«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana»(Silvio Berlusconi, 4 settembre 2003)
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giovedì 24 gennaio 2008

Gli studenti calabresi su Luigi De Magistris


Pubblichiamo una lettera aperta scritta dagli studenti della Associazione Universitaria Calabrese Ulixes.

Siamo stati in dubbio se riportarla qui o no, perché in alcuni passaggi si usano espressioni forti nei confronti anche del C.S.M. e a noi preme lasciare chiaro che non condividiamo quelle espressioni (pur condividendo il senso della critica che con parole inappropriate esprimono) e che abbiamo il massimo rispetto di quella istituzione.

Ma abbiamo deciso di riportare la lettera, perché, come già detto, condividiamo il senso delle considerazioni in essa espresse e perché è una testimonianza preziosa dello stato d’animo di una parte importante del Paese.

Grazie di cuore a questi studenti per ciò che stanno dando a nostro martoriato Paese.

In un passaggio della lettera questi giovani dicono che andranno avanti anche se non sanno per che via, perché non ci sono vie.

Ci sono tornati in mente i versi di due bellissime poesie e ve li proponiamo in un post a parte.


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Lettera aperta alla città di Calabria

Sulla vicenda De Magistris per mesi abbiamo deciso il silenzio.

Un silenzio dettato in primo luogo dal desiderio di sfuggire ad ogni accusa di strumentalizzazione di vicenda e persone.

Un silenzio, in secondo luogo, simbolico e teso a manifestare rispetto per le istituzioni e dunque per i lavori e le indagini e le valutazioni del CSM.

In questa follia collettiva la convinzione, che adesso vacilla, è che non si prescinda dall’assicurare rispetto alle istituzioni che di un paese sono comunque il collante e la parvenza d’identità. E che i salti e le revisioni di un sistema, per il bene della società stessa, possano passare attraverso situazioni non traumatiche.

Quella convinzione è caduta, forse definitivamente.

Ed il silenzio si scioglie nella constatazione che questo paese è allo stremo e la corruzione che ne segna l’animo e le speranze è giunta ad uno stadio di non ritorno.

Davvero di non ritorno.

Non esistono ordini e corpi che segnalino senso e responsabilità di Stato, non esistono soggetti che riconoscano il senso di norme collettive o legislative. Ma solo poteri nella veste più sfacciata e impertinente.

Senza vergogna.

La cappa del potere è scesa definitivamente e francamente non si vedono vie d’uscita.

Si badi bene. Il potere ha le forme del degrado non solo quando è legato ad ogni livello ma quando tutti i corpi sono espressioni delle medesime logiche.

I poteri in Italia hanno dimostrato un senso di chiusura, di prepotenza, di irragionevolezza, di onnipotenza.

Né la politica né la magistratura oggi ci consentono di avere fiducia.

Ognuno, nelle sue sfere di competenza agisce come un attore in una sfida all’ultimo sangue dove non ci sono regole, esistenze individuali, giustizie collettive da assicurare e garantire, aspettative della collettività.

Niente. “Fanno tutti schifo” pronuncia l’antipolitica. Un po’ è così.

Il dispositivo della sentenza del CSM ci fa effettivamente schifo come ci fa schifo la nomina del dirigente ASL per tessera di partito, così come ci fa schifo chi nelle intercettazioni dice che un certo giudice deve essere fatto fuori (“Cazzo alla fine ce l’ha fatta però il tizio”. Forse aveva mezzi per vedere lungo).

Sono logiche uguali, prese da prospettive e corpi diversi.

Il CSM va oltre le richieste dell’accusa, pronuncia valutazioni di merito che sondano le intenzionalità che muovono il candidato e incornicia un dispositivo “tagliagambe” che non lede il magistrato solo nel suo ruolo ma anche nella sua persona.

Non è difficile pensare in questo momento alle difficoltà personali del dott. De Magistris, magari psicologiche prima ancora che professionali.

Queste sono le logiche del potere.

Il potere ha bisogno di creare vittime ed eroi, affossa, colpisce uno perché tutti vedano, sentano e capiscano. Nel silenzio delle loro vite e della loro quotidianità.

Quanti delinquenti avranno gioito di questa sentenza!

Magari quegli stessi che in Parlamento hanno applaudito Mastella.

Il potere politico semplicemente si è gioiosamente specchiato nel potere giudiziario.

Ma sempre di potere si tratta.

Le inchieste sembrano l’ultimo interesse di questo paese scollato, deluso, umiliato, stanco.

Che ha giornali quotidiani che sembrano bollettini di guerra, che regala ai giovani la prospettiva di dignitose vite da disperati, che sta tutto nell’immondizia napoletana e nelle magagne criminose e nell’incapacità di dimettersi e di colpire le responsabilità.

Luigi De Magistris e la sua vicenda dimostrano che oggi non esistono speranze al di fuori di grandi individualità e che il sistema è morto e la speranza coincide con quella che si chiama iniezione esterna.

I poteri non hanno deciso la via del compromesso e di un cambio lento, ma si arroccano sulla montagna di immondizia.

E’ una scelta che può avere drammatiche conseguenze perché un paese può arrivare a un punto di sopportazione ma poi si “incazza”.

Nonostante i toni pacati di questa lettera sentiamo un senso di rabbia che se si potesse manifestare in forza butterebbe all’aria istituzioni, partiti e parlamento e getterebbe i pezzi in mare come in un dimenticatoio perenne.

Non riusciamo a esprimere con parole quello che è un senso di vuoto.

Davvero non sappiamo quale è la via.

Non ci sono vie …

E ci piacerebbe pensare che cosa ne pensano i migliaia di calabresi che accorrevano desiderosi a firmare a sostegno dell’indipendenza della magistratura o che ascoltavano in silenzio in una notte d’agosto di Soverato un’assemblea pubblica nella quale il dott. De Magistris illustrava lo stato delle cose.

Noi abbiamo visto questo miracolo, questo senso di speranza legato ad inchieste e legato al lavoro onesto di un magistrato.

Forse nessuno si è reso conto che quei cittadini calabresi si legavano col cuore a null’altro che a ciò che dovrebbe essere la dovuta normalità, e cioè un magistrato che lavora e una classe politica corrotta che andava punita.

Cioè siamo arrivati al punto di manifestare con passione viva un desiderio di normalità.

Qui infatti la normalità non esiste.

La normalità viene gambizzata ed esemplarmente punita.

Non ci sono parole oggi per esprimere un senso di riconoscenza al dott. De Magistris che probabilmente condividiamo con i calabresi onesti e non eroi che vivono e pretendono normalità.

Una riconoscenza perché abbiamo rivisto, grazie a lui, l’immagine di una prospettiva e un senso di passione civile in questa terra davvero insoliti.

Ma è da quella passione civile che occorre ripartire.

Non vi sono Cassazioni in cui riporre fiducia purtroppo ma solo un senso di disgusto e speranza che deve farsi proposta, rigetto, distruzione e costruzione.

Non vi sono dubbi. Le code ai banchi firma, la gente incollata ai teleschermi, la gente pronta a scendere in piazza non deve dimenticare e noi siamo certi che non dimenticherà.

Non vi può essere potere che affossi quella forza che viveva negli animi.

Ne siamo spettatori e sappiamo quel che diciamo.

Esiste, dopo il fallimento di tutte le soluzioni di mediazione, una comunità di cuori e spiriti che deve ricostruirsi, capirsi e inventarsi un senso.

In questa comunità che deve cominciare a parlare e costruirsi sta davvero riposta la speranza concreta di un cambiamento.

La via non la conosciamo.

Ma è un qualcosa che esiste, vive ed oggi, dopo questa sentenza, ha trovato ancora di più il suo nemico: il potere, l’impunità, il vecchio, la paura.

Associazione Universitaria Calabrese Ulixes

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho avuto un brivido di speranza leggendo questa lettera.
Il progresso comincia dal pessimo non dall'ottimo.
Alessandra

Anonimo ha detto...

Forza ragazzi, non fatevi contaminare: il guaio dei ragazzi calabresi è che, superati i 18 anni, hanno il 90% di rischio di essere contaminati dal marcio sistema che governa la Calabria. In questa regione, infatti, la separazione dei poteri non esiste: la 'ndrangheta, la massoneria e la politica sono un tutt'uno. La magistratura vigila a che l'unione non si sfaldi. De Magistris è un cattivo magistrato: era intervenuto per scardinarlo. Via dalla Calabria e dalle funzioni.
bartolo iamonte, calabrese.

Anonimo ha detto...

Giusta l'osservazione di Bartolo ! Finché sono mantenuti dai genitori, è facile per i ragazzi avere nobili ideali. Il difficile è MANTENERLI, quando i ragazzi sono cresciuti !

Anonimo ha detto...

Quella degli studenti è una lettera viva che mostra la consapevolezza di questi ragazzi che pure ancora non " vivono" il sistema , così forte perchè integrato a tutti i livelli.Hanno capito l'importanza di uno che vi resiste e l'importanza di uno che, sapendo di essere a breve punito, ha voluto raccontare e farsi capire , perchè solo il coinvolgimento può dare luogo alla speranza di frenare questa spaventosa deriva. E questi giovani come voteranno ora? come voteranno ora che la sinistra sceglie come Ministro uno Scotti, quell'esimio ex magistrato che mesi fa difendeva ad Annozero lo stato d'accusa di Mastella per De Magistris? Ma questa sinistra cui credevo è consapevole degli errori che non smette di fare o pensa- nella sua proverbiale supponenza - che siamo scemi e senza memoria? Loro ci regalano alla destra perchè sono indefendibili ed io mi vergogno profondamente di loro ; sono scappata da CZ da ragazza e conosco il sistema locale, ministeriale, politico e della magistropoli da 20 anni. Per questo ero folgorata in quella notte di agosto a Soverato!!!Da dove era uscito questo strano pm ? E la mia domanda era gravissima perchè 1 come de magi dovrebbe essere la normalita' non l'eccezione tra i giudici invece preoccupati - nella migliore delle ipotesi - solo di farsi portare il caffè, dell'auto di servizio o del corso per fare carriera ... smaniosi da 10 anni di farsi servire da " assistenti" dell'ufficio del "processo". Ma perchè oggi la cancelleria cos'è? un ufficio per le pratiche doganali o di navigazione o per cancellare gli errori di scrittura ????Dov'è la novità e dov'è l'inganno .....?! Certo è ufficio dove si potrebbero collocare ( scambiandosi i favori) i loro figli e le loro amichette....comandando così il personale che da anni aspetta l'avanzamento di carriera ( pari a circa 50 euro in media !!!!!)
Disveliamo i veli. PS:sono curiosa di vedere se pubblicherete integralmente questa lettera.

"Uguale per tutti" ha detto...

Gentile Anonima delle 19.09,

la Sua curiosità è soddisfatta: abbiamo pubblicato la Sua lettera! :-)

Ci permetta di dirLe, però, che queste "curiosità" e "scommesse" non hanno molto senso.

Fra l'altro, commenti come il Suo verrebbero pubblicati con ancor più facilità se Lei facesse un piccolo sforzo per esprimere gli stessi concetti con serenità e pacatezza, senza nulla togliere alla durezza dei Suoi giudizi, parte dei quali condividiamo.

La Redazione