«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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martedì 29 gennaio 2008

La requisitoria contro Luigi De Magistris


Con riferimento alla Lettera di un cittadino ai magistrati onesti che abbiamo riportato sul blog, per comprendere a cosa si riferisca l’Autore parlando di “mestiere” e di “missione” dei magistrati, riportiamo il brano della requisitoria orale pronunciata il 18 gennaio 2008 dal Sostituto Procuratore Generale Vito D’Ambrosio nel procedimento disciplinare a carico di Luigi De Magistris che ha ispirato quella lettera.

Si tratta di un brano molto interessante, perché il Procuratore Generale non si limita a trattare i singoli addebiti mossi al collega De Magistris, ma si fa carico di definire “il modello di magistrato” al quale ci si deve ispirare.

L’intera requisitoria può essere ascoltata su Radio Radicale.

A questo link abbiamo pubblicato le incolpazioni disciplinari a carico di Luigi De Magistris, con l’indicazione delle incolpazioni per le quali è stato condannato e di quelle per le quali è stato assolto. Va detto che dalle accuse che gli vengono mosse nel brano della requisitoria che riportiamo relativamente ai “rapporti con la stampa”, Luigi De Magistris è stato assolto.

A quest’altro link abbiamo pubblicato l'intera memoria difensiva di De Magistris.

Di Vito D’Ambrosio la scheda biografica pubblicata da Wikipedia dice:

"Vito D’Ambrosio (Pescara 3 aprile 1943) è un uomo politico ed un magistrato italiano.

Nel 1966 si laureò in giurisprudenza ed un anno più tardi vinse il concorso per entrare nella magistratura. Pretore di Ancona dal 1971 al 1986, da quell’anno fino al 1990 ha fatto parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel ‘90 venne nominato sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione e poco dopo sostenne l’accusa contro la Mafia al maxiprocesso di Palermo, istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, cui era legato da profonda amicizia.
Indipendente di sinistra, nel 1995 venne eletto dapprima consigliere regionale tra le fila del Partito Democratico della Sinistra e poi presidente della regione Marche, incarico che gli venne confermato nel 2000 dal voto popolare. Nel 2005, dopo la vittoria del candidato dell’Unione Gian Mario Spacca è ritornato in magistratura, riprendendo il suo incarico di sostituto procuratore generale".


Dal novembre 2007 Vito D'Ambrosio è anche componente del Comitato Direttivo Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati.

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Dalla requisitoria del Procuratore D'Ambrosio del 18 gennaio 2008:

“I giudici sono soggetti soltanto alla legge. Incluse le norme codicistiche e deontologiche. Anche quelle che non ci piacciono”.

“Abbiamo strumenti perché la società sia tranquilla, che utilizziamo i nostri grandi poteri, in maniera tranquillizzante. Che non significa addormentante. Ma significa una cosa diversa: bisogna che riconosciamo che, sul piatto della bilancia, ci sono poteri incredibili. Noi siamo l’unico potere che ha una capacità delegittimante enorme, e siamo l’unico potere che può incidere sulla capacità personale, senza limite, ma questo è accettabile, se teniamo conto di quel limite”.

“Da questo punto di vista, il dottor De Magistris, non dà le necessarie garanzie.
Infatti il dottor De Magistris reagisce, ai comportamenti dei dirigenti dell’ufficio, con strumenti del tutto estranei agli strumenti del processo.
Utilizza in modo arbitrario dati, in modo assolutamente non pertinenti al tema delle indagini, violando la privacy di soggetti terzi, impossibilitati a difendersi, adotta comportamenti sleali nei confronti di colleghi coassegnatari di alcuni procedimenti e processi, trascura l’osservanza dei termini, sia nelle indagini, sia in tema di libertà personale, adotta provvedimenti al di fuori delle previsioni del codice di rito, con riflesso negativo sull’esercizio dei diritti di difesa.
Mantiene rapporti con i mezzi d’informazione del tutto anomali. Usando i suoi rapporti privilegiati per fare pubblicità, a se stesso e alla sua attività professionale. Una vera e propria campagna mediatica, con dichiarazioni allarmanti e prive di equilibrio: non è questo, il modello di magistrato, che la costituzione voleva!”.

“Non è questo, il modello di magistrato, che l’ordinamento prevede!”

“Non è questo, il modello di magistrato, di cui necessita una democrazia ordinata!”.

“Temo che, facendo un errore, ahimè abbastanza diffuso, s’è ispirato, nella sua attività, più a un’ottica missionaria, che a quella necessaria per svolgere al meglio il nostro difficile mestriere. Mes-tie-re. Mes-tie-re – sottolineo -, per quanto faticoso e carico di responsabilità, e non mis-sio-ne. Guai, se il magistrato pensa di avere una missione: il magistrato ha un mestiere. Ha il controllo della legalità. A qualunque livello. E nei confronti di tutti. Ma prima di tutti nei confronti di se stesso. Il controllo di legalità parte da un auto controllo di legalità”.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Bella requisitoria!!!
Peccato che è stata pronunciata contro de Magistris impegnato a indagare nella direzione del mal funzionamento di alcuni Uffici giudiziari e di importanti politici: il popolo italiano in nome del quale la giustizia viene amministrata avrebbe voluto sentirla molte altre volte in passato questa requisitoria; quando, ingiustamente si è indagato nei confronti di inermi cittadini innocenti.
Grazie, bartolo iamonte.

Anonimo ha detto...

"in una democrazia ordinata" non c'è una clinica degli orrori con l'avallo di tutte le istituzioni e fondi pubblici per tenere in vita cadaveri.
Quanta arrogante spudoratezza negare l'evidenza.
Alessandra

Vincenzo Scavello ha detto...

Perdonate se sottolineo alcune dissonanze della requisitoria del Procuratore D'Ambrosio, rispetto al "sentire" di un cittadino che alza la testa, guarda, ascolta e si fa una propria opinione per quello che vede e che sente.

“I giudici sono soggetti soltanto alla legge. Incluse le norme codicistiche e deontologiche. Anche quelle che non ci piacciono”. (assolutamente d'accordo)

“Abbiamo strumenti perché la società sia tranquilla, che utilizziamo i nostri grandi poteri, in maniera tranquillizzante. Che non significa addormentante".

Invece, in taluni casi, non sempre per fortuna, la Magistratura, non la società, passa dai tranquillanti allo stato comatoso! Se invece fosse "vigile" e "severa" il nostro paese non sarebbe sotto il giogo dei trafficanti di droga, dei faccendieri, della politica corrotta ... insomma delle Mafie! Nel mezzogiorno del nostro paese la LEGALITA' è messa al bando, proprio perchè narcotizzata da una Magistratura PAVIDA che non usa i suoi "grandi poteri" per togliere il sonno ai lestofanti di turno che, giorno dopo giorno, accrescono il loro potere - quello sì fortissimo - perchè protetti da infinite connivenze, fino a quando l'allegro intrallazzare implode da solo, come si è verificato per i rifiuti nella Campania.

[...]
“Da questo punto di vista, il dottor De Magistris, non dà le necessarie garanzie.
Infatti il dottor De Magistris reagisce, ai comportamenti dei dirigenti dell’ufficio, con strumenti del tutto estranei agli strumenti del processo. [...]

Cosa poteva fare il Dott. De Magistris nel momento in cui scopriva che i suoi Dirigenti non "gradivano" la sua poco "tranquillizzante" condotta? Doveva forse informare i Palazzi Romani o la Procura di Salerno di quello che gli stava accadendo? - Sappiamo tutti che questo lo ha fatto, senza che vi sia stato un incoraggiamento al suo operato, anzi, abbiamo visto cosa gli sta succedendo!

[...]
Mantiene rapporti con i mezzi d’informazione del tutto anomali. Usando i suoi rapporti privilegiati per fare pubblicità, a se stesso e alla sua attività professionale. Una vera e propria campagna mediatica, con dichiarazioni allarmanti e prive di equilibrio: non è questo, il modello di magistrato, che la costituzione voleva!”.

[...]
Quello che abbiamo percepito come società civile, e forse sbagliando, è che il Dott. De Magistris è stato sempre schivo rispetto al clamore mediatico, tant'è che era sconosciuto alla totalità della gente. La sua ribellione "mediatica" è avvenuta nel momento in cui, subendo ispezioni a raffica, ha capito che, così come era avvenuto per "POSEIDONE" stavano per sottrargli anche un'altra importante inchiesta: "WHY NOT"! - Solo allora, così come avevano fatto Dalla Chiesa, Borsellino, Falcone, e tantissimi altri, ha affidato le sue preoccupazioni alla stampa e, alla luce degli accadimenti, aveva PERFETTAMENTE RAGIONE! Ricordo un titolo inquietante: "VOGLIONO FARMI FUORI" dove Egli affidava alla gente le sue preoccupazioni circa il destino delle sue non facili indagini.

[...]
“Non è questo, il modello di magistrato, che l’ordinamento prevede!”
“Non è questo, il modello di magistrato, di cui necessita una democrazia ordinata!”.
“Temo che, facendo un errore, ahimè abbastanza diffuso, s’è ispirato, nella sua attività, più a un’ottica missionaria, che a quella necessaria per svolgere al meglio il nostro difficile mestriere. Mes-tie-re. Mes-tie-re – sottolineo -, per quanto faticoso e carico di responsabilità, e non mis-sio-ne. [...]

E quì il disaccordo, ci dispiace, è totale! Come! un "Garante" della Costituzione e delle Leggi della Repubblica al pari di un Ciabattino o Muratore? Uno che ha l'altissimo Onere di indossare l'ermellino, pari ad un Barbiere o un Falegname? Accidenti, fare il Magistrato no! Non è un mestiere e non è nemmeno una professione! Il Magistrato è, deve essere, altra cosa rispetto al Mestiere, altrimenti rischiamo di avere dei mestieranti anche in Magistratura, allo stesso modo di come avviene nella Politica!

[...]
Guai, se il magistrato pensa di avere una missione: il magistrato ha un mestiere. [...]

Fare il Magistrato è, invece, una MISSIONE, A L T I S S I M A, per i compiti cui è chiamato a svolgere.
Egli è mandato-chiamato a tutelare i DIRITTI, vigilare sui PRINCIPI, applicare le LEGGI, DIFENDERE IL POPOLO E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DA OGNI SOPRUSO.
Svolgere questo alto compito non è la stessa cosa che utilizzare bene il martello, le forbici o la pialla; è, veramente, tutt'altra cosa!
La LEGGE e la GIUSTIZIA NON ABITANO LE BOTTEGHE DEI MESTIERI! Quando questo avviene c'è il serio rischio che invece dei CODICI si usi disinvoltamente L'ACCETTA!

Un Abbraccio

"Uguale per tutti" ha detto...

In un commento inviato alle 18.25, il prof. Vincenzo Scavello, protagonista della vita del nostro blog, alla quale partecipa con contributi preziosi e apprezzati, dei quali Gli siamo profondamente grati, ha scritto, fra l'altro:

"E quì il disaccordo, ci dispiace, è totale! Come! un "Garante" della Costituzione e delle Leggi della Repubblica al pari di un Ciabattino o Muratore? Uno che ha l'altissimo Onere di indossare l'ermellino, pari ad un Barbiere o un Falegname?"

Fermo restando che il senso complessivo dell'intervento del prof. Scavello è chiaro, l'esempio da Lui fatto richiede da parte nostra una precisazione.

Noi siamo fermamente convinti che uno dei gravi mali del nostro Paese è un forte classismo.

Vogliamo accoratamente dire a tutti coloro che ci leggono che:

1. ogni persona ha uguale dignità, qualunque onesto lavoro faccia o non faccia;

2. per la vita comune e per il bene comune ogni lavoro è ugualmente importante, ugualmente nobile, ugualmente prezioso per tutti i consociati.

L'art. 3 della Costituzione, al quale è ispirato il titolo del nostro blog dispone:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese"

Purtroppo, ancora oggi, a sessant'anni dalla promulgazione, quella norma è gravemente non attuata.

Con riferimento alla questione discussa nel post che qui si commenta, noi crediamo che fare il magistrato sia "missione" nello stesso senso in cui è "missione" stare seduti alla guida di un camion per giorni e per notti per assicurare i rifornimenti a questa o quella parte del Paese; come lo è vegliare da parte di una baby sitter, di una mamma o di una nonna sul sonno di un bambino; come lo è verificare da parte di un elettricista che un impianto sia efficiente, dia la luce e non metta in pericolo la vita di chi lo usa; come lo è raccogliere la spazzatura in tutte le città e in tutti i paesi; come lo è ogni altro lavoro.

Dunque, condividiamo le considerazioni sulla questione oggetto del post, ma fermo restando che la distinzione fra "missione" e "mestiere" è problema di ogni onesto lavoro e che il nostro Paese è malato perchè troppe persone, compiono i loro diversi lavori da "mestieranti" invece che da "missionari".

Ci scusiamo con il prof. Scavello, che ha tutto il nostro affetto e la nostra stima, per la replica, ma il Suo commento ci offriva l'occasione e ci imponeva questa riflessione.

La Redazione

Vincenzo Scavello ha detto...

Sottoscrivo ogni parola della vostra risposta al mio post, tant'è che un figlio di contadini come me, non d'imprenditori agricoli, non può nemmeno minimamente pensare di essere classista, ritenendo che al di sopra dell'uomo - di tutti gli uomini - vi sia soltanto Dio o nessuno (per gli atei).
In quanto all'art. 3 della Costituzione, esso è per me il Vangelo Laico cui mi ispiro nel vivere quotidiano.
Detto questo voglio ribadire il concetto espresso nel mio precedente Post in estrema sintesi: coloro che praticano un mestiere - un qualsiasi mestiere - maneggiano cose, oggetti inanimati che per quanto utili rimangono sempre oggetti IN-ANIMATI! - Un Magistrato ha in amano il destino di persone, quinti della loro ANIMA, per chi ci crede. Il mio pensiero, divergente rispetto a quello espresso dal Procuratore D'Ambrosio, poggiava sulla convinzione che la missione del Magistrato e il mestiere del Ciabattino non siano perfettamente sovrapponibili. In ogni caso sono fermamente convinto che nel nostro Paese vi siano tanti artigiani che hanno una visione della vita e della Legalità molto più "alta" di tantissimi "Mestieranti" del Diritto.

Grazie per lo spazio di Democrazia e soprattutto per le risposte, attente, che fornite il questo Blog, onorando e realizzando i principi dell'Art. 21 della nostra Carta costituzionale.

Un abbraccio

"Uguale per tutti" ha detto...

Grazie di cuore a Lei carissimo prof. Scavello.

La Redazione

Gennaro ha detto...

Semplicemente vergognoso l'intervento di D'Ambrosio,non vi è altro da aggiungere per mio conto,buon lavoro a tutti

Francesca ha detto...

Nei molti commenti a questo post LEGGETE tutte le gesta e le pendenze del PM Vito D'Ambrosio
e poi ditemi se siamo un Paese normale, dove giustizia ed informazione ( anche la seconda, purtroppo...) funzionano in modo democratico

http://www.ammazzatecitutti.org/news/presentata-la-relazione-annuale-della-direzione-nazionale-antim.php#josc2408

p.s. lo posto anche qui perche' non puo' essere assolutamente perso!
mi attendo approfondimenti di Travaglio - lui che puo' - sull'autorevole personaggio.

E poi del resto, chi avrebbe dovuto sollevare l'incompatibilita' di D'Ambrosio, Mancino.....?!

Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere

Anonimo ha detto...

http://www.agliincrocideiventi.it/2007/10/22/vicenda-de-magistris-un-golpe-bianco/

ANCHE questo va letto tutto, specie i commenti ed i link collegati.

Poveri noi!

Anonimo ha detto...

CASO DE MAGISTRIS- D’AMBROSIO

TESTO ATTO
Atto Camera
Interrogazione urgente

Presentata da
Carlo Ciccioli

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro di Giustizia

Per sapere, premesso che:

• a carico del giudice dott. De Magistris è in corso procedimento disciplinare da parte del
Consiglio Superiore della Magistratura su richiesta del Guardasigilli ministro Mastella;
• la vicenda ha avuto grande rilievo mediatico e registrato forte interessamento popolare esplicatosi con manifestazioni di piazza e partecipazione di cittadini e dello stesso Pubblico Ministero alla trasmissione Anno Zero di Rai due;
• sul caso si sono pronunciati uomini di governo ed esponenti vari di partiti e la questione ha pertanto assunto forte rilevanza politica anche per la circostanza che al dott. De Magistris è stata avocata l’indagine denominata “Why not” che vede indagati il presidente del consiglio Prodi e il ministro Mastella;

Appreso che:

• che il sostituto procuratore presso la Corte di Cassazione incaricato del procedimento de quo è il magistrato dott. Vito D’Ambrosio, che per due legislature è stato presidente di centro-sinistra della Giunta Regionale della Regione Marche;

tutto ciò premesso

se il Governo è a conoscenza di tale imbarazzante ed incompatibile situazione;
se non ritenga opportuno esprimere il proprio parere ed intervenire formalmente per sollevare tale condizione di assenza di imparzialità e trasparenza nella scelta del magistrato inquirente.


Roma, 8 novembre 2007
On. Carlo Ciccioli
Deputato di Alleanza Nazionale
eletto nella Circoscrizione Marche


L'INTERROGAZIONE E' STATA RITIRATA GIUSTO IN TEMPO!

Poiche' pero' l'incompatibilita' gravissima ed oggettiva dell'accusatore e' ragione di legittimita' che puo' inficiare l'intero processo disciplinare a de Magistris, ci aspettiamo che le Sezioni Unite della Cassazione, nel successivo grado, si decidano ad applicare quella legge - e solo quella - che tanto abbiamo sentita invocata nei vari procedimenti a carico dei magistrati cattivi.

A proposito, la sig.ra Vacca e' sempre li'?.

Non e' che la crisi ed il probabile scioglimento anticipato delle Camere serve ad oscurare questo oscuro momento della democrazia ed a distogliere da presenze inopportune negli organi costituzionali e da richieste di autorizzazioni a procedere contro parlamentari ?

Intanto il tempo passa e la nave va....

Anonimo ha detto...

Ho appena sentito a radio "$ che "l'inchiesta che fu del Dr:De Magistris è ripartita e sono in corso perquisizioni anche a carico del governatore della Calabria,Loiero".
Tutto i marcio d'Italia è costato il sacrificio di De Magistris.
L'Europa incalza. L'ha dovuto riconoscere anche la Corte dei Conti.
Ormai non torneremo indietro.
Alessandra