è esilarante (Achille deve essere una persona simpaticissima), il testo esige riflessioni amare purtroppo. Ricordo quando l'ANM li difendeva i magistrati che facevano il loro dovere.. ora la "normalizzazione di scuola cainanesca " è stata introdotta anche nell'ANM, che si fa? La perdiamo la speranza in una legalità osannata e non temuta, in un rispetto della magistratura inquirente che rivolge la sue attenzioni al morto di fame come al multimiliardario bancarottiero/corruttore ?

Achille ha detto...

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Per Simona Forlano

Grazie, Simona, per le sue gentili parole, che mi fanno arrossire (e in genere non è facile, essendo io uno sfacciato).

Mi permetta un dono, che, date le contingenze, posso darle solo pregandola di cliccare qui.

Quanto al conservare o perdere la speranza, è una domanda che, a mio modesto parere, dobbiamo stare attenti a non porci in termini di "pronostico".

E' un brutto segno che questa generazione faccia coincidere "sperare" con "pronosticare che ce la faremo".

La "speranza" non è un giudizio, ma una virtù.

E', in qualche modo, la misura del nostro "cuore", della nostra capacità di vivere davvero la vita, della nostra magnanimità (sulla "magnanimità", mi permetto di segnalare questo e, aggiungendo che richiederebbe alcuni approfondimenti, questo).

Giorni fa La Redazione ha inserito nella homepage del blog una frase di Martin Luther King: "Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta”.

Dobbiamo ricordare a noi e agli altri che i primi ai quali facciamo le cose che facciamo siamo noi stessi.

Speriamo perchè sperare ci appartiene come uomini e ci rende uomini (e donne :-) )

suo Achille